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I cinque radicali  ad opposizione alternata
La riedizione dell’Aventino, come tutte le più recenti pensate di Bersani, è una minchiata, se non altro per la potenziale carica di sfiga storica che porta con sé e per la dimostrazione che questa sinistrina non riesce ad andare politicamente oltre la fiera dell’antiquariato. Detto questo, giusto per strappare l’ultimo brandello di orecchio rimasto attaccato al piddino, registriamo in cronaca odierna l’ennesimo gesto da Judas boys dei radicali, che hanno voluto distinguersi come al solito rimanendo seduti in sala operatoria durante l’anestesia di Bossi, per non far credere a chissà chi di essere parte dell’opposizione e di condividerne le battaglie. 
Evidentemente il problema non era solo Capezzone, ed è chiaro ormai anche ai più tardi che i doni equini dei radicali nascondono sempre la sorpresina. Dispiace inoltre che questi famigli dei resti mortali inconsunti di Pannella si facciano sempre scudo delle disgrazie dei detenuti per motivare i loro voltafaccia. Con l’aggravante che i carcerati rimangono nella disperazione ma il Re di Sparta se la cava sempre e Radio Achei continua a trasmettere a spese dello Stato.
A questo punto, cara Suor Germana, non basta che tu t’indigni e ti adiri. Se hai le palle, almeno tu, sotto la divisa da piddina grigia, li devi cacciare via a calci in culo. Tanto non sarà una misera percentuale d’albumina che potrà cambiare il corso delle elezioni. Se non lo farai scriveremo anche questo nel libro nero e guarda che ha già più pagine di un romanzo di Eco.
Ieri sera, dopo un lungo periodo di disintossicazione su SkyTG24 (come stare in comunità), ho ributtato un occhio sul TG1, quella specie di notiziario che avevamo il coraggio di criticare quando lo dirigeva Er Riotta, il descamisado che giustamente ai papiminkia pareva troppo de sinistra.
Ebbene, il nuovo corso del tiggì ammiraglio RAISET è una cosa da non credere. Roba tosta, merda pesante da ricaduta nell’incubo.
Dopo che sono finalmente riusciti a debellare a ciabattate l’ultima notizia superstite, che ancora usciva furtivamente di notte e, con la sua improvvisa comparsa da insetto immondo, provocava il panico nel direttore sceso insonne in cucina per abbeverarsi, è tutto sotto controllo.
Abbiamo raggiunto l’apice del vuoto pneumatico nel perfetto organo, anzi organetto, di regime. Ovvero un TG di pura fuffa impalpabile, appicicaticcia e dolciastra come lo zucchero filato ma sapientemente confezionata da maestri pasticcieri della propaganda, una scaletta di scemenze e papiminkiate condotto a turno dai Rudolfhess e dalle Magdagoebbels del regime. Una, quest’ultima, che se un giorno avrà sette figli li chiamerà tutti con la S di Silvio e dovesse lui andare a far danno nell’Aldilà, li suiciderebbe tutti con il cianuro per non farli sopravvivere ad un mondo senza Berlusconi.

Esagerata? Giudicate da voi e guardatene un’edizione a caso, meglio quella delle otto, quella pesante. Andateci piano e a piccole dosi perchè una mezz’ora intera di visione può spappolare mezzo emisfero cerebrale peggio dell’ecstasy. Tra un video rubato a YouTube che regolarmente “spopola” (pensate: “gli sposini che hanno ballato al loro matrimonio”) e la “notizia” che d’estate ci sono le zanzare tigri (ellapéppa!) ci scappa pure Capezzolone con la sua uscita da portapapiminkiate e la solita fortunatissima rubrica “Also sprach Gasparri”.

