You are currently browsing the category archive for the ‘gesù’ category.

Esaurite le menate tipo uova di cioccolato, teneri agnellini, gite fuoriporta e milioni di italiani in viaggio sulle strade con la benzina alle stelle, (gli stessi che due giorni fa non arrivavano a fine mese, sempre secondo i gazzettieri), si può finalmente tornare a parlare di cosa è veramente la Pasqua. Pagato il pegno ai mercanti si può rioccupare il tempio per un momento di spiritualità.

Premetto che io mangio preti regolarmente a pranzo e cena e, trovandomi di fronte al dolore delle persone ogni giorno, Dio lo nomino spesso e volentieri invano ma Gesù è un mio punto fermo culturale oltrechè un faro nella nebbia per i momenti di buio.
Con il massimo rispetto dovuto alle altre religioni, non potrei immaginarmi altro che cristiana.
Si può essere agnostici quindi (io non sono un cazzo e non posso sapere se Dio esiste o non esiste per cui non ho certezze) e amare profondamente l’idea di Gesù.
La chiesa cattolica non c’entra, non c’entra la religione, non c’entra Dio, sto facendo un discorso irrazionale, lo so, ma in questo momento lascio prevalere il cervello emotivo, non la stronzissima corteccia che vuole dare una spiegazione logica a tutto fino a perdere la ragione. Cristo non si spiega e non ci si ragiona sopra. Si accetta e basta. Si segue senza fare domande.

Badate, è irrilevante che Gesù sia esistito o meno, che fosse Dio o meno, quello che conta ed è fondamentale è l’idea del cristianesimo, l’idea del Perdono, del rompere la catena dell’odio, della tolleranza, di un Dio che non è più il feroce tiranno che spiana le città ma che è pronto ad accoglierti senza condizioni, a guarirti dalla malattia, dalla cecità, perfino dalla morte. E’ questa idea RIVOLUZIONARIA, che implica la possibilità di un altro mondo possibile, di un cambiamento dal prima al dopo, e che inequivocabilmente ESISTE nella nostra cultura, che a me piace e che mi dà la fiducia in un domani.

Proprio per questo non sopporto, e lo dico sinceramente, l’attuale revisionismo da baraccone attorno a Gesù. Revisionismo che, tra l’altro, a differenza di altri, non suscita altrettanta indignazione.
Non è esistito, non è morto ma è andato in esilio, hanno inscenato una falsa crocifissione, è morto ma non crocifisso (e di che cosa, di freddo?), nessuno in pratica è responsabile della sua morte.
La religione precristiana era timore di Dio e voglia di ribellarsi ad un Padrone crudele, un mondo di prometei incatenati. Cristo offre una speranza oltre al Dio Padrone, che vi possa essere una pace lontana, che si possa perdonare, che Dio possa scendere allo stesso piano dell’uomo e abbracciarlo con amore. Che siamo tutti uguali di fronte alla morte e tutti fratelli.
Togliete Cristo al mondo, l’idea rivoluzionaria del cristianesimo, l’essenza del Cristo e rimarrà solo aridità e follia e di nuovo tornerà a regnare un Dio Padrone senza cuore, contro il quale si può solo diventare atei. E’ quello il Dio che “è morto”.
E’ curioso tra l’altro che, in questo stesso momento storico, tanti si definiscano cristiani rinati mentre vanno in giro a massacrare altri uomini per guerre basate su menzogne e false guerre di religione.

La Pasqua quindi è la Passione e la Passione cos’é? E’ il momento in cui tutto il dolore dell’Uomo si concentra simbolicamente su uno e ci fa capire cos’è la sofferenza.
Il Cristo flagellato rappresenta tutti i poveri cristi del prima e del poi. Tutte le vittime della tortura, della persecuzione. E’ un Dio che muore immedesimandosi negli uomini che muoiono e soffrono, è EMPATIA. Ogniqualvolta vediamo qualcuno che soffre e sentiamo dentro quel dolore sordo e straziante che ci fa sentire simili a lui, ci muove più velocemente il cuore e fa sgorgare le lacrime, è il ricordo di quella lontana crocifissione.

Non ho scelto a caso l’immagine del Cristo flagellato dal film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. Questo film considerato truculento, reazionario, preconciliare e ovviamente tacciato di antisemitismo.
Personalmente la ricostruzione cinematografica della Passione che preferisco è quella, non meno feroce, di Scorsese de “L’ultima tentazione”, della quale ricordo soprattutto l’immagine del demonio che sfila i chiodi a Gesù e l’idea finale dell’uomo che sceglie comunque il suo destino di farsi Dio.
Il film di Gibson, però, è quello che maggiormente sconvolge dal punto di vista più intimo e il più moderno, paradossalmente.
Forse perchè solo il tono iperrealista da snuff-movie può rendere oggi l’idea di cosa sia un sacrificio umano. Troppo sangue, troppo compiacimento? Come se di tale compiacimento sadico non vedessimo i frutti ogni giorno appena un carnefice e una vittima si trovano nella stessa stanza.
Il film è un buon test, anche se un po’ sadico, forse. Se, rimanendo sconvolti da quel martirio, riusciamo ancora a provare pietà per chi soffre, è torturato e muore solo, se ci ricordiamo improvvisamente del messaggio originario del cristianesimo dell’empatia, tutto ciò è un buon segno, vuol dire semplicemente che siamo ancora vivi.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Esaurite le menate tipo uova di cioccolato, teneri agnellini, gite fuoriporta e milioni di italiani in viaggio sulle strade con la benzina alle stelle, (gli stessi che due giorni fa non arrivavano a fine mese, sempre secondo i gazzettieri), si può finalmente tornare a parlare di cosa è veramente la Pasqua. Pagato il pegno ai mercanti si può rioccupare il tempio per un momento di spiritualità.

