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vignetta di Marco Careddu

Facciamo un bello stress test per mettere alla prova l’autenticità dell’amore per la vita e fine vita della Chiesa?
In cambio di questa legge idiota, assurda, fondamentalista e odiosa, oltre che per l’ennesima volta incostituzionale, che permetterebbe di staccare il nasogastrico solo ai cadaveri già sul tavolo autoptico (grazie al cazzo) reintrodurrei subito, come contropartita e senza attendere il 2014, l’ICI al 9xmille per tutti gli immobili di proprietà della Chiesa, abolendo inoltre l’esenzione per luoghi di culto, parrocchie, immobili utilizzati per servizi sociali convenzionati (mense, centri di assistenza e volontariato) ed aree extraterritoriali tutelate dai Patti Lateranensi (come il Vicariato, Castel Gandolfo, l’Università Lateranense). Tutto questo il giorno stesso dell’approvazione della legge, con decorrenza immediata e calcolo dell’importo a partire dall’ 1/1/2011.

Per difendere a tutti i costi il bene supremo della vita e, di striscio, contribuire ai sacrifici indotti dalla crisi economica, si potrebbe anche pagare un piccolo prezzo, nevvero Sedicesimo?
Altrimenti, facciamo così: do ut des, Benedictus. Tu non paghi l’ICI, ma ci lasci stare nel nostro brodaccio laico. Non pretendi di farci infilare dalle monache sondini, clisteri e flebo a tradimento e ci lasci morire in pace, ist das klar?

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“Par condicio” di Edoardo Baraldi

Questi intolleranti burocrati imburrati sopra e sotto di dogmatismo di stampo servile hanno studiato psicologia. Sono arrivati alla lettera “e”: “effetto recenza”, quel meccanismo mnemonico grazie al quale la gente, fra una serie di cose ascoltate, ricorda meglio l’ultima. “Allora basta avere sempre l’ultima parola!” Gli è piaciuto talmente tanto che hanno chiuso il libro e lo hanno gettato nel fuoco. Non c’era bisogno d’altro.

Intolleranti e ripieni di certezze, quelle del padrone che gli tira gli ossi di bollito sotto il tavolo, appena qualcuno apre bocca e, secondo loro, non dice quello che il padrone vuole sentire, pretendono il “diritto di replica”.
Esso viene conculcato a forza nel campo della politica, dove il berlusconide rettiliano deve sempre avere diritto di replicare ai fatti con una bugia dell’immenso repertorio del nano, e in quello della religione e della morale, dove si segue il precetto cattolico oltranzista dell’abolizione del relativismo, ovvero dei diversi punti di vista.

Pensiamo se il diritto di replica diventasse legge e dovesse essere applicato come prassi in ogni frangente. Se, per esempio, quando si commemora la tragedia della Shoah, si dovesse dare il diritto di replica ai negazionisti. Assurdo, vero?
Oppure se fosse imposto nell’ambito della vita culturale.
Ogni volta che si rappresenta il “Don Giovanni” di Mozart saremmo obbligati, per par condicio, a mettere in scena anche un’opera di Antonio Salieri. In ogni museo, accanto ad un Caravaggio o Tintoretto, bisognerebbe appendere il disegno del figlio treenne del custode, oppure un’opera dei sommi pittori con la bocca e con il piede. Giusto per stemperare la Sindrome di Stendhal.
Nei licei, accanto allo studio del Manzoni e del Leopardi, i temi di Renzo Bossi e le poesie di Sandro Bondi.
Ogni volta che va in onda in tv un film di Kubrick, per par condicio e diritto di replica, un cinepanettone dei Vanzina a random.

E’ la mediocrità al potere, il trionfo del popolo dei sei meno-meno che il nano ha fatto assurgere a popolo della libertà (sua, di fare ciò che gli pare). Mediocrità giunta al successo con l’inganno, rosa dall’invidia verso la vera bravura e terrorizzata dal genio. Prigioniera di una gabbia di menzogna, che difende a spada tratta.. Mediocrità che, per sentirsi viva, ha bisogno dell’ultima parola. Mediocrità con la coscienza sporca che vive perennemente in un clima processuale dove, per carità, che l’avvocato possa replicare in difesa dell’imputato.
Mediocri ed intolleranti, hanno talmente paura che qualcuno, nel salotto di casa sua, ascoltando Beppino Englaro in televisione possa pensare “Però, povero padre e povera figlia, quanti anni di sofferenza. E’ giusto?”, che non ci dormono la notte.
Temono come la morte che il vero e profondo amore di Mina e Piergiorgio Welby, che ha oltrepassato la malattia e la morte, possa far pensare alla coppia davanti allo schermo: “Ma allora l’amore esiste, non è solo bunga bunga. E non c’è bisogno di essere ricchi, belli e stronzi per essere amati”.
Vogliono un popolo di nonpensanti, di ignoranti congeniti che possano mandar giù meglio la menzogna quotidiana servita su un piatto d’argento. Ma non passeranno.
E’ orribile il terremoto, è come un’aggressione fisica. E’ la materializzazione dell’inevitabile che viene a scuoterti direttamente la sedia da sotto il culo e potrebbe anche ucciderti, chissà.
Se sei sveglia, lo senti arrivare appena un secondo prima. Lo riconosci dalla vertigine impercettibile, indescrivibile che ti coglie, dalla nausea improvvisa e dal fastidio agli orecchi.
Se dormi invece ti sveglia direttamente l’adrenalina che ti pompa a ritmo di house nelle vene e ti manda il cuore a manetta. La sensazione più orribile del terremoto è quando lo senti aumentare di intensità invece che diminuire, ogni secondo interminabile che passa.
E’ come Pasquale maledetto. Pensi: “Chissà quello stupido dove vuole arrivare”.
Io di solito mi paralizzo, non riesco a schiodarmi da sedia, letto o divano. Non so come facciano gli altri a fiondarsi subito fuori, a scendere in giardino in tre secondi netti.