Perchè, tolta la decina di minuti dedicata ogni giorno alle mitiche gesta del Re Pompetta, alias presidente operaio, vetraio, pellaio, cioccolataio, e qualche altro minuto devoluto al bollettino per i beccamorti, i restanti venti servono ad evitare accuratamente di accennare a qualsivoglia fatto-notizia-avvenimento-inchiesta in Italia e nel mondo e quindi serve tanta, tanta fuffa per assorbire eventuali pensieri che dovessero spurgare a tradimento. Fuffa espansa, a multiball, a patatina di polistirolo, non importa. Anche Masotti, l’inviato in simil-Paternostro versione Daddyminkia made in England, va più che bene.

Certo, se bruciano una camionetta di cristiani dall’altro capo della Padania, la cosa per un momento attira lo sdegno papiminkia e li fa ritonfare sulla terra con grande fracasso ma per il resto, dai terremotati abruzzesi incazzati, alle famiglie che ancora si ostinano testarde a mettere i bastoni tra le ruote del governo facendo fatica ad arrivare a fine mese, per non parlare del troiaio istituzionale che fa ridere e dar di gomito il mondo, la consegna è evitare assolutamente che il papiminkia metta in moto inavvertitamente le sinapsi e si sloghi le meningi a ragionare.

Non sia mai che un’inchiesta sulle balle terremotate del Pompetta e i sondaggi gonfiati come il vetro di Murano possa far venire il dubbio al papiminkia che Puf-Puf non sia all’altezza. Perfino Barbara, la bella figliola partorita a Silvio da Veronica viene ripresa e la sua intervista purgata delle possibili critiche a cotanto padre, sempre a cura di Magdagoebbels.
Per definizione il papiminkia deve credere in Diosilvio onnipotente ed eterno, perfettissimo Creatore e Signore e mai lasciarsi tangere dalla bieca propaganda antiberlusconiana. Quella che ce l’ha con Silvio perchè gne-gne siete invidiosi e gne-gne noi abbiamo vinto le elezioni e voi no-o gne gne. Possiamo dire allora che semplicemente ci sta sul cazzo perchè è odioso?

Una televisione così, con un contenitore di puro nulla vergine al posto del TG è l’ideale per avere un popolo di votanti che non devono chiedere mai.
“Ma Cesira, il passante di Mestre non era una delle grandi realizzazioni del regime, inaugurata da Iddu in persona?”
Uhm, non ce ne sarebbe bisogno ma meglio distrarre il papiminkia con le zanzare tigri e la musica da spiaggia e tanto tanto divertimento. Agosto, cervello mio faccio finta di non conoscerti.

Un giornalista come Massimo Fini si interroga sull’impresentabilità di Berlusconi nel mondo ed elenca gli scandali che lo accompagnano? Ecco la tipica reazione pavloviana e papiminkia allo scritto, catturata su un forum:

“Tutto vero, però al momento non c’è di meglio in Italia. Il Berlusca ne ha fatte di cotte e di crude ovviamente, però qualcosa sa fare, a differenza di tutti gli altri buffoni della scena politica italiota. Quindi ci teniamo il Cavaliere e speriamo che viva a lungo, con la speranza che nel frattempo “maturi” qualcuno. Al momento, guardando i musi di un Franceschini o un Di Pietro, c’è poco da sperare”.

Non c’è di meglio. Come dire che quando pollo e manzo scarseggiano va bene anche la carne umana.
Qualcosa sa fare
. Mioddio. Anche il mio vicino sa restaurare i mobili. Lo facciamo Papa? Scusi, ci sarebbe mio cugino che sa tutte le formazioni della Roma dalle origini ai giorni nostri. Pronti, presidente della repubblica! Lei, signora, ricama a chiacchierino, si diletta di decoupage? Ministro del Tesore e delle Finanze.

E che dire di quel speriamo che viva a lungo come auspicio che, non sia mai, una morte improvvisa di Re Pompetta, magari tra le cosce di una escort, non ci ponga il problema di ricominciare a pensare, a ragionare sulla sorte nostra e dei nostri figli affidata letteralmente al primo imbonitore da fiera passato per caso. Uno che, invece di rimettere nella valigia le pozioni magiche e ripartire con il prossimo circo, ci si è piazzato in casa e non se ne vuole andare.

