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Il nostro impareggiabile sassofonista ha perso l’ennesima occasione per evitare una figura di emme al quadrato. Dopo il pur grave avallo all’ignobile storiella della “nipote di Mubarak”, ripetuta in Parlamento per parare il deretano al nano, eccolo agitarsi come un’anguilla di Comacchio perchè Saviano in TV ha semplicemente e correttamente citato una frase dell’ideologo di riferimento della Lega. L’unico, per altro. Quel Gianfranco Miglio a cui hanno intitolato la scuola di Adro, poeri bimbi. 
Eccola qui, la frase incriminata.
L’intervista completa al verde Miglio, rilasciata al “Giornale” il 20 marzo del 1999, si trova qui (cliccate “link diretto all’articolo”) nella Rassegna stampa della Camera dei Deputati. Nell’era di Internet esistono gli archivi elettronici che non perdonano e  chi, da bastardo, non aspetta altro che di andare a spulciarli per smentire il potente che vuole negare la realtà.
Faccia un po’ come crede, ministro, ma io trovo quell’affermazione secondo la quale le mafie andrebbero costituzionalizzate ossia, mi pare di capire, legalizzate al fine di lasciare il Sud del nostro paese in pasto al crimine organizzato, esecranda ed eversiva. 
E’ una frase che denota cinismo e disprezzo razzista nei confronti delle popolazioni del Sud; espressione di una volontà che, se messa in pratica fino in fondo, toglierebbe per sempre a quella gente, i nostri connazionali,  i nostri fratelli, la cosa più importante, la speranza, e sputerebbe in faccia ai morti che hanno dato la vita per tutti noi nella lotta al crimine organizzato. E’ una frase scellerata di una gravità inaudita e che tale rimane checché ne dica il ministro dell’interno. 
Tra l’altro vi sono inchieste della magistratura ancora in corso che mirano a stabilire se, nella stagione delle stragi del ’92-’93, il famigerato presunto “patto” tra Mafia e Stato non intendesse proprio una spartizione di fatto tra Nord e Sud, con il Nord in mano al federalismo leghista e, in cambio, il Sud lasciato in pasto alle Mafie che ne avrebbero fatto una sorta di enorme paradiso fiscale, di enclave per ogni tipo di traffico illecito. Una Vietnamizzazione in piena regola del nostro paese. Forse in quest’ottica, ancora tutta da verificare, s’intende, si potrebbe capire perché Bossi, da un giorno all’altro, smise di dare del mafioso a Berlusconi e cominciò a farci bunga bunga con mucho gusto.
Non so voi ma io, da questa gente che vuole togliere la speranza a chi ha già troppo sofferto e sputare in faccia a chi la pelle l’ha lasciata per strada nel tentativo di ridarla, la speranza, ai suoi concittadini, non voglio più essere governata. 
I have a dream, ministro. Che anche lei, viste le cose che dice e che avalla, torni a suonare il sassofono. Levandosi, come si dice, dai suoi omonimi.

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