You are currently browsing the category archive for the ‘francesco cossiga’ category.

Oggi, in via eccezionale ed in segno di lutto, se dovremo farne il nome lo scriveremo con la C, la kappa osserverà un minuto di silenzio.
Il rispetto per i morti ci induce anche all’astensione dalle battutacce, come quella che da ieri ci martella nella testa un diavolaccio tentatore, inducendoci all’irriverente e blasfemo accostamento da punteggio calcistico tra attrezzi da scavo, tra vanga e piccone, che eviteremo di pronunciare.

La vera tragedia è che, assieme all’emerito presidente, stiamo perdendo sempre più la possibilità di conoscere mandanti ed esecutori materiali di tanti infami delitti politici del nostro passato.
A meno che Andreotti non se ne esca con un clamoroso colpo di teatro in articulo mortis e decida di vuotare il sacco, lasceremo questa terra anche noi senza sapere nulla di Piazza Fontana, di Gladio, di Ustica, dei servizi deviati, del terrorismo, di come Moro fu condannato a morte, della strategia della tensione e di quella complessa questione che attiene alla sovranità nazionale.
Con la rabbia di sapere che tanti altri morti, morti senza rimorsi a macerarli per il resto della loro vita, resteranno ancora una volta gabbati, senza che nessuno si preoccupi di scrivere un coccodrillo tutto per loro. Con la consolazione che di solito, però, quelli ignorati dalla stampa sono i morti per i quali si piange davvero.

In suo onore, si dice, si potrebbe cambiare l’inno nazionale da “Fratelli d’Italia” a “Misteri d’Italia”. Ma sapeva veramente o ci ha torturato con sadismo per anni facendoci credere che sapesse mentre non sapeva niente nemmeno lui? C’era o ci faceva? Magari la vera tragedia di Cossiga è che passerà alla storia come colui che sapeva tanto e non voleva dire mentre non poteva dire niente perchè non sapeva nemmeno lui. In fondo ciò che ha rivelato di quando in quando erano cose note perfino ai lampioni.
Non so perchè ma ho l’impressione che con lui scenderanno nell’avello meno segreti di quanti siano sepolti assieme a Renatino in Sant’Apollinare.

La notizia è da leccarsi non solo le dita ma anche i gomiti. In diretta da Villa Wanda per Odeon TV, Licio Gelli ci racconterà la storia d’Italia (opla’!) assieme ad altri illustri inquisiti in tanfo di mafia come Andreotti e Dell’Utri, in un programma intitolato, con sprezzo del ridicolo, “Venerabile Italia” (qui l’imperdibile video di presentazione) con tanto di logo massonico in sovraimpressione e “o sole mio” in sottofondo.
Da brividi. Come se affidassero “Il pranzo è servito” ad Hannibal Lecter.

Se fosse inteso come un programma di satira sarebbe geniale ma temo si tratti, negli intenti degli autori e muratorini di Odeon TV, di una cosa seria, della quale vanno molto fieri. Chissà se c’entrano anche gli ontopsicologi, ai quali Berlusconi voleva appunto far revisionare la storia in TV con tanto di tagliando e bollino blu.
Dopo il grembiule ed il maestro unico, il grembiulino massonico e il Gran Maestro (unico).
Non diranno più che sono solo coincidenze.

Questi ultimi mesi hanno visto l’accumularsi di una serie di segnali preoccupanti, solo per chi ha a cuore la democrazia e conosce la storia degli ultimi cinquant’anni, s’intende. Per gli italiani che hanno affidato la manutenzione delle loro terga alla tessera P2 n° 1816 Berlusconi, e si affidano al metadone dell’informazione televisiva, sono solo fisime dei comunistacci.

Il programma elettorale del PDL recitava: “Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine.”(Programma del PDL, 2008)
Questo proclama, come ho fatto notare in un altro post, era molto simile al paragrafo sull’ordine pubblico del Programma della P2:

c) […] Cosi’ e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta’ di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonche’ di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

In Aprile, le elezioni vedono la scomparsa dei partiti della sinistra e l’odontoleghista Calderoli ha un presentimento: “la sinistra ora scenderà in piazza“. Cossiga premonizza “Son dolori, può tornare il terrorismo”.

In queste ultime settimane, le proteste studentesche contro i provvedimenti del governo e la seconda centuria di Cossiga, quella del suono delle sirene e dell’odore del napalm. Di nuovo si paventa il ritorno del terrorismo.
Dopo i fatti di Piazza Navona il governo dice senza vergogna e contro l’evidenza, che non vi sono dubbi, sono stati i rossi a cominciare e dispiace vedere che vi sono quelli che cadono nel tranello dei filmati farlocchi per giungere alla conclusione che, siccome quello potrebbe essere un finto infiltrato, gli infiltrati non esistono.
Come se contasse di più una cantonata di Grillo piuttosto delle immagini o dei racconti dei protagonisti e soprattutto del fatto che si vuole creare tensione ad arte, dividere il movimento, prenderlo a mazzate come quello no global e, dulcis in fundo, criminalizzare e marginalizzare la sinistra.
Fin dalla notte dei tempi, ogni manifestazione di piazza prevede, oltre agli opposti schieramenti ed alle forze dell’ordine, infiltrati, agents provocateurs e affini. La piazza la si può manipolare a proprio piacimento. Chi vuol far credere il contrario è in malafede o soffre di ingenuità acuta oppure non ha mai visto un minuto dei filmati di Genova 2001.

