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Di Daniele Luttazzi mi piacciono da morire certe definizioni, ad esempio quella che ha dedicato alla Moratti: “L’idea che un parrucchiere ha di un ministro”, e a Fini (Gianfranco) “Ha l’aria di uno che è stato picchiato da piccolo. Ma non abbastanza.”
I suoi libri mi hanno divertito molto. A volte lo trovo geniale. Però gli rimprovero almeno un paio di insopportabili difetti.
Per prima cosa, è un feticista del culo inteso come orifizio e, come tutti i feticisti, è convinto che il resto del mondo condivida la sua stessa perversione. E’ come il feticista dello stiletto 12 che si meraviglia che al suo vicino non piaccia leccare la suola delle scarpe perchè è sporca. O l’amante del bondage che si picca che a me non piaccia la tenaglia sul capezzolo.

In secondo luogo, mi ricorda due bambini che in tempi diversi hanno abitato il condominio dove vivevo da piccola. Il primo si piazzava sul terrazzo e gridava a squarciagola, perchè lo sentissero proprio tutti: “Mia mamma è una grandissima puttanaaaa!!!”
Il secondo, di origini toscane, giocava in giardino piazzando ad ogni tiro di pallone andato a male dei P.D. da incenerire il santissimo. Dopo un iniziale scalpore e sbigottimento, ci abituammo e alle parolacce e bestemmie non facemmo più caso.

Ecco, Luttazzi è un bambino che si diverte un mondo a scandalizzare il borghesuccio – gli intellettuali babbioni direbbero épater le bourgeois – finchè questi ci casca, dicendo “cazzo, culo, merda” e facendo propaganda alla sua perversione in modo un tantinello ripetitivo, come tutti i fissati.
E’ talmente insistita la cosa che fa venire il dubbio che non sia capace di andare oltre all’anale e di dedicarsi ad un tipo di rapporto che implichi non solo il dolore ma anche il piacere della partner, magari utilizzando gli organi preposti appunto al piacere. Che ne so, il clitoride, ad esempio.

E poi, già che c’era, perchè non sdoganare in una così importante occasione, tanto per cambiare, un atto anale si ma tra due bei maschioni? In fondo, tra i più celebri wannabe inculati da Berlusconi vi sono soprattutto uomini.
Non l’ha fatto, credo, perchè questo bambino fissato sulla fase anale – Sigmund sarà obsoleto ma ancora c’azzecca – sarebbe passato da busone e questo, per un maschio romagnolo, è peggio di una diagnosi di melanoma maligno.
Non l’ha fatto anche perchè non ha saputo resistere al richiamo della foresta del neomaschilismo criptofascista revanchista, secondo il quale la donna deve essere soprattutto sottomessa. Ovverosìa, il vero maschio sodomizza e a lei deve pure piacere, se non ho capito male.
Ha ragione Francesco Piccolo sull’Unità, quando dice che in quanto a maschilismo, destra e sinistra si assomigliano più di quanto non vogliano far credere.

Intendiamoci, non ho nulla in contrario verso pratiche sessuali scelte di comune accordo ed allegramente praticate per arricchire l’altrimenti limitato repertorio dei buchi, purchè piacciano a tutti e due. A volte ad uno dei due qualcosa non va. Pazienza, non è un dramma.
Non vorrei però che, dopo aver reso il pompino un obbligo morale invece che un piacevole passatempo, pena il tradimento con quella che invece li fa, ora ci offrano un posto da amante ma solo con obbligo di inculata, altrimenti mi rivolgo alla trans che invece lo prende.
Il bello poi è che quando vanno con le trans vogliono fare soprattutto i passivi. Le trans, oltre agli ormoni femminili che buttano giù per femminilizzarsi, si ammazzano di viagra al fine di soddisfare i poeti dell’inculata. I quali, con loro, fanno anche gli attivi, ovviamente, ma correndo sempre il rischio che qualcuno ricambi il favore sdebitandosi con il suo. Così in effetti sarebbe più giusto. Do ut des.
Solo con le donne vogliono essere solo attivi. E questo, a casa mia, non è più sesso ma gusto per la prevaricazione. Senza contare che, quando vogliono insultarla, la definiscono “rottincula”. Cioè insultano colei che tanto gentilmente glielo dà.
Insomma, siccome è tanto fico prenderlo nel didietro, purchè si tratti di donne e non dei loro preziosi buchetti, e Luttazzi ci fa pure i monologhi, a noi dovrebbe piacere di default e guai a discutere.
Invece, se ascolti i loro discorsi, le loro schermaglie sempre a sfondo omosex – chissà perchè – le toccatine, le spinte, il “dammelo, si, dai” “no, il culo non te lo do”, eccetera, c’è sempre quello che fa la femmina riottosa che vuole arrivare vergine di culo alla morte e il vero maschio che recita l’impalatore di professione. Mioddìo, ma perchè i maschi eterosessuali quando sono più di due in una stanza si comportano così? Fanno così anche i gay, ditemi? Perchè noi ragazze non sentiamo il desiderio di mimare lo stupro quando ci troviamo tra di noi ma ci guardiamo un bel film in santa pace?