Mentre accade tutto ciò, si accetta cioè di diventare tutti passivi di fronte al piccolo utilizzatore finale del culo italico, Veltroni che fa? Appena uscito dal coma politico ed ancora rintronato come De Niro dall’encefalite letargica in “Risvegli”, propone una legge per risolvere il conflitto di interessi. Adesso che Berlusconi ha ormai e grazie anche a lui più potere dell’Imperatore Palpatine nell’Universo, lui vuole fare la legge contro il lato oscuro della Forza. Lui. Meno male che Bersani è contrario.

Io non ho più parole. Ma che razza di popolo di merda siamo, che Dio ci stramaledica?


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Ieri ascoltavo l’impareggiabile Capezzolone, nella sua nuova incarnazione di aedo di Forza Italia, dire a Radio Radicale che Berlusconi è il leader perfetto perchè “è McCain, Obama e Palin messi assieme”. Perciò se fossimo in America, aggiungo io, se si presentasse lui non ci sarebbe bisogno di quella perdita di tempo delle elezioni.
Ma cos’è questa voglia improvvisa di dittatori, di uomini della provvidenza, di uomini soli al comando? Sembrano tutti incinti, ‘sti portavoce del premier. A furia di stare con lui gli si attacca la malattia dello sparare minchiate.

Dal canto suo, il presidente uno e trino ha dichiarato abbastanza improvvidamente da Londra che l’Italia “è un Paese solido e lo dimostra il fatto che la nostra nazionale ha vinto i mondiali (sotto Prodi, n.d.a.) e che lui e’ presidente della squadra di calcio che piu’ ha vinto nel mondo“.

Se pensiamo che il Milan è fermo a punteggio zero nonostante un parco pedatori da fantacalcio e che l’Italia è ferma anch’essa nonostante un parco ministri (soprattutto ministre) da far invidia alla Città Ideale, qualcosa non torna.
Applicando la prima legge della Trinità Capezzoniana, suggerisco a Berlusconi di scendere in campo veramente questa volta, sul tappeto erboso in tacchetti e parastinchi e provare ad essere allo stesso tempo “Ronaldo, Ronaldinho e Kaka-senno”.


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Ieri ascoltavo l’impareggiabile Capezzolone, nella sua nuova incarnazione di aedo di Forza Italia, dire a Radio Radicale che Berlusconi è il leader perfetto perchè “è McCain, Obama e Palin messi assieme”. Perciò se fossimo in America, aggiungo io, se si presentasse lui non ci sarebbe bisogno di quella perdita di tempo delle elezioni.
Ma cos’è questa voglia improvvisa di dittatori, di uomini della provvidenza, di uomini soli al comando? Sembrano tutti incinti, ‘sti portavoce del premier. A furia di stare con lui gli si attacca la malattia dello sparare minchiate.

Dal canto suo, il presidente uno e trino ha dichiarato abbastanza improvvidamente da Londra che l’Italia “è un Paese solido e lo dimostra il fatto che la nostra nazionale ha vinto i mondiali (sotto Prodi, n.d.a.) e che lui e’ presidente della squadra di calcio che piu’ ha vinto nel mondo“.

Se pensiamo che il Milan è fermo a punteggio zero nonostante un parco pedatori da fantacalcio e che l’Italia è ferma anch’essa nonostante un parco ministri (soprattutto ministre) da far invidia alla Città Ideale, qualcosa non torna.
Applicando la prima legge della Trinità Capezzoniana, suggerisco a Berlusconi di scendere in campo veramente questa volta, sul tappeto erboso in tacchetti e parastinchi e provare ad essere allo stesso tempo “Ronaldo, Ronaldinho e Kaka-senno”.


