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La vignetta farà sorridere soprattutto i farmvillici ma ciò che segue non fa ridere per niente e dà un’idea solo parziale del pozzo nero intasato nel quale stiamo affondando a fauci ben aperte.
Un po’ di cifre, tratte direttamente dall’ultimo intervento di Marco Travaglio su “Passaparola” e dal suo libro “Ad Personam”.

Negli ultimi 15 anni sono state varate ben 36 leggi ad personam a favore direttamente di Silvio Berlusconi e delle sue aziende e cinque stanno attendendo che si compia l’iter parlamentare per essere approvate, vedrete, dal “Peggiorista” che non può esimersi dall’avallare ogni porcata governativa. Mi riferisco al Lodo Angelino, alle leggi su Processo Breve, intercettazioni, legittimo impedimento, ecc.
Altre leggi sono state approvate per i suoi amici e gli amici degli amici, a favore della casta, di potenti vari e di altre aziende (ad esempio Telecom), per un totale di 105 leggi ad personas. Leggi di cui noi semplici cittadini non abbiamo beneficiato per un par di ciuffoli.

Queste leggi, e qui la rabbia raggiunge livelli di bile blu se non viola, non sono state approvate tutte dalle maggioranze di centrodestra “maanche” dai collaborazionisti del PD, il partito bestemmia, durante i loro inutili governicchi. Tanto quando si avvicinano le elezioni dicono “Votateci, per l’amor d’iddio, che se no vince Berlusconi”. Cioè, gli reggono il sacco dalla mattina alla sera ma se si va a votare non bisogna credere alle sirene dipietriste e frantumare la Sinistra, bisogna votare gente come D’Alema e Fassino o il segretario Sor Pampurio con il tono da preanestesia Bersani. Tutta gente che continua a far scorrazzare l’omarello libero per la fattoria Italia senza pensare di bloccarlo con le armi della legalità. Per esempio ponendo fine al banalissimo conflitto di interessi. “Lo faremo, lo faremo” ripeteva l’ossuto Fassino a Piero Ricca che glielo ricordava, ricordate?

Ma non è tutto. Tutti i giorni i berlusconidi parlano di riformare la Giustizia, che nel loro linguaggio significa tarpare le ali ai magistrati che vogliono combattere l’illegalità diffusa e la corruzione di una classe politica peggiore di quella della Prima Repubblica.
Orbene, sempre nei quindici anni in oggetto sono state varate più di 180 leggi di riforma della Giustizia. Riforme o meglio zeppe che hanno portato la durata dei processi penali dai 1457 giorni in media del 1999, pari a quattro anni circa, ai 1805 giorni in media dell’ultima rilevazione del 2003. Ad un costo per il cittadino italiano di 2,2 miliardi di euro. Meditate papiminkia, meditate quanto vi costa parare il culo al vostro nano di riferimento.
Sempre nell’ambito della Giustizia, grazie alle leggi porcata come indulto & C., vengono applicate 180.000 prescrizioni all’anno, ovvero 465 reati al giorno che rimangono senza colpevoli.

La corruzione, che ormai sappiamo aver raggiunto livelli ineguagliati ai tempi di Tangentopoli durante questa “Seconda Repubblica del Fare i Propri Porci Comodi”, costa all’Italia tra i 40 ed i 6o miliardi di euro all’anno tra appalti truccati e turbative d’asta, mignotte femmine e maschi, case ed auto di lusso, oltre a fiumi di denaro. Tutto a carico del popolo che, come Pantalone, paga.

L’ultimo esempio di marciume sul quale chi ha votato il pupazzetto e chi si illude che votare il partito bestemmia significhi contrastare Berlusconi dovrebbero riflettere, è quello del finanziamento occulto ai partiti che continua a far affluire nelle casse dei papponi politici miliardi e miliardi di euro all’anno nonostante un referendum abbia sancito che i partiti non devono chiedere soldi ai cittadini.
Si chiama “Rimborso per le Spese Elettorali”.
Sapevate che ogni elettore iscritto alle liste elettorali, quindi anche l’ignaro papiminkia, caccia 10 euro che vanno a finire nelle tasche dei partiti, per ogni elezione, che vada a votare o meno e sia che il partito giustifichi il rimborso con una nota spese o no? Le elezioni politiche valgono doppio, infatti ogni elettore è iscritto sia nelle liste per la Camera e per il Senato. Ma per il Senato se ho, mettiamo, 18 anni non voto. Non importa, vali doppio lo stesso.
I rimborsi vengono incassati dai partiti anche nel caso che la legislatura finisca prima del previsto. I partiti stanno quindi attualmente intascando sia i rimborsi elettorali della legislatura abortita del governo Prodi, sia del governaccio Berlusconi.

Nel 1993 ogni elettore versava nelle casse dei partiti 1,1 euro. Nel 2006 ne ha sborsati 10 e il totale dei rimborsi elettorali ha raggiunto, quell’anno, i 200 milioni di euro. In questi ultimi quindici anni i partiti ci sono costati 2 miliardi e 200 milioni di euro. 200 miliardi delle vecchie lire in tasca ai partiti e nel didietro degli italiani.

Ah, dimenticavo. Tra le leggi vergogna c’è da annoverare anche quella che ha portato la franchigia sulla non dichiarazione dei finanziamenti elettorali a partiti o uomini politici da parte di aziende, privati o chiunque altro, da 5.ooo a 50.000 euro. Ciò significa che se un losco individuo della criminalità organizzata mi finanzia fino a 50.000 euro la candidatura ad una qualunque elezione in cambio di richieste alle quali non posso dire di no, pena l’incaprettamento, non sono obbligata a dichiarare chi me li ha versati e perchè.