Così ho fatto ieri sera alle 22.20. Sono rimasta immobile, sperando che finisse presto, ragionando che la casa dove abito è antisismica e pensando alla famosa profezia che vuole Faenza protetta nientemeno che, pirsonalmente di pirsona, dalla Madonna delle Grazie. “Faenza tremerà ma non cadrà”.
Ce lo ripetevamo di continuo nel 2000 quando ci fu uno sciame sismico che iniziò proprio nel mese di aprile e andò avanti per un mese. Ogni giorno una scossa; una notte, ricordo, una scossa ogni ora, con il mio compagno che pensava seriamente di andare a dormire in macchina nel piazzale. Fino all’ultimo busso, un bel settimo della Mercalli ‘na sera e maggio, seduta ad un tavolo assieme a degli amici ad un terzo piano, guardandoci negli occhi senza sapere cosa dire né fare ma smadonnando senza ritegno.

Dopo lo spavento di ieri sera, l’ultima cosa che potevamo immaginare è che quel terremoto sarebbe stato nulla in confronto di ciò che sarebbe arrivato nel cuore della notte in Abruzzo.

Ho letto di quel ricercatore che sostiene di poter prevedere i terremoti e che aveva messo in preallarme le autorità abruzzesi, annunciando un evento sismico importante per questo periodo.
Come tutti coloro che nella storia hanno sostenuto di poter prevedere gli eventi sismici, uno dei quali fu il faentino Raffaele Bendandi, Giampaolo Giuliani è stato non solo deriso ma addirittura inquisito per procurato allarme. Le Cassandre non hanno mai molta fortuna, si sa. Peccato che stavolta i fatti abbiamo dimostrato che la sua previsione non era campata in aria. Del resto, come si evince dai siti di geofisica, da ottobre ad oggi si erano susseguite più di 200 scosse nella zona dell’Aquila. Era poi folle l’idea che potesse arrivare una scossa catastrofica dopo tanta attività sismica?
Questo ricercatore basa le sue previsioni sulla concentrazione di gas radon, sostenendo che l’emersione della radioattività in superficie significa che vi sono movimenti tellurici in profondità e più l’attività è intensa maggiore è la probabilità di un evento sismico importante. Non mi pare l’equivalente di un giro di tarocchi ma qualcosa che meriterebbe più di una scrollatina di spalle.

A parte tutta la tragedia umana che si porta dietro un terremoto, che lascia sgomenti, mi ha sinceramente stupito l’atteggiamento in questo frangente della scienza ufficiale, paludata ed incapace ormai di fare vere scoperte, e di diventare a pieno titolo “scienza del ventunesimo secolo”, come auspicava Einstein. Una scienza ufficiale fattasi religione, che invece di osare l’impossibile, di rischiare, si trincera dietro ai dogmi.
Che vuol dire “i terremoti non si possono prevedere”? Vuol dire che non siamo ancora in grado o non lo saremo mai? Tutto ciò che sappiamo sui terremoti è proprio limitato alla nozione da terza elementare: “quando la faglia dell’Eurasia incontra quella dell’Africa, i sassoni si scontrano e trema tutto”?
Davvero, non se ne può più del Prof. Boschi che tutte le volte va in TV a dire che dopo la scossa grossa ci sono quelle di assestamento che andranno avanti per settimane.

Se non si possono prevedere i terremoti, allora chiunque possa dare suggerimenti dovrebbe essere almeno ascoltato e le sue ricerche degnate di considerazione. Invece si ha l’impressione che vi sia una teoria ufficiale che non accetta deroghe dai propri dogmi.
Non si poteva evacuare Sulmona, però si potevano predisporre mezzi di intervento, concentrare forze in Abruzzo, pronte per ogni evenienza. Invece, siccome i terremoti non si possono prevedere, anche se si fanno preannunciare da qualche centinaio di scosse minori, bisogna essere scientificamente fatalisti. Io dico che non puoi prevedere quale tegola del tetto ti colpirà ma intanto puoi cominciare a ripararlo.

Mentre il Papa prega per i bambini morti (per gli adulti vedremo, se non si stanca troppo), il lider minimo rinuncia al viaggio in Russia e si coordina con Maroni, La Russa e il fatal Bertolaso.
Niente polemiche politiche, l’opposizione è solidale con il governo il quale, però, dice che prima di stanziare i fondi dovrà fare bene i conti. Intanto che paghi l’Europa.
Peccato che vi sia una cosa che si chiama emergenza, per la quale non si può stare a guardare il centesimo. C’è gente che ha bisogno di un tetto, di mangiare, di coprirsi, di curarsi.
In seguito si parlerà di ricostruzione e, Dio ce ne scampi e liberi, che a nessuno vengano in mente progetti alla “L’Aquila 2”. Che i palazzinari non si facciano strani viaggi. Sarebbe troppo pensare di rinunciare al ponte sullo stretto e dirottare i fondi di quella minchiata a campata unica su una messa in sicurezza antisismica dell’Abruzzo? O almeno provarci?

