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“Non possono in nessun caso essere negate idratazione e alimentazione a chi non sia in grado di provvedere a sè stesso”. (Bozza del Decreto sulla fine vita, governo Berlusconi, febbraio 2009)
Questa foto è l’orrore del mondo, è l’orrore della fame, della sete, della pena capitale comminata senza rimorsi a milioni di esseri umani affinchè noi possiamo continuare in pace a soffrire di ipercolesterolemia endemica.
E’ anche l’emblema dell’atroce ipocrisia di quanti in questi giorni hanno parlato fino allo sfinimento e a vanvera di morte per fame e sete, della relativa crudeltà e si sono erti a spietati giudici di un padre. Qualcuno, mi pare il loro Dio, disse proprio “non giudicate e non sarete giudicati”. Bah, roba vecchia di duemila anni, me ne rendo conto.

Sottosegretaria Roccella, una volta che lei e gli altri avrete sollevato la bocca dal fiero pasto del cadavere di Eluana, vorreste cortesemente concentrare le vostre energie salvifiche e la vostra libido subliminata nella trascendenza sull’immagine di questi due infelici e miserrimi esseri umani, una ignota madre africana ed il suo bambino e fare qualcosa di concreto, non per loro perchè sono morti, ma per coloro che potrebbero ancora essere salvati. Con ciò dando finalmente un senso alle farneticazioni su fame e sete ed un valore al vostro cristianesimo oltranzista. Altrimenti saranno state solo parole vuote e, sulla fame, mi hanno insegnato che non si scherza e non la si nomina invano. Sarà che sono cresciuta al suono di “non sprecare il cibo, pensa ai bambini del Biafra”.

C’è bisogno che qualcuno vi ricordi che milioni di queste madri e figli muoiono ogni giorno proprio per fame e sete, quelle vere, nell’assoluta indifferenza dei Gasparri, dei Cicchitto, dei Rutelli, dei monsignori, del Papa, dei miliardari che per mettere assieme l’ennesimo fantastiliardo scendono in politica piagnucolando che lo fanno per il nostro bene e che, per non perdere qualche miliardo di pubblicità, se ne fottono di Eluana, dell’eutanasia e di tutte quelle bazzecole perchè, siamo seri, stasera c’è il Grande Bordello.


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“Non possono in nessun caso essere negate idratazione e alimentazione a chi non sia in grado di provvedere a sè stesso”. (Bozza del Decreto sulla fine vita, governo Berlusconi, febbraio 2009)
Questa foto è l’orrore del mondo, è l’orrore della fame, della sete, della pena capitale comminata senza rimorsi a milioni di esseri umani affinchè noi possiamo continuare in pace a soffrire di ipercolesterolemia endemica.
E’ anche l’emblema dell’atroce ipocrisia di quanti in questi giorni hanno parlato fino allo sfinimento e a vanvera di morte per fame e sete, della relativa crudeltà e si sono erti a spietati giudici di un padre. Qualcuno, mi pare il loro Dio, disse proprio “non giudicate e non sarete giudicati”. Bah, roba vecchia di duemila anni, me ne rendo conto.

Sottosegretaria Roccella, una volta che lei e gli altri avrete sollevato la bocca dal fiero pasto del cadavere di Eluana, vorreste cortesemente concentrare le vostre energie salvifiche e la vostra libido subliminata nella trascendenza sull’immagine di questi due infelici e miserrimi esseri umani, una ignota madre africana ed il suo bambino e fare qualcosa di concreto, non per loro perchè sono morti, ma per coloro che potrebbero ancora essere salvati. Con ciò dando finalmente un senso alle farneticazioni su fame e sete ed un valore al vostro cristianesimo oltranzista. Altrimenti saranno state solo parole vuote e, sulla fame, mi hanno insegnato che non si scherza e non la si nomina invano. Sarà che sono cresciuta al suono di “non sprecare il cibo, pensa ai bambini del Biafra”.

C’è bisogno che qualcuno vi ricordi che milioni di queste madri e figli muoiono ogni giorno proprio per fame e sete, quelle vere, nell’assoluta indifferenza dei Gasparri, dei Cicchitto, dei Rutelli, dei monsignori, del Papa, dei miliardari che per mettere assieme l’ennesimo fantastiliardo scendono in politica piagnucolando che lo fanno per il nostro bene e che, per non perdere qualche miliardo di pubblicità, se ne fottono di Eluana, dell’eutanasia e di tutte quelle bazzecole perchè, siamo seri, stasera c’è il Grande Bordello.


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