Premetto che io mangio preti regolarmente a pranzo e cena e, trovandomi di fronte al dolore delle persone ogni giorno, Dio lo nomino spesso e volentieri invano ma Gesù è un mio punto fermo culturale oltrechè un faro nella nebbia per i momenti di buio.
Con il massimo rispetto dovuto alle altre religioni, non potrei immaginarmi altro che cristiana.
Si può essere agnostici quindi (io non sono un cazzo e non posso sapere se Dio esiste o non esiste per cui non ho certezze) e amare profondamente l’idea di Gesù.
La chiesa cattolica non c’entra, non c’entra la religione, non c’entra Dio, sto facendo un discorso irrazionale, lo so, ma in questo momento lascio prevalere il cervello emotivo, non la stronzissima corteccia che vuole dare una spiegazione logica a tutto fino a perdere la ragione. Cristo non si spiega e non ci si ragiona sopra. Si accetta e basta. Si segue senza fare domande.

Badate, è irrilevante che Gesù sia esistito o meno, che fosse Dio o meno, quello che conta ed è fondamentale è l’idea del cristianesimo, l’idea del Perdono, del rompere la catena dell’odio, della tolleranza, di un Dio che non è più il feroce tiranno che spiana le città ma che è pronto ad accoglierti senza condizioni, a guarirti dalla malattia, dalla cecità, perfino dalla morte. E’ questa idea RIVOLUZIONARIA, che implica la possibilità di un altro mondo possibile, di un cambiamento dal prima al dopo, e che inequivocabilmente ESISTE nella nostra cultura, che a me piace e che mi dà la fiducia in un domani.

Proprio per questo non sopporto, e lo dico sinceramente, l’attuale revisionismo da baraccone attorno a Gesù. Revisionismo che, tra l’altro, a differenza di altri, non suscita altrettanta indignazione.
Non è esistito, non è morto ma è andato in esilio, hanno inscenato una falsa crocifissione, è morto ma non crocifisso (e di che cosa, di freddo?), nessuno in pratica è responsabile della sua morte.
La religione precristiana era timore di Dio e voglia di ribellarsi ad un Padrone crudele, un mondo di prometei incatenati. Cristo offre una speranza oltre al Dio Padrone, che vi possa essere una pace lontana, che si possa perdonare, che Dio possa scendere allo stesso piano dell’uomo e abbracciarlo con amore. Che siamo tutti uguali di fronte alla morte e tutti fratelli.
Togliete Cristo al mondo, l’idea rivoluzionaria del cristianesimo, l’essenza del Cristo e rimarrà solo aridità e follia e di nuovo tornerà a regnare un Dio Padrone senza cuore, contro il quale si può solo diventare atei. E’ quello il Dio che “è morto”.
E’ curioso tra l’altro che, in questo stesso momento storico, tanti si definiscano cristiani rinati mentre vanno in giro a massacrare altri uomini per guerre basate su menzogne e false guerre di religione.

La Pasqua quindi è la Passione e la Passione cos’é? E’ il momento in cui tutto il dolore dell’Uomo si concentra simbolicamente su uno e ci fa capire cos’è la sofferenza.
Il Cristo flagellato rappresenta tutti i poveri cristi del prima e del poi. Tutte le vittime della tortura, della persecuzione. E’ un Dio che muore immedesimandosi negli uomini che muoiono e soffrono, è EMPATIA. Ogniqualvolta vediamo qualcuno che soffre e sentiamo dentro quel dolore sordo e straziante che ci fa sentire simili a lui, ci muove più velocemente il cuore e fa sgorgare le lacrime, è il ricordo di quella lontana crocifissione.

Non ho scelto a caso l’immagine del Cristo flagellato dal film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. Questo film considerato truculento, reazionario, preconciliare e ovviamente tacciato di antisemitismo.
Personalmente la ricostruzione cinematografica della Passione che preferisco è quella, non meno feroce, di Scorsese de “L’ultima tentazione”, della quale ricordo soprattutto l’immagine del demonio che sfila i chiodi a Gesù e l’idea finale dell’uomo che sceglie comunque il suo destino di farsi Dio.
Il film di Gibson, però, è quello che maggiormente sconvolge dal punto di vista più intimo e il più moderno, paradossalmente.
Forse perchè solo il tono iperrealista da snuff-movie può rendere oggi l’idea di cosa sia un sacrificio umano. Troppo sangue, troppo compiacimento? Come se di tale compiacimento sadico non vedessimo i frutti ogni giorno appena un carnefice e una vittima si trovano nella stessa stanza.
Il film è un buon test, anche se un po’ sadico, forse. Se, rimanendo sconvolti da quel martirio, riusciamo ancora a provare pietà per chi soffre, è torturato e muore solo, se ci ricordiamo improvvisamente del messaggio originario del cristianesimo dell’empatia, tutto ciò è un buon segno, vuol dire semplicemente che siamo ancora vivi.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Flickr Photos

onlookers

Renzistein Junior

Von Trierweiler's Nymphomaniac

Eurodeliri

Altre foto

Blog Stats

  • 82,417 hits

Categorie