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A navigare sui siti della stampa internazionale si leggono a volte notizie che sfuggono ai media nostri che non stanno né in Cielo né in Terra, asserviti come sono al potere neocon-oniale.
Quando ho letto questo titolo, che recita:” Benedetto XVI non andrà in Brasile. Il Presidente Lula rompe le relazioni con il Vaticano” mi sono detta, ma questa non sarebbe una notizia da aprirci un telegiornale delle 20, al posto delle solite sbroccate del Banana?

Per fortuna, l’aver studiato il portoghese in gioventù mi ha permesso di leggere l’intero articolo, che narra non solo della sempre più probabile cancellazione del previsto viaggio papale in Brasile, ma anche del colpo del secolo che sta preparando il Presidente brasiliano Lula, tale da far impallidire le riforme progressiste di Zapatero in Spagna.
Un capitolo della legge denominata “Carta dei diritti personali e sessuali del cittadino brasiliano” all’interno del progetto Saude Sexual e Segurança in un botto liberalizzerà definitivamente divorzio (in soli sei mesi), aborto (anche per le minorenni), ricerca sulle cellule staminali (libertà assoluta), matrimonio omosessuale e adozione per le coppie gay in Brasile.
Tutto grazie ad un accordo super-segreto con i vescovi brasiliani aderenti alla Teologia della Liberazione che starebbero inoltre premendo sui colleghi degli altri episcopati e sugli altri governi sudamericani per estendere queste leggi a tutto il continente. Si parla già di un accordo fatto con Chavez, Bachelet e Kirchner.
Non solo, ma gli stessi teologi e i vescovi che appartengono al movimento “Per un ritorno a Cristo”, se il Vaticano dovesse reagire con una scomunica collettiva (che si vocifera imminente oltretevere), avrebbero già pronto uno scisma, che darebbe origine alla nuova Chiesa Cristiana Sudamericana staccata da Roma, con l’immediata eliminazione del celibato per preti e suore e con possibilità per loro di sposarsi e formare una famiglia, anche omosessuale e la donazione di tutti gli averi episcopali ai poveri.

In Vaticano in questi giorni vi è grande fermento, scrive il giornale “O Globo”. La nomina di una generale, Bagnasco, a capo della CEI non fa presagire nulla di buono e fa temere un tintinnar di sacre baionette. Bagnasco sarebbe stato incaricato in gran segreto di recuperare ad ogni costo un clamoroso dossier in mano ai vescovi sudamericani scismatici che se mai pubblicato farebbe crollare il Vaticano come le torri gemelle. Dossier che svelerebbe, secondo alcuni una volta per tutte, i legami inconfessabili tra una multinazionale segreta del crimine che gestirebbe la pedofilia internazionale, ambienti vaticani, servizi segreti occidentali e addirittura la famigerata organizzazione nazista ODESSA.

Altre voci, forse meno attendibili, parlano addirittura dell’esistenza di dossier personali esplosivi su Padre Georg ed il Papa in persona che si starebbe cercando disperatamente di recuperare, grazie anche all’interessamento della CIA, in codice rosso da molti giorni a causa di queste notizie. Secondo gli insiders alla Casa Bianca George Bush sarebbe molto preoccupato e Olmert avrebbe offerto al Vaticano l’aiuto disinteressato del Mossad.

Chi vivrà vedra, intanto i nostri tele e cinegiornali LUCE non ne parlano e continuano, secondo copione, a vomitare sciocchezze varie su diete, maltempo, foche monache in estinzione, dive in disintossicazione e altre tragedie della ricchezza.


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In questo strano paese borderline con un piede nel G8 e l’altro nel quarto mondo culturale, può capitare che in una mostra fotografica allestita a Bari il Sovrintendente alle Belle Arti ordini di rimuovere la foto qui a lato, raffigurante un bacio tra uomini. Oltre ad augurare al signore di essere immediatamente trasferito nella capitale emiliana così da potersi fregiare del titolo di Sovrintendente alle Belle arti bolognesi vorrei dire qualcosa a margine della nota faccenda dei DICO, la legge discount sulle unioni civili per le coppie di fatto sul cui destino post-crisi di governo tutti ci interroghiamo.
L’altissimo prelato dal ciuffo sbarazzino ci strapazza ogni giorno le gonadi con i suoi appelli alla salvezza della Famiglia dall’assalto dei DICO, ma oggi ha finalmente detto, seppure per allusioni, che cosa veramente gli fa paura. Una specie di coming-out.
Se già era imbarazzante scoprire che le scempiaggini dette sull’argomento dalla deputatessa già sfasciafamiglie Carfagna erano in realtà apporti ectoplasmatici del pensiero del sedicente filosofo Pera, rimango ancora più allibita nello scoprire che il Papa si è ridotto a citare, spero involontariamente, proprio la Carfagna con il suo accenno alle “convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla procreazione naturale”. Pera-Carfagna-Ratzinger, il cerchio si chiude e non c’è più religione.

