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Sei precario e un po’ sfigato
anzi no, sei proprio giù, sei proprio giù
niente da fare, da sperare
un posto no, un posto no, niente lavoro

Ma che cosa vai dicendo, non conosci il rimedio
se sei amico, camerata o parente

Ti troverà un posto lui
Alemanno
E anche per lei, e anche per zio Fernando
All’Ama te, all’Atac lui
un posto fisso ci sarà
assumeran perfino te, Roberto.

(Alemanno, Alemanno
Ale ale manno, ale ale mannooo.) x2

Che bello essere l’amico di
Ale-manno
che fico esserne parente
sai Fernando
se durerà sarà una pacchia
con Ale-manno
tutti all’Ama e all’Atac, Roberto

Ti troverà un posto lui
Alemanno
E anche per lei, e anche per zio Fernando
All’Ama te, all’Atac lui
un posto fisso ci sarà
assumeranno anche te, Roberto.

(Alemanno, Alemanno
Ale ale manno, ale ale mannooo.) x2
da cantare a karaoke su “Alejandro” di Lady Gaga.
E non preoccupatevi. Buttafuoco stamattina scrive che a causa di questa parentopoli Alemanno è spacciato ma tutti a Roma dicono che dopo di lui (di Alemannoo) verrà Bertolaso.
Aridatece Nerone, praticamente.
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Uno si domanda come sia possibile che un figuro come Bossi possa continuamente  vilipendere la nazione italiana e minacciarne l’integrità territoriale senza essere, se non immediatamente associato alle patrie galere, quantomeno denunciato.
E che gli fai? Hanno pensato a tutto, questi cialtroni. Non è solo questione di immunità parlamentare. Per tenersi buona la Lega, che deve papparsi il Nord in cambio della svendita del Sud alle Mafie, si stravolge anche l’ordinamento delle leggi.
C’era una volta il Codice Penale che recitava:

Art. 241. – Attentati contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato.

Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato [ o una parte di esso] alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato, è punito con la morte. ergastolo

Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l’unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità. 

Questo  fino al 2006, Governo Berlusconi III, quando il testo dell’articolo è stato modificato (mentre il centrosinistra lo teneva fermo) con la legge del 24 febbraio 2006 n. 85 pubblicata in G.U. del 13 marzo 2006, n. 60 con il titolo: “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione” come segue:  

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.

La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l’esercizio di funzioni pubbliche”.

Quindi, ricapitolando, se Berlusconi sottomette l’Italia al Putiniere russo o al terrorista internazionale in pensione di Tripoli può farlo tranquillamente a meno che non lo faccia in maniera violenta, brandendo una scimitarra o un kalashnikov, ad esempio. Limitandosi alla lingua in bocca ed al petting con i suddetti non è punibile. Questo è il famoso Partito dell’Amore, non dimentichiamolo.
Se il  cerebroleso padano offende continuamente la nazione italiana, la sua capitale, i suoi connazionali ed il sentimento di amor patrio, con l’aggravante che è purtroppo un ministro, niente più galera. Oddio,  in teoria dovrebbe pagare ogni volta una multa.
Infatti, per questi impuniti, vilipendere la nazione italiana è diventato un reato amministrativo.

291. Vilipendio alla nazione italiana. (vecchio testo)

“Chiunque pubblicamente vilipende la nazione italiana è punito con la reclusione da uno a tre anni.”

nuovo testo:

“Chiunque pubblicamente vilipende la nazione italiana è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.”

Un altro motivo per vergognarsi di Berlusconi. Di uno che ha portato questo ciarpame arraffapoltrone  e stipendi d’oro dai trogoli padani addirittura in Parlamento e nei ministeri a sputare nel piatto dove mangiano fino a strozzarvisi.
Il sindaco di Roma ha reagito, si, alle volgari ingiurie galliche ma l’ho trovato un tantinello moscio. Questi fascisti all’ammorbidente a schiuma frenata non si riconoscono più. Se ci fosse stato ancora lui avrebbe come minimo spezzato le reni alla Gallia Cisalpina e per molto meno. Alemanno invece scrive a Berlusconi. perchè  dica a Bossi di non farlo più, per favore. Capirai, che paura! Sembra papà McFly: “Ehi tu, lurido porco, levale le mani di dosso.”
Dai Alemanno, un pò più di nerbo. Sei il sindaco di Roma o di Carate Brianza? Allora tanto valeva lasciarci  Veltroni, in Campidoglio. Cantiamogliela in coro: “Alemanno, Alemanno, Ale-Ale-manno, Ale-Ale manno, ahò!”
Nella città di Girolimoni si arresta un presunto colpevole di stupro ma per tutti è il colpevole e basta.
Eppure il diritto, nato proprio nella città di Girolimoni, vorrebbe che si andasse cauti nel marchiare i semplici indiziati come colpevoli. Ciò indipendentemente dal reato, si parli financo di odiosi criminali come stupratori e pedofili.

E’ un vecchio mal vezzo italiano. Il primo che viene additato come sospetto, magari perchè il primo indagato non si scorda mai e ci si affeziona, diventa l’unico responsabile. Che venga tradotto alle patrie galere e si getti via la chiave.

Senza stare sempre a rivangare sul caso Tortora, ricordate il caso di Elvo Zornitta, sbattuto a più riprese sui giornali come l’inafferrabile Unabomber e poi scagionato per mancanza di elementi sufficienti per sostenere l’accusa?
E Massimo Carlotto? Perseguitato per anni perchè ritenuