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E che scassamento di minchia! Lo abbiamo capito. Il G8 è servito solo ed esclusivamente ad appagare l’incontenibile ed ipetrofico Ego di questo ometto milanese, che ha goduto come un riccio a sentire delle persone che hanno il torto di essere semplicemente ben educate fargli i complimenti per l’accoglienza in Italia. Un grande sforzo organizzativo per pavoneggiarsi tra i grandi del mondo allo scopo di apparire grande a sua volta. Apparire, non essere.
Tutti i suoi lecchini a dire “oh, come è stato ammirato, oh come ne sono rimasti ammaliati”. Nonostante le sette righe sette a lui destinate nel press book del governo americano a fronte delle pagine e pagine dedicate alle biografie degli altri leaders partecipanti al G8.

Si sono complimentati. E cosa dovevano fare, come quelli che invitati al pranzo di matrimonio criticano il risotto scotto e la scaloppina fredda? Chi è ospite in casa d’altri di solito fa i complimenti. Si chiama galateo e lui lo scambia per amore.
Mi meraviglia poi che un uomo di spettacolo non conosca la regola del “meraviglioso pubblico“. In qualunque palcoscenico del mondo, per chiamare l’applauso, la rockstar si rivolge alla platea dicendo di essere “molto felice di essere davanti a questo meraviglioso pubblico di (Napoli, Milano, Palermo, Abbiate Grasso, dipende dalla data del tour)”. Sono frasi di circostanza. Ma questi ci credono.

Naturalmente, ripartiti Obama, la Merkel, Lula e le Oba-Oba e gli altri pittoreschi invitati, come Gheddafi e Carlà che si sono ritrovati entrambi vestiti da Tony Manero, l’unica traccia che deve rimanere del G8 è la reputazione momentaneamente ricostruita dell’ometto, come una french manicure di fresco.
Gli consigliamo ora, dopo tanti successi, una lunghissima vacanza. Possibilmente al riparo da telecamere e siparietti e fuori portata dai nostri cabbasisi.

A proposito di reputazioni. C’è chi può. Magari al PD potesse essere consentito di organizzare un Mondiale di Calcio straordinario o un’Olimpiade fuori programma per emendare la coscienza dal fatto di avere tra i suoi militanti uno stupratore seriale.
Tra parentesi, ma chi paga Marino per dire quelle stronzate? Cos’è, siccome il PDL ci avrebbe sicuramente inzuppato il biscotto nel fatto della militanza a sinistra del presunto stupratore, li abbiamo battuti sul tempo? Guardateli lì, a prendersi a borsettate per uno che, più che un militante, è soprattutto uno fuori di melone di brutto, il classico pazzo lucido che anche uno psichiatra farebbe fatica a scovare se non fosse per il DNA lasciato abbondantemente sulla crime scene.
Che brutto spettacolo. Quasi quasi meglio la polo di Bertolaso e il tailleur da truzzo di Brooklyn della Bruni.


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Questa sera, al posto del TG1, è andato in onda un film porno. Tra chi si eccitava visibilmente pronunciando “il presidente Berlusconi”, ripetuto non si sa quante volte mordendosi il labbro inferiore e leccandosi quello superiore e chi perdeva definitivamente la seconda verginità, alla fine penso che fosse difficile restare in piedi camminando sul pavimento dello studio.
Bisogna fare comunque i complimenti a Minzolini. Una grande performance. Per atti del genere di autocelebrazione governativa, come è noto, ci vogliono grande flessibilità e il sacrificio delle ultime due costole.

In sottofinale è stato veramente da brividi l’autoerotismo collettivo sul santino di Bertolaso che, madonnamia, oggi ha perfino guidato un’autoelettrica! E Bertolaso qui, e Bertolaso qua, e quanto è bravo Bertolaso, e quanto è forte Bertolaso e quanto è sciccosa la polo di Bertolaso.
Si, anche Obama e Clooney sono carucci ma Bertolaso, aaaahhhh. (Segue orgasmo simultaneo finale di tutti i performers).

Siamo un paese al quale non difettano sicuramente due cose; la sboronaggine e la faccia come il culo. Tuttavia andare avanti per mezz’ora a dirci quanto siamo stati bravi è stato veramente troppo. Come diceva la mia maestra: chi si loda si imbroda.
Mentre su Sky andava in onda un dibattito dove, in sostanza, si diceva che oltre alla solita fuffa da pura apparenza e fiori finti non era ancora uscito niente di importante dal G8, in termini di decisioni, il che è una notizia, sul pornoTG stavano appena alla posizione numero 41.

Abbiamo fatto gli sboroni come organizzatori del G8, certo. Visti gli zainetti gadget per i quali i giornalisti accreditati si sono accapigliati? E le borse fatte con materiale riciclato in regalo alle First Ladies e i libroni da trenta chili sul Canova, con copertina-lapide in marmo, un vero regalo di peso, ai mariti?
Siamo così bravi che siamo riusciti anche ad imbrigliare la magnitudo e a fermare le scosse. Ah, l’impareggiabile efficienza meneghina e il genio di Bertolaso!

Riguardo alla mancanza di pudore, prendete la scelta, in mancanza della vera First Lady, stanca di guerra, di far fare le First Gnocca’s al duo Gelmini-Carfagna, le ministre sempre in coppia e vestite da “bellantonie prima moniche e poi dimonie”. Chissà perchè.
Non oso immaginare la faccia dei giornalisti argentini, gli unici che a suo tempo pubblicarono qualcosa di più delle indiscrezioni sulle famose intercettazioni a luce rossa che avrebbero riguardato due ministre a caso, una certa pomata e una pratica sessuale fuori legge nel Minnesota.
Con tante ministre, non la Prestigiacomo o la Brambilla e neppure la casta Meloni: no, manco a farlo apposta, le pretoriane più chiacchierate sono state sbattute in prima linea a fare rappresentanza. A rappresentare le donne italiane, suppongo.

In un paese normale, bastava far fare gli onori di casa a Clio Napolitano, consorte del Presidente della Repubblica e quindi First Lady a tutti gli effetti, che Dio solo sa perchè i telegiornali insistono nel non voler chiamare come da protocollo “Donna” Clio ma “signora”, mentre le precedenti consorti presidenziali erano sempre donnafranca qui e donnafranca là? Qualcuno me lo riesce a spiegare?

In un paese normale si sarebbe fatto così ma l’Italia normale non lo è, finché regna il gnoccadipendente, convinto che se non si satura l’ambiente di estrogeni e sentor di figa giovane si corra il rischio di diventare froci.


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“…estintori del peso di 5 kg da lanciare contro poliziotti e carabinieri per intontirli.” (Il Giornale di Vicenza)
“Garantiremo la libertà di manifestare ma in modo non violento: chi pensa di andare a un corteo con uno zaino pieno di biglie di ferro, con un estintore o con bastoni di legno sappia che noi faremo di tutto per mpedirglielo” (Gaulaiter Maroni, today)

Capita l’antifona? Domani c’è il G8 a L’Aquila con i grandi che, “signora mia ha visto che disastro?”, vanno a fare la passerella assieme al premierino al 64 (fratto 2) % di gradimento.
La cosa migliore è evitare qualsiasi manifestazione di protesta. Ignorateli.
Loro si aspettano gli estintori e voi mandate le strade e le piazze deserte. Non si ripeta per l’amor di Dio, la cazzata del 2001: “violeremo la zona rossa”. Loro non aspettano altro. Lasciategli il teatro vuoto. Ci resteranno di merda.

