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Don Giovanni sfida apertamente il fantasma della sua vittima di duello, il Commendatore, invitandolo a cena. Il Commendatore si presenta effettivamente nel bel mezzo di un banchetto e invita Giovanni a pentirsi dei suoi peccati ma egli persevera nel prendersi gioco del vecchio rifiutando qualunque atto di contrizione.
Don Giovanni è l’emblema dell’uomo che vive in perenne stato di menzogna (inganna sistematicamente le donne che seduce), di sfida all’ordine costituito (disgrega legami matrimoniali e si avvale dello jus primae noctis) e di dispregio della legge e dell’autorità.
Siccome agisce solo per il proprio piacere non è un rivoluzionario ma solo un egocentrico. narcisista. Mozart e Da Ponte riservano a Don Giovanni una giusta punizione, che giunge al termine di un fenomenale duetto tra Uomo e Dio, Vita e Morte, Padre e Figlio. Il Commendatore trascina Giovanni con sè all’Inferno, sotto gli occhi atterriti del servo Leporello.

“La pseudologia fantastica passa, grazie alla spiegazione psicodinamica, dall’essere considerata un semplice peccato, ad un fenomeno complesso che ritroviamo in situazioni al limite con la normalità.
Rispetto ad una possibile diagnosi differenziale tra forme strettamente psicogene e stati a spiccata componente organica, Jaspers individua che nelle prime una contraddizione troppo grande con le condizioni reali tronca improvvisamente la realtà fantastica cosa che non si verifica nelle situazioni in cui prevale l’aspetto organico.
Bleuler fa notare che a differenza dei confabulanti e degli allucinati della memoria, i malati con pseudologia fantastica per periodi di varia durata possono anche non accorgersi di vivere in un mondo di sogni e la domanda “è reale o non è reale?” non emerge affatto nel fluire del pensiero. Al contrario, alcuni soggetti sono così persuasi della realtà della loro costruzione fantastica e dotati di un grande talento nell’interpretare conseguentemente una parte che diventano capaci di ingannare facilmente altre persone col rischio di diventare abili truffatori.
In queste situazioni appare chiaro che la costruzione fantastica, la menzogna a se stessi, rappresenta il mezzo per ottenere ciò che si desidera senza ritardi o interferenze ma, affinchè il desiderio sia totalmente appagato, lo stato di coscienza deve essere alterato al punto che non esista più la consapevolezza”. (fonte)

Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale.


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Don Giovanni sfida apertamente il fantasma della sua vittima di duello, il Commendatore, invitandolo a cena. Il Commendatore si presenta effettivamente nel bel mezzo di un banchetto e invita Giovanni a pentirsi dei suoi peccati ma egli persevera nel prendersi gioco del vecchio rifiutando qualunque atto di contrizione.
Don Giovanni è l’emblema dell’uomo che vive in perenne stato di menzogna (inganna sistematicamente le donne che seduce), di sfida all’ordine costituito (disgrega legami matrimoniali e si avvale dello jus primae noctis) e di dispregio della legge e dell’autorità.
Siccome agisce solo per il proprio piacere non è un rivoluzionario ma solo un egocentrico. narcisista. Mozart e Da Ponte riservano a Don Giovanni una giusta punizione, che giunge al termine di un fenomenale duetto tra Uomo e Dio, Vita e Morte, Padre e Figlio. Il Commendatore trascina Giovanni con sè all’Inferno, sotto gli occhi atterriti del servo Leporello.

“La pseudologia fantastica passa, grazie alla spiegazione psicodinamica, dall’essere considerata un semplice peccato, ad un fenomeno complesso che ritroviamo in situazioni al limite con la normalità.
Rispetto ad una possibile diagnosi differenziale tra forme strettamente psicogene e stati a spiccata componente organica, Jaspers individua che nelle prime una contraddizione troppo grande con le condizioni reali tronca improvvisamente la realtà fantastica cosa che non si verifica nelle situazioni in cui prevale l’aspetto organico.
Bleuler fa notare che a differenza dei confabulanti e degli allucinati della memoria, i malati con pseudologia fantastica per periodi di varia durata possono anche non accorgersi di vivere in un mondo di sogni e la domanda “è reale o non è reale?” non emerge affatto nel fluire del pensiero. Al contrario, alcuni soggetti sono così persuasi della realtà della loro costruzione fantastica e dotati di un grande talento nell’interpretare conseguentemente una parte che diventano capaci di ingannare facilmente altre persone col rischio di diventare abili truffatori.
In queste situazioni appare chiaro che la costruzione fantastica, la menzogna a se stessi, rappresenta il mezzo per ottenere ciò che si desidera senza ritardi o interferenze ma, affinchè il desiderio sia totalmente appagato, lo stato di coscienza deve essere alterato al punto che non esista più la consapevolezza”. (fonte)

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