You are currently browsing the category archive for the ‘flavio briatore’ category.

Non abbiamo dato sufficiente spazio alla notizia più triste e clamorosa della settimana, riassunta nell’incipit dell’articolo del “Giornale” sulle dimissioni di Flavio Briatore dalla Renault. Però prima tenetevi le pance e accavallate le gambe se soffrite di incontinenza urinaria. Vado? Ok.

“Un futuro padre, disoccupato.”

Basterebbe questo per il Pulitzer ma il pezzo continua con un peana sullo “squalo per bene”, una specie di ossimoro vivente che si sacrifica per il bene del mondo della Formula 1, divenuto per altro ultimamente uno degli ambientini più loschi che si conoscano. Peggio dei peggiori bar di Caracas.
Non sono solo i piloti che si pigliano a sportellate e borsettate, c’è lo spionaggio industriale, le combine, le rivalità tra galletti nel pollaio, e addirittura, pare, il finto incidente di cui tutti sapevano, denunciato dai Piquet, padre e figlio, nel quale c’entrerebbe appunto Briatore.

L’articolessa in difesa di quest’altro eroe dei nostri tempi, del padre di famiglia gettato sul lastrico (non guardate i giudici, stavolta pare non c’entrino) parla come al solito, quando si tratta di ricchi caduti in disgrazia e come causa di quest’ultima, di invidia da parte dei nemici.
Mai che questi amanti dell’azzardo e del gioco sul filo del rasoio restino vittime dei loro comportamenti. No, è sempre colpa degli altri.

Si tranquillizzi, caro articolesso in ansia per la sorte del puerpero minacciato da una vita di stenti: Briatore di soldi ne ha a strafottere. Si troverà presto un altro impiego, nonostante l’età.
Male che vada gli restano i Billionaire. Magari qualche cinese che gli compera il ristorante in contanti lo trova.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Annunci
Per la serie “siamo uomini, anzi principi, o peracottari?” ieri sera è andata in onda una puntata memorabile di “Vespa a Vespa” con protagonista il principe degli aperitivi, nonchè latore assieme al babbo, un certo Vittorio Emanuele, di una richiesta a noi italiani repubblicani di un indennizzo di euro 260.000.000,00. Indennizzo per supposte lesioni della loro libertà, dei diritti della persona e patapim patapam.

Emanuele Filiforme, che quando parla sembra appena uscito dall’anestesia e a volte si perde nei meandri della sintassi ma poverino, con le tate svizzero-tedesche non poteva esercitarsi in italiano più di tanto, era lì nell’alveare di RaiUno per rivendicare il suo diritto ad essere risarcito per il fatto di aver dovuto passare le proprie vacanze nel cantone dell’Appenzello invece che a Fregene. Peccato che per farlo abbia aperto bocca.

Rispondendo alla domanda di Vespa sul perchè mai gli italiani dovrebbero risarcirli con cotale somma il principesso, dimenticandosi di inserire il lobo frontale inanellava una serie letale di corbellerie: “Beh, lo stato ha già tante altre spese inutili….”
Alla domanda sul perchè lui e la sua famiglia si fossero rivolti per lettera al Presidente Pertini con l’appellativo non di presidente ma di senatore, lo sciagurato rispondeva “Beh, sarà stata una dimenticanza.” Abbiamo sobbalzato anche quando ha ribadito che “lui ha già condannato gli errori del suo bisnonno”. Chiamare errori le leggi razziali che portarono alla emarginazione e quindi alla deportazione dei cittadini ebrei italiani verso i campi di sterminio dimostra che il ragazzo forse non ci fa ma ci è proprio.

Per fortuna, visto che perfino Vespa sembrava provare qualcosa di simile all’indignazione, è arrivato il settimo cavalleggeri, rappresentato dal Presidente della Consulta dei Senatori del Regno, il quale ha rivelato che ciò di cui è stato vittima Filibertuccio si configura come violenza sui minori e l’ha ripetuto più volte.
Oplà, in un attimo siamo diventati una nazione di pedofili che per trent’anni ha abusato ignobilmente di un povero bambino ricco, per giunta di nobili origini. Non si sevizia un principino.
Ci siamo commossi, non pensavamo che dietro a 260.000.000 di euro vi fossero tali nobili, è proprio il caso di dirlo, propositi. Ecco perchè è così, anni e anni di violenze non possono che lasciare tracce.

Di fronte a tali esempi di case regnanti, come se la sono cavata i fautori della repubblica? Alla trasmissione partecipava Cossiga e l’emerito, parlando dei costi della ex reggia del Quirinale, tra i beni rivendicati tra l’altro dai nobili estortori, se n’è uscito con la proposta di vendere il palazzo a Briatore “che ne farebbe un hotel a cinque stelle”. Chissà se vendessimo il Colosseo a McDonald’s che mega fast-food ci verrebbe fuori.