Non credete al fascio redento che ha detto che se le manifestazioni sono pacifiche si possono tenere tranquillamente. Il loro concetto di “manifestazione pacifica” è tutto da interpretare.
Bisogna rovinargli la festa. Loro si aspettano i black bloc, i No Dal Molin, i centri sociali, i komunistacci da menare per principio. Qualcuno inoltre sarà nervoso per la sentenza del processo Aldrovandi. Molto nervoso.
Ma voi non protesterete. Non vi calerete nella parte che i Barnum del Circo del G8 vi hanno assegnato. Voi gli sporchi no global che vogliono fare solo violenza e loro le povere vittime, costrette a chiudersi dentro una specie di lager di lusso, in una caserma (questa volta a Bolzaneto ci vanno loro, che figata). Con la coscienza talmente pulita per il loro operato di “grandi” papponi del mondo da farsela sotto, nonostante i predator e le teste di cuoio che li difendono, per quattro manifestanti con caschi e, mamma mia!, scudi di plexiglas. E m’hai detto cotica!

Hanno perfino predisposto misure anti contaminazione chimica e batteriologica, quando il solo agente infettivo, data la stagione, potrebbe essere al massimo la salmonella tiphi insinuatasi nei banchetti ufficiali tra creme e maionesi. Loro si cagano addosso dalla paura di essere messi in discussione e voi li lascerete a culo asciutto.

Senza contare che se non vi saranno manifestazioni non potranno entrare in azione gli infiltrati e gli agent provocateurs, sempre pronti a fare i prezzemolini in queste occasioni mondane.
Lo so che sarà dura. Anche se la voglia di gridar loro in faccia la rabbia per questo schifo di mondo è tanta, lasciate i tonfa a secco di sangue.
E se proprio farete come me e vi vestirete di nero, perchè nera è la loro coscienza e nero il nostro umore nei loro confronti, se vi chiederanno perchè vi vestite da black bloc, voi dite che siete in lutto per Michael Jackson.


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Per la serie: come ci vedono all’estero, vignetta pubblicata oggi sul Sunday Times

Per quanto mi sforzi e sottoponga a strizzamento le meningi, non riesco proprio a capire il senso di tenere quel gigantesco scassamento di minchia che è il vertice del G8 in una zona già tanto provata da un catastrofico terremoto.
Amici viareggini, l’avete scampata bella. Se avessero avuto il tempo materiale questi avrebbero spostato per l’ennesima volta il G8 a Via Ponchielli, giusto per aggrapparsi alla sciagura più di giornata e di più recente impatto emotivo.

Ricordo che, per ospitare il gran varietà imperiale, era da mesi in corso l’allestimento delle apposite sedi nell’Isola della Maddalena. Luogo che rispondeva alle esigenze di sicurezza e riservatezza richieste da uno show itinerante che tende a raccogliere più uova marce e pomodori troppo maturi, che applausi.
Avvenuto il terremoto a L’Aquila, la grande pensata. Visto che i contestatori metteranno a dura prova l’incolumità dei tonfa lanciando loro contro le proprie teste, il governo che le studia di notte ha mandato nel casino la Maddalena (e i miliardi di investimenti già stanziati) e ha spostato l’area di accampamento del Circo a l’Aquila. In una zona dove, tra l’altro, la terra continua a tremare con intensità interessanti.

L’unico motivo che riesco a trovare per giustificare l’assurdità della scelta, è di sfruttare la disgrazia degli abitanti delle città abruzzesi (assurti a veri e propri scudi umani di Husseiniana memoria) per ricattare la protesta e soprattutto gli altri paesi partecipanti.
“Non vorrete mica fare violenza ad una popolazione già tanto martoriata” è il messaggio agli eventuali e prevedibili contestatori. “Non vorrete mica sottrarvi all’obbligo della passerella di solidarietà con tanto di raccolta fondi stile Dame di S. Vincenzo in una zona terremotata del paese ospite?”
Un ignobile ricatto che mi meraviglia essere stato accettato dagli altri sette del G, messo in atto da un governo che va avanti a furia di espedienti ad effetto e che ha scelto una zona sismica per tentare di puntellare la pericolante reputazione di un premier sottoposto da settimane ormai ai preparativi di una bella “controlled demolition”.
Un vertice terremotato, quindi. Con il rischio di una bella evacuazione stile disaster movie in caso che la tettonica non dovesse collaborare o manifestasse improvvise tentenze no global. Già vedo Bonaiuti dare la colpa alla propaganda della sinistra di un’eventuale magnitudo 4.5.