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Confesso di non aver seguito molto le vicende del nostro amato governo, mentre ero in vacanza. Mi era sfuggita, per esempio, la copertura del capezzolo della “Verità” di Tiepolo voluta dallo staff di curatori di immagine del presdelcons, notizia che ho potuto recuperare grazie ad un gustoso post di Galatea, letto al mio ritorno.
Coprire le nudità dei quadri è una delle più clamorose stronzate di tutti i tempi. Una di quelle con un botto che neanche la famosa bomba Maradona di Capodanno. E’ una di quelle stronzate che di solito vengono in mente, nei paesi a regime dittatoriale, ai satrapi ed ai loro servi, notoriamente pudibondi ed affetti da sessuofobia di ritorno. Tutta ipocrisia, è ovvio, come dice Galatea.

In questo caso, più banalmente, qualcuno tra i creativi del nostro deve aver battuto la testa in una stalattite e deve essergli tornato in mente all”improvviso quel famoso fatto, letto in qualche bignamino, del Papa-come-si-chiamava che fece mettere le mutande ai nudi della Cappella Sistina. “Che idea”, deve aver pensato, “Silvio come il Papa”.
In mancanza della michelangiolesca ed imponente Cappella, adattiamoci ad un Tiepolo di consolazione e facciamo coprire l’orrido capezzolo da un imbrattatele di fiducia. Tanto Tiepolo è morto e lo studio legale ci ha confermato che il copyright è scaduto da un pezzo, mica come i diritti sui culi, le tette e le scosciate sulle reti Mediaset finiti su YouTube.

Già che c’erano si poteva fare di meglio, essere creativi per davvero. Si poteva coprire il capezzolone con un ritratto di Capezzone. No, è vero, l’allusione sarebbe stata troppo sottile, non l’avrebbe capita nessuno.
Chissà cosa avrebbero studiato (pensiero stupendo) se il presdelcons si fosse trovato a parlare di fronte ad un quadro decisamente più interessante da usare come sfondo e quindi da censurare: “L’origine del mondo” di Gustave Courbet. Chissà con che cosa avrebbero coperto l’immonda passera? Un tanga, un cache-sex, uno sloggi o una mutanda ascellare?
L’idea non è nuova, ci ha già pensato un’artista come Tanja Ostojic che, tu guarda la combinazione, ha scelto proprio uno slip azzurro con le stelline gialle. E’ l’arte che imita la vita o è nato prima l’uovo della gallina?

P.S. Nessuno si scandalizzi per il brutale capolavoro Courbetiano. Di lì ci siamo passati tutti.
Inoltre, guardate il grande pittore francese a chi assomiglia!

Update – Photobucket ha censurato l’immagine e ho dovuto ri-uploadarla su Flickr. Vediamo se anche loro hanno da ridire su quelle che sono due opere d’arte, una famosa, l’altra meno ma espressioni di arte moderna! (Per la serie, nun ci hanno un cazzo da fa’.)I
Inoltre OKNotizie ha definito la notizia “per adulti”. Considerando, checchè ne dica Pensatoio, che ogni bimbo si è fatto strada, nascendo, per quella cosina lì, c’è veramente da grattarsi la barba perplessi.


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Confesso di non aver seguito molto le vicende del nostro amato governo, mentre ero in vacanza. Mi era sfuggita, per esempio, la copertura del capezzolo della “Verità” di Tiepolo voluta dallo staff di curatori di immagine del presdelcons, notizia che ho potuto recuperare grazie ad un gustoso post di Galatea, letto al mio ritorno.
Coprire le nudità dei quadri è una delle più clamorose stronzate di tutti i tempi. Una di quelle con un botto che neanche la famosa bomba Maradona di Capodanno. E’ una di quelle stronzate che di solito vengono in mente, nei paesi a regime dittatoriale, ai satrapi ed ai loro servi, notoriamente pudibondi ed affetti da sessuofobia di ritorno. Tutta ipocrisia, è ovvio, come dice Galatea.

