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Che farà la sposa? Per un semplice complimento da Supertelepappone-mao a due bonazze, tra le quali “quella là”, ricordate, prese carta e penna e urlò il suo disgusto per il vecchio satiro a mezzo stampa. Lui fece il pentito pucci-pucci-cippalippa ma lei partì per un lungo viaggio, speriamo ben accompagnata.

Ora le cose stanno diventando ancora più pesanti, oh se lo stanno diventando, con Novella 2000 che è improvvisamente diventato un giornale serio rispetto al resto della stampa che discetta giornalmente di cosucce come pompini e che non riesce più ad attizzare le lettrici sotto extensions nemmeno con l’erezione di Fini, della quale,”diciamolo”, non frega niente a nessuno.

Ragazzi, tutto ciò è spregevolmente sadico e anticristiano ma chi se ne fotte.
Sembra che anche i sanpietrini per strada sappiano chi è la Lewinski de noantri, eppure si respira un’aria da partenza di gran premio, con i motori che rombano sulla pista, aspettando il semaforo verde e la staccata di frizione, il via alla grande corsa allo sputtanamento integrale e al disvelamento della svergognata che, tra parentesi e sempre secondo i giornali seri, parrebbe essere una nostra stipendiata, mia e vostra, da € 15.269,72 circa al mese.
Una nota candidata belga promise 40.000 pompini da praticare agli elettori se fosse stata eletta. Altre realtà.

Hanno ragione, il gossip ammorba il clima politico quando riguarda loro. Chissà se da nonni racconteremo ai nostri nipotini davanti al caminetto la favola del nano che scivolò sulla banana e finì inghiottito da Gola Profonda. E’ estate, tempo di stelle cadenti e desideri da esprimere. Filippo, facci sognare.

Ma torniamo alla mia simpatia, alla Sposa. Che farà se scoppia il barabum?
Io mi sbaglierò ma la sua vendetta sarà tremenda, come solo le spose per troppo tempo tranquille e silenziose sanno vendicarsi. Il suo silenzio, per l’appunto, terrorizza il fedifrago, dicono, e ne ha ben donde. Dove non poterono le toghe rosse potrebbero i matrimonialisti, che stanno già affilando le parcelle.
Segnalata tempo fa in Thailandia, la Sposa potrebbe benissimo essere in questo momento a scuola da Pai Mei, ad imparare non solo ad uscire dalle gabbie dorate spaccandole con le nocche ma impratichendosi nel colpo mortale denominato “l’esplosione del governo con cinque colpi di gnocca”.


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Cosa c’è di meglio del sexual freak di turno per convincere la gente ad uscire e spendere i fatidici sette euro del biglietto del cinema? Dopo il mutante Tetsuo di Tsukamoto, detto ” ‘A trivella” e la Linda Lovelace con il clitoride delocalizzato dalle parti del velopendulo, ecco una vecchia conoscenza: la vagina dentata.

E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (“mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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Cosa c’è di meglio del sexual freak di turno per convincere la gente ad uscire e spendere i fatidici sette euro del biglietto del cinema? Dopo il mutante Tetsuo di Tsukamoto, detto ” ‘A trivella” e la Linda Lovelace con il clitoride delocalizzato dalle parti del velopendulo, ecco una vecchia conoscenza: la vagina dentata.

E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (“mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (“mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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Ha ficcato la mano in gola all’Italia, le ha acchiappato la legalità, gliel’ha strappata, buttata per terra e calpestata con i tacchi a spillo. Ci ha sputato sopra, l’ha sbattuta dentro un forno e rosolata a fuoco lento. L’ha tagliata a pezzettini, schiaffata dentro un toast e ora vuole fargliela rimangiare, pretendendo che gli italiani dicano: “Grazie, tesoro, è delizioso.”
Tutto questo non si spiega razionalmente ma facendo ricorso ai misteri dell’inconscio e quindi sono giunta ad una conclusione clamorosa. Berlusconi non è un nano come dicono i malvagi e nemmeno uno statista come pensano coloro che lo votano ma un gran pezzo di figa. Per parlar chiaro: sarà anche uomo ma ce l’ha.