Dunque il problema sono le unioni omosessuali. E ci voleva tanto a dirlo? Sono mesi che ci girano attorno. Non sono le coppie di fatto qualsiasi, quelle talmente simili alle altre coppie che quasi non si distinguono dalleorigginali”, tanto sono ben imitate, ma le scandalose unioni tra uomo e uomo o donna e donna, magari più stabili e felici di quelle eterosessuali, a togliere il sonno al santo padre e magari anche a padre Georg.

Qui lo DICO e qui non lo nego. Secondo me una società si definisce veramente civile quando non discrimina più la sua componente omosessuale. Quando è capace di non scandalizzarsi di fronte a due donne o due uomini che si baciano, e permette a queste persone di vivere la propria vita liberamente, anche e soprattutto quando accolgono su di sé le responsabilità di una vita in comune. Non ci dovrebbe neanche essere bisogno di chiederlo un “matrimonio” gay. Dovrebbe esistere naturalmente, come esiste il matrimonio civile.

Ieri guardavo una vignetta su Verosudamerica a corredo di un post di Antonio sulla situazione della legislazione per le coppie gay in America Latina, decisamente più avanzata che da noi. La vignetta diceva: “La Chiesa si oppone alle unioni omosessuali?” “Dipende, se un ragazzo omosessuale sposa una ragazza omosessuale non c’è problema”.
E’ proprio ciò che accade di frequente e che fa capire come l’idea di matrimonio esclusivamente tra uomo e donna sia un qualcosa a volte di profondamente ipocrita.

Ma si rendono conto i signori bigotti di quale strada lunga e tortuosa sia quella che porta ciascuno di noi, una volta adulto, a potersi definire “eterosessuale” o “omosessuale” e a vivere la propria situazione accettandosi serenamente? E si rendono altresì conto di cosa significhi per una persona doversi sentire reietta a vita per qualcosa che non ha deciso di essere? E’ una cosa che mi ha sempre fatto sentire malissimo per empatia, e non solo per aver ricevuto le confidenze dolorose di amici gay.

Il Papa, facendo sospettare un tratto leggermente maniacale nel suo pensiero, si ostina a osannare la Famiglia, come se la Famiglia con la effe maiuscola, quella per intenderci formata da padre (uomo)-madre (donna) e ragazzini non si facesse già abbastanza male con le proprie mani. C’è ancora bisogno di ripetere che l’80% delle violenze sessuali sui bambini avvengono non nell’antro dell’orco nel bosco ma nell’intimità della propria casa, ad opera di persone di famiglia che proprio perché si sentono onnipotenti e patentati con bollo abusano dei piccoli come fossero una loro proprietà? Non sto a ricordare ancora una volta la cappa di omertà che le autorità vaticane hanno sempre steso sulla pedofilia e di come non siano altrettanto solerti nel denunciare la piaga degli abusi in famiglia.

Senza arrivare a questi estremi, la famiglia è spesso origine di sofferenza per i propri membri. Le famiglie dei vari mulini bianchi della pubblicità con le mamme strafighe già alle sei e tre quarti del mattino e mai con le mestruazioni dolorose, i babbi giulivi e i figlietti tanto buoni da sembrare finti ci mostrano un qualcosa che non esiste ed è per questo che queste pubblicità ci fanno tanta rabbia. La famiglia sarebbe una cosa bellissima ma raramente riesce ad esserlo, perchè siamo esseri umani.
La famiglia l’abbiamo assaggiata tutti e qualche volta il boccone è stato amaro. Ma anziché metterci a lavorare tutti per migliorare i rapporti tra le persone, per imparare a conoscerci, a rispettarci e ad amarci anche nelle differenze, ci si ostina – loro si ostinano – a voler tener in piedi a tutti i costi un simulacro dell’ordine costituito.