Luttazzi non è andato oltre nella provocazione, offrendo al pubblico un atto tra maschi, anche perchè è un provinciale e siamo in Italia. Siamo lontani anni luce dal proporre una vera satira a sfondo sessuale come quella che fa Sacha Baron Cohen, ad esempio. Luttazzi dice “culo, cacca” e tutti applaudono e citano addirittura Kant, mentre invece Cohen, nei suoi filmetti apparentemente idioti, fa satira allo stesso tempo sull’omofobo che va a scuola di arti marziali per difendersi dall’assalto dei froci e sull’attrezzatura demenziale da sesso anale della coppia gay, descrivendo una società sessualmente malata e disperatamente nevrotica da tutte e due le parti, e per questo ancor più tragica.
Cohen però per l’intellettualume è volgare, “Brüno” una scandalosa cagata. Luttazzi invece, che dà l’impressione di usare le donne solo perchè munite di secondo canale, sarebbe un genio della satira.
Quello che vorrei far capire è che è profondamente ingiusto che l’editto bulgaro di un puttaniere abbia colpito un comico che è capace di scrivere cose molto intelligenti, quando non vuole scandalizzare a tutti i costi o tediarci con le sue fissazioni anali. Ciò comunque non vuol dire che un bambino che urla parolacce di continuo non possa essere fastidioso e al limite anche offendere qualche sensibilità ogni tanto.

Luttazzi è uno che si sveglia la mattina, dice “voglio fare satira”, tira giù dallo scaffale lo “Psychopathia Sexualis” di Krafft-Ebing e cerca di proposito le perversioni più estreme che sicuramente colpiranno la platea. Ecco la scenetta coprofila di “Decameron”(“geniale!” urla l’intellettualume, lo stesso che voleva bruciare Pasolini per “Salò”) , le mutandine annusate e le tre fasi con sborata sulla schiena (geniale! geniale!)
Vi ricordate il casino quando in un suo spettacolo si disse che aveva mimato Andreotti che sodomizzava il cadavere di Moro? Non era vero, cioè non era esattamente così, Andreotti si eccitava sulle ferite di Moro cadavere. Altissima satira, direbbe l’intellettualume. No, era solo arrivato alla pagina “necrofilia”. Speriamo ci risparmi almeno la pedofilia.

E’ possibile mettere assieme la monnezza, la corruzione, Berlusconi, le intercettazioni vietate, il gay pride, le genuflessioni, Roma tornata papalina, la mostruosità degli italiani, Moggi, calciopoli e tutto ciò che questi concetti evocano a loro volta, in una catena senza fine? Lo so, ci ritroveremo alla fine con lo zuppone alla porcara del titolo, un’intruglio dove sono andate a cascare cose innominabili.

Oggi più che mai possiamo dire ci essere un popolo di mostri, vecchi e nuovi.
Tiriamo su i figli come dei delinquenti ma poi la colpa, se incendiano la scuola, è degli insegnanti.
Siamo un popolo di clienti che vogliono fare leggi per criminalizzare le puttane. In realtà non è la prostituzione che ci dà fastidio, sono le puttane da poco per i clienti da poco. Quelle d’alto bordo che non battono per strada spesso le eleviamo ai massimi onori della scala sociale, come i loro clienti e papponi. Non le chiamiamo più nemmeno puttane ma top model, escort, hostess. A volte addirittura mogli.