In questo caso, più banalmente, qualcuno tra i creativi del nostro deve aver battuto la testa in una stalattite e deve essergli tornato in mente all”improvviso quel famoso fatto, letto in qualche bignamino, del Papa-come-si-chiamava che fece mettere le mutande ai nudi della Cappella Sistina. “Che idea”, deve aver pensato, “Silvio come il Papa”.
In mancanza della michelangiolesca ed imponente Cappella, adattiamoci ad un Tiepolo di consolazione e facciamo coprire l’orrido capezzolo da un imbrattatele di fiducia. Tanto Tiepolo è morto e lo studio legale ci ha confermato che il copyright è scaduto da un pezzo, mica come i diritti sui culi, le tette e le scosciate sulle reti Mediaset finiti su YouTube.

Già che c’erano si poteva fare di meglio, essere creativi per davvero. Si poteva coprire il capezzolone con un ritratto di Capezzone. No, è vero, l’allusione sarebbe stata troppo sottile, non l’avrebbe capita nessuno.
Chissà cosa avrebbero studiato (pensiero stupendo) se il presdelcons si fosse trovato a parlare di fronte ad un quadro decisamente più interessante da usare come sfondo e quindi da censurare: “L’origine del mondo” di Gustave Courbet. Chissà con che cosa avrebbero coperto l’immonda passera? Un tanga, un cache-sex, uno sloggi o una mutanda ascellare?
L’idea non è nuova, ci ha già pensato un’artista come Tanja Ostojic che, tu guarda la combinazione, ha scelto proprio uno slip azzurro con le stelline gialle. E’ l’arte che imita la vita o è nato prima l’uovo della gallina?

P.S. Nessuno si scandalizzi per il brutale capolavoro Courbetiano. Di lì ci siamo passati tutti.
Inoltre, guardate il grande pittore francese a chi assomiglia!

Update – Photobucket ha censurato l’immagine e ho dovuto ri-uploadarla su Flickr. Vediamo se anche loro hanno da ridire su quelle che sono due opere d’arte, una famosa, l’altra meno ma espressioni di arte moderna! (Per la serie, nun ci hanno un cazzo da fa’.)I
Inoltre OKNotizie ha definito la notizia “per adulti”. Considerando, checchè ne dica Pensatoio, che ogni bimbo si è fatto strada, nascendo, per quella cosina lì, c’è veramente da grattarsi la barba perplessi.


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Un Pannella nei panni mitologici di Crono divoratore dei suoi figli ha fatto le scarpe al segretario rosapugnista nonché bambino-coi-baffi Daniele Capezzone, il quale sarà sostituito a breve dalla vivandiera storica del Partito Radicale e attuale coordinatrice nazionale dei rosa-pugnisti Rita Bernardini, quella che ogni volta che interviene alla Radio Radicale dà i numeri – nel senso che conta gli schei in cassa.
Volano gli stracci a Via di Torre Argentina e son parolacce, insulti e accuse di cannibalismo ai leader inossidabili Emma e Marco da parte del segretario che da neocon si è ritrovato neotrombato.
Non si preoccupi il pulzello d’Orléans, perché troverà senz’altro altri lidi ove portare il suo genio politico, magari nei Riformisti Radicali delle vedove allegre. La parlantina non gli manca di certo, né la voglia di vendicarsi del Crono-divoratore.

Intanto si attende l’incoronazione di Rita vincitrice della Crono-scalata ai vertici del Partito con la maglia rosa-pugnettista. Sempre che Pannella, dopo tanti digiuni, non debba soddisfare dell’altra fame arretrata.