Che dite, basterebbero quattro balle di fieno per bloccare il disastro provocato dal pupazzetto e dai suoi sciagurati collaborazionisti? No, eh?

La vignetta ed il titolo mi sono stati ispirati da questo gruppo Facebook.

Il mio problema principale, in questi giorni, tra tempeste emotive ed ormonali varie, è che mi sono fatta incastrare dal giochino di Facebook, quello dove riconosci i veri amici, quelli che ti vogliono veramente bene, perchè ti riempiono di galline e alberi di frutti esotici.

Per chi non conoscesse ancora Farmville, ci si crea un avatar e si ha a disposizione, in partenza, un lotto di terreno che bisogna coltivare.
Più si semina e più si raccoglie e, man mano che si cresce nei livelli del gioco, ci si può dedicare a coltivazioni sempre più pregiate ed aumentare l’ampiezza della piantagione. Ovviamente i raccolti portano soldi, con i quali si possono acquistare attrezzature varie; trattori Landini, autorimesse, pollai, stalle, animali, alberi e sementi ma anche una serie infinita di oggetti più o meno coerenti con l’ambiente agreste.

Una volta seminati i quadretti di terreno bisogna ricordarsi di fare il raccolto in tempo, altrimenti si secca tutto. Questo perchè ogni tipo di coltivazione ha i suoi tempi di maturazione. Le fragole, ad esempio, di solito vanno sempre a male perchè maturano troppo alla svelta. Gli animali vanno tosati, munti, le uova raccolte. Un lavoro della madonna.
Ogni Farmer, in italiano coltivatore diretto, ha la possibilità di farsi dei vicini ai quali farà la cortesia di scacciare i corvi, dare il mangime alle galline e concimare il terreno. I vicini restituiscono il favore e inoltre ci si scambiano regali, soprattutto alberi da piantare e animaletti vari.
Ci sono poi da aprire le uova misteriose che contengono altri regali, bonus vari e sorpresuole che arrivano direttamente dal Signor Farmville in persona.

E’ un gioco strano. Indubbiamente collettivista, perchè cresci se crescono gli altri. Se io do una gallina a te, tu molto probabilmente ne darai una a me e, nello scambio, ci guadagnamo tutti. No gallina, no party. Se trascuri il tuo campo e ci trovo sempre erbacce e foglie secche mi stuferò di visitarlo e non ti aiuterò più. Invece, coloro che hanno piantagioni curatissime e rigogliose scateneranno la nostra voglia di concimare e concimare ettari di terreno. L’erba del vicino…

Collettivista si, maanche un inno all’accumulazione. Farmville è la famigerata accumulazione capitalistica applicata all’agricoltura.
Visitando le Farm dei vicini ti chiedi come mai certuni ammassino tonnellate di bovini in un recinto strettissimo ed allineino gli alberi stretti stretti senza più alcun senso di realtà paesaggistica. Perchè non cedere le mucche in sovrannumero, mi chiedo, e sostituirle con altri animali o cose? No, il bello di Farmville è proprio avere cinquanta pecore in un centimetro quadrato.
Al colmo dell’ammasso, alcune Farm non sono più fattorie, ma assomigliano a quei capannoni di mercatino dell’usato dove c’è un’accozzaglia assurda di ogni tipo di mercanzia tra cui puoi trovare palloni aerostatici, tendoni da circo, pagode, elefanti, lampioni, ecc.

Non c’era bisogno di dirmelo perchè ad una strizzacervelli certe cose non sfuggono. Avevo già intuito che dal modo in cui uno si struttura la sua Farm in Farmville si può capire il carattere e la personalità del soggetto. Come quando ti dicono che dal modo in cui uno si comporta a tavola puoi capire come sarà più tardi a letto.
I precisini e le persone razionali terranno tutto separato e ben ordinato nei recinti. Vacche di qua e maiali di là. I caotici e i pazzerelloni tenderanno all’accumulazione selvaggia e senza regole. Senza steccati, letteralmente. Ci sono poi quelli che coltivano trenta ettari a vite e basta e forse hanno una passione, per Bacco.

Il problema rappresentato da Farmville, al di là dello snobismo di chi ti deride: “Nooooo, anche tu qui???!” Ma come, non l’avrei mai detto!” e dico snobismo perchè il gioco è carino e divertente, oltre che più delicato di un Resident Evil, è che rischi di perderci delle mezze giornate. Tra concimare tutti i terreni dei vicini, fare i regali agli amici, andare a raspare nelle bacheche altrui l’animaletto smarrito da adottare o la gallinella dalle uova d’oro, ricordarsi di andare a trebbiare il grano e raccogliere i tulipani rossi prima di mezzogiorno perchè se no appassiscono, questo è un gioco che, se ti ci perdi, ci passi tranquillamente delle ore intere.

Così magari alla sera, per colmo di assurdità, se hai avuto in ufficio una giornata tranquilla da passare su Farmville per non morire di noia, ti senti pure stanca a causa della mietitura virtuale.
Speriamo l’Italia non veda la sua crescita frenata a causa di persone che invece di lavorare si trastullano con le galline.
Come arma di distrazione di massa in effetti non è niente male. Braccia rubate dall’agricoltura, appunto.

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