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Mentre il governo di occupazione del satiro perseguitato e dei suoi addetti/e alla pompetta vara la manovra rinsecchita che tartassa il popolo, scontenta i padroni e fa pure incazzare i poliziotti, gli altri paesi che stanno combattendo un po’ più seriamente la crisi globale provano a farne pagare le conseguenze prima ai furbi che ai soliti fessi, adottando misure di una certa serietà contro la piaga dell’evasione fiscale.
Non sono notizie facili da trovare sui media distratti dal lato B di Pippa; bisogna scavare un poco in rete ma alla fine le notizie si trovano. Come i tartufi.
Nel mese di agosto è stato sottoscritto in via preliminare e sarà definitivamente siglato entro settembre un accordo di pace fiscale tra  la Confederazione Elvetica e la Germania al fine di combattere l’esportazione illegale di capitali tedeschi tra monti e valli d’or e costringere gli evasori a pagarci su le relative tasse. 
E’ il cosiddetto “piano Rubik”, ideato dagli svizzeri e da loro proposto a numerosi stati europei. L’accordo è prossimo alla firma anche con la Gran Bretagna e vi sono già interessamenti concreti da parte di  Austria e Grecia.
Le banche svizzere che detengono capitali di cittadini stranieri provenienti dai paesi che sigleranno l’accordo del “piano Rubik”, chiederanno ai loro clienti la prova che già pagano le tasse nel loro paese. In caso contrario, fermo restando il mantenimento del segreto bancario, le banche si impegnano a farsi sostituti d’imposta per conto di quei paesi e ad applicare una ritenuta del 26% sui capitali, che poi sarà girato al fisco del paese di origine dei clienti.
Qualcuno potrebbe pensare che d’ora in avanti, se il piano Rubik avrà successo e sarà approvato da altri paesi, converrà esportare capitali in altri paradisi fiscali piuttosto che in Svizzera.
Gli gnomi non sono impazziti, sono stati in un certo senso costretti a concepire un accordo del genere per sopravvivere ai sempre più frequenti attacchi, anche di provenienza americana – vedi il caso UBS – al loro preziosissimo principio del segreto bancario. In cambio della salvaguardia dei loro altarini, le banche svizzere offrono una contropartita in denaro – a carico dei loro clienti – agli stati colpiti dal fenomeno dell’esportazione illegale di capitali e ottengono in cambio un’apertura agevolata all’accesso di banche e società svizzere ai mercati europei dei servizi finanziari. Do ut des, Clarice.
Dai bei propositi passiamo alla crudezza dei conti. Quanto prevede di incassare il fisco tedesco dall’accordo con la Confederazione Elvetica?  4 miliardi di euro, 1,5 dei quali verrebbe anticipato dalle banche elvetiche entro trenta giorni dalla stipula del contratto a titolo di garanzia e come segno di buona volontà. 
Mentre la Svizzera gli stana gli evasori preservandone la privacy, dal canto suo la Germania applicherà una  sorta di scudo fiscale per sanare il passato, una liberatoria con aliquote che variano dal 19% al 34%, a tener conto del patrimonio accumulato in base agli anni di detenzione dei capitali in Svizzera. 