Si poteva evitare questa pagliacciata. Se io fossi stata il capo della sicurezza presidenziale, col cacchio che avrei permesso che Obama fosse confinato in una caserma (evidente omaggio al genere di comicità praticata del nostro premier) e che corresse un seppur minimo rischio sismico. Ciò vale natualmente per gli altri capi di stato e di governo e rispettive securities.
Sarà, ma niente mi toglie dalla testa che all’ultimo momento vi sarà un’inspiegabile epidemia di diarrea nelle illustri delegazioni e il vertice andrà a puttane. Perchè non farlo addirittura a Villa Certosa, allora?

Intanto si raccolgono le candidature per “Il posto più assurdo dove tenere un G8” edizione 2010. Ci sono già interessanti candidature: il reattore numero 4 di Chernobyl e la città fantasma di Prypiat, il carcere di Abu Ghraib, il relitto del Titanic a 3800 metri di profondità al largo di Terranova, il CPT di Lampedusa ed altri ancora.


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Non è vero che per i terremotati d’Abruzzo sta andando tutto bene, che sono tutti contenti e aspettano solo che si compia a breve, dopo quello delle dentiere, il miracolo della ricostruzione in tempi record di tante l’Aquila2 con i vialetti alberati e i laghetti con le paperette, impresa così mirabolante da esistere solo nella mente della Matrice Berlusconiana.
Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

courtesy La Repubblica

Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Non è vero che per i terremotati d’Abruzzo sta andando tutto bene, che sono tutti contenti e aspettano solo che si compia a breve, dopo quello delle dentiere, il miracolo della ricostruzione in tempi record di tante l’Aquila2 con i vialetti alberati e i laghetti con le paperette, impresa così mirabolante da esistere solo nella mente della Matrice Berlusconiana.
Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

courtesy La Repubblica

Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

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Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

courtesy La Repubblica

Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Il sottosegretario Bertolaso era triste. Distratto dalle macerie dell’Abruzzo squassato dal terremoto non poteva seguire più come prima i lavori di preparazione del gran circo del GiOtto in tournée alla Maddalena.
Perchè tra i compiti della Protezione Civile, che stranamente qualcuno insiste nel voler considerare un organismo esclusivamente al servizio dei cittadini che si trovino in condizioni di emergenza, c’è anche questo: accogliere i padroni della terra nel salotto buono, cercando di nascondere la polvere sotto il tappeto, di rimuovere i soprammobili di cattivo gusto, far sparire i giornaletti porno e coprire le macchie lasciate da equivoci bagordi sul divano. Ecco, se vi accontentate, potete accomodarvi.

Bertolaso era così impegnato a far fare bella figura al Governo di Ghepensimì, predisponendo tutto da brava massaia, ed ecco che arriva quello stronzo del terremoto e mica in Sardegna ma in Abruzzo, da tutt’altra parte. Un casino: sessantamila sfollati, castelli di sabbia distrutti, per non parlare delle vittime, delle quali però, appassiti ormai i fiori al cimitero, non si parla più.

Bertolaso era triste perchè il GiOtto era ormai alle porte e non si poteva far brutta figura con i padroni del mondo. Così, con appena lo sforzo di un paio di sinapsi in azione, il Ghepensimì tascabile ha trovato la soluzione. Se Bertolaso non va al G8, il G8 va a Bertolaso. Portiamo il G8 all’Aquila.

Abbiamo capito bene? Come spostare le olimpiadi a New Orleans dopo Katrina e i Mondiali di calcio sulle spiagge spazzate dallo tsunami. Sembra proprio quella SHOCK ECONOMY teorizzata da Naomi Klein, cioè l’economia che sfrutta le catastrofi naturali per scopi di predazione e sfruttamento dei territori colpiti.

All’inizio mi sono meravigliata dell’adesione delle altre nazioni del G8 a questa minchiata ma se la leggiamo appunto in chiave di Shock Economy la minchiata acquista senso. Inutile dire che l’opposizione, tranne i soliti incontentabili, ha detto che per lei non ci sono problemi. Ho il dubbio che non abbiano capito bene di cosa si tratti. Ma sull’opposizione ci torno tra un attimo.

