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Si, penso che parlerò di Paul Newman ma non ora, più avanti.
Come ogni domenica, cerco sui vari giornali online spunti per un post riassuntivo della settimana e oggi mi imbatto in questo pezzo, di cui mi compiaccio di offrirvi l’incipit, vestita da Caligola e con l’occhio malvagio alla Malcolm McDowell:

Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai…». Il bianco dell’occhio, l’iride immobile. «Attenti, attenti…». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così…». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall’altra parte come se niente fosse.

Dite la verità, l’orgasmo dello stallone come pezzo di cronaca vi mancava. Non c’è stato il coraggio di arrivare alla descrizione del cumshot ma non importa, Rocco Varenne è instancabile e ne ha ancora di cartucce da sparare. Abbiate fede.

Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l’autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l’inosabile.
Buone notizie anche da oltre Tarvisio. Trionfa quella faccia da cazzo di Haider, il fratello nazista di Heidi e anche l’Austria è pronta a rispolverare le camice brune.

Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.

Il bello della domenica è che c’è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell’insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell’altro, quello che “Valentino c’è!!!”, dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c’è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.

E’ morto Newman. Ma si, ci arrivo.

A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attore e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella “Piovra 6”.

Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, “Era mio padre” di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.

Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E’ andato in un posto migliore di questo.


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