Non suona come una grottesca ironia l’aver parlato fino a due giorni fa di piano casa, di aumento della cubatura di villette più o meno a schiera, e trovarsi di fronte una città distrutta da un terremoto e da ricostruire? Ora che il gioco si fa duro si vedrà se esistono duri che possano cominciare a giocare.

Sto pregando. Pregando che lui sia in grado di gestire l’emergenza senza tirare fuori cazzate ad effetto o, per l’amor di Dio, battute. E, a proposito, non ci si dimentichi dell’esercito. Qui ci sta proprio bene il suo impiego. Le belle ragazze aspetteranno.

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E’ orribile il terremoto, è come un’aggressione fisica. E’ la materializzazione dell’inevitabile che viene a scuoterti direttamente la sedia da sotto il culo e potrebbe anche ucciderti, chissà.
Se sei sveglia, lo senti arrivare appena un secondo prima. Lo riconosci dalla vertigine impercettibile, indescrivibile che ti coglie, dalla nausea improvvisa e dal fastidio agli orecchi.
Se dormi invece ti sveglia direttamente l’adrenalina che ti pompa a ritmo di house nelle vene e ti manda il cuore a manetta. La sensazione più orribile del terremoto è quando lo senti aumentare di intensità invece che diminuire, ogni secondo interminabile che passa.
E’ come Pasquale maledetto. Pensi: “Chissà quello stupido dove vuole arrivare”.
Io di solito mi paralizzo, non riesco a schiodarmi da sedia, letto o divano. Non so come facciano gli altri a fiondarsi subito fuori, a scendere in giardino in tre secondi netti.

Così ho fatto ieri sera alle 22.20. Sono rimasta immobile, sperando che finisse presto, ragionando che la casa dove abito è antisismica e pensando alla famosa profezia che vuole Faenza protetta nientemeno che, pirsonalmente di pirsona, dalla Madonna delle Grazie. “Faenza tremerà ma non cadrà”.
Ce lo ripetevamo di continuo nel 2000 quando ci fu uno sciame sismico che iniziò proprio nel mese di aprile e andò avanti per un mese. Ogni giorno una scossa; una notte, ricordo, una scossa ogni ora, con il mio compagno che pensava seriamente di andare a dormire in macchina nel piazzale. Fino all’ultimo busso, un bel settimo della Mercalli ‘na sera e maggio, seduta ad un tavolo assieme a degli amici ad un terzo piano, guardandoci negli occhi senza sapere cosa dire né fare ma smadonnando senza ritegno.

Dopo lo spavento di ieri sera, l’ultima cosa che potevamo immaginare è che quel terremoto sarebbe stato nulla in confronto di ciò che sarebbe arrivato nel cuore della notte in Abruzzo.

Ho letto di quel ricercatore che sostiene di poter prevedere i terremoti e che aveva messo in preallarme le autorità abruzzesi, annunciando un evento sismico importante per questo periodo.
Come tutti coloro che nella storia hanno sostenuto di poter prevedere gli eventi sismici, uno dei quali fu il faentino Raffaele Bendandi, Giampaolo Giuliani è stato non solo deriso ma addirittura inquisito per procurato allarme. Le Cassandre non hanno mai molta fortuna, si sa. Peccato che stavolta i fatti abbiamo dimostrato che la sua previsione non era campata in aria. Del resto, come si evince dai siti di geofisica, da ottobre ad oggi si erano susseguite più di 200 scosse nella zona dell’Aquila. Era poi folle l’idea che potesse arrivare una scossa catastrofica dopo tanta attività sismica?
Questo ricercatore basa le sue previsioni sulla concentrazione di gas radon, sostenendo che l’emersione della radioattività in superficie significa che vi sono movimenti tellurici in profondità e più l’attività è intensa maggiore è la probabilità di un evento sismico importante. Non mi pare l’equivalente di un giro di tarocchi ma qualcosa che meriterebbe più di una scrollatina di spalle.

A parte tutta la tragedia umana che si porta dietro un terremoto, che lascia sgomenti, mi ha sinceramente stupito l’atteggiamento in questo frangente della scienza ufficiale, paludata ed incapace ormai di fare vere scoperte, e di diventare a pieno titolo “scienza del ventunesimo secolo”, come auspicava Einstein. Una scienza ufficiale fattasi religione, che invece di osare l’impossibile, di rischiare, si trincera dietro ai dogmi.
Che vuol dire “i terremoti non si possono prevedere”? Vuol dire che non siamo ancora in grado o non lo saremo mai? Tutto ciò che sappiamo sui terremoti è proprio limitato alla nozione da terza elementare: “quando la faglia dell’Eurasia incontra quella dell’Africa, i sassoni si scontrano e trema tutto”?
Davvero, non se ne può più del Prof. Boschi che tutte le volte va in TV a dire che dopo la scossa grossa ci sono quelle di assestamento che andranno avanti per settimane.