Mi viene in mente una cosa interessante. Ricordate quando “Ultimo Tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci fu sequestrato e addirittura bruciato sul rogo come opera indegna e indecente? Lessi qualche tempo fa che la cosa che aveva fatto andare in bestia i censori erano stati, più che le situazioni sessuali i dialoghi che le accompagnavano, come questo: “Voglio farti un discorso sulla famiglia…Quella santa istituzione inventata per educare i selvaggi alle virtù… Ed adesso ripeti insieme a me…Santa famiglia, sacrario dei buoni cittadini… dove i bambini sono torturati da quando dicono la prima bugia”, che accompagnava la famosa scena di sodomia.

Non so che fine farà la legge sui DICO (già PACS) nonostante la buona volontà delle ministre Pollastrini e Bindi. Nei 12 punti-regalo con il governo in premio non ve n’è traccia e sono pessimista. Nel fuoco di fila degli ipocriti, delle bolle papali e delle puttane sante probabilmente o si farà o un papocchio o si accantoneranno in attesa di millenni migliori. Prodi se non ha il coraggio non se lo può dare.
Io però continuo a sperare che un giorno anche il mio paese possa chiamarsi veramente civile.

Penso che chiunque abbia un blog si faccia prendere prima o poi dal piacere sottilmente voyeuristico di andare a vedere “chi mi ha visitato oggi”.
Confesso che vado matta per le statistiche ultra-dettagliate che a momenti ti dicono anche come era vestito il visitatore, se aveva i capelli in ordine o per caso era in mutande.
Sono iscritta sia a Google Analytics che a Special Stat, oltre al mio caro contatore Calimero (che essendo francese temo sarà chiamato oltralpe Ca-li-me-rò).

Orbene, ogni sera mi piace fare un capatina tra le pagine ricche di dati sugli ultimi accessi e vedo che stranamente ricevo molte visite anche dall’estero, probabilmente solo grazie a qualche bizzarro esito di ricerca di Google. Ho scoperto però qualcosa di inquietante, e qui inizia la parte paranoica del post.

Sono già due volte che noto un accesso dalla Vatican City (Holy See), e per giunta proveniente dalla versione… tedesca di Google!
No, non mi sono gasata al punto da pensare che Sua S… non esageriamo, magari è solo qualcuno del suo seguito, una guardia svizzera, un sottocuoco, una fantesca, che la sera, non sapendo come impiegare il tempo, naviga per blog. Confesso che per un momento ho temuto potesse trattarsi di Padre Georg… pronto a lanciare i suoi strali sulla papera zoppa per le sue irridenti satire sull’oltretevere. (Per la serie, come montarsi la testa in sei minuti senza cacciavite).

Ora però sono preoccupata per un’altra serie di accessi regolari. C’è qualcuno che da giorni e giorni mi visita quotidianamente e più volte al giorno dagli Stati Uniti.
Ahi ahi ahi, forse i miei post sui generali e le elezioni taroccate? O le irriverenti biografie di Dubya e Condi?
Il mio misterioso visitor a stelle e strisce naviga su piattaforma Linux. Chi sarà mai? Escludendo Bill Gates per ovvi motivi, propenderei o per Donald Rumsfeld che da disoccupato ha molto tempo libero e sta cercando disperatamente chi gli ha tolto la sedia da sotto il culo oppure è qualche postazione di Echelon o direttamente qualcuno della CIA dalla sua centrale operativa nel cuore di una montagna o dentro all’Area 51. Mi sento un tantinello osservata, tenuta sotto controllo, non dico spiata ma… ieri sera nel mio lettuccio ci ho pensato.

Mi piacerebbe che i miei illustri visitatori misteriosi si palesassero, magari lasciando un semplice “ciao, sono io, niente di grave, il posteggiatore abusivo del parcheggio dietro P.zza San Pietro, sto studiando tedesco alle serali” e “non ti preoccupare, mi chiamo Donald ma non sono Rumsfeld, faccio Duck di cognome, sorella papera!”
Ecco, lancio un appello anche in inglese:
“Dear American visitor, I see you are very often on my blog. Please leave a message, just say “hi” if you like. You’re welcome! You know, this post is a whole big piece of paranoid crap and you can just skip it. I only hope you are not Donald Rumsfeld, are you?“

Oh, adesso mi sento più sollevata!