Oggi Gelli rincara la dose:

“Se tornassero le Brigate Rosse come negli anni di piombo troverebbero in Italia un terreno fertile.
A chi gli chiedeva chi fossero i responsabili delle stragi nel Paese, Gelli ha replicato: «Le stragi sono frutto di una guerra tra bande, ci sono state e ci saranno sempre perché non c’è ordine: infatti sono arrivate dopo gli anni ’60. Se domani tornassero le Br – ha aggiunto l’ex Venerabile, concludendo – ci sarebbero ancora più stragi: il terreno è molto fertile perché le Br potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della povertà che c’è nel Paese».

Sapute interpretare sono frasi agghiaccianti. E’ sempre il solito marciume fascio-atlantico-mafioso che da Gladio in giù ha sempre mestato contro la democrazia italiana, ha manipolato il terrorismo (comprese le BR, durante il delitto Moro e proprio tramite la P2) e, non dimentichiamolo, ha compiuto stragi ed assassinii, altro che guerra tra bande. La famosa banda di innocenti viaggiatori che appestava la stazione di Bologna? Puro delirio criminale.
La P2 era un’espressione di questo cancro, le cui metastasi in Sudamerica hanno compiuto nefandezze inenarrabili e oggi il suo anziano frontman fa addirittura opinione e ci racconta la storia in TV, senza che nessuno, in un paese di ignoranti storici, abbia nulla da ridire e soprattutto si vergogni. Si, l’opposizione bela, ma durerà poco. Non può bastare solo Di Pietro.

Gelli quindi, come se niente fosse e nonostante le condanne definitive per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, dalla Cassazione per i tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e per bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano: 12 anni), ha presentato l’iniziativa di OdeonTV in una conferenza stampa dove, tra apologie da vecchio fascista e la bacchettata a Silvio perchè non è abbastanza autoritario, ha comunque detto una cosa che tutti noi pensiamo, senza essere Grandi Maestri e che come analisi politica è totalmente condivisibile.

“Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perché non ha una struttura partitica”.

Chissà se Silvio ha gradito la venerabile gufata.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

La notizia è da leccarsi non solo le dita ma anche i gomiti. In diretta da Villa Wanda per Odeon TV, Licio Gelli ci racconterà la storia d’Italia (opla’!) assieme ad altri illustri inquisiti in tanfo di mafia come Andreotti e Dell’Utri, in un programma intitolato, con sprezzo del ridicolo, “Venerabile Italia” (qui l’imperdibile video di presentazione) con tanto di logo massonico in sovraimpressione e “o sole mio” in sottofondo.
Da brividi. Come se affidassero “Il pranzo è servito” ad Hannibal Lecter.

Se fosse inteso come un programma di satira sarebbe geniale ma temo si tratti, negli intenti degli autori e muratorini di Odeon TV, di una cosa seria, della quale vanno molto fieri. Chissà se c’entrano anche gli ontopsicologi, ai quali Berlusconi voleva appunto far revisionare la storia in TV con tanto di tagliando e bollino blu.
Dopo il grembiule ed il maestro unico, il grembiulino massonico e il Gran Maestro (unico).
Non diranno più che sono solo coincidenze.

Questi ultimi mesi hanno visto l’accumularsi di una serie di segnali preoccupanti, solo per chi ha a cuore la democrazia e conosce la storia degli ultimi cinquant’anni, s’intende. Per gli italiani che hanno affidato la manutenzione delle loro terga alla tessera P2 n° 1816 Berlusconi, e si affidano al metadone dell’informazione televisiva, sono solo fisime dei comunistacci.

Il programma elettorale del PDL recitava: “Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine.”(Programma del PDL, 2008)
Questo proclama, come ho fatto notare in un altro post, era molto simile al paragrafo sull’ordine pubblico del Programma della P2:

c) […] Cosi’ e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta’ di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonche’ di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

In Aprile, le elezioni vedono la scomparsa dei partiti della sinistra e l’odontoleghista Calderoli ha un presentimento: “la sinistra ora scenderà in piazza“. Cossiga premonizza “Son dolori, può tornare il terrorismo”.

In queste ultime settimane, le proteste studentesche contro i provvedimenti del governo e la seconda centuria di Cossiga, quella del suono delle sirene e dell’odore del napalm. Di nuovo si paventa il ritorno del terrorismo.
Dopo i fatti di Piazza Navona il governo dice senza vergogna e contro l’evidenza, che non vi sono dubbi, sono stati i rossi a cominciare e dispiace vedere che vi sono quelli che cadono nel tranello dei filmati farlocchi per giungere alla conclusione che, siccome quello potrebbe essere un finto infiltrato, gli infiltrati non esistono.
Come se contasse di più una cantonata di Grillo piuttosto delle immagini o dei racconti dei protagonisti e soprattutto del fatto che si vuole creare tensione ad arte, dividere il movimento, prenderlo a mazzate come quello no global e, dulcis in fundo, criminalizzare e marginalizzare la sinistra.
Fin dalla notte dei tempi, ogni manifestazione di piazza prevede, oltre agli opposti schieramenti ed alle forze dell’ordine, infiltrati, agents provocateurs e affini. La piazza la si può manipolare a proprio piacimento. Chi vuol far credere il contrario è in malafede o soffre di ingenuità acuta oppure non ha mai visto un minuto dei filmati di Genova 2001.