Non la vediamo perchè ci occorrerebbero forse degli occhiali speciali come nel film “Essi vivono” ma ce l’ha e in qualche modo ce la fa vedere. Anzi, ce la sbatte in faccia.
Non si spiega altrimenti come riesca ad inscimunire a quel modo coloro che lo amano senza ritegno.
Ci sono uomini letteralmente pazzi di lui e i più scatenati sono rigorosamente etero. Credetemi, non è passione omosessuale, è proprio il tipo di devozione cieca che gli uomini destinano alla figa. Perchè solo la figa può essere oggetto di culto cieco e assolutamente privo di raziocinio.
Una volta Luciana Littizzetto chiese a Rocco Siffredi se credeva in Dio. “Credo nella figa”, fu la risposta. Ecco, appunto.

Il tipo di seduzione che usa Berlusconi è puro estratto di estrogeni, essenza di figa. Per ribadire il concetto si circonda di passere conclamate, sparge gnocca a profusione, le sue televisioni traboccano di culi e tette. Il suo messaggio è quello ed è maledettamente vincente. Per la figa si sono creati e distrutti imperi, uomini geniali si sono ridotti a omm ‘e sfaccimma. Non si è mai fatta una guerra per un cazzo, diciamo la verità.
L’uomo crede che il simbolo del potere sia il fallo, guardare la forma dei missili per credere, ma è una pia illusione. Per avere il massimo potere un uomo deve farsi figa. Una grande figa che fa dimenticare tutto il resto, che fa desiderare perfino di morirci dentro. Vi sono stati altri esempi illustri nella storia. I grandi trascinatori hanno sempre qualcosa di uterino.

Buttarla sull’inconscio e sul simbolico arcaico è l’unica spiegazione che trovo al mistero della Lega che ha già dimenticato i verdi pascoli irlandesi per obbedire al diktat di Berlusconi di votare si al Trattato di Lisbona. Calderoli addirittura ha preso il morbo di Silvius, quello che fa dimenticare e rinnegare ciò che si è detto il giorno prima: “Non ho mai detto che avrei votato contro”. Bossi ha richiamato i suoi, proprio così. Non azzardatevi a fare gli irlandesi.
Dovremo proprio dire di qui in avanti che tira più un pelo di Berlusconi che un carroccio di buoi?

http://www.youtube.com/v/FbPtvFxUb60&hl=it


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Ha ficcato la mano in gola all’Italia, le ha acchiappato la legalità, gliel’ha strappata, buttata per terra e calpestata con i tacchi a spillo. Ci ha sputato sopra, l’ha sbattuta dentro un forno e rosolata a fuoco lento. L’ha tagliata a pezzettini, schiaffata dentro un toast e ora vuole fargliela rimangiare, pretendendo che gli italiani dicano: “Grazie, tesoro, è delizioso.”
Tutto questo non si spiega razionalmente ma facendo ricorso ai misteri dell’inconscio e quindi sono giunta ad una conclusione clamorosa. Berlusconi non è un nano come dicono i malvagi e nemmeno uno statista come pensano coloro che lo votano ma un gran pezzo di figa. Per parlar chiaro: sarà anche uomo ma ce l’ha.

Non la vediamo perchè ci occorrerebbero forse degli occhiali speciali come nel film “Essi vivono” ma ce l’ha e in qualche modo ce la fa vedere. Anzi, ce la sbatte in faccia.
Non si spiega altrimenti come riesca ad inscimunire a quel modo coloro che lo amano senza ritegno.
Ci sono uomini letteralmente pazzi di lui e i più scatenati sono rigorosamente etero. Credetemi, non è passione omosessuale, è proprio il tipo di devozione cieca che gli uomini destinano alla figa. Perchè solo la figa può essere oggetto di culto cieco e assolutamente privo di raziocinio.
Una volta Luciana Littizzetto chiese a Rocco Siffredi se credeva in Dio. “Credo nella figa”, fu la risposta. Ecco, appunto.