Siamo dei cagasotto, talmente disabituati alla critica ai potenti che non riusciamo a capire la satira anzi, ce ne offendiamo per conto terzi, i terzi essendo i potenti. E’ l’unico paese al mondo dove si organizzano le crociate in difesa dei governanti che sono stati “attaccati” da un comico in un pezzo satirico.
Daniele Luttazzi scrive un finto coccodrillo su Berlusconi e i crociati si offendono, parlando di cattivo gusto. Non sanno che stampare il proprio nome su un manifesto funebre allunga la vita. E’ inutile offrire la satira agli italiani, specie di questi tempi, è come servire la ratatouille del ratto Remy a chi è abituato a mangiare McDonald’s.

Siamo mangiapreti maanche bacchettoni che si prostrano di fronte ad una Chiesa vanitosa, che cambia scarpa e cappellino per l’ora del té e che per un pugno di dollari passa sopra ogni nefandezza dei suoi finanziatori. Se andate all’inferno e cercate preti, cardinali e papi andate dritti al reparto “Simoniaci”, non sbaglierete.
La carità cristiana si applica sempre al ricco e potente, meglio se dal portafoglio chiacchierato, non certo al paraplegico che non può sposarsi in chiesa perchè potenzialmente incapace di procreare o al malato terminale che vuole solo morire in pace.
Mi domando a questo punto: chi è il vero corruttore? La Chiesa è così marcia perchè ha sede in Italia oppure l’Italia è stata corrotta dalla presenza della Chiesa?

Siamo un popolo di analfabeti politici. E’ inutile fare discorsi alti e filosofici con gli italiani. Nella guerra tra cervello e pancia, intesa come frattaglie, vince la seconda.
La libertà ci piace ma solo per poco, poi ci viene a noia. Il brivido ce lo dà la strafottenza, la spudoratezza, il vincere facile, magari aggregandosi al vincitore. Ci piace essere fascisti e lo diventiamo e ridiventiamo alla svelta. Ci piacciono i piccoletti con il vizio del comando a bacchetta. Siamo sessualmente attratti da chi ha successo, e non importa come lo ha ottenuto, al quale offriamo senza esitazione il culo.
Allo stesso tempo però siamo omofobici e i froci devono stare al loro posto, cioè ben nascosti. Noi che siamo una compagnia di guitti, ballerine e nani da strapazzo, con un repertorio da avanspettacolo di quart’ordine fatto di pernacchi e peti, pretendiamo sobrietà da chi ha il torto, le paillettes, di mettersele per protesta alla sfilata del Gay Pride. Noi non ci facciamo corrompere, siamo un popolo di veri maschi, comprese le donne.

Non dobbiamo stupirci di avere oggi una televisione a nostra completa immagine e somiglianza. Chi si lamenta della qualità dei programmi e vorrebbe una specie di BBC anni ’60 fa probabilmente parte di una colonia aliena nascosta tra noi; alieni innamorati dell’Italia come gli inglesi.
Suvvia, perchè negarlo, della televisione ci piace soprattutto la pubblicità ripetitiva e idiota che interrompe quegli inutili programmi, anche quelli che cercano di fare informazione, come nei paesi civili. Tempo perso. Anche se agli italiani dici che chi dovrebbe liberarli dalla monnezza è inquisito per traffici legati alla monnezza non ci credono. I rompicoglioni sono il carabiniere Parascandalo che va a ravanare nella monnezza e il giornalista Travaglio che ne parla.
Traffico di rifiuti inquinanti, corruzione, personaggi già inquisiti non rimossi ma promossi. In qualunque altro paese sarebbe scoppiato uno scandalo da togliere la prima pelle ai responsabili. Da noi nulla, nemmeno un trafiletto sull’Eco della Val Trompia.
A Santoro chiuderanno il programma con la scusa che disturba le repliche del tenente Colombo su Retequattro. Arriverà un bel decreto che vieterà le intercettazioni, così nessun magistrato potrà disturbare i loschi traffici e noi non sapremo più cosa accade attorno a noi e alle nostre spalle.
Potete giurarci che rimarranno le intercettazioni illegali, quelle delle centrali illecite di spionaggio, quelle che fanno passare le intercettazioni di Moggi ma non quelle della squadra della Telecom.
Ci consoleremo con le centrali nucleari di terza generazione e mezza (Scajola dixit).

Ho un dubbio, che la xenofobia attuale nasconda la paura che l’accoppiamento con altri popoli e il conseguente rimescolamento di geni possa privarci dei nostri difetti, della nostra mostruosità così gelosamente coltivata nel corso dei millenni. Dopotutto possiamo fare ancora di peggio.