Se fossimo governati da persone che hanno a cuore le nostre sorti, costoro avrebbero detto: “Ma che G8 e G8, c’è la crisi, cosa andiamo a fare gli stronzi sulle navi a strafogarci di caviale e a cianciare tra di noi, cosa che potremmo benissimo fare in videoconferenza da casa nostra con quattro euro di connessione Internet”. Rinunciamo e i soldi che si sarebbero spesi dateli alle popolazioni terremotate. Anzi, già che ci siamo, avrebbero detto USA, Francia, Germania e le altre nazioni partecipanti, mettendo mano al portafogli, vogliamo dare un contributo anche noi.
No, invece non rinunciano a pavoneggiarsi, a portarsi dietro le delegazioni, i giornalisti da trifola, le escort a 500 euro per notte, nel Gran Circo del Basso Impero che ogni anno ci costa come dieci case reali inglesi.

C’è un altro elemento disgustoso dello spostamento del G8 all’Aquila. La scusa accampata dal Ghepensimì che per i No Global raggiungere i monti abruzzesi sarebbe stato più difficile e comunque non avrebbero osato andare a distruggere luoghi già distrutti e colpire persone già colpite. Già, non come loro che si fanno scudo delle popolazioni terremotate per impedire di essere legittimamente contestati nelle loro porcate. Gli scudi umani organizzati in tendopoli ci mancavano.
Che coda di paglia, hanno il mondo in tasca ma hanno paura di quattro ragazzotti che li contestano.

Piuttosto, come l’hanno presa i sardi, freschi sposini del Ghepensimì e già abbandonati sulla soglia del nido d’amore con il pancione? Malissimo. Ne hanno intervistati alcuni della Maddalena, su SkyTG24, mica sul TG1, che raccontavano di alberghi che si ritroveranno vuoti in luglio e di promesse che non verranno mantenute.

C’è un’altra ipotesi sullo spostamento del G8 e vale la pena di riportare stralci di un interessante articolo pubblicato sul giornale online Inviatospeciale:

“A luglio del 2008 anno erano partiti sull’isola sarda i lavori per la costruzione dell’albergo, del media center e del centro congressi. L’autorevole agenzia britannica ‘Reuters’, il 14 luglio aveva rilanciato: “Non è certo che sia possibile completare i lavori necessari all’isola della Maddalena per ospitare il prossimo G8 nel luglio del 2009. Il governo valuterà quindi possibili soluzioni alternative, di “emergenza”, che al momento non sono ancora state individuate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del G8 giapponese. “Ci prepariamo ad una soluzione di emergenza se non saranno pronti i lavori necessari alla Maddalena in tempo”, ha detto Berlusconi nel corso della sua introduzione alla conferenza stampa”.

Dell’organizzazione dell’evento, come è noto, si occupava la Protezione Civile, non senza difficoltà:

“Gli ospiti previsti dovrebbero essere circa quattromila, tra capi di stato e di governo, oltre alle delegazioni. Dovevano essere sistemati su una nave gigantesca, la MSC Fantasia, lunga 333 metri, ormeggiata nel porto di Olbia, al molo ‘Cocciani’ e negli alberghi in costruzione. Tra di loro, però, non ci sarebbe stato il presidente Obama, che è sottoposto a rigidissimi controlli di sicurezza, ed al momento non era stata trovata una soluzione al problema”.

Ed ancora:

“All’esercito di personale politico e diplomatico, infine, andavano aggiunti almeno 4500 giornalisti. Per loro Bertolaso aveva pubblicato un primo bando nel 2008 col quale si cercavano navi per poterli ospitare, ma non vi erano state risposte, così il Commissario straordinario (multiplo) ha ripetuto il tentativo anche quest’anno con scadenza 7 aprile scorso.”