Oggi Gelli rincara la dose:

“Se tornassero le Brigate Rosse come negli anni di piombo troverebbero in Italia un terreno fertile.
A chi gli chiedeva chi fossero i responsabili delle stragi nel Paese, Gelli ha replicato: «Le stragi sono frutto di una guerra tra bande, ci sono state e ci saranno sempre perché non c’è ordine: infatti sono arrivate dopo gli anni ’60. Se domani tornassero le Br – ha aggiunto l’ex Venerabile, concludendo – ci sarebbero ancora più stragi: il terreno è molto fertile perché le Br potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della povertà che c’è nel Paese».

Sapute interpretare sono frasi agghiaccianti. E’ sempre il solito marciume fascio-atlantico-mafioso che da Gladio in giù ha sempre mestato contro la democrazia italiana, ha manipolato il terrorismo (comprese le BR, durante il delitto Moro e proprio tramite la P2) e, non dimentichiamolo, ha compiuto stragi ed assassinii, altro che guerra tra bande. La famosa banda di innocenti viaggiatori che appestava la stazione di Bologna? Puro delirio criminale.
La P2 era un’espressione di questo cancro, le cui metastasi in Sudamerica hanno compiuto nefandezze inenarrabili e oggi il suo anziano frontman fa addirittura opinione e ci racconta la storia in TV, senza che nessuno, in un paese di ignoranti storici, abbia nulla da ridire e soprattutto si vergogni. Si, l’opposizione bela, ma durerà poco. Non può bastare solo Di Pietro.

Gelli quindi, come se niente fosse e nonostante le condanne definitive per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, dalla Cassazione per i tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e per bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano: 12 anni), ha presentato l’iniziativa di OdeonTV in una conferenza stampa dove, tra apologie da vecchio fascista e la bacchettata a Silvio perchè non è abbastanza autoritario, ha comunque detto una cosa che tutti noi pensiamo, senza essere Grandi Maestri e che come analisi politica è totalmente condivisibile.

“Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perché non ha una struttura partitica”.

Chissà se Silvio ha gradito la venerabile gufata.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

La notizia è da leccarsi non solo le dita ma anche i gomiti. In diretta da Villa Wanda per Odeon TV, Licio Gelli ci racconterà la storia d’Italia (opla’!) assieme ad altri illustri inquisiti in tanfo di mafia come Andreotti e Dell’Utri, in un programma intitolato, con sprezzo del ridicolo, “Venerabile Italia” (qui l’imperdibile video di presentazione) con tanto di logo massonico in sovraimpressione e “o sole mio” in sottofondo.
Da brividi. Come se affidassero “Il pranzo è servito” ad Hannibal Lecter.Se fosse inteso come un programma di satira sarebbe geniale ma temo si tratti, negli intenti degli autori e muratorini di Odeon TV, di una cosa seria, della quale vanno molto fieri. Chissà se c’entrano anche gli ontopsicologi, ai quali Berlusconi voleva appunto far revisionare la storia in TV con tanto di tagliando e bollino blu.
Dopo il grembiule ed il maestro unico, il grembiulino massonico e il Gran Maestro (unico).
Non diranno più che sono solo coincidenze.

Questi ultimi mesi hanno visto l’accumularsi di una serie di segnali preoccupanti, solo per chi ha a cuore la democrazia e conosce la storia degli ultimi cinquant’anni, s’intende. Per gli italiani che hanno affidato la manutenzione delle loro terga alla tessera P2 n° 1816 Berlusconi, e si affidano al metadone dell’informazione televisiva, sono solo fisime dei comunistacci.

Il programma elettorale del PDL recitava: “Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine.”(Programma del PDL, 2008)
Questo proclama, come ho fatto notare in un altro post, era molto simile al paragrafo sull’ordine pubblico del Programma della P2:

c) […] Cosi’ e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta’ di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonche’ di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

In Aprile, le elezioni vedono la scomparsa dei partiti della sinistra e l’odontoleghista Calderoli ha un presentimento: “la sinistra ora scenderà in piazza“. Cossiga premonizza “Son dolori, può tornare il terrorismo”.