Questo post voleva essere soprattutto un omaggio al grande Dino Risi, morto ieri a 91 anni. Il suo pensiero cinematografico è stato allo stesso tempo osservatore, vivisezionatore e profeta delle quotidiane depravazioni italiane. Ciò che siamo diventati era già previsto nei suoi film degli anni 60. Altro che italiani brava gente. Italiani bravi mostri.


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Oggi più che mai possiamo dire ci essere un popolo di mostri, vecchi e nuovi.
Tiriamo su i figli come dei delinquenti ma poi la colpa, se incendiano la scuola, è degli insegnanti.
Siamo un popolo di clienti che vogliono fare leggi per criminalizzare le puttane. In realtà non è la prostituzione che ci dà fastidio, sono le puttane da poco per i clienti da poco. Quelle d’alto bordo che non battono per strada spesso le eleviamo ai massimi onori della scala sociale, come i loro clienti e papponi. Non le chiamiamo più nemmeno puttane ma top model, escort, hostess. A volte addirittura mogli.

Siamo dei cagasotto, talmente disabituati alla critica ai potenti che non riusciamo a capire la satira anzi, ce ne offendiamo per conto terzi, i terzi essendo i potenti. E’ l’unico paese al mondo dove si organizzano le crociate in difesa dei governanti che sono stati “attaccati” da un comico in un pezzo satirico.
Daniele Luttazzi scrive un finto coccodrillo su Berlusconi e i crociati si offendono, parlando di cattivo gusto. Non sanno che stampare il proprio nome su un manifesto funebre allunga la vita. E’ inutile offrire la satira agli italiani, specie di questi tempi, è come servire la ratatouille del ratto Remy a chi è abituato a mangiare McDonald’s.

Siamo mangiapreti maanche bacchettoni che si prostrano di fronte ad una Chiesa vanitosa, che cambia scarpa e cappellino per l’ora del té e che per un pugno di dollari passa sopra ogni nefandezza dei suoi finanziatori. Se andate all’inferno e cercate preti, cardinali e papi andate dritti al reparto “Simoniaci”, non sbaglierete.
La carità cristiana si applica sempre al ricco e potente, meglio se dal portafoglio chiacchierato, non certo al paraplegico che non può sposarsi in chiesa perchè potenzialmente incapace di procreare o al malato terminale che vuole solo morire in pace.
Mi domando a questo punto: chi è il vero corruttore? La Chiesa è così marcia perchè ha sede in Italia oppure l’Italia è stata corrotta dalla presenza della Chiesa?

Siamo un popolo di analfabeti politici. E’ inutile fare discorsi alti e filosofici con gli italiani. Nella guerra tra cervello e pancia, intesa come frattaglie, vince la seconda.
La libertà ci piace ma solo per poco, poi ci viene a noia. Il brivido ce lo dà la strafottenza, la spudoratezza, il vincere facile, magari aggregandosi al vincitore. Ci piace essere fascisti e lo diventiamo e ridiventiamo alla svelta. Ci piacciono i piccoletti con il vizio del comando a bacchetta. Siamo sessualmente attratti da chi ha successo, e non importa come lo ha ottenuto, al quale offriamo senza esitazione il culo.
Allo stesso tempo però siamo omofobici e i froci devono stare al loro posto, cioè ben nascosti. Noi che siamo una compagnia di guitti, ballerine e nani da strapazzo, con un repertorio da avanspettacolo di quart’ordine fatto di pernacchi e peti, pretendiamo sobrietà da chi ha il torto, le paillettes, di mettersele per protesta alla sfilata del Gay Pride. Noi non ci facciamo corrompere, siamo un popolo di veri maschi, comprese le donne.

Non dobbiamo stupirci di avere oggi una televisione a nostra completa immagine e somiglianza. Chi si lamenta della qualità dei programmi e vorrebbe una specie di BBC anni ’60 fa probabilmente parte di una colonia aliena nascosta tra noi; alieni innamorati dell’Italia come gli inglesi.
Suvvia, perchè negarlo, della televisione ci piace soprattutto la pubblicità ripetitiva e idiota che interrompe quegli inutili programmi, anche quelli che cercano di fare informazione, come nei paesi civili. Tempo perso. Anche se agli italiani dici che chi dovrebbe liberarli dalla monnezza è inquisito per traffici legati alla monnezza non ci credono. I rompicoglioni sono il carabiniere Parascandalo che va a ravanare nella monnezza e il giornalista Travaglio che ne parla.