Il tipo di seduzione che usa Berlusconi è puro estratto di estrogeni, essenza di figa. Per ribadire il concetto si circonda di passere conclamate, sparge gnocca a profusione, le sue televisioni traboccano di culi e tette. Il suo messaggio è quello ed è maledettamente vincente. Per la figa si sono creati e distrutti imperi, uomini geniali si sono ridotti a omm ‘e sfaccimma. Non si è mai fatta una guerra per un cazzo, diciamo la verità.
L’uomo crede che il simbolo del potere sia il fallo, guardare la forma dei missili per credere, ma è una pia illusione. Per avere il massimo potere un uomo deve farsi figa. Una grande figa che fa dimenticare tutto il resto, che fa desiderare perfino di morirci dentro. Vi sono stati altri esempi illustri nella storia. I grandi trascinatori hanno sempre qualcosa di uterino.

Buttarla sull’inconscio e sul simbolico arcaico è l’unica spiegazione che trovo al mistero della Lega che ha già dimenticato i verdi pascoli irlandesi per obbedire al diktat di Berlusconi di votare si al Trattato di Lisbona. Calderoli addirittura ha preso il morbo di Silvius, quello che fa dimenticare e rinnegare ciò che si è detto il giorno prima: “Non ho mai detto che avrei votato contro”. Bossi ha richiamato i suoi, proprio così. Non azzardatevi a fare gli irlandesi.
Dovremo proprio dire di qui in avanti che tira più un pelo di Berlusconi che un carroccio di buoi?


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Tutto questo non si spiega razionalmente ma facendo ricorso ai misteri dell’inconscio e quindi sono giunta ad una conclusione clamorosa. Berlusconi non è un nano come dicono i malvagi e nemmeno uno statista come pensano coloro che lo votano ma un gran pezzo di figa. Per parlar chiaro: sarà anche uomo ma ce l’ha.

Non la vediamo perchè ci occorrerebbero forse degli occhiali speciali come nel film “Essi vivono” ma ce l’ha e in qualche modo ce la fa vedere. Anzi, ce la sbatte in faccia.
Non si spiega altrimenti come riesca ad inscimunire a quel modo coloro che lo amano senza ritegno.
Ci sono uomini letteralmente pazzi di lui e i più scatenati sono rigorosamente etero. Credetemi, non è passione omosessuale, è proprio il tipo di devozione cieca che gli uomini destinano alla figa. Perchè solo la figa può essere oggetto di culto cieco e assolutamente privo di raziocinio.
Una volta Luciana Littizzetto chiese a Rocco Siffredi se credeva in Dio. “Credo nella figa”, fu la risposta. Ecco, appunto.

Il tipo di seduzione che usa Berlusconi è puro estratto di estrogeni, essenza di figa. Per ribadire il concetto si circonda di passere conclamate, sparge gnocca a profusione, le sue televisioni traboccano di culi e tette. Il suo messaggio è quello ed è maledettamente vincente. Per la figa si sono creati e distrutti imperi, uomini geniali si sono ridotti a omm ‘e sfaccimma. Non si è mai fatta una guerra per un cazzo, diciamo la verità.
L’uomo crede che il simbolo del potere sia il fallo, guardare la forma dei missili per credere, ma è una pia illusione. Per avere il massimo potere un uomo deve farsi figa. Una grande figa che fa dimenticare tutto il resto, che fa desiderare perfino di morirci dentro. Vi sono stati altri esempi illustri nella storia. I grandi trascinatori hanno sempre qualcosa di uterino.

Buttarla sull’inconscio e sul simbolico arcaico è l’unica spiegazione che trovo al mistero della Lega che ha già dimenticato i verdi pascoli irlandesi per obbedire al diktat di Berlusconi di votare si al Trattato di Lisbona. Calderoli addirittura ha preso il morbo di Silvius, quello che fa dimenticare e rinnegare ciò che si è detto il giorno prima: “Non ho mai detto che avrei votato contro”. Bossi ha richiamato i suoi, proprio così. Non azzardatevi a fare gli irlandesi.
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