In queste ultime settimane, le proteste studentesche contro i provvedimenti del governo e la seconda centuria di Cossiga, quella del suono delle sirene e dell’odore del napalm. Di nuovo si paventa il ritorno del terrorismo.
Dopo i fatti di Piazza Navona il governo dice senza vergogna e contro l’evidenza, che non vi sono dubbi, sono stati i rossi a cominciare e dispiace vedere che vi sono quelli che cadono nel tranello dei filmati farlocchi per giungere alla conclusione che, siccome quello potrebbe essere un finto infiltrato, gli infiltrati non esistono.
Come se contasse di più una cantonata di Grillo piuttosto delle immagini o dei racconti dei protagonisti e soprattutto del fatto che si vuole creare tensione ad arte, dividere il movimento, prenderlo a mazzate come quello no global e, dulcis in fundo, criminalizzare e marginalizzare la sinistra.
Fin dalla notte dei tempi, ogni manifestazione di piazza prevede, oltre agli opposti schieramenti ed alle forze dell’ordine, infiltrati, agents provocateurs e affini. La piazza la si può manipolare a proprio piacimento. Chi vuol far credere il contrario è in malafede o soffre di ingenuità acuta oppure non ha mai visto un minuto dei filmati di Genova 2001.

Oggi Gelli rincara la dose:

“Se tornassero le Brigate Rosse come negli anni di piombo troverebbero in Italia un terreno fertile.
A chi gli chiedeva chi fossero i responsabili delle stragi nel Paese, Gelli ha replicato: «Le stragi sono frutto di una guerra tra bande, ci sono state e ci saranno sempre perché non c’è ordine: infatti sono arrivate dopo gli anni ’60. Se domani tornassero le Br – ha aggiunto l’ex Venerabile, concludendo – ci sarebbero ancora più stragi: il terreno è molto fertile perché le Br potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della povertà che c’è nel Paese».

Sapute interpretare sono frasi agghiaccianti. E’ sempre il solito marciume fascio-atlantico-mafioso che da Gladio in giù ha sempre mestato contro la democrazia italiana, ha manipolato il terrorismo (comprese le BR, durante il delitto Moro e proprio tramite la P2) e, non dimentichiamolo, ha compiuto stragi ed assassinii, altro che guerra tra bande. La famosa banda di innocenti viaggiatori che appestava la stazione di Bologna? Puro delirio criminale.
La P2 era un’espressione di questo cancro, le cui metastasi in Sudamerica hanno compiuto nefandezze inenarrabili e oggi il suo anziano frontman fa addirittura opinione e ci racconta la storia in TV, senza che nessuno, in un paese di ignoranti storici, abbia nulla da ridire e soprattutto si vergogni. Si, l’opposizione bela, ma durerà poco. Non può bastare solo Di Pietro.

Gelli quindi, come se niente fosse e nonostante le condanne definitive per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, dalla Cassazione per i tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e per bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano: 12 anni), ha presentato l’iniziativa di OdeonTV in una conferenza stampa dove, tra apologie da vecchio fascista e la bacchettata a Silvio perchè non è abbastanza autoritario, ha comunque detto una cosa che tutti noi pensiamo, senza essere Grandi Maestri e che come analisi politica è totalmente condivisibile.

“Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perché non ha una struttura partitica”.

Chissà se Silvio ha gradito la venerabile gufata.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Che brutta immagine e, allo stesso tempo, che meravigliosa sintesi della giornata odierna è questo Pinocchio esanime, morto con quel braccio ironicamente teso, in mezzo ai carabinieri.

Se poco fa avete sentito rompersi i vetri di casa vostra, sappiate che sono stati i nasi cresciuti spropositatamente dei cronisti che hanno raccontato le manifestazioni e gli scontri, tanti Pinocchi che dovevano inculcare in noi l’idea che si fosse trattato di un cavalleresco duello tra una non meglio identificata “destra” (non chiamiamoli fascisti, per carità) ed un’altrettanta generica sinistra (rappresentata, secondo i Pinocchi, solo dai centri sociali). Una singolar tenzone la cui morale, una volta medicate le teste, deve essere: “non si protesta, né da destra né da sinistra”.

Come racconta invece, da testimone, Curzio Maltese, oltre ai manifestanti di vario colore, si sono rivisti i cari vecchi provocatori che arrivano con le mazze e le spranghe, agiscono, picchiano, con gli agenti che assistono incomprensibilmente immobili e poi se ne vanno da dove sono venuti.
Forse trattavasi di quei provocatori pronti a tutto da infiltrare nel movimento di cui parlava profeticamente Cossiga nei giorni scorsi?
Con un insight da vero Nostradamus, il paragnosta l’aveva previsto e sono arrivati i provocatori e le botte.

Siccome mi sono rotta i cabbasisi (i coglioni, traduco per i padani insensibili alla bellezza della vulgata sicula) mi sono rotta, dicevo, di leggere che Cossiga è stato frainteso, che l’intervista è una balla della sinistra, una volta per tutte ecco cosa ha detto l’ex presidente della Repubblica. Chi volesse controllare l’autenticità della fonte, clicchi qui per la riproduzione della pagina del QN, giornale notoriamente bolscevico.

Parlando delle minacce di usare la forza pubblica contro i manifestanti, Cossiga dice:

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”
Gli universitari, invece? (Chiede il giornalista)
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Adesso, chi viene a dire che è il signor K è stato frainteso, che non sono parole gravi, si becca una virtuale pinocchiata sulle gengive. E guai se dopo si lamenta.