Caro Padre Gaenswein,

posso chiamarla confidenzialmente Georg? No, forse è meglio di no. Con la mania che abbiamo noi italiani di storpiare il teutonico “Ghe-org” in “Gi-org”, rischieremmo una scenetta come quella del Martini, con la tipa che apre la porta e si trova davanti lei con una bottiglia di vin santo – che mi sembra più appropriata, ed esclama: “George!!”.
Eh si, perché mi dicono che tra lei e Clooney è una gara dura.

Se posso permettermi, lei è indubbiamente un gran bel pezzo di manzo, anche se non è esattamente il mio tipo. Sa, oggi mi sono comprata il “Max” con le foto di Cannavaro, ha capito il genere che mi piace?
Non è il mio tipo perché pensando a lei mi viene da fare quella stupida e scontata associazione che avrà sentito già un migliaio di volte – e chissà come la fa incazzare, pardon, arrabbiare. Lo sa benissimo, la storia di padre Ralph e di “Uccelli di rovo”. Non posso farci nulla ma quest’idea di lei e Maggie e l’uccello sul rovo mi blocca, mi spegne ogni pensiero arrapante come il calzino corto a letto. Encefalogramma piatto, kaputt.
Eppure, nonostante questo handicap da telenovela, lei è come il Crodino, piace, piace anche per quella sua aria così fredda e distaccata, da chi ci marcia alla grande sulla storia del bello e impossibile.

Il motivo per cui le scrivo è un altro però. Vengo al sodo. Lei sarà pure il segretario del Papa, colui che turba il sonno delle devote cielline e tutto il resto, ma cos’è adesso questa storia della satira, che non bisogna scherzare sul Papa e che ce l’ha con Crozza, Fiorello e la mia mitica Luciana Littizzetto? Cosa vuol dire che non ha visto le trasmissioni ma le condanna lo stesso? Lo sa che mi sta diventando un tantinello antipatico?

Lei teme i comici e la satira, ma lo sa cosa scrivono i giornalisti cosiddetti seri di lei?
C’è una cosa che non mi fa dormire la notte da quando l’ho letta. Deve sapere che, oltre a guardare Crozza il lunedì sera, mi benedica padre perché ho peccato, tra le mie letture peccaminose vi è anche Panorama, che leggo ogni tanto dal mio parrucchiere.
Ecco, la scorsa estate lessi un articolo su quella sua famosa intervista alla Radio Vaticana, dove lei sorprendentemente parlava con disinvoltura di donne e motori come un Briatore qualsiasi: “I miei sensi sono sani e chi ha i sensi sani li usa…Nella mia giovinezza ci sono state ragazze che preferivo. Ora mi sono abituato al mio ruolo di sex symbol“. Vatican Confidential.
A parte che l’intervista il giorno dopo è sparita dalla circolazione e volevo ben dire, ma sa poi cosa hanno scritto quei maliziosi giornalisti a commento delle sue parole?
C’è poi chi sostiene che, rivelando la sua giovanile simpatia per le donne, don Georg ha voluto fugare alcune malevole insinuazioni.”

Ha capito? Ma forse che, vedendovi sempre insieme… Lei così premuroso, pronto a sistemargli amorevolmente la papalina, proprio da segretario devoto, sempre al suo fianco. E poi insieme a Castelgandolfo, in montagna a sciare, in giro per il mondo. Lei che la mattina gli porta il cappuccio e il cornetto e la camomilla la sera.
No, non posso crederci che pensino che lei sia interista.

P.S. Si precisa che questo post è stato scritto poco dopo che un diavoletto di nome Draghignazzo (sicuramente milanista) ha improvvisamente posseduto la papera zoppa (notoriamente juventina). Il solito Draghignazzo che non capisce un …
Ad ogni modo la papera zoppa, per qualunque vertenza legale, si farà rappresentare dallo Studio Taormina. Per le scomuniche, citofonare Lameduck.

Illuminata sulla via di Rimini come Bellachioma, che ha mostrato la riuscita del tricotrapianto ad una folla attonita e chi c’era giura che è stato meglio della liquefazione del sangue di San Gennaro, voglio parlare di fede e religione.

Ecco, io trovo le religioni (tutte quelle monoteistiche) un’insopportabile intromissione tra me e Dio.
Non posso definirmi credente ma nemmeno atea, diciamo che sono borderline in ambito teologico. Semplicemente, chi sono io, piccolo insignificante rifiuto umano per decidere se Dio c’è o non c’è?
Se c’è un Dio lo rispetto e ci parlo io quando voglio senza farlo sapere a tutto il condominio e se non c’è, poco male, non cambia nulla, parlare da soli è un esercizio sempre salutare.