http://www.youtube.com/v/GOzLy8Ryw3E&hl=it

Traffico di rifiuti inquinanti, corruzione, personaggi già inquisiti non rimossi ma promossi. In qualunque altro paese sarebbe scoppiato uno scandalo da togliere la prima pelle ai responsabili. Da noi nulla, nemmeno un trafiletto sull’Eco della Val Trompia.
A Santoro chiuderanno il programma con la scusa che disturba le repliche del tenente Colombo su Retequattro. Arriverà un bel decreto che vieterà le intercettazioni, così nessun magistrato potrà disturbare i loschi traffici e noi non sapremo più cosa accade attorno a noi e alle nostre spalle.
Potete giurarci che rimarranno le intercettazioni illegali, quelle delle centrali illecite di spionaggio, quelle che fanno passare le intercettazioni di Moggi ma non quelle della squadra della Telecom.
Ci consoleremo con le centrali nucleari di terza generazione e mezza (Scajola dixit).

Ho un dubbio, che la xenofobia attuale nasconda la paura che l’accoppiamento con altri popoli e il conseguente rimescolamento di geni possa privarci dei nostri difetti, della nostra mostruosità così gelosamente coltivata nel corso dei millenni. Dopotutto possiamo fare ancora di peggio.

Questo post voleva essere soprattutto un omaggio al grande Dino Risi, morto ieri a 91 anni. Il suo pensiero cinematografico è stato allo stesso tempo osservatore, vivisezionatore e profeta delle quotidiane depravazioni italiane. Ciò che siamo diventati era già previsto nei suoi film degli anni 60. Altro che italiani brava gente. Italiani bravi mostri.


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Oggi più che mai possiamo dire ci essere un popolo di mostri, vecchi e nuovi.
Tiriamo su i figli come dei delinquenti ma poi la colpa, se incendiano la scuola, è degli insegnanti.
Siamo un popolo di clienti che vogliono fare leggi per criminalizzare le puttane. In realtà non è la prostituzione che ci dà fastidio, sono le puttane da poco per i clienti da poco. Quelle d’alto bordo che non battono per strada spesso le eleviamo ai massimi onori della scala sociale, come i loro clienti e papponi. Non le chiamiamo più nemmeno puttane ma top model, escort, hostess. A volte addirittura mogli.

Siamo dei cagasotto, talmente disabituati alla critica ai potenti che non riusciamo a capire la satira anzi, ce ne offendiamo per conto terzi, i terzi essendo i potenti. E’ l’unico paese al mondo dove si organizzano le crociate in difesa dei governanti che sono stati “attaccati” da un comico in un pezzo satirico.
Daniele Luttazzi scrive un finto coccodrillo su Berlusconi e i crociati si offendono, parlando di cattivo gusto. Non sanno che stampare il proprio nome su un manifesto funebre allunga la vita. E’ inutile offrire la satira agli italiani, specie di questi tempi, è come servire la ratatouille del ratto Remy a chi è abituato a mangiare McDonald’s.

Siamo mangiapreti maanche bacchettoni che si prostrano di fronte ad una Chiesa vanitosa, che cambia scarpa e cappellino per l’ora del té e che per un pugno di dollari passa sopra ogni nefandezza dei suoi finanziatori. Se andate all’inferno e cercate preti, cardinali e papi andate dritti al reparto “Simoniaci”, non sbaglierete.
La carità cristiana si applica sempre al ricco e potente, meglio se dal portafoglio chiacchierato, non certo al paraplegico che non può sposarsi in chiesa perchè potenzialmente incapace di procreare o al malato terminale che vuole solo morire in pace.
Mi domando a questo punto: chi è il vero corruttore? La Chiesa è così marcia perchè ha sede in Italia oppure l’Italia è stata corrotta dalla presenza della Chiesa?

Siamo un popolo di analfabeti politici. E’ inutile fare discorsi alti e filosofici con gli italiani. Nella guerra tra cervello e pancia, intesa come frattaglie, vince la seconda.
La libertà ci piace ma solo per poco, poi ci viene a noia. Il brivido ce lo dà la strafottenza, la spudoratezza, il vincere facile, magari aggregandosi al vincitore. Ci piace essere fascisti e lo diventiamo e ridiventiamo alla svelta. Ci piacciono i piccoletti con il vizio del comando a bacchetta. Siamo sessualmente attratti da chi ha successo, e non importa come lo ha ottenuto, al quale offriamo senza esitazione il culo.
Allo stesso tempo però siamo omofobici e i froci devono stare al loro posto, cioè ben nascosti. Noi che siamo una compagnia di guitti, ballerine e nani da strapazzo, con un repertorio da avanspettacolo di quart’ordine fatto di pernacchi e peti, pretendiamo sobrietà da chi ha il torto, le paillettes, di mettersele per protesta alla sfilata del Gay Pride. Noi non ci facciamo corrompere, siamo un popolo di veri maschi, comprese le donne.