Per non parlare delle forze dell’ordine, insomma un totale di più di 25 mila persone da alloggiare.
Ora, pare che la causa delle difficoltà organizzative fossero come al solito i soldi. Il 3 aprile, tre giorni prima del terremoto in Abruzzo, il deputato Calvisi del PD aveva presentato un’interrogazione ai ministri Scajola e Tremonti. Come scrive inviatospeciale:

“Calvisi avava scritto: “Fino ad ora come opposizione, abbiamo denunciato con una serie di atti parlamentari, prima il rischio e poi l’avvenuta sottrazione da parte del Governo delle risorse ( 522 milioni di euro ) che il Governo Prodi e la Giunta Soru avevano messo a disposizione per le cosidette opere collaterali al G8″.
Gli interventi riguardano la strada Olbia Sassari, l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia, lo svincolo di Rio Padrongianus, lo spostamento della stazione ferroviaria di Olbia, la realizzazione del molo di levante a Porto Torres.
Il parlamentare aveva aggiunto di “non aver ancora ricevuto smentite sullo scippo delle risorse” e aggiunto che “oggi ci sono a rischio anche i finanziamenti considerati sempre sicuri, (233 milioni di euro) per i lavori dell’isola di La Maddalena”.

Il motivo? “A 60 giorni dall’ipotizzato completamento lavori per il G8 quei soldi non sono stati trasferiti alla struttura di missione. Un’ordinanza del presidente del Consiglio del 18 febbraio 2009 dispone che debba essere il ministro dello Sviluppo economico a trasferirli sulla contabilità speciale della struttura di missione. Questo trasferimento non è ancora stato disposto”.

Per Calvisi la situazione era paradossale perchè “si ha la disponbilità contabile delle risorse ma non di cassa”. Il risultato? “I soldi non possono essere spesi, con il risultato che le imprese non sono state pagate. Fino ad ora ha provveduto la Protezione civile con anticipazioni di cassa, ma le cifre sono appena sufficienti ad alleviare i disagi. A fronte del 60 per cento dei lavori eseguiti le imprese hanno ricevuto pagamenti non superiori al 25″.

Il parlamentare aveva concluso: “Gli effetti di questa situazione sono quindi devastanti sia sulle imprese appaltatrici, sia sui subappaltatori e sia sui fornitori. E’ evidente che il perdurare di questo stato di confusione e di incertezze porterà al blocco dei lavori”.
Da questi dati emerge un quadro desolante e nessuna ipotesi di ‘risparmio’. Infatti, i lavori in corso dovranno essere completati in ogni caso e quelli già eseguiti hanno avuto un costo che non è stato ancora totalmente coperto.”

Una curiosità: il governo annuncia lo spostamento del G8 dalla Sardegna all’Abruzzo e il PD ora non ha più nulla da dire, anzi approva? Mah.
Se lo chiedono gli amici di inviatospeciale e me lo chiedo anch’io. Come riuscirà la grande macchina organizzatrice di Bertolaso a fare ciò che non è stato fatto alla Maddalena, con in più l’handicap del terremoto?

Giusto per puntualizzare la differenza tra promesse, sparate da campagna elettorale, affermazioni da diva in passerella e concretezza dei problemi da risolvere.


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Il sottosegretario Bertolaso era triste. Distratto dalle macerie dell’Abruzzo squassato dal terremoto non poteva seguire più come prima i lavori di preparazione del gran circo del GiOtto in tournée alla Maddalena.
Perchè tra i compiti della Protezione Civile, che stranamente qualcuno insiste nel voler considerare un organismo esclusivamente al servizio dei cittadini che si trovino in condizioni di emergenza, c’è anche questo: accogliere i padroni della terra nel salotto buono, cercando di nascondere la polvere sotto il tappeto, di rimuovere i soprammobili di cattivo gusto, far sparire i giornaletti porno e coprire le macchie lasciate da equivoci bagordi sul divano. Ecco, se vi accontentate, potete accomodarvi.

Bertolaso era così impegnato a far fare bella figura al Governo di Ghepensimì, predisponendo tutto da brava massaia, ed ecco che arriva quello stronzo del terremoto e mica in Sardegna ma in Abruzzo, da tutt’altra parte. Un casino: sessantamila sfollati, castelli di sabbia distrutti, per non parlare delle vittime, delle quali però, appassiti ormai i fiori al cimitero, non si parla più.

