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Non abbiamo dato sufficiente spazio alla notizia più triste e clamorosa della settimana, riassunta nell’incipit dell’articolo del “Giornale” sulle dimissioni di Flavio Briatore dalla Renault. Però prima tenetevi le pance e accavallate le gambe se soffrite di incontinenza urinaria. Vado? Ok.

“Un futuro padre, disoccupato.”

Basterebbe questo per il Pulitzer ma il pezzo continua con un peana sullo “squalo per bene”, una specie di ossimoro vivente che si sacrifica per il bene del mondo della Formula 1, divenuto per altro ultimamente uno degli ambientini più loschi che si conoscano. Peggio dei peggiori bar di Caracas.
Non sono solo i piloti che si pigliano a sportellate e borsettate, c’è lo spionaggio industriale, le combine, le rivalità tra galletti nel pollaio, e addirittura, pare, il finto incidente di cui tutti sapevano, denunciato dai Piquet, padre e figlio, nel quale c’entrerebbe appunto Briatore.

L’articolessa in difesa di quest’altro eroe dei nostri tempi, del padre di famiglia gettato sul lastrico (non guardate i giudici, stavolta pare non c’entrino) parla come al solito, quando si tratta di ricchi caduti in disgrazia e come causa di quest’ultima, di invidia da parte dei nemici.
Mai che questi amanti dell’azzardo e del gioco sul filo del rasoio restino vittime dei loro comportamenti. No, è sempre colpa degli altri.

Si tranquillizzi, caro articolesso in ansia per la sorte del puerpero minacciato da una vita di stenti: Briatore di soldi ne ha a strafottere. Si troverà presto un altro impiego, nonostante l’età.
Male che vada gli restano i Billionaire. Magari qualche cinese che gli compera il ristorante in contanti lo trova.


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Si, penso che parlerò di Paul Newman ma non ora, più avanti.
Come ogni domenica, cerco sui vari giornali online spunti per un post riassuntivo della settimana e oggi mi imbatto in questo pezzo, di cui mi compiaccio di offrirvi l’incipit, vestita da Caligola e con l’occhio malvagio alla Malcolm McDowell:

Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai…». Il bianco dell’occhio, l’iride immobile. «Attenti, attenti…». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così…». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall’altra parte come se niente fosse.

Dite la verità, l’orgasmo dello stallone come pezzo di cronaca vi mancava. Non c’è stato il coraggio di arrivare alla descrizione del cumshot ma non importa, Rocco Varenne è instancabile e ne ha ancora di cartucce da sparare. Abbiate fede.

Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l’autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l’inosabile.
Buone notizie anche da oltre Tarvisio. Trionfa quella faccia da cazzo di Haider, il fratello nazista di Heidi e anche l’Austria è pronta a rispolverare le camice brune.

Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.

Il bello della domenica è che c’è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell’insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell’altro, quello che “Valentino c’è!!!”, dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c’è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.

E’ morto Newman. Ma si, ci arrivo.

A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attore e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella “Piovra 6”.

Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, “Era mio padre” di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.

Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E’ andato in un posto migliore di questo.


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Si, penso che parlerò di Paul Newman ma non ora, più avanti.
Come ogni domenica, cerco sui vari giornali online spunti per un post riassuntivo della settimana e oggi mi imbatto in questo pezzo, di cui mi compiaccio di offrirvi l’incipit, vestita da Caligola e con l’occhio malvagio alla Malcolm McDowell:

Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai…». Il bianco dell’occhio, l’iride immobile. «Attenti, attenti…». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così…». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall’altra parte come se niente fosse.

Dite la verità, l’orgasmo dello stallone come pezzo di cronaca vi mancava. Non c’è stato il coraggio di arrivare alla descrizione del cumshot ma non importa, Rocco Varenne è instancabile e ne ha ancora di cartucce da sparare. Abbiate fede.

Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l’autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l’inosabile.
Buone notizie anche da oltre Tarvisio. Trionfa quella faccia da cazzo di Haider, il fratello nazista di Heidi e anche l’Austria è pronta a rispolverare le camice brune.

Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.

Il bello della domenica è che c’è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell’insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell’altro, quello che “Valentino c’è!!!”, dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c’è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.

E’ morto Newman. Ma si, ci arrivo.

A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attore e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella “Piovra 6”.

Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, “Era mio padre” di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.

Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E’ andato in un posto migliore di questo.


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Bush ha pianto. Studia da successore di Steve Irwin, gli manca solo l’esame da coccodrillo.

I Tre Tenori sono diventati I Due Tenori.

Trittico pavarottiano:

Per i funerali del Maestro assoluzione e comunione per tutti. Divorziati-risposati, divorziati e basta, omosessuali dichiarati e nascosti e pubbliche peccatrici hanno goduto di un permesso premio. Da domani la Chiesa torna a fare sul serio.

Per far capire al mondo che era la televisione italiana, il crocifisso più inquadrato è stato quello che pendeva sulle tette generosamente esposte della Bonazza di fianco a Bono.