Pagata la liberatoria, dal  1° gennaio 2013 i tedeschi con capitali in Svizzera potranno scegliere – ob torto collo – se portare i capitali allo scoperto e pagare le relative tasse in Germania o accettare la tassazione alla fonte applicata dalle banche svizzere.
Finito di parlare delle persone serie, ci tocca a questo punto parlare dei simpatici italiani. La Svizzera, che conta una clientela italiana di tutto rispetto nel settore esportazione di capitali all’estero, del valore stimato tra i 130 e i 230 miliardi di euro, aveva proposto l’accordo anche a noi cialtroni, ricevendo una mappata di picche come risposta.
Recentemente, in occasione del complicato travaglio per il parto della manovra finanziaria, il capogruppo dei Democratici in commissione Bilancio, Pier Paolo Baretta, aveva proposto un emendamento che avrebbe introdotto il piano Rubik anche in Italia, con un recupero per l’erario calcolato tra i 5 e i 9 miliardi di euro. La proposta era stata apprezzata dal Presidente della Commissione, il leghista maroniano Giancarlo Giorgetti che però non si era preso la responsabilità di presentarlo personalmente in aula, lasciando al PD l’onore e l’onere di farlo. Mossa che è stata interpretata con il timore di dispiacere a qualcuno all’interno della Lega e della coalizione di governo.
Il piano Rubik infatti, indovinate un po’, non piace a Tremonti e i motivi del suo rifiuto ad introdurlo in Italia sono considerati inspiegabili dagli esperti. Del resto questo è il governo che ha concepito quel ridicolo ed insultante 5% di liberatoria sui capitali rientrati in Italia. E’ il governo di un Presidente del Consiglio che considera legittima l’evasione fiscale e che si forgia leggi ad personam per risparmiare sulle tasse delle proprie aziende. E’ il governo infine che preferisce attingere sempre ed ogni volta alle sicure ma sempre più magre buste paghe piuttosto che toccare le vacche sacre dell’evasione come quegli imprenditori che prosperano sul lavoro nero, quei professionisti con l’allergia per la fattura, quei commercianti dallo scontrino recalcitrante, quegli artigiani con gli Hummer intestati alla nonna con la pensione sociale e tutta quella immensa e variegata platea di gente dal tenore di vita altissimo che risulta però nullatenente e che vanno, tutti assieme, a costarci circa 300 miliardi di euro all’anno. Per non parlare degli introiti della criminalità organizzata, calcolati in 135 miliardi di euro nel 2010
Solo volendolo quindi si potrebbero raggranellare molti dei soldi necessari alla manovra economica e soprattutto alla ripresa economica, scegliendo di tartassare i disonesti al posto degli onesti.
Evidentemente però, i partiti di questo centrodestra berlusconiano considerano gli evasori fiscali – nel senso il più generale possibile del termine – la punta di diamante del loro elettorato di riferimento e sono disposti a tutto pur di difenderne il comportamento truffaldino. Chissà cosa ne pensano gli elettori onesti che li hanno comunque votati? E’ questo il motivo per cui notizie come quella sul “piano Rubik” sono così difficili da sentire per televisione?