Per fortuna nessun ragazzino morto. Già. Solo un Pinocchio spiaccicato per terra, simbolo casuale ma straordinariamente significativo di quello che l’Italia in questo momento non vuole: la ribellione.
Di Pinocchio ci vanno bene le bugie, siamo governati dai Pinocchi e da stuoli di Gatti e Volpi, ma non accettiamo più la sua indole anarchica, il suo rompere gli schemi. Il suo dire “NO”.
Questo Pinocchio gigante non portava il passamontagna e chissà se veramente “serviva per picchiare” come ha titolato (sotto mescalina) la Repubblica, ma se rimaneva a casa sua forse era meglio. Ecco cosa succede ai Pinocchi quando non vogliono andare a scuola e disobbediscono ai babbi. I Pinocchi per bene non scendono in piazza, dicono solo le bugie e per questo fanno carriera fino ai massimi livelli.

Update – Sentite cosa dice Debora Billi del camioncino carico di camerati manganellommuniti, arrivato con si sa come e con quali permessi in zona ultrapedonale.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Che brutta immagine e, allo stesso tempo, che meravigliosa sintesi della giornata odierna è questo Pinocchio esanime, morto con quel braccio ironicamente teso, in mezzo ai carabinieri.

Se poco fa avete sentito rompersi i vetri di casa vostra, sappiate che sono stati i nasi cresciuti spropositatamente dei cronisti che hanno raccontato le manifestazioni e gli scontri, tanti Pinocchi che dovevano inculcare in noi l’idea che si fosse trattato di un cavalleresco duello tra una non meglio identificata “destra” (non chiamiamoli fascisti, per carità) ed un’altrettanta generica sinistra (rappresentata, secondo i Pinocchi, solo dai centri sociali). Una singolar tenzone la cui morale, una volta medicate le teste, deve essere: “non si protesta, né da destra né da sinistra”.

Come racconta invece, da testimone, Curzio Maltese, oltre ai manifestanti di vario colore, si sono rivisti i cari vecchi provocatori che arrivano con le mazze e le spranghe, agiscono, picchiano, con gli agenti che assistono incomprensibilmente immobili e poi se ne vanno da dove sono venuti.
Forse trattavasi di quei provocatori pronti a tutto da infiltrare nel movimento di cui parlava profeticamente Cossiga nei giorni scorsi?
Con un insight da vero Nostradamus, il paragnosta l’aveva previsto e sono arrivati i provocatori e le botte.

Siccome mi sono rotta i cabbasisi (i coglioni, traduco per i padani insensibili alla bellezza della vulgata sicula) mi sono rotta, dicevo, di leggere che Cossiga è stato frainteso, che l’intervista è una balla della sinistra, una volta per tutte ecco cosa ha detto l’ex presidente della Repubblica. Chi volesse controllare l’autenticità della fonte, clicchi qui per la riproduzione della pagina del QN, giornale notoriamente bolscevico.

Parlando delle minacce di usare la forza pubblica contro i manifestanti, Cossiga dice:

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”
Gli universitari, invece? (Chiede il giornalista)
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Adesso, chi viene a dire che è il signor K è stato frainteso, che non sono parole gravi, si becca una virtuale pinocchiata sulle gengive. E guai se dopo si lamenta.

Per fortuna nessun ragazzino morto. Già. Solo un Pinocchio spiaccicato per terra, simbolo casuale ma straordinariamente significativo di quello che l’Italia in questo momento non vuole: la ribellione.
Di Pinocchio ci vanno bene le bugie, siamo governati dai Pinocchi e da stuoli di Gatti e Volpi, ma non accettiamo più la sua indole anarchica, il suo rompere gli schemi. Il suo dire “NO”.
Questo Pinocchio gigante non portava il passamontagna e chissà se veramente “serviva per picchiare” come ha titolato (sotto mescalina) la Repubblica, ma se rimaneva a casa sua forse era meglio. Ecco cosa succede ai Pinocchi quando non vogliono andare a scuola e disobbediscono ai babbi. I Pinocchi per bene non scendono in piazza, dicono solo le bugie e per questo fanno carriera fino ai massimi livelli.

Update – Sentite cosa dice Debora Billi del camioncino carico di camerati manganellommuniti, arrivato con si sa come e con quali permessi in zona ultrapedonale.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Che brutta immagine e, allo stesso tempo, che meravigliosa sintesi della giornata odierna è questo Pinocchio esanime, morto con quel braccio ironicamente teso, in mezzo ai carabinieri.

Se poco fa avete sentito rompersi i vetri di casa vostra, sappiate che sono stati i nasi cresciuti spropositatamente dei cronisti che hanno raccontato le manifestazioni e gli scontri, tanti Pinocchi che dovevano inculcare in noi l’idea che si fosse trattato di un cavalleresco duello tra una non meglio identificata “destra” (non chiamiamoli fascisti, per carità) ed un’altrettanta generica sinistra (rappresentata, secondo i Pinocchi, solo dai centri sociali). Una singolar tenzone la cui morale, una volta medicate le teste, deve essere: “non si protesta, né da destra né da sinistra”.