Se non si possono prevedere i terremoti, allora chiunque possa dare suggerimenti dovrebbe essere almeno ascoltato e le sue ricerche degnate di considerazione. Invece si ha l’impressione che vi sia una teoria ufficiale che non accetta deroghe dai propri dogmi.
Non si poteva evacuare Sulmona, però si potevano predisporre mezzi di intervento, concentrare forze in Abruzzo, pronte per ogni evenienza. Invece, siccome i terremoti non si possono prevedere, anche se si fanno preannunciare da qualche centinaio di scosse minori, bisogna essere scientificamente fatalisti. Io dico che non puoi prevedere quale tegola del tetto ti colpirà ma intanto puoi cominciare a ripararlo.

Mentre il Papa prega per i bambini morti (per gli adulti vedremo, se non si stanca troppo), il lider minimo rinuncia al viaggio in Russia e si coordina con Maroni, La Russa e il fatal Bertolaso.
Niente polemiche politiche, l’opposizione è solidale con il governo il quale, però, dice che prima di stanziare i fondi dovrà fare bene i conti. Intanto che paghi l’Europa.
Peccato che vi sia una cosa che si chiama emergenza, per la quale non si può stare a guardare il centesimo. C’è gente che ha bisogno di un tetto, di mangiare, di coprirsi, di curarsi.
In seguito si parlerà di ricostruzione e, Dio ce ne scampi e liberi, che a nessuno vengano in mente progetti alla “L’Aquila 2”. Che i palazzinari non si facciano strani viaggi. Sarebbe troppo pensare di rinunciare al ponte sullo stretto e dirottare i fondi di quella minchiata a campata unica su una messa in sicurezza antisismica dell’Abruzzo? O almeno provarci?

Non suona come una grottesca ironia l’aver parlato fino a due giorni fa di piano casa, di aumento della cubatura di villette più o meno a schiera, e trovarsi di fronte una città distrutta da un terremoto e da ricostruire? Ora che il gioco si fa duro si vedrà se esistono duri che possano cominciare a giocare.

Sto pregando. Pregando che lui sia in grado di gestire l’emergenza senza tirare fuori cazzate ad effetto o, per l’amor di Dio, battute. E, a proposito, non ci si dimentichi dell’esercito. Qui ci sta proprio bene il suo impiego. Le belle ragazze aspetteranno.

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E’ orribile il terremoto, è come un’aggressione fisica. E’ la materializzazione dell’inevitabile che viene a scuoterti direttamente la sedia da sotto il culo e potrebbe anche ucciderti, chissà.
Se sei sveglia, lo senti arrivare appena un secondo prima. Lo riconosci dalla vertigine impercettibile, indescrivibile che ti coglie, dalla nausea improvvisa e dal fastidio agli orecchi.
Se dormi invece ti sveglia direttamente l’adrenalina che ti pompa a ritmo di house nelle vene e ti manda il cuore a manetta. La sensazione più orribile del terremoto è quando lo senti aumentare di intensità invece che diminuire, ogni secondo interminabile che passa.
E’ come Pasquale maledetto. Pensi: “Chissà quello stupido dove vuole arrivare”.
Io di solito mi paralizzo, non riesco a schiodarmi da sedia, letto o divano. Non so come facciano gli altri a fiondarsi subito fuori, a scendere in giardino in tre secondi netti.

Così ho fatto ieri sera alle 22.20. Sono rimasta immobile, sperando che finisse presto, ragionando che la casa dove abito è antisismica e pensando alla famosa profezia che vuole Faenza protetta nientemeno che, pirsonalmente di pirsona, dalla Madonna delle Grazie. “Faenza tremerà ma non cadrà”.
Ce lo ripetevamo di continuo nel 2000 quando ci fu uno sciame sismico che iniziò proprio nel mese di aprile e andò avanti per un mese. Ogni giorno una scossa; una notte, ricordo, una scossa ogni ora, con il mio compagno che pensava seriamente di andare a dormire in macchina nel piazzale. Fino all’ultimo busso, un bel settimo della Mercalli ‘na sera e maggio, seduta ad un tavolo assieme a degli amici ad un terzo piano, guardandoci negli occhi senza sapere cosa dire né fare ma smadonnando senza ritegno.

Dopo lo spavento di ieri sera, l’ultima cosa che potevamo immaginare è che quel terremoto sarebbe stato nulla in confronto di ciò che sarebbe arrivato nel cuore della notte in Abruzzo.

Ho letto di quel ricercatore che sostiene di poter prevedere i terremoti e che aveva messo in preallarme le autorità abruzzesi, annunciando un evento sismico importante per questo periodo.
Come tutti coloro che nella storia hanno sostenuto di poter prevedere gli eventi sismici, uno dei quali fu il faentino Raffaele Bendandi, Giampaolo Giuliani è stato non solo deriso ma addirittura inquisito per procurato allarme. Le Cassandre non hanno mai molta fortuna, si sa. Peccato che stavolta i fatti abbiamo dimostrato che la sua previsione non era campata in aria. Del resto, come si evince dai siti di geofisica, da ottobre ad oggi si erano susseguite più di 200 scosse nella zona dell’Aquila. Era poi folle l’idea che potesse arrivare una scossa catastrofica dopo tanta attività sismica?
Questo ricercatore basa le sue previsioni sulla concentrazione di gas radon, sostenendo che l’emersione della radioattività in superficie significa che vi sono movimenti tellurici in profondità e più l’attività è intensa maggiore è la probabilità di un evento sismico importante. Non mi pare l’equivalente di un giro di tarocchi ma qualcosa che meriterebbe più di una scrollatina di spalle.