Non dobbiamo stupirci di avere oggi una televisione a nostra completa immagine e somiglianza. Chi si lamenta della qualità dei programmi e vorrebbe una specie di BBC anni ’60 fa probabilmente parte di una colonia aliena nascosta tra noi; alieni innamorati dell’Italia come gli inglesi.
Suvvia, perchè negarlo, della televisione ci piace soprattutto la pubblicità ripetitiva e idiota che interrompe quegli inutili programmi, anche quelli che cercano di fare informazione, come nei paesi civili. Tempo perso. Anche se agli italiani dici che chi dovrebbe liberarli dalla monnezza è inquisito per traffici legati alla monnezza non ci credono. I rompicoglioni sono il carabiniere Parascandalo che va a ravanare nella monnezza e il giornalista Travaglio che ne parla.
Traffico di rifiuti inquinanti, corruzione, personaggi già inquisiti non rimossi ma promossi. In qualunque altro paese sarebbe scoppiato uno scandalo da togliere la prima pelle ai responsabili. Da noi nulla, nemmeno un trafiletto sull’Eco della Val Trompia.
A Santoro chiuderanno il programma con la scusa che disturba le repliche del tenente Colombo su Retequattro. Arriverà un bel decreto che vieterà le intercettazioni, così nessun magistrato potrà disturbare i loschi traffici e noi non sapremo più cosa accade attorno a noi e alle nostre spalle.
Potete giurarci che rimarranno le intercettazioni illegali, quelle delle centrali illecite di spionaggio, quelle che fanno passare le intercettazioni di Moggi ma non quelle della squadra della Telecom.
Ci consoleremo con le centrali nucleari di terza generazione e mezza (Scajola dixit).

Ho un dubbio, che la xenofobia attuale nasconda la paura che l’accoppiamento con altri popoli e il conseguente rimescolamento di geni possa privarci dei nostri difetti, della nostra mostruosità così gelosamente coltivata nel corso dei millenni. Dopotutto possiamo fare ancora di peggio.

Questo post voleva essere soprattutto un omaggio al grande Dino Risi, morto ieri a 91 anni. Il suo pensiero cinematografico è stato allo stesso tempo osservatore, vivisezionatore e profeta delle quotidiane depravazioni italiane. Ciò che siamo diventati era già previsto nei suoi film degli anni 60. Altro che italiani brava gente. Italiani bravi mostri.


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Solo un idiota si metterebbe a gridare che vuole la distruzione di Israele, avendo tutti gli amici di Israele attorno, con gli M16 puntati alla sua testa e una pattuglia di B52 che gli svolazza sopra.
O Ahmadinejad è un idiota o è un pupo che interpreta una parte, quella del feroce Saladino che regolarmente va a sbattere con rumore di ferraglia contro i crociati venuti a combatterlo. In ogni caso è un mistero perchè faccia di tutto per fare la fine di Saddam Hussein. Esistono forme di suicidio decisamente stravaganti.

Però è anche vero che le parole di Ahmadinejad, non sembrando mai abbastanza forti per lo scopo che ci si è prefissati, l’attacco all’Iran già deciso anche se al posto di Ahmadinejad ci fosse lo Scià redivivo, vengono aggiustate sulla stampa occidentale in modo truffaldino, tanto nessuno crede al “nuovo Hitler” ma ai paladini della libertà, che non importa si facciano rappresentare da un Orlando sempre più fuori di senno.