La figura di Cristo mi attrae moltissimo, soprattutto quel suo modo totalmente rivoluzionario di voler spezzare la catena dell’”occhio per occhio” con l’Amore e il perdono. So che è difficile perdonare e amare anche chi ci sta sui maroni ma è proprio qui la grandezza del messaggio. Non è un caso che l’abbiano crocifisso. Se fosse stato facile avrebbe fatto lo psicologo, ci avrebbe scritto un libro e fatto i soldi a palate e sarebbe invecchiato annoiandosi a fianco della Maddalena (ma si, danbrowneggio un po’ anch’io).

Il bello è che del messaggio di Cristo la religione Cattolica non ha capito una benamata mazza. Cristo amava tutti incondizionatamente, prendeva con sé prostitute, ladri, assassini e non faceva differenze.
L’Amore era la chiave per la redenzione. Bastava che tu facessi un gesto verso di lui, che dimostrassi di aver capito il messaggio, e lui ti accoglieva.
Non era sessuofobo. Se lo fosse stato avrebbe tuonato contro la lussuria come un Savonarola qualsiasi dalla mattina alla sera. Non risulta da nessuna parte che chiedesse a coloro che lo avvicinavano se avevano scopato prima, con chi e in che modo.
Si incazzò pesantemente solo due volte nella sua breve vita: contro i mercanti, dove si comportò proprio come un no global, ricordate la scena nel tempio dove sfascia tutto?, e contro i pedofili, l’unica volta che non perdonò nessuno ma li invitò a “legarsi una macina al collo” e a buttarsi a mare.
Che strano, la Chiesa che si rifà a Lui sembra avere un occhio di riguardo proprio per i pedofili e i mercanti, ricordate Mons. Marcinkus e lo IOR? E la lettera che Ratzinger inviò alle Diocesi americane?

La Chiesa è sessuofoba. Il sesso è l’unica cosa che interessa al prete al quale ti vai a confessare in qualunque periodo della tua vita, anche da bambina innocente.
Tu magari hai strangolato venti persone e ti sei cibata delle loro carni, lui ti perdona. Hai rubato la pensione a dei vecchi e malati per farti la Ferrari, lui ti perdona. Se gli dici che convivi allora ti caccia via negandoti l’assoluzione, oppure la soluzione è presto trovata: “Potete continuare a vivere insieme ma come fratello e sorella”.
Questo magari mentre lui si tromba la perpetua. Eh si, io avevo un prof di religione che si mormorava si fosse fatto tutte le compaesane del villaggio dove viveva. Infatti era una persona molto aperta, con la quale ci si poteva parlare. L’ipocrisia, ecco il problema.
I preti dovrebbero poter avere una compagna alla luce del sole, e anche un compagno.
Sono pienamente e totalmente per i matrimoni gay. Orrore, scandalo, i froci no, si distrugge la famiglia! Quale, quella dove al 90% avvengono gli abusi sessuali sui bambini, da parte di padri, nonni, zii, amici di famiglia nella più totale omertà?
Io trovo insopportabile che i “cattolici” debbano decidere della mia vita privata e sessuale. Anche perché ho l’impressione che in molti casi si tratti di persone che vogliono fare i virtuosi col culo degli altri (tanto per citare il noto filosofo Stefano Ricucci).

La Chiesa oltretutto è classista. Se appartieni all’upper class puoi essere tutto: omosessuale, bisessuale, trisessuale, convivente, divorziato, bi-divorziato, suicida. Allora non ti negano nulla e ritornano veramente Cristiani. Dì solo una parola, VISA, e sarai salvato.
Guardate i politici che tuonano contro i PACS: due, tre famiglie, convivenze “more uxorio”, “chiappe chiacchierate”, la Sacra Rota della fortuna gira per tutti ed elargisce annullamenti e benedizioni. La Comunione la si nega a me, ma a Berlusconi e Casini no, ci mancherebbe.

A questo punto mi chiederete, ma sei proprio d’accordo con i PACS? Si, anche se la frase che ho sentito una volta: “Vuoi pacsarmi?” la trovo agghiacciante.

E non ti piace proprio nulla della Chiesa? Si, una cosa c’è: Mons. Georg Gänswein. Da elevare agli onori degli altari, bono subito.

(Per l’immagine ho utilizzato il Church Sign Generator)

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