Bertolaso era triste perchè il GiOtto era ormai alle porte e non si poteva far brutta figura con i padroni del mondo. Così, con appena lo sforzo di un paio di sinapsi in azione, il Ghepensimì tascabile ha trovato la soluzione. Se Bertolaso non va al G8, il G8 va a Bertolaso. Portiamo il G8 all’Aquila.

Abbiamo capito bene? Come spostare le olimpiadi a New Orleans dopo Katrina e i Mondiali di calcio sulle spiagge spazzate dallo tsunami. Sembra proprio quella SHOCK ECONOMY teorizzata da Naomi Klein, cioè l’economia che sfrutta le catastrofi naturali per scopi di predazione e sfruttamento dei territori colpiti.

All’inizio mi sono meravigliata dell’adesione delle altre nazioni del G8 a questa minchiata ma se la leggiamo appunto in chiave di Shock Economy la minchiata acquista senso. Inutile dire che l’opposizione, tranne i soliti incontentabili, ha detto che per lei non ci sono problemi. Ho il dubbio che non abbiano capito bene di cosa si tratti. Ma sull’opposizione ci torno tra un attimo.

Se fossimo governati da persone che hanno a cuore le nostre sorti, costoro avrebbero detto: “Ma che G8 e G8, c’è la crisi, cosa andiamo a fare gli stronzi sulle navi a strafogarci di caviale e a cianciare tra di noi, cosa che potremmo benissimo fare in videoconferenza da casa nostra con quattro euro di connessione Internet”. Rinunciamo e i soldi che si sarebbero spesi dateli alle popolazioni terremotate. Anzi, già che ci siamo, avrebbero detto USA, Francia, Germania e le altre nazioni partecipanti, mettendo mano al portafogli, vogliamo dare un contributo anche noi.
No, invece non rinunciano a pavoneggiarsi, a portarsi dietro le delegazioni, i giornalisti da trifola, le escort a 500 euro per notte, nel Gran Circo del Basso Impero che ogni anno ci costa come dieci case reali inglesi.

C’è un altro elemento disgustoso dello spostamento del G8 all’Aquila. La scusa accampata dal Ghepensimì che per i No Global raggiungere i monti abruzzesi sarebbe stato più difficile e comunque non avrebbero osato andare a distruggere luoghi già distrutti e colpire persone già colpite. Già, non come loro che si fanno scudo delle popolazioni terremotate per impedire di essere legittimamente contestati nelle loro porcate. Gli scudi umani organizzati in tendopoli ci mancavano.
Che coda di paglia, hanno il mondo in tasca ma hanno paura di quattro ragazzotti che li contestano.

Piuttosto, come l’hanno presa i sardi, freschi sposini del Ghepensimì e già abbandonati sulla soglia del nido d’amore con il pancione? Malissimo. Ne hanno intervistati alcuni della Maddalena, su SkyTG24, mica sul TG1, che raccontavano di alberghi che si ritroveranno vuoti in luglio e di promesse che non verranno mantenute.

C’è un’altra ipotesi sullo spostamento del G8 e vale la pena di riportare stralci di un interessante articolo pubblicato sul giornale online Inviatospeciale:

“A luglio del 2008 anno erano partiti sull’isola sarda i lavori per la costruzione dell’albergo, del media center e del centro congressi. L’autorevole agenzia britannica ‘Reuters’, il 14 luglio aveva rilanciato: “Non è certo che sia possibile completare i lavori necessari all’isola della Maddalena per ospitare il prossimo G8 nel luglio del 2009. Il governo valuterà quindi possibili soluzioni alternative, di “emergenza”, che al momento non sono ancora state individuate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del G8 giapponese. “Ci prepariamo ad una soluzione di emergenza se non saranno pronti i lavori necessari alla Maddalena in tempo”, ha detto Berlusconi nel corso della sua introduzione alla conferenza stampa”.