Come racconta invece, da testimone, Curzio Maltese, oltre ai manifestanti di vario colore, si sono rivisti i cari vecchi provocatori che arrivano con le mazze e le spranghe, agiscono, picchiano, con gli agenti che assistono incomprensibilmente immobili e poi se ne vanno da dove sono venuti.
Forse trattavasi di quei provocatori pronti a tutto da infiltrare nel movimento di cui parlava profeticamente Cossiga nei giorni scorsi?
Con un insight da vero Nostradamus, il paragnosta l’aveva previsto e sono arrivati i provocatori e le botte.

Siccome mi sono rotta i cabbasisi (i coglioni, traduco per i padani insensibili alla bellezza della vulgata sicula) mi sono rotta, dicevo, di leggere che Cossiga è stato frainteso, che l’intervista è una balla della sinistra, una volta per tutte ecco cosa ha detto l’ex presidente della Repubblica. Chi volesse controllare l’autenticità della fonte, clicchi qui per la riproduzione della pagina del QN, giornale notoriamente bolscevico.

Parlando delle minacce di usare la forza pubblica contro i manifestanti, Cossiga dice:

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”
Gli universitari, invece? (Chiede il giornalista)
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Adesso, chi viene a dire che è il signor K è stato frainteso, che non sono parole gravi, si becca una virtuale pinocchiata sulle gengive. E guai se dopo si lamenta.

Per fortuna nessun ragazzino morto. Già. Solo un Pinocchio spiaccicato per terra, simbolo casuale ma straordinariamente significativo di quello che l’Italia in questo momento non vuole: la ribellione.
Di Pinocchio ci vanno bene le bugie, siamo governati dai Pinocchi e da stuoli di Gatti e Volpi, ma non accettiamo più la sua indole anarchica, il suo rompere gli schemi. Il suo dire “NO”.
Questo Pinocchio gigante non portava il passamontagna e chissà se veramente “serviva per picchiare” come ha titolato (sotto mescalina) la Repubblica, ma se rimaneva a casa sua forse era meglio. Ecco cosa succede ai Pinocchi quando non vogliono andare a scuola e disobbediscono ai babbi. I Pinocchi per bene non scendono in piazza, dicono solo le bugie e per questo fanno carriera fino ai massimi livelli.

Update – Sentite cosa dice Debora Billi del camioncino carico di camerati manganellommuniti, arrivato con si sa come e con quali permessi in zona ultrapedonale.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

“Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine.”
(Programma del PDL, 2008)

L’altra sera, commentando al TG1 la scomparsa della sinistra estrema dal Parlamento, l’onorevole Calderoli ha più o meno detto che gli dispiaceva (ma va?) ma che era anche preoccupato, visto che la sinistra ora, senza rappresentazione parlamentare, sarebbe “scesa in piazza”. Ah, ecco.

Il Presidente emerito Cossiga, in un’intervista al Corriere dal titolo “Sono dolori, può tornare il terrorismo”, afferma:

«[Veltroni] Sarà costretto a dare ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali, insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione comunista, da ieri fuori del Parlamento.
Sarà obbligato a farlo per impedire che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista. E il terrorismo di sinistra tornerebbe ad agire se, per ipotesi, si facessero le larghe intese. Non va dimenticato infatti che il brigatismo si scatenò trent’anni fa, con il sequestro di Aldo Moro, contro il compromesso storico, contro il governo di larghe intese guidato da Andreotti e nel quale io ero ministro dell’Interno, e posso oggi dire di essere stato indicato dai comunisti».

Cossiga è come Nostradamus, va interpretato. Non bisogna commettere l’errore di sottovalutare le sue centurie né di considerarle le sbroccate di una Cassandra che straparla. Nelle sue parole vi sono esagerazioni, sicuramente, una parzialissima ricostruzione dei motivi del sequestro di Moro ma io vi leggo anche una sorta di avvertimento, un consiglio rivolto proprio alla sinistra.

Io credo che il rischio che qualcuno, in questo clima di forte destrosità, colga l’occasione della mancanza di rappresentatività parlamentare di una Sinistra (antagonista, estrema, come cavolo si deve chiamare?) per mettere la Sinistra tout-court fuori legge non debba essere sottovalutata. A parte coloro che vorrebbero proibire il pugno chiuso alla pari del saluto romano, vedrete se, essendo nella Costituzione fatto divieto di ricostituzione del Partito Fascista non vi sarà qualcuno che proporrà di aggiungervi il divieto di ricostituzione del Partito Comunista.

Se effettivamente non si trova il modo di ridare alla Sinistra una rappresentatività parlamentare sarà molto difficile evitare le tentazioni eliminazioniste della destra. Quell’alludere subito al terrorismo e allo scendere in piazza come fatto potenzialmente eversivo non può che preoccuparci tutti e temo più Calderoli di Cossiga, francamente.

