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Vedere la Sinistra litigare mi rassicura. Mi convince che non sto sognando, che questa che sto vivendo è la realtà. E’ il mio totem.

P.S. Mi sa che dopo la Maria e la Patonza, toccherà far girare anche la Leopolda.

dal film “Scanners” di David Cronenberg

“Non ce la faccio più, uno di questi giorni vado in tv ed esplodo.” (B. settembre 2011)

Quando vuole, presidente.

Secondo il suo fellow-minister Tremonti, Brunetta è un piccolo abitante di Creta.
Intanto fervono i preparativi delle nozze tra il ministrino e la sua Titti Giovannoni coscialunga. E’ meglio che non leggiate la lista di nozze con gli ulivi da 4500 euro se no, in tempi di crisi, a qualcuno potrebbe andare il mutuo di traverso.
Chi passasse in questi giorni da Arcore vedrebbe un tale affollamento di avvoltoi e sciacalli da domandarsi come mai non vi sia  il coprifuoco e l’esercito che spara a vista. 
I berlusconidi rettiliani stanno passando alla fase finale del cannibalismo rituale, allo spolpamento controllato del duce, pezzo per pezzo. E’ un delirio antropofagico da mondo movie, dove tutti si affollano attorno al nano ancora vivo per strappargli un orecchio (diecimila) un brandello di culatello flaccido (cinquemila), una coratella (bonifico infruttifero) o un arto intero (centocinquantamila). Prima che il vecchio schiatti o fallisca bisogna arraffare il più possibile.  
Non è il popolo inferocito ed affamato che fa la rivoluzion, sono i suoi più stretti collaboratori, le sue addette alla pompetta, perfino gli amici che si dividono di nascosto la merenda a metà o quelli che vedono improvvisamente le quotazioni delle loro chiappette raggiungere vette da Gronchi rosa perchè il loro voto potrebbe essere fondamentale per la salvezza del flaccido e allora si precipitano ad abbuffarsi come alle inaugurazioni delle mostre, dove si mangia gratis. 
In questo Cannibal Holocaust reloaded non poteva mancare, per un curioso scherzo del destino, Luca Barbareschi, già immortale protagonista dello storico cult movie. Anche lui è stato ad Arcore, a vedere se era rimasta qualche costola da rosicchiare, un ginocchio da bollire per un ottimo brodo o un bel fegato da accomodare con le fave. Oppure no, Barbareschi è vegetariano, fedelissimo di Fini e stiamo solo, come al solito, pensando male, condizionati dal ricordo di filmacci malsani?
Barbareschi fa fuori il maiale nel primo “Cannibal Holocaust”. Cosa combinerà nel seguito che uscirà lunedì?

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