Dell’organizzazione dell’evento, come è noto, si occupava la Protezione Civile, non senza difficoltà:

“Gli ospiti previsti dovrebbero essere circa quattromila, tra capi di stato e di governo, oltre alle delegazioni. Dovevano essere sistemati su una nave gigantesca, la MSC Fantasia, lunga 333 metri, ormeggiata nel porto di Olbia, al molo ‘Cocciani’ e negli alberghi in costruzione. Tra di loro, però, non ci sarebbe stato il presidente Obama, che è sottoposto a rigidissimi controlli di sicurezza, ed al momento non era stata trovata una soluzione al problema”.

Ed ancora:

“All’esercito di personale politico e diplomatico, infine, andavano aggiunti almeno 4500 giornalisti. Per loro Bertolaso aveva pubblicato un primo bando nel 2008 col quale si cercavano navi per poterli ospitare, ma non vi erano state risposte, così il Commissario straordinario (multiplo) ha ripetuto il tentativo anche quest’anno con scadenza 7 aprile scorso.”

Per non parlare delle forze dell’ordine, insomma un totale di più di 25 mila persone da alloggiare.
Ora, pare che la causa delle difficoltà organizzative fossero come al solito i soldi. Il 3 aprile, tre giorni prima del terremoto in Abruzzo, il deputato Calvisi del PD aveva presentato un’interrogazione ai ministri Scajola e Tremonti. Come scrive inviatospeciale:

“Calvisi avava scritto: “Fino ad ora come opposizione, abbiamo denunciato con una serie di atti parlamentari, prima il rischio e poi l’avvenuta sottrazione da parte del Governo delle risorse ( 522 milioni di euro ) che il Governo Prodi e la Giunta Soru avevano messo a disposizione per le cosidette opere collaterali al G8″.
Gli interventi riguardano la strada Olbia Sassari, l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia, lo svincolo di Rio Padrongianus, lo spostamento della stazione ferroviaria di Olbia, la realizzazione del molo di levante a Porto Torres.
Il parlamentare aveva aggiunto di “non aver ancora ricevuto smentite sullo scippo delle risorse” e aggiunto che “oggi ci sono a rischio anche i finanziamenti considerati sempre sicuri, (233 milioni di euro) per i lavori dell’isola di La Maddalena”.

Il motivo? “A 60 giorni dall’ipotizzato completamento lavori per il G8 quei soldi non sono stati trasferiti alla struttura di missione. Un’ordinanza del presidente del Consiglio del 18 febbraio 2009 dispone che debba essere il ministro dello Sviluppo economico a trasferirli sulla contabilità speciale della struttura di missione. Questo trasferimento non è ancora stato disposto”.

Per Calvisi la situazione era paradossale perchè “si ha la disponbilità contabile delle risorse ma non di cassa”. Il risultato? “I soldi non possono essere spesi, con il risultato che le imprese non sono state pagate. Fino ad ora ha provveduto la Protezione civile con anticipazioni di cassa, ma le cifre sono appena sufficienti ad alleviare i disagi. A fronte del 60 per cento dei lavori eseguiti le imprese hanno ricevuto pagamenti non superiori al 25″.

Il parlamentare aveva concluso: “Gli effetti di questa situazione sono quindi devastanti sia sulle imprese appaltatrici, sia sui subappaltatori e sia sui fornitori. E’ evidente che il perdurare di questo stato di confusione e di incertezze porterà al blocco dei lavori”.
Da questi dati emerge un quadro desolante e nessuna ipotesi di ‘risparmio’. Infatti, i lavori in corso dovranno essere completati in ogni caso e quelli già eseguiti hanno avuto un costo che non è stato ancora totalmente coperto.”

Una curiosità: il governo annuncia lo spostamento del G8 dalla Sardegna all’Abruzzo e il PD ora non ha più nulla da dire, anzi approva? Mah.
Se lo chiedono gli amici di inviatospeciale e me lo chiedo anch’io. Come riuscirà la grande macchina organizzatrice di Bertolaso a fare ciò che non è stato fatto alla Maddalena, con in più l’handicap del terremoto?

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