Easagerazioni? Paranoie? Inseriamo qui un piccolo flashback.
2001, G8 di Genova, i DS rifiutarono allora di partecipare al corteo del 21 luglio facendo mancare il loro preziosissimo servizio d’ordine. I manifestanti furono di fatto mandati allo sbaraglio, alla mercé di provocatori, infiltrati e schegge impazzite che dettero la giustificazione alle forze dell’ordine per una durissima repressione. Ricordate come, con straordinaria ipocrisia, D’Alema parlasse di “notte cilena” riguardo ai fatti della Diaz? Ho sempre pensato che se in Corso Italia quel pomeriggio vi fosse stato il vecchio servizio d’ordine del PCI (poi DS), i black bloc avrebbero avuto vita dura. I rappresentanti dei partiti tipo Rifondazione e PdCI non riuscirono né a contenere la piazza, né a difenderla dalle violenze della polizia, con i risultati che ben conosciamo.

Come si difende la legittimità della Sinistra e dei suoi simpatizzanti? E’ fondamentale che la Sinistra frammentata e divisa su questioni di lana caprina tipo falce si martello no, il mio simbolo lava più rosso del tuo, si faccia corpo istituzionale, fondi un partito nuovo, moderno, che faccia riferimento sia al mondo dei movimenti che a quello che si oppone costruttivamente alla globalizzazione e infine costringa il partito di destrasinistra, il PD, a riconoscerne la piena legittimità di forza di sinistra alternativa ad esso. Come accade in molti paesi europei e nel mondo.

Se ciò non avverrà, da un lato potrebbe esservi una remota possibilità di riaggregazione di alcuni attorno ad ambienti terroristici dormienti (che magari potrebbero essere abilmente e nuovamente infiltrati da coloro che amano alzare il livello dello scontro per il proprio tornaconto); dall’altra chi volesse legittimamente scendere in piazza non per fare casino ma per manifestare civilmente come avviene in ogni parte del mondo (compreso il tanto ricordato Tibet di questi giorni) potrebbe trovarsi completamente in balìa di un’eventuale repressione.

La Sinistra, intesa come partiti alla sinistra del PD, non esiste più ma esiste ancora una base elettorale (compresa la fetta di astenuti) e una classe dirigente, quest’ultima totalmente da rifondare.
E’ tempo di smetterla di piangere sul latte versato, perchè non si può dare la colpa a chi ha votato Veltroni invece che Bertinotti se la Sinistra nel suo insieme è implosa. Evidentemente una gran parte di mondo operaio ha votato a destra, non c’è altra spiegazione.
Per riconquistarlo e aiutare il partito democratico a ricollocarsi più a sinistra del centro occorre azzerare tutto e ripartire dal foglio bianco. Sono d’accordo che tutto il male non viene per nuocere, ora il gioco si fa duro e i duri tirino fuori i coglioni. Non si riparte più dalla falce e martello però, caro Diliberto, ma dalla sua evoluzione, da un qualcosa di NUOVO.

Il passato non va cancellato del tutto ma va reinterpretato in funzione del futuro. I fondamentali del socialismo sono sempre validi e lo rimarranno finchè esisteranno lo sfruttamento e l’ingiustizia sociale.
Vi sono nel mondo idee nuove, nuovi progetti sulla salvaguardia delle risorse, progetti di decrescita, sperimentazioni in senso economico. Occorre farsi portavoce di queste istanze e proporre idee nuove. Bisogna formattare e reinstallare, passare a Socialismo 2.0.
Sarà difficile come navigare tra le cartelle di Vista, ma è l’unico modo per sopravvivere.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

“Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine.”
(Programma del PDL, 2008)

L’altra sera, commentando al TG1 la scomparsa della sinistra estrema dal Parlamento, l’onorevole Calderoli ha più o meno detto che gli dispiaceva (ma va?) ma che era anche preoccupato, visto che la sinistra ora, senza rappresentazione parlamentare, sarebbe “scesa in piazza”. Ah, ecco.

Il Presidente emerito Cossiga, in un’intervista al Corriere dal titolo “Sono dolori, può tornare il terrorismo”, afferma:

«[Veltroni] Sarà costretto a dare ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali, insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione comunista, da ieri fuori del Parlamento.
Sarà obbligato a farlo per impedire che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista. E il terrorismo di sinistra tornerebbe ad agire se, per ipotesi, si facessero le larghe intese. Non va dimenticato infatti che il brigatismo si scatenò trent’anni fa, con il sequestro di Aldo Moro, contro il compromesso storico, contro il governo di larghe intese guidato da Andreotti e nel quale io ero ministro dell’Interno, e posso oggi dire di essere stato indicato dai comunisti».

Cossiga è come Nostradamus, va interpretato. Non bisogna commettere l’errore di sottovalutare le sue centurie né di considerarle le sbroccate di una Cassandra che straparla. Nelle sue parole vi sono esagerazioni, sicuramente, una parzialissima ricostruzione dei motivi del sequestro di Moro ma io vi leggo anche una sorta di avvertimento, un consiglio rivolto proprio alla sinistra.

Io credo che il rischio che qualcuno, in questo clima di forte destrosità, colga l’occasione della mancanza di rappresentatività parlamentare di una Sinistra (antagonista, estrema, come cavolo si deve chiamare?) per mettere la Sinistra tout-court fuori legge non debba essere sottovalutata. A parte coloro che vorrebbero proibire il pugno chiuso alla pari del saluto romano, vedrete se, essendo nella Costituzione fatto divieto di ricostituzione del Partito Fascista non vi sarà qualcuno che proporrà di aggiungervi il divieto di ricostituzione del Partito Comunista.