A parte tutta la tragedia umana che si porta dietro un terremoto, che lascia sgomenti, mi ha sinceramente stupito l’atteggiamento in questo frangente della scienza ufficiale, paludata ed incapace ormai di fare vere scoperte, e di diventare a pieno titolo “scienza del ventunesimo secolo”, come auspicava Einstein. Una scienza ufficiale fattasi religione, che invece di osare l’impossibile, di rischiare, si trincera dietro ai dogmi.
Che vuol dire “i terremoti non si possono prevedere”? Vuol dire che non siamo ancora in grado o non lo saremo mai? Tutto ciò che sappiamo sui terremoti è proprio limitato alla nozione da terza elementare: “quando la faglia dell’Eurasia incontra quella dell’Africa, i sassoni si scontrano e trema tutto”?
Davvero, non se ne può più del Prof. Boschi che tutte le volte va in TV a dire che dopo la scossa grossa ci sono quelle di assestamento che andranno avanti per settimane.

Se non si possono prevedere i terremoti, allora chiunque possa dare suggerimenti dovrebbe essere almeno ascoltato e le sue ricerche degnate di considerazione. Invece si ha l’impressione che vi sia una teoria ufficiale che non accetta deroghe dai propri dogmi.
Non si poteva evacuare Sulmona, però si potevano predisporre mezzi di intervento, concentrare forze in Abruzzo, pronte per ogni evenienza. Invece, siccome i terremoti non si possono prevedere, anche se si fanno preannunciare da qualche centinaio di scosse minori, bisogna essere scientificamente fatalisti. Io dico che non puoi prevedere quale tegola del tetto ti colpirà ma intanto puoi cominciare a ripararlo.

Mentre il Papa prega per i bambini morti (per gli adulti vedremo, se non si stanca troppo), il lider minimo rinuncia al viaggio in Russia e si coordina con Maroni, La Russa e il fatal Bertolaso.
Niente polemiche politiche, l’opposizione è solidale con il governo il quale, però, dice che prima di stanziare i fondi dovrà fare bene i conti. Intanto che paghi l’Europa.
Peccato che vi sia una cosa che si chiama emergenza, per la quale non si può stare a guardare il centesimo. C’è gente che ha bisogno di un tetto, di mangiare, di coprirsi, di curarsi.
In seguito si parlerà di ricostruzione e, Dio ce ne scampi e liberi, che a nessuno vengano in mente progetti alla “L’Aquila 2”. Che i palazzinari non si facciano strani viaggi. Sarebbe troppo pensare di rinunciare al ponte sullo stretto e dirottare i fondi di quella minchiata a campata unica su una messa in sicurezza antisismica dell’Abruzzo? O almeno provarci?

Non suona come una grottesca ironia l’aver parlato fino a due giorni fa di piano casa, di aumento della cubatura di villette più o meno a schiera, e trovarsi di fronte una città distrutta da un terremoto e da ricostruire? Ora che il gioco si fa duro si vedrà se esistono duri che possano cominciare a giocare.

Sto pregando. Pregando che lui sia in grado di gestire l’emergenza senza tirare fuori cazzate ad effetto o, per l’amor di Dio, battute. E, a proposito, non ci si dimentichi dell’esercito. Qui ci sta proprio bene il suo impiego. Le belle ragazze aspetteranno.

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Non ho un argomento preciso da trattare per questa sera ma tanti spunti, come le gocce di pioggia che non hanno mai smesso di cadere, oggi.

Magda MagdiMagdi Cattolico Allam fonda un partito fondamentalista cristiano che si oppone a tutto: dal matrimonio gay, all’eutanasia, all’aborto. Come cambiare religione senza toccare il fondamentalismo: come in quei numeri dove il mago riesce a sfilare la tovaglia dal tavolo mantenendo intatta l’apparecchiatura.

Striscia l’ustascia – In Croazia un blogger, Nikša Klecak, fonda su Facebook un gruppo contrario al premier Ivo Sanader, pubblicando in homepage un fotomontaggio del politico vestito da nazista. Risultato: blogger arrestato con le false accuse di propaganda nazista (!) e possesso di materiale pedopornografico (che si porta sempre bene su tutto). Il blogger è stato poi subito liberato ma non è un bel segnale per la democrazia italiana.
Anche in Italia pare che a breve sequestreranno tutti i gruppi antigovernativi, e resteranno solo “Uccidiamo Murdoch” e “scommetto che trovo 1,000,000,000 persone a cui non piace Murdoch”.
Intanto Beppe Grillo compra casa a Lugano per paura che gli chiudano il blog. Quasi quasi chiudo il blog per paura che mi sequestrino la villa a Montecarlo.