Daniele Capezzone nasce già con la barba da una cellula staminale embrionale abbandonata sugli scalini di una chiesa in una notte di luna piena, ad Halloween.
Fin da infante dimostra spiccate qualità dialettiche. Fa addormentare spesso la tata la sera, raccontandogli le storie delle mirabolanti battaglie civili di Emma Bonino. A due anni sa già leggere, scrivere, far di conto e calcolare la partita doppia, e visto che non smette di riprendere i suoi genitori su qualunque cosa, accusandoli di non essere abbastanza liberali, essi meditano segretamente di portarlo nel vicino bosco e abbandonarvelo. Ma Daniele è furbo, ha le tasche piene di molliche di pane e trova sempre una scusa per evitare di uscire con loro…

A sei anni va a scuola ma sapendo già tutto e pretendendo di sostituirsi al maestro lo mettono in un’aula tutta per lui, assieme ad un ragazzo caratteriale, figlio di un anarchico livornese e della segretaria della sezione Mirafiori del PMLI. Regolarmente picchiato dal compagno, che ama particolarmente brandire il pestacarne, sviluppa un certo anticomunismo viscerale. Poi, viste le sue condizioni (sembra un puffo tutto blu), il direttore, mosso a pietà, lo mette assieme agli altri bambini.
Daniele si rende subito simpatico e dimostra di avere il piglio del leader. L’ultimo giorno di scuola, il maestro saluta i bambini e augura loro buone vacanze. Daniele alza la manina sudata e dice con voce ferma: “Signor Maestro, si è dimenticato di darci i compiti per le vacanze.”

Miracolosamente sopravvissuto fino all’adolescenza, fugge di casa per evitare il seminario e si rifugia nell’ambasciata americana, dove viene subito preso a ben volere da alcuni esuli cubani e dall’ambasciatore che lo inizia alle teorie neocon.
Poi l’illuminazione. Un giorno, passando casualmente da via Torre Argentina incontra il suo antico persecutore che, divenuto frate trappista, gli porge una rosa in segno di pace. Daniele invece decide di vendicarsi e gli sferra un pugno.
Quella stessa sera nella sua cameretta, cogliendo i vari segni del destino e con la benedizione degli esuli cubani, decide di diventare il più giovane segretario radicale del mondo.

***

Simpaticamente citato sul sito de La Rosa nel Pugno

Quando fu chiaro che i radicali, fino a cinque minuti fa più Berlusconiani di Bondi, alle ultime elezioni si sarebbero alleati con il centrosinistra dopo un rapido matrimonio riparatore con i socialisti, mi vennero in mente le parole che Virgilio attribuisce a Re Priamo nell’Eneide: “Timeo Danaos et dona ferentes (“Temo i Greci anche quando portano doni”). Il riferimento è al famoso cavallo di Troia.

Va bene che bisognava fare mucchio e che nell’Unione c’è dentro di tutto e di più, ma in un paese dove questa attuale maggioranza ha vinto, sempre per restare in tema di cavalli, per meno di una lunghezza, con una opinione pubblica sempre pronta a cedere alle lusinghe del Grande Piazzista appena questi fa l’occhio languido da uno schermo televisivo ancora sottomesso a lui, come potevamo non prevedere che le “battaglie” di Pannella avrebbero creato qualche problemino all’alleanza, e innescato un interessante effetto Cavallo di Troia?

E’ vero che le stesse battaglie radicali erano state condotte sotto il precedente governo e che il cambio di campo derivava dalla delusione per le mancate promesse berlusconiane, ma nessun Pannella avrebbe mai potuto mettere in crisi il Divo di Arcore, se non altro perché il suo appoggio era rimasto esterno. Siamo certi che invece per il governo Prodi non stia accadendo il contrario?

Vediamo l’indulto e/o amnistia, uno dei pezzi forti del Marco e dei “pugnetti rosa” che il governo Berlusconi ha sempre tranquillamente ignorato senza subirne conseguenze in termini di consenso.
Sia ben chiaro, che esista un problema di sovraffollamento delle carceri è vero. Che in carcere ci finiscano di solito più i poveracci che i furbetti è sacrosanto. Tutte le campagne pannelliane hanno un fondo di verità e giustizia. Ma tutte queste buone ragioni sono state ora annichilite dalla mossa scellerata ed inciucista del governo di centrosinistra che ha allargato l’indulto ai reati finanziari con i risultati che ha così ben descritto Marco Travaglio, per non parlare delle multinazionali che potranno evitare i processi per inquinamento e boiate varie.
Ed ecco l’effetto cavallo di Troia, con i Troiani che per la verità si danno le martellate sui coglioni da soli per venire in aiuto ai Greci.