Se effettivamente non si trova il modo di ridare alla Sinistra una rappresentatività parlamentare sarà molto difficile evitare le tentazioni eliminazioniste della destra. Quell’alludere subito al terrorismo e allo scendere in piazza come fatto potenzialmente eversivo non può che preoccuparci tutti e temo più Calderoli di Cossiga, francamente.

Easagerazioni? Paranoie? Inseriamo qui un piccolo flashback.
2001, G8 di Genova, i DS rifiutarono allora di partecipare al corteo del 21 luglio facendo mancare il loro preziosissimo servizio d’ordine. I manifestanti furono di fatto mandati allo sbaraglio, alla mercé di provocatori, infiltrati e schegge impazzite che dettero la giustificazione alle forze dell’ordine per una durissima repressione. Ricordate come, con straordinaria ipocrisia, D’Alema parlasse di “notte cilena” riguardo ai fatti della Diaz? Ho sempre pensato che se in Corso Italia quel pomeriggio vi fosse stato il vecchio servizio d’ordine del PCI (poi DS), i black bloc avrebbero avuto vita dura. I rappresentanti dei partiti tipo Rifondazione e PdCI non riuscirono né a contenere la piazza, né a difenderla dalle violenze della polizia, con i risultati che ben conosciamo.

Come si difende la legittimità della Sinistra e dei suoi simpatizzanti? E’ fondamentale che la Sinistra frammentata e divisa su questioni di lana caprina tipo falce si martello no, il mio simbolo lava più rosso del tuo, si faccia corpo istituzionale, fondi un partito nuovo, moderno, che faccia riferimento sia al mondo dei movimenti che a quello che si oppone costruttivamente alla globalizzazione e infine costringa il partito di destrasinistra, il PD, a riconoscerne la piena legittimità di forza di sinistra alternativa ad esso. Come accade in molti paesi europei e nel mondo.

Se ciò non avverrà, da un lato potrebbe esservi una remota possibilità di riaggregazione di alcuni attorno ad ambienti terroristici dormienti (che magari potrebbero essere abilmente e nuovamente infiltrati da coloro che amano alzare il livello dello scontro per il proprio tornaconto); dall’altra chi volesse legittimamente scendere in piazza non per fare casino ma per manifestare civilmente come avviene in ogni parte del mondo (compreso il tanto ricordato Tibet di questi giorni) potrebbe trovarsi completamente in balìa di un’eventuale repressione.

La Sinistra, intesa come partiti alla sinistra del PD, non esiste più ma esiste ancora una base elettorale (compresa la fetta di astenuti) e una classe dirigente, quest’ultima totalmente da rifondare.
E’ tempo di smetterla di piangere sul latte versato, perchè non si può dare la colpa a chi ha votato Veltroni invece che Bertinotti se la Sinistra nel suo insieme è implosa. Evidentemente una gran parte di mondo operaio ha votato a destra, non c’è altra spiegazione.
Per riconquistarlo e aiutare il partito democratico a ricollocarsi più a sinistra del centro occorre azzerare tutto e ripartire dal foglio bianco. Sono d’accordo che tutto il male non viene per nuocere, ora il gioco si fa duro e i duri tirino fuori i coglioni. Non si riparte più dalla falce e martello però, caro Diliberto, ma dalla sua evoluzione, da un qualcosa di NUOVO.

Il passato non va cancellato del tutto ma va reinterpretato in funzione del futuro. I fondamentali del socialismo sono sempre validi e lo rimarranno finchè esisteranno lo sfruttamento e l’ingiustizia sociale.
Vi sono nel mondo idee nuove, nuovi progetti sulla salvaguardia delle risorse, progetti di decrescita, sperimentazioni in senso economico. Occorre farsi portavoce di queste istanze e proporre idee nuove. Bisogna formattare e reinstallare, passare a Socialismo 2.0.
Sarà difficile come navigare tra le cartelle di Vista, ma è l’unico modo per sopravvivere.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Il nostro non sarebbe un brutto paese ma chissà perchè fa sempre l’impressione di un paese di merda. Il fatto è che è pieno di personaggi che non perdono occasione di accreditare questa nomea.

Mastella, ancora lui, minaccia la crisi di governo. Tonino Di Pietro, l’antagonista, quello che per principio fa tutto il contrario di Mastella che fa? Minaccia la crisi di governo.
Bertinotti, non interrogato, afferma che questo governo è finito, o se non ha detto proprio così il senso era quello. Praticamente minaccia la crisi di governo. La Binetti non vota un emendamento che condanna l’omofobia, (non sia mai che smettiamo di essere un paese di merda in quel senso) e rischia di provocare veramente la crisi di governo.
Ne manca solo uno e a quel punto potremmo veramente rischiare di fare cinque passi e cadere a terra stecchiti.

Flickr Photos

onlookers

Renzistein Junior

Von Trierweiler's Nymphomaniac

Eurodeliri

Altre foto

Blog Stats

  • 82,957 hits

Categorie