Silvio in the Sky with Diamonds – Chissà perchè quando va in tournée negli ex paesi dell’est gli salta fuori un fastidioso eczema dittatoriale. Oggi a Tirana, dev’essere stato lo spirito di Enver Hoxha ad ispirargli l’ukase contro i direttori dei giornali italiani che “dovrebbero andarsene”.
Le autorità elvetiche faranno bene a rafforzare i controlli alle frontiere. Si prevedono file a Como Brogeda in direzione della Svizzera e vento forte a Caianello.

Ratzi amari – Benedetto sempre più scatenato contro l’Onu e le risoluzioni sui diritti umani. Oggi rifiuta di ratificare quella sui diritti delle persone disabili perchè il testo non contiene uno specifico divieto dell’aborto di feti malformati. Tra qualche minuto andrà in onda la Sinfonia delle Unghie sugli Specchi, suonata da coloro che negano che la Chiesa voglia impiccare i gay e tormentare gli handicappati.
Ed ecco a voi il meraviglioso mondo cattolico in cui ogni scopata è un figlio e, uno su tre, come per le sorpresine negli ovetti kinder, potrebbe nascertene uno con un bell’occhio solo in fronte. Lo chiameremo Polifemo. Se invece non corri il rischio di rimanere incinto perchè sei gay, ahimé non potrai mai diventare Papa. Ritenta, la prossima vita sarai più fortunato.
Se poi fai un incidente, potresti vivere una trentina d’anni da vegetale con una suora che ogni mattina ti infila il clistere. Non è una prospettiva esaltante?

Infine, come aggiornamento sulle elemosine di regime, consiglio la lettura di questo esaustivo articolo di Altroconsumo, che si chiede giustamente “chi ci guadagna con la social card?” Avevate dubbi?

Ultim’oraElio e le Storie Tese rifiutano l’Ambrogino D’Oro in segno di protesta contro la decisione di negarlo alla memoria di Enzo Biagi. Alla cerimonia di premiazione, il 7 dicembre, non ritirerà il premio Shpalman.


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Magda MagdiMagdi Cattolico Allam fonda un partito fondamentalista cristiano che si oppone a tutto: dal matrimonio gay, all’eutanasia, all’aborto. Come cambiare religione senza toccare il fondamentalismo: come in quei numeri dove il mago riesce a sfilare la tovaglia dal tavolo mantenendo intatta l’apparecchiatura.

Striscia l’ustascia – In Croazia un blogger, Nikša Klecak, fonda su Facebook un gruppo contrario al premier Ivo Sanader, pubblicando in homepage un fotomontaggio del politico vestito da nazista. Risultato: blogger arrestato con le false accuse di propaganda nazista (!) e possesso di materiale pedopornografico (che si porta sempre bene su tutto). Il blogger è stato poi subito liberato ma non è un bel segnale per la democrazia italiana.
Anche in Italia pare che a breve sequestreranno tutti i gruppi antigovernativi, e resteranno solo “Uccidiamo Murdoch” e “scommetto che trovo 1,000,000,000 persone a cui non piace Murdoch”.
Intanto Beppe Grillo compra casa a Lugano per paura che gli chiudano il blog. Quasi quasi chiudo il blog per paura che mi sequestrino la villa a Montecarlo.

Silvio in the Sky with Diamonds – Chissà perchè quando va in tournée negli ex paesi dell’est gli salta fuori un fastidioso eczema dittatoriale. Oggi a Tirana, dev’essere stato lo spirito di Enver Hoxha ad ispirargli l’ukase contro i direttori dei giornali italiani che “dovrebbero andarsene”.
Le autorità elvetiche faranno bene a rafforzare i controlli alle frontiere. Si prevedono file a Como Brogeda in direzione della Svizzera e vento forte a Caianello.

Ratzi amari – Benedetto sempre più scatenato contro l’Onu e le risoluzioni sui diritti umani. Oggi rifiuta di ratificare quella sui diritti delle persone disabili perchè il testo non contiene uno specifico divieto dell’aborto di feti malformati. Tra qualche minuto andrà in onda la Sinfonia delle Unghie sugli Specchi, suonata da coloro che negano che la Chiesa voglia impiccare i gay e tormentare gli handicappati.
Ed ecco a voi il meraviglioso mondo cattolico in cui ogni scopata è un figlio e, uno su tre, come per le sorpresine negli ovetti kinder, potrebbe nascertene uno con un bell’occhio solo in fronte. Lo chiameremo Polifemo. Se invece non corri il rischio di rimanere incinto perchè sei gay, ahimé non potrai mai diventare Papa. Ritenta, la prossima vita sarai più fortunato.
Se poi fai un incidente, potresti vivere una trentina d’anni da vegetale con una suora che ogni mattina ti infila il clistere. Non è una prospettiva esaltante?

Infine, come aggiornamento sulle elemosine di regime, consiglio la lettura di questo esaustivo articolo di Altroconsumo, che si chiede giustamente “chi ci guadagna con la social card?” Avevate dubbi?

Ultim’oraElio e le Storie Tese rifiutano l’Ambrogino D’Oro in segno di protesta contro la decisione di negarlo alla memoria di Enzo Biagi. Alla cerimonia di premiazione, il 7 dicembre, non ritirerà il premio Shpalman.