A questo punto monarchia o repubblica? E’ una gara dura.


OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

Per la serie “siamo uomini, anzi principi, o peracottari?” ieri sera è andata in onda una puntata memorabile di “Vespa a Vespa” con protagonista il principe degli aperitivi, nonchè latore assieme al babbo, un certo Vittorio Emanuele, di una richiesta a noi italiani repubblicani di un indennizzo di euro 260.000.000,00. Indennizzo per supposte lesioni della loro libertà, dei diritti della persona e patapim patapam.

Emanuele Filiforme, che quando parla sembra appena uscito dall’anestesia e a volte si perde nei meandri della sintassi ma poverino, con le tate svizzero-tedesche non poteva esercitarsi in italiano più di tanto, era lì nell’alveare di RaiUno per rivendicare il suo diritto ad essere risarcito per il fatto di aver dovuto passare le proprie vacanze nel cantone dell’Appenzello invece che a Fregene. Peccato che per farlo abbia aperto bocca.

Rispondendo alla domanda di Vespa sul perchè mai gli italiani dovrebbero risarcirli con cotale somma il principesso, dimenticandosi di inserire il lobo frontale inanellava una serie letale di corbellerie: “Beh, lo stato ha già tante altre spese inutili….”
Alla domanda sul perchè lui e la sua famiglia si fossero rivolti per lettera al Presidente Pertini con l’appellativo non di presidente ma di senatore, lo sciagurato rispondeva “Beh, sarà stata una dimenticanza.” Abbiamo sobbalzato anche quando ha ribadito che “lui ha già condannato gli errori del suo bisnonno”. Chiamare errori le leggi razziali che portarono alla emarginazione e quindi alla deportazione dei cittadini ebrei italiani verso i campi di sterminio dimostra che il ragazzo forse non ci fa ma ci è proprio.

Per fortuna, visto che perfino Vespa sembrava provare qualcosa di simile all’indignazione, è arrivato il settimo cavalleggeri, rappresentato dal Presidente della Consulta dei Senatori del Regno, il quale ha rivelato che ciò di cui è stato vittima Filibertuccio si configura come violenza sui minori e l’ha ripetuto più volte.
Oplà, in un attimo siamo diventati una nazione di pedofili che per trent’anni ha abusato ignobilmente di un povero bambino ricco, per giunta di nobili origini. Non si sevizia un principino.
Ci siamo commossi, non pensavamo che dietro a 260.000.000 di euro vi fossero tali nobili, è proprio il caso di dirlo, propositi. Ecco perchè è così, anni e anni di violenze non possono che lasciare tracce.

Di fronte a tali esempi di case regnanti, come se la sono cavata i fautori della repubblica? Alla trasmissione partecipava Cossiga e l’emerito, parlando dei costi della ex reggia del Quirinale, tra i beni rivendicati tra l’altro dai nobili estortori, se n’è uscito con la proposta di vendere il palazzo a Briatore “che ne farebbe un hotel a cinque stelle”. Chissà se vendessimo il Colosseo a McDonald’s che mega fast-food ci verrebbe fuori.

A questo punto monarchia o repubblica? E’ una gara dura.

Un annuncio shock è passato completamente sotto silenzio.
Distratti dalle bombette puzzolenti coreane e dalla crisi spirituale di Schevchenko che non segna più ci siamo persi l’annuncio della possibile prossima discesa in campo di Flavio Briatore.
Il noto trombeur de femmes in una già memorabile intervista di Lucia Annunziata ha proferito la minaccia con toni da terzo segreto di Fatima.

L’uomo che evade le tasse per bisogno, perché altrimenti non saprebbe come mantenere tutte le varie amanti, più qualche macchinina con la quale si trastulla la domenica e un baretto sulla spiaggia dove vende pizza fritta e spuma ai bagnanti, lamentando una persecuzione strisciante e una vera e propria “violenza” ai danni dei ricchi si candida come il Masaniello della Costa Smeralda.

Sulla possibile colorazione politica del piumaggio non si sbilancia, anche se personalmente dubito che le sue simpatie vadano a Rizzo o a Diliberto.
Inoltre, se Berlusconi scese in campo per salvare le sue aziende, Briatore annuncia che, dovesse seguire la strada del magnate di Arcore, lo farebbe “per sfuggire alla noia”. Il Califano del paddock potrebbe quindi da un momento all’altro stufarsi di gomme da pioggia, musetti e mass dumper e venire a candidarsi in Parlamento, tutto il resto è noia.

Dovesse vincere le elezioni, Dio ce ne scampi, potremmo ritrovarci un Lele Mora ministro degli Interni, Naomi Campbell alle Pari Opportunità e Simona Ventura agli Esteri. Non credo saremmo in grado di sopportare il colpo questa volta.

Flickr Photos

Blog Stats

  • 85,893 hits

Categorie