Per esempio, Ahmadinejad dice che “presto il regime sionista sarà spazzato via”. Nella traduzione, anzi nell’esegesi, diventa “Israele sarà spazzato via”. Si noti che Ahmadinejad viene intervistato in TV e ripete, in modo che tutti possiamo sentirlo, “il regime sionista è giunto alla fine” riferendosi appunto al sistema di potere di Tel Aviv ma alla fine andremo a letto con la certezza che lui intendeva “cancellare Israele”, pompelmi compresi.
Qui trovate la traduzione integrale dell’intervista che ha rilasciato al TG1. Il pensiero di Ahmadinejad è come il gioco del “campo minato”. Dice cose anche giuste disseminate di minchiate che esplodono all’improvviso distruggendo tutto il discorso. Ad esempio, quando dice “ammettiamo che qualcosa sia successo (riferendosi all’Olocausto), bbooom”! E’ per questo suo suggerire il negazionismo che i suoi esegeti vanno a nozze e si prendono delle libertà con le traduzioni. Quindi, augurarsi la fine del sionismo equivale a voler cancellare Israele.

Sarebbe come se il deputato Schulz (ricordate, il famoso kapò del film sui campi di concentramento nazisti) dicesse che “il potere di Berlusconi presto giungerà alla fine” e il Giornale scrivesse che “La Germania vuole buttare a mare gli Italiani.” Lo so, è un paragone cretino ma non me ne viene in mente uno più intelligente, visto il livello della propaganda in gioco.
Io non sono abituata ad identificare i regimi politici (dittatoriali o meno) con i popoli che da essi si fanno rappresentare, volenti o nolenti. Un iraniano qualunque non dovrebbe mai pagare per le parole di un pupo come Ahmadinejad. Come non ritengo il mio amico israeliano responsabile delle vaccate di Olmert e Sharon.

P.S. Sto leggendo “Lepidezze postribolari” di Luttazzi, dove si fa notare come sia Bush che Ahmadinejad abbiano gli occhi talmente vicini che uno finisce per rassomigliare all’altro. La vignetta è ancora più esplicita. Succede lo stesso tra moglie e marito e tra cane e padrone.


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Solo un idiota si metterebbe a gridare che vuole la distruzione di Israele, avendo tutti gli amici di Israele attorno, con gli M16 puntati alla sua testa e una pattuglia di B52 che gli svolazza sopra.
O Ahmadinejad è un idiota o è un pupo che interpreta una parte, quella del feroce Saladino che regolarmente va a sbattere con rumore di ferraglia contro i crociati venuti a combatterlo. In ogni caso è un mistero perchè faccia di tutto per fare la fine di Saddam Hussein. Esistono forme di suicidio decisamente stravaganti.

Però è anche vero che le parole di Ahmadinejad, non sembrando mai abbastanza forti per lo scopo che ci si è prefissati, l’attacco all’Iran già deciso anche se al posto di Ahmadinejad ci fosse lo Scià redivivo, vengono aggiustate sulla stampa occidentale in modo truffaldino, tanto nessuno crede al “nuovo Hitler” ma ai paladini della libertà, che non importa si facciano rappresentare da un Orlando sempre più fuori di senno.

Per esempio, Ahmadinejad dice che “presto il regime sionista sarà spazzato via”. Nella traduzione, anzi nell’esegesi, diventa “Israele sarà spazzato via”. Si noti che Ahmadinejad viene intervistato in TV e ripete, in modo che tutti possiamo sentirlo, “il regime sionista è giunto alla fine” riferendosi appunto al sistema di potere di Tel Aviv ma alla fine andremo a letto con la certezza che lui intendeva “cancellare Israele”, pompelmi compresi.
Qui trovate la traduzione integrale dell’intervista che ha rilasciato al TG1. Il pensiero di Ahmadinejad è come il gioco del “campo minato”. Dice cose anche giuste disseminate di minchiate che esplodono all’improvviso distruggendo tutto il discorso. Ad esempio, quando dice “ammettiamo che qualcosa sia successo (riferendosi all’Olocausto), bbooom”! E’ per questo suo suggerire il negazionismo che i suoi esegeti vanno a nozze e si prendono delle libertà con le traduzioni. Quindi, augurarsi la fine del sionismo equivale a voler cancellare Israele.

Sarebbe come se il deputato Schulz (ricordate, il famoso kapò del film sui campi di concentramento nazisti) dicesse che “il potere di Berlusconi presto giungerà alla fine” e il Giornale scrivesse che “La Germania vuole buttare a mare gli Italiani.” Lo so, è un paragone cretino ma non me ne viene in mente uno più intelligente, visto il livello della propaganda in gioco.
Io non sono abituata ad identificare i regimi politici (dittatoriali o meno) con i popoli che da essi si fanno rappresentare, volenti o nolenti. Un iraniano qualunque non dovrebbe mai pagare per le parole di un pupo come Ahmadinejad. Come non ritengo il mio amico israeliano responsabile delle vaccate di Olmert e Sharon.