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Magda MagdiMagdi Cattolico Allam fonda un partito fondamentalista cristiano che si oppone a tutto: dal matrimonio gay, all’eutanasia, all’aborto. Come cambiare religione senza toccare il fondamentalismo: come in quei numeri dove il mago riesce a sfilare la tovaglia dal tavolo mantenendo intatta l’apparecchiatura.

Striscia l’ustascia – In Croazia un blogger, Nikša Klecak, fonda su Facebook un gruppo contrario al premier Ivo Sanader, pubblicando in homepage un fotomontaggio del politico vestito da nazista. Risultato: blogger arrestato con le false accuse di propaganda nazista (!) e possesso di materiale pedopornografico (che si porta sempre bene su tutto). Il blogger è stato poi subito liberato ma non è un bel segnale per la democrazia italiana.
Anche in Italia pare che a breve sequestreranno tutti i gruppi antigovernativi, e resteranno solo “Uccidiamo Murdoch” e “scommetto che trovo 1,000,000,000 persone a cui non piace Murdoch”.
Intanto Beppe Grillo compra casa a Lugano per paura che gli chiudano il blog. Quasi quasi chiudo il blog per paura che mi sequestrino la villa a Montecarlo.

Silvio in the Sky with Diamonds – Chissà perchè quando va in tournée negli ex paesi dell’est gli salta fuori un fastidioso eczema dittatoriale. Oggi a Tirana, dev’essere stato lo spirito di Enver Hoxha ad ispirargli l’ukase contro i direttori dei giornali italiani che “dovrebbero andarsene”.
Le autorità elvetiche faranno bene a rafforzare i controlli alle frontiere. Si prevedono file a Como Brogeda in direzione della Svizzera e vento forte a Caianello.

Ratzi amari – Benedetto sempre più scatenato contro l’Onu e le risoluzioni sui diritti umani. Oggi rifiuta di ratificare quella sui diritti delle persone disabili perchè il testo non contiene uno specifico divieto dell’aborto di feti malformati. Tra qualche minuto andrà in onda la Sinfonia delle Unghie sugli Specchi, suonata da coloro che negano che la Chiesa voglia impiccare i gay e tormentare gli handicappati.
Ed ecco a voi il meraviglioso mondo cattolico in cui ogni scopata è un figlio e, uno su tre, come per le sorpresine negli ovetti kinder, potrebbe nascertene uno con un bell’occhio solo in fronte. Lo chiameremo Polifemo. Se invece non corri il rischio di rimanere incinto perchè sei gay, ahimé non potrai mai diventare Papa. Ritenta, la prossima vita sarai più fortunato.
Se poi fai un incidente, potresti vivere una trentina d’anni da vegetale con una suora che ogni mattina ti infila il clistere. Non è una prospettiva esaltante?

Infine, come aggiornamento sulle elemosine di regime, consiglio la lettura di questo esaustivo articolo di Altroconsumo, che si chiede giustamente “chi ci guadagna con la social card?” Avevate dubbi?

Ultim’oraElio e le Storie Tese rifiutano l’Ambrogino D’Oro in segno di protesta contro la decisione di negarlo alla memoria di Enzo Biagi. Alla cerimonia di premiazione, il 7 dicembre, non ritirerà il premio Shpalman.


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Una decina di giorni fa il santopadre ha condannato severamente la precarietà nel lavoro, oggi ha detto che le tasse bisogna pagarle anche se obtorto collo. Nel mezzo c’è stata la sortita sui farmacisti e l’obiezione di coscienza. A suo modo anche il Papa ha scoperto il fascino del panino.
Due colpi al cerchio, su argomenti in fondo condivisibili anche dai laici e uno alla botte del fondamentalismo cattolico.

Vediamo allora come possiamo aiutare i farmacisti devoti ad espletare la loro funzione al meglio.

La grande preoccupazione del santopadre neocerchiobottista non è certamente il costo delle scarpine Chicco, superiore alle sue Prada, e vendute in farmacia assieme a pappe, clisteri, giocattoli, guanciali superergonomici, alimenti per celiaci miliardari, pomate emorroidarie, integratori, fiori di Bach e creme antirughe, è la tutela della vita e la lotta all’eutanasia.

E’ noto a chiunque abbia masticato in vita sua un po’ di medicina e biologia per trascorsi universitari, che la morte può essere procurata anche utilizzando farmaci apparentemente innocui, senza ricorrere ai kit della dolce morte. E’ il principio dell’overdose, in molti casi fatale.
Un farmaco stimolante la tiroide come il Proloid può indurre arresto cardiaco in un soggetto ipertiroideo; la digitalis purpurea in dosi eccessive è mortale, una pera di insulina può indurre il coma e financo la morte. Non parliamo di anestetici potenti come i barbiturici, che anche se poco usati ormai rimangono prescritti per l’epilessia. Un bravo farmacista devoto dovrebbe eliminare questi farmaci dai suoi scaffali, per coerenza.