Lo si poteva prevedere, ripeto. Sarò fissata sul problema della comunicazione e del conflitto di interessi, ma con i TG ancora in mano alla vecchia maggioranza (tanto le televisioni non contano), non è parso vero a qualcuno di annunciarci che Erika e Omar usciranno dal carcere prima del solito. Manna per le viscere forcaiole di un certo elettorato.
Hai voglia di specificare che stupratori, pedofili, mafiosi non usciranno, ciò che rimane impresso nell’orecchio sensibile dell’elettore moderato borderline sempre oscillante tra destra e sinistra non è che si tenta di risolvere il problema delle carceri, è il fatto che uscirà lo scippatore di vecchiette e lo spacciatore (di eroina o erba; piccolo, o grande alla Pablo Escobar non è specificato dai media). In più, riguardo ai poveracci che usciranno, la sensazione è che si finisca come quando si aprirono i manicomi, tutti fuori e arrangiatevi.

Io temo che adesso i radicali ci riproveranno con i Pacs, l’abrogazione della legge restrittiva sulla procreazione assistita, magari la liberalizzazione delle droghe. Tutte cose giustissime che però per un certo elettorato, non dobbiamo nascondercelo, suonano come bestemmie in chiesa e diventano “i matrimoni dei froci”, “lo smembramento dei poveri embrioni” e “il bimbo di cinque anni che si farà la pera di eroina”.
Se si lasceranno le cose come stanno nel settore della comunicazione, si farà magari una modestissima legge che tuteli le coppie di fatto e l’opinione pubblica sarà indottrinata a considerarla come un attacco frontale alla Famiglia. Tutte cose che tolgono consensi al governo e preparano il terreno per il ritorno della destra al potere, che la Famiglia la difende veramente (a parte i doppi-tripli matrimoni, le amanti e le concubine di alcuni suoi esponenti).

L’effetto Cavallo di Troia funziona ovviamente solo perché c’è questo centrosinistra inciucione. Può darsi anche che la cosa non sia voluta, (sarebbe di un machiavellismo perverso) ma intanto io mi pongo la questione, anche perché ci lamentiamo dei Mastella ma sinceramente i radicali non mi sembra che ci azzecchino molto con la sinistra.

Ascolto Radio Radicale da più di vent’anni e da parecchio mi sembrano posizionati stabilmente sulla sponda neocon, con Capezzolone che è in stretto contatto con personaggi come Michael Ledeen, e la Bonino che ogni tanto si lascia scappare che bisognerebbe abolire i sindacati.
L’impostazione ideologica ultraliberista non mi sembra cambiata dall’ultimo salto della quaglia, mitigato dalla permanenza in fascia destra di coerenza dei Della Vedova & Taradash. Le rassegne stampa della Radio lette dall’ottimo direttore Bordin sono rimaste come prima simpatizzanti a destra e sono le uniche in Italia nelle quali sia prevista la lettura integrale de “il Foglio”.
La domenica mattina va in onda un’interessante rubrica sul Sudamerica che pare scritta dagli esuli cubani a Miami. Capezzone si, critica Berlusconi, ma è un volpino, attenti.
Solo Pannella si ostina ancora, ma dev’essere l’età, a chiamare tutti “compagni”. Gaber diceva: “Compagno radicale, la parola compagno non so chi te l’ha data, ma in fondo ti sta bene, tanto ormai è squalificata, compagno radicale, cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino”.

Insomma, si sta a sinistra con il portafoglio ma il cuore è rimasto a destra come prima. E alle prossime elezioni altro salto triplo carpiato, questa volta all’indietro.

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