La crisi sta minando ovunque i privilegi delle Caste e i governi seri sanno che non si possono pretendere i sacrifici dalla gente comune che lavora e stenta a campare, mentre queste gozzovigliano alla faccia loro.
Negli Stati Uniti, paese notoriamente restìo al discorso più tasse per i ricchi, il presidente Obama tenta di far capire ai Repubblicani che anche i ricchi devono cominciare a pagare di più, dopo la politica di sconti outlet per gli alti redditi inaugurata con il reaganismo. I paesi europei prendono provvedimenti seri contro l’evasione, scegliendo la serietà di chi .
Solo noi facciamo finta di non capire che, seppure i ricchi continueranno a non entrare nel Regno dei Cieli, qualche cammello, per amore o per forza, dalla cruna dell’ago bisognerà cominciare a farcelo passare.


“Non appoggeremo gli emendamenti dei Radicali, la Chiesa è una risorsa per la società. Le opere di carità della Chiesa in questo momento sono importanti soprattutto in una fase di crisi.” (Rosy Bindi, agosto  2011)
La Chiesa quindi, per il presidente del PD, per la Rosy biancofiore del mio giardino, è giusto che continui a risparmiare quattro miliardi annui di tasse perché è una risorsa per il paese. Curioso, D’Alema disse la stessa cosa di Mediaset.
So che siete così di natura, amici simpatizzanti ed elettori piddini che ve ne state silenti e non protestate (a parte poche voci dissonanti) qualunque stronzata dica la vostra classe digerenteche mi dite sempre che “non-bisogna-criticare-il-piddì-perché-se-no-vince-ancora-Berlusconi-e-bisogna-stare-uniti-e-chi-sei-tu-per-criticare-sempre-senza-fare-niente”, ma non vi viene sinceramente un conatello di vomito, appena appena una rivoltatina di stomaco a sentire un vostro dirigente, e mica uno qualsiasi, dichiarare senza vergogna il suo patto di fedeltà non agli elettori suoi concittadini ma ad uno stato straniero confessionale?
Non vi fa rabbia sentire questa Maria Antonietta che le briosche le vuole tenere da parte solo per i cardinali, nonostante lo I.O.R. fornisca loro già i bomboloni caldi ogni mattina, rivendicare con orgoglio il diritto della Chiesa ad un anacronistico privilegio, ? Sta parlando del Vaticano, con lo I.O.R. e tutto, o della Teologia della Liberazione?
E non vi preoccupa, visto che parliamo di un partito teoricamente di sinistra, la sua visione dei concetti di solidarietà sociale e ridistribuzione delle risorse? La Bindi sembra suggerire che, grazie ai soldi risparmiati oggi dal Vaticano, quando  voi ritornerete a pagare l’ICI e magari altre imposte sugli immobili; quando vi avranno spremuto l’ultima goccia di sangue, vi avranno tolto tutti i diritti sindacali e lo statuto dei lavoratori, licenziato a piacere, mandato in pensione a ottant’anni con 200 euro al mese, quando avranno salvato Mediaset perché è una risorsa per il paese e loro avranno finalmente tutte le banche che desiderano, voi potrete sempre andare a mangiare i maccheroni al pomodoro, il puré e la mela cotta alla mensa della Caritas. E’ questo che volete?
Lo so che loro sono il PD e non vi farebbero mai tutte quelle brutte cose. Vi terranno solo fermi mentre lo faranno gli altri.
Sollievo e sofferenza: quale dei due applicherò, adesso dipende unicamente da lei.
(Dr. Szell, “Il maratoneta”)

Temibile come il nazidentista che usava il trapano come strumento di tortura, Silvio Berlusconi prima promette il sollievo della riduzione delle odiate tasse ai suoi elettori e il giorno dopo nega come al solito di aver fatto promesse, toccando ai suoi la nervatura scoperta della scarsella e facendoli mugolare dal dolore. Peggio che trapanar loro il dente senza tronculare.

Perfino le normalmente docili bisce Feltri e Belpietro si sono rivoltate oggi al loro ciarlatano di riferimento, con due prime pagine quasi da giornali di opposizione. Se continua ad illuderli così, prima o poi si becca anche lui del negro.

La promessa, uscita come al solito ad uno che troppo spesso innesta la favella prima di aver collegato il cervello, riguardava una riforma fiscale a due sole aliquote di contribuzione IRPEF, 23 e 33%. Quelli che già hanno l’aliquota al 23%, bustepaghe e pensionati, non avrebbero avuto comunque alcun beneficio dalla riforma del sistema fiscale. Ovviamente. Questo non è un governo per poveri.
Non sia mai che lui ed i suoi geni tributari della lampada vogliano privare i redditi fissi del piacere di pagare le tasse fino all’ultimo centesimo dovuto, alla fonte e senza possibilità di scampo.

La riforma, essendo pensata da un ricco – e mica un ricco qualunque ma un fantastiliardario, non poteva che essere vantaggiosa per i ricchi, soprattutto quelli che, ai massimi livelli, si sarebbero visti ridurre l’aliquota dal 43 al 33%. Dieci punti percentuali secchi in meno. Silvio Berlusconi e suoi eredi compresi.

Leggendo gli editoriali degli house organ in rivolta mi è venuto comunque il sorriso da Gioconda. Hanno stipulato la polizza con l’imbonitore ma gli stanno piovendo addosso le clausole scritte in piccolo. Noi non ci avevamo mai creduto alle sue promesse, loro si. Auguri.

Sentite questa perchè, come si dice dalle mie parti “ha i maroni”, è troppo grossa. Mi meraviglierei se ci fosse ancora qualche signore su nel cielo stasera, perchè oggi li ho tirati giù tutti, come un Germano Mosconi in grande spolvero.

Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.

Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.

Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?

Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?

Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.

C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.

“Che possiate trasformarvi in enormi buchi di culo, che possiate essere tormentati da emorroidi interne ed esterne, erisipela, ragadi e fistole anali e, una volta sul punto di scoppiare, che possiate essere invasi e sodomizzati da una razza aliena di cazzi giganti”.


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Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.

Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.

Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?

Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?

Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.

C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.