La necessità della tutela della vita mette automaticamente all’indice e candida al rogo i seguenti prodotti, da banco o meno: gondoni, guanti e Durex di ogni tipo; pillole anticoncezionali ad alto e basso dosaggio, comprese quelle che servono ad estirpare nell’era moderna il fenomeno della ragazzina barbuta. Attenzione però, anche una innocente peretta di gomma, se unita a sostanze opportunamente preparate artiginalmente, come il normale sapone da bucato, può servire a procurare l’aborto. Via anche quella quindi e gli stitici si arrangino.
Rimanendo in tema parti basse, che dire della pillola del demonio, il Viagra e della sua variante, il Cialis? Via, al macero, è il Signore in persona che vi espelle!

Anche il dolore dev’essere sopportato eroicamente dal buon cristiano. Via il Buscopan, il Moment con e senza ackht, la Cibalgina, l’Antispasmina colica, la preparazione H e il Toradol. Dolori mestruali, coliche renali ed epatiche, ascessi, pulpiti e trigemini, nervi sciatici, emorroidi a grappolo e colpi della strega, siate benedetti perchè ci ricordate la magnanima esistenza dell’ultraterreno.

Il buon cristiano deve praticare la modestia, quindi via i cosmetici, le creme depilatorie, gli anticellulite, le siringhe di botox; via dagli scaffali anche i costosissimi e i prodotti omeopatici, gli estratti di echinacea, la pappa reale e gli ayurveda. Roba da stregoni pagani.

Cosa rimane da vendere al timorato farmacista di Dio, per non dispiacere al suo Papa, ora che si è liberato di tutta la paccottiglia demoniaca? Forse l’aspirina, la soluzione Schoum, la tintura di iodio, i cerotti (non quelli per le vesciche perchè bisogna soffrire) e un’erba cattolicissima come l’iperico, nota per contrastare il potere anticoncezionale della “pillola”. Non per niente si chiama anche erba di S. Giovanni.


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Una decina di giorni fa il santopadre ha condannato severamente la precarietà nel lavoro, oggi ha detto che le tasse bisogna pagarle anche se obtorto collo. Nel mezzo c’è stata la sortita sui farmacisti e l’obiezione di coscienza. A suo modo anche il Papa ha scoperto il fascino del panino.
Due colpi al cerchio, su argomenti in fondo condivisibili anche dai laici e uno alla botte del fondamentalismo cattolico.

Vediamo allora come possiamo aiutare i farmacisti devoti ad espletare la loro funzione al meglio.

La grande preoccupazione del santopadre neocerchiobottista non è certamente il costo delle scarpine Chicco, superiore alle sue Prada, e vendute in farmacia assieme a pappe, clisteri, giocattoli, guanciali superergonomici, alimenti per celiaci miliardari, pomate emorroidarie, integratori, fiori di Bach e creme antirughe, è la tutela della vita e la lotta all’eutanasia.

E’ noto a chiunque abbia masticato in vita sua un po’ di medicina e biologia per trascorsi universitari, che la morte può essere procurata anche utilizzando farmaci apparentemente innocui, senza ricorrere ai kit della dolce morte. E’ il principio dell’overdose, in molti casi fatale.
Un farmaco stimolante la tiroide come il Proloid può indurre arresto cardiaco in un soggetto ipertiroideo; la digitalis purpurea in dosi eccessive è mortale, una pera di insulina può indurre il coma e financo la morte. Non parliamo di anestetici potenti come i barbiturici, che anche se poco usati ormai rimangono prescritti per l’epilessia. Un bravo farmacista devoto dovrebbe eliminare questi farmaci dai suoi scaffali, per coerenza.

La necessità della tutela della vita mette automaticamente all’indice e candida al rogo i seguenti prodotti, da banco o meno: gondoni, guanti e Durex di ogni tipo; pillole anticoncezionali ad alto e basso dosaggio, comprese quelle che servono ad estirpare nell’era moderna il fenomeno della ragazzina barbuta. Attenzione però, anche una innocente peretta di gomma, se unita a sostanze opportunamente preparate artiginalmente, come il normale sapone da bucato, può servire a procurare l’aborto. Via anche quella quindi e gli stitici si arrangino.
Rimanendo in tema parti basse, che dire della pillola del demonio, il Viagra e della sua variante, il Cialis? Via, al macero, è il Signore in persona che vi espelle!

Anche il dolore dev’essere sopportato eroicamente dal buon cristiano. Via il Buscopan, il Moment con e senza ackht, la Cibalgina, l’Antispasmina colica, la preparazione H e il Toradol. Dolori mestruali, coliche renali ed epatiche, ascessi, pulpiti e trigemini, nervi sciatici, emorroidi a grappolo e colpi della strega, siate benedetti perchè ci ricordate la magnanima esistenza dell’ultraterreno.

Il buon cristiano deve praticare la modestia, quindi via i cosmetici, le creme depilatorie, gli anticellulite, le siringhe di botox; via dagli scaffali anche i costosissimi e i prodotti omeopatici, gli estratti di echinacea, la pappa reale e gli ayurveda. Roba da stregoni pagani.

Cosa rimane da vendere al timorato farmacista di Dio, per non dispiacere al suo Papa, ora che si è liberato di tutta la paccottiglia demoniaca? Forse l’aspirina, la soluzione Schoum, la tintura di iodio, i cerotti (non quelli per le vesciche perchè bisogna soffrire) e un’erba cattolicissima come l’iperico, nota per contrastare il potere anticoncezionale della “pillola”. Non per niente si chiama anche erba di S. Giovanni.

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