P.S. Sto leggendo “Lepidezze postribolari” di Luttazzi, dove si fa notare come sia Bush che Ahmadinejad abbiano gli occhi talmente vicini che uno finisce per rassomigliare all’altro. La vignetta è ancora più esplicita. Succede lo stesso tra moglie e marito e tra cane e padrone.


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Solo un idiota si metterebbe a gridare che vuole la distruzione di Israele, avendo tutti gli amici di Israele attorno, con gli M16 puntati alla sua testa e una pattuglia di B52 che gli svolazza sopra.
O Ahmadinejad è un idiota o è un pupo che interpreta una parte, quella del feroce Saladino che regolarmente va a sbattere con rumore di ferraglia contro i crociati venuti a combatterlo. In ogni caso è un mistero perchè faccia di tutto per fare la fine di Saddam Hussein. Esistono forme di suicidio decisamente stravaganti.

Però è anche vero che le parole di Ahmadinejad, non sembrando mai abbastanza forti per lo scopo che ci si è prefissati, l’attacco all’Iran già deciso anche se al posto di Ahmadinejad ci fosse lo Scià redivivo, vengono aggiustate sulla stampa occidentale in modo truffaldino, tanto nessuno crede al “nuovo Hitler” ma ai paladini della libertà, che non importa si facciano rappresentare da un Orlando sempre più fuori di senno.

Per esempio, Ahmadinejad dice che “presto il regime sionista sarà spazzato via”. Nella traduzione, anzi nell’esegesi, diventa “Israele sarà spazzato via”. Si noti che Ahmadinejad viene intervistato in TV e ripete, in modo che tutti possiamo sentirlo, “il regime sionista è giunto alla fine” riferendosi appunto al sistema di potere di Tel Aviv ma alla fine andremo a letto con la certezza che lui intendeva “cancellare Israele”, pompelmi compresi.
Qui trovate la traduzione integrale dell’intervista che ha rilasciato al TG1. Il pensiero di Ahmadinejad è come il gioco del “campo minato”. Dice cose anche giuste disseminate di minchiate che esplodono all’improvviso distruggendo tutto il discorso. Ad esempio, quando dice “ammettiamo che qualcosa sia successo (riferendosi all’Olocausto), bbooom”! E’ per questo suo suggerire il negazionismo che i suoi esegeti vanno a nozze e si prendono delle libertà con le traduzioni. Quindi, augurarsi la fine del sionismo equivale a voler cancellare Israele.

Sarebbe come se il deputato Schulz (ricordate, il famoso kapò del film sui campi di concentramento nazisti) dicesse che “il potere di Berlusconi presto giungerà alla fine” e il Giornale scrivesse che “La Germania vuole buttare a mare gli Italiani.” Lo so, è un paragone cretino ma non me ne viene in mente uno più intelligente, visto il livello della propaganda in gioco.
Io non sono abituata ad identificare i regimi politici (dittatoriali o meno) con i popoli che da essi si fanno rappresentare, volenti o nolenti. Un iraniano qualunque non dovrebbe mai pagare per le parole di un pupo come Ahmadinejad. Come non ritengo il mio amico israeliano responsabile delle vaccate di Olmert e Sharon.

P.S. Sto leggendo “Lepidezze postribolari” di Luttazzi, dove si fa notare come sia Bush che Ahmadinejad abbiano gli occhi talmente vicini che uno finisce per rassomigliare all’altro. La vignetta è ancora più esplicita. Succede lo stesso tra moglie e marito e tra cane e padrone.

http://media.imeem.com/m/hc5xYquwc7/aus=false/


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Come si fa a sopportare l’appello per la moratoria sull’aborto lanciato da Giuliano Ferrara sul “Foglio”?
Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara in pieno travaglio immerso in una vasca per parto in acqua mentre scodella uno dopo l’altro tre gemelli in presentazione podalica da 3 chili e mezzo l’uno, con il Dr. Luttazzi che opera con il forcipe, Elvira Banotti come ostetrica, Carlo Casini che gli dice che non deve urlare perchè i figli sono un dono del Signore e Antonio Socci vestito da Savonarola che gli urla “perchè, perchè, perchè hai peccato contro la carne!?”
Va già meglio, no?


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Il dubbio rimane. E’ già in funzione la Precensura?


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