“Che possiate trasformarvi in enormi buchi di culo, che possiate essere tormentati da emorroidi interne ed esterne, erisipela, ragadi e fistole anali e, una volta sul punto di scoppiare, che possiate essere invasi e sodomizzati da una razza aliena di cazzi giganti”.


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Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.

Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.

Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?

Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?

Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.

C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.

“Che possiate trasformarvi in enormi buchi di culo, che possiate essere tormentati da emorroidi interne ed esterne, erisipela, ragadi e fistole anali e, una volta sul punto di scoppiare, che possiate essere invasi e sodomizzati da una razza aliena di cazzi giganti”.


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“Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati”. (Giulio Tremonti)

Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.

In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).

E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.

Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.

Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.

Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.

Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.


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“Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati”. (Giulio Tremonti)

Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.

In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).

E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.

Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.

Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.

Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.

Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.


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Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.

In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).

E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.

Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.

Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.

Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.

Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.


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Prima approvano l’abolizione dell’ICI accodandosi agli strombazzamenti ed ai colpi di grancassa populisti del PDL, poi si rendono conto che era una tassa federale e siccome tutto ciò che è federale è buono e giusto (perfino le tasse!) gli statisti polenta e faidate, scoprono che è stato ingiusto toglierla perchè i Comuni cominciano a dover tagliare i servizi.

L’ICI foraggiava i Comuni con fiumi di soldi sicuri. Sicuri perchè siamo un popolo di proprietari di case e perchè se per caso non pagavi l’imposta o ne sbagliavi il conteggio, una mattina ti trovavi davanti alla porta il messo comunale con la cartella di contravvenzione da consegnarti a mano.
I Comuni, se erano ben amministrati, utilizzavano i fondi raccolti creando servizi (asili nido, assistenza agli anziani, sanità pubblica ecc.)
Il governo precedente aveva già ridotto l’imposta basandosi sul reddito e privilegiando i proprietari meno abbienti ma, come sempre, non era stato capace o non aveva voluto vendere la propria iniziativa all’opinione pubblica.

Togliendo l’ICI di brutto, il governo Berlusconi non ha evidentemente pensato a come compensare l’ammanco nelle casse degli enti locali che ora cominciano giustamente a lamentarsi, comprese le amministrazioni di centrosinistra.
Il fatto è che quella dell’ICI era una mossa ad effetto, a fini propagandistici, che non poteva essere elusa. Qualunque sbaglio farà Berlusconi in futuro, qualunque mascalzonaggine, dovesse pure fuggire alle Barbados con la cassa, potrà sempre dire “io vi ho tolto l’ICI”. Non importa se è stata una manovra errata che ha portato la nave sugli scogli, andava fatta. E’ questo il pericolo di un governo che si regge sullo spot pubblicitario.

Basterebbe studiare un fisco più efficente che desse la possibilità di scaricare tutto, anche lo scontrino del bar, come negli Stati Uniti, e che invogliasse a rilasciare e richiedere regolari fatture; basterebbe fare in modo che pagassero tutti, soprattutto coloro che non pagano e non ci sarebbe bisogno di nuove tasse. Tantomeno quelle odiose sulla casa di proprietà, create per difendere e non voler bastonare gli illustri evasori.

Bossi non può non sapere che, anche chiamandole tasse federali, il suo elettorato non ha piacere di pagarle comunque. E’ gente che vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole i servizi, l’asilo, la scuola, la sanità aggratis, che lo Stato gli fornisca il respiratore e i pannoloni per l’anziano, pretende Robocop che gli pattugli il cortile di casa e gli sbatta via i négher ma senza sborsare una lira (visto che l’euro non gli piace). Pensa davvero che in nome del federalismo sarebbero contenti di pagare nuovamente l’ICI? Non ci credo nemmeno se li vedo.

Comunque il pericolo è un altro. Che reintroducano l’ICI sotto mentite spoglie, aggiungano qualche altra tassa per condimento e alla fine andiamo a pagare più di prima. Tanto se il tg e i giornali non ne parlano non ce ne accorgeremo nemmeno. Rimarrà sullo schermo l’immagine di Berlusconi che dice: “vi ho tolto l’ICI, adoratemi”.


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