Quando sono entrate le famiglie del tenore l’odore delle carte bollate ha coperto quello dei fiori.

Spionaggio in Formula 1. “Il mio nome è Alonso, Fernando Alonso”.

Si sono offesi per i post su Madre Teresa. Chi tocca i fidi muore.

“Non fischiate la Marsigliese” era stato chiesto agli italiani prima di Italia-Francia. Siamo un popolo di bastian contrari, bastava dire che dovevano fischiarla e non sarebbe volata una mosca.

Comunque nei giorni scorsi non so cos’avrei dato per avere un paio di coglioni. Per potermeli toccare ogni volta che ha risuonato il “Nessun dorma”.

Fulminato di mercurioLe notizie e gli echi della cronaca settimanale raccontati in modo molto più cattivo che al tiggì.


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Bush ha pianto. Studia da successore di Steve Irwin, gli manca solo l’esame da coccodrillo.

I Tre Tenori sono diventati I Due Tenori.

Trittico pavarottiano:

Per i funerali del Maestro assoluzione e comunione per tutti. Divorziati-risposati, divorziati e basta, omosessuali dichiarati e nascosti e pubbliche peccatrici hanno goduto di un permesso premio. Da domani la Chiesa torna a fare sul serio.

Per far capire al mondo che era la televisione italiana, il crocifisso più inquadrato è stato quello che pendeva sulle tette generosamente esposte della Bonazza di fianco a Bono.

Quando sono entrate le famiglie del tenore l’odore delle carte bollate ha coperto quello dei fiori.

Spionaggio in Formula 1. “Il mio nome è Alonso, Fernando Alonso”.

Si sono offesi per i post su Madre Teresa. Chi tocca i fidi muore.

“Non fischiate la Marsigliese” era stato chiesto agli italiani prima di Italia-Francia. Siamo un popolo di bastian contrari, bastava dire che dovevano fischiarla e non sarebbe volata una mosca.

Comunque nei giorni scorsi non so cos’avrei dato per avere un paio di coglioni. Per potermeli toccare ogni volta che ha risuonato il “Nessun dorma”.

Fulminato di mercurioLe notizie e gli echi della cronaca settimanale raccontati in modo molto più cattivo che al tiggì.

http://www.youtube.com/v/PDxlWub_c0Q

Delizioso il siparietto di domenica scorsa tra Filippetto Massa e Alonso, Alonso quanto sei str…ano nel backstage del gran premio di Germania. Grazie a BlogTicino ho scoperto questo video che dimostra come l’italiano sia sempre la lingua ideale per insultarsi, un po’ come lo era una volta per l’opera lirica. Pensate, potevano insultarsi reciprocamente nelle rispettive lingue iberiche, con i vari “cabron”, “puta che te pariu” o “chingado” o usare un imperiale “facchiù”. Invece il buon Felipe ha scelto il molto modenese “ma va a caghér!” che lui ha italianizzato apposta per Fernando.
Lode a questi ragazzuoli per avere almeno dimostrato che l’italiano si può imparare alla perfezione, vero Michael?

Certo che è cambiata la F1 da quando cominciai a seguirla nei lontani anni ’70 e il mio eroe a quattroruote era Emerson Fittipaldi. C’erano la mitica Tyrrell a sei ruote, le gomme slick e le monoposto avevano ancora un volante normale, non quella specie di computer portatile con navigatore “tornate-indietro-appena-potete” che hanno ora.
C’erano piloti come Jackie Stewart, Nicky Lauda, Clay Regazzoni, e i mai abbastanza rimpianti Gilles Villeneuve e Ayrton Senna. Fu proprio dopo la morte di Ayrton che divenne difficile guardare un gran premio con gli occhi di prima. Qualcosa era volato via con lui, un po’ come nel ciclismo dopo la morte del Pirata.

La formula 1 del passato prossimo, quella del regno di Schumi non mi ha mai troppo appassionato. Schumacher è stato un grande, lo ammetto, ma assieme al fatto che non sono mai stata una tifosa vera della Ferrari, posso dire che c’è stato un periodo nel quale il gran premio era per me solo un ottimo rimedio contro l’insonnia. Semaforo rosso, giallo, verde, via! e contemporaneamente 5,4,3,2,1, faceva effetto il Pentotal. Che dormite!

Oggi il panorama sta diventando decisamente più interessante. C’è la grande spy story di Pistonopoli sul fedifrago Nigel Stepney con la polverina e la McLaren che rischia di diventare la Juventus della F1.
Bella la storia. Secondo le accuse, il tecnico che sperava di prendere il posto di Ross Brawn lo prende nel posto e pensa di ricattare la Ferrari. La Ferrari, per risparmiare su un dipendente, altrimenti non sarebbero imprenditori italiani, probabilmente nega l’aumento al tecnico e la biscia si rivolta al ciarlatano. In combutta con un altro insoddisfatto della McLaren, Mike Coughlan, fotocopiano anche il porco a Maranello e offrono il malloppo alla Honda. Nel frattempo Stepney sarebbe stato visto tentare di “avvelenare” la rossa con una misteriosa polverina versata nel serbatoio. Non il volgare zucchero dei teppisti di una volta, ma una misteriosa pozione in grado di rallentare la potenza del motore.

Oggi si riunisce la FIA per decidere delle eventuali sanzioni contro la McLaren, se sarà dimostrato il reato di spionaggio industriale e illecito sportivo, mentre sembrano emergere nuove prove del complotto contro la Ferrari e si attende si conoscere la sorte della Lucrezia Borgia del paddock e del suo compare.

Nel frattempo, come abbiamo visto, i piloti sono nervosi e litigano. Si litiga anche tra piloti e patron, ed emergono le gelosie tra cocchi di patron e figli della serva, piloti e sottopiloti, perle nere e barrichelli. Non è un reality ma poco ci manca. Vogliatevi bene, ragazzi, non mandatevi più a cagare. Forse non vedremo mai una scena come quella del filmato qui sotto tra Fernando e Felipe, ma se la telenovela continua, chissà?

http://www.youtube.com/v/ev7WSY857dE

P.S. Ogni link è un video, scusate se è poco, è quasi un palinsesto!


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Delizioso il siparietto di domenica scorsa tra Filippetto Massa e Alonso, Alonso quanto sei str…ano nel backstage del gran premio di Germania. Grazie a BlogTicino ho scoperto questo video che dimostra come l’italiano sia sempre la lingua ideale per insultarsi, un po’ come lo era una volta per l’opera lirica. Pensate, potevano insultarsi reciprocamente nelle rispettive lingue iberiche, con i vari “cabron”, “puta che te pariu” o “chingado” o usare un imperiale “facchiù”. Invece il buon Felipe ha scelto il molto modenese “ma va a caghér!” che lui ha italianizzato apposta per Fernando.
Lode a questi ragazzuoli per avere almeno dimostrato che l’italiano si può imparare alla perfezione, vero Michael?

Certo che è cambiata la F1 da quando cominciai a seguirla nei lontani anni ’70 e il mio eroe a quattroruote era Emerson Fittipaldi. C’erano la mitica Tyrrell a sei ruote, le gomme slick e le monoposto avevano ancora un volante normale, non quella specie di computer portatile con navigatore “tornate-indietro-appena-potete” che hanno ora.
C’erano piloti come Jackie Stewart, Nicky Lauda, Clay Regazzoni, e i mai abbastanza rimpianti Gilles Villeneuve e Ayrton Senna. Fu proprio dopo la morte di Ayrton che divenne difficile guardare un gran premio con gli occhi di prima. Qualcosa era volato via con lui, un po’ come nel ciclismo dopo la morte del Pirata.

La formula 1 del passato prossimo, quella del regno di Schumi non mi ha mai troppo appassionato. Schumacher è stato un grande, lo ammetto, ma assieme al fatto che non sono mai stata una tifosa vera della Ferrari, posso dire che c’è stato un periodo nel quale il gran premio era per me solo un ottimo rimedio contro l’insonnia. Semaforo rosso, giallo, verde, via! e contemporaneamente 5,4,3,2,1, faceva effetto il Pentotal. Che dormite!

Oggi il panorama sta diventando decisamente più interessante. C’è la grande spy story di Pistonopoli sul fedifrago Nigel Stepney con la polverina e la McLaren che rischia di diventare la Juventus della F1.
Bella la storia. Secondo le accuse, il tecnico che sperava di prendere il posto di Ross Brawn lo prende nel posto e pensa di ricattare la Ferrari. La Ferrari, per risparmiare su un dipendente, altrimenti non sarebbero imprenditori italiani, probabilmente nega l’aumento al tecnico e la biscia si rivolta al ciarlatano. In combutta con un altro insoddisfatto della McLaren, Mike Coughlan, fotocopiano anche il porco a Maranello e offrono il malloppo alla Honda. Nel frattempo Stepney sarebbe stato visto tentare di “avvelenare” la rossa con una misteriosa polverina versata nel serbatoio. Non il volgare zucchero dei teppisti di una volta, ma una misteriosa pozione in grado di rallentare la potenza del motore.

Oggi si riunisce la FIA per decidere delle eventuali sanzioni contro la McLaren, se sarà dimostrato il reato di spionaggio industriale e illecito sportivo, mentre sembrano emergere nuove prove del complotto contro la Ferrari e si attende si conoscere la sorte della Lucrezia Borgia del paddock e del suo compare.

Nel frattempo, come abbiamo visto, i piloti sono nervosi e litigano. Si litiga anche tra piloti e patron, ed emergono le gelosie tra cocchi di patron e figli della serva, piloti e sottopiloti, perle nere e barrichelli. Non è un reality ma poco ci manca. Vogliatevi bene, ragazzi, non mandatevi più a cagare. Forse non vedremo mai una scena come quella del filmato qui sotto tra Fernando e Felipe, ma se la telenovela continua, chissà?

P.S. Ogni link è un video, scusate se è poco, è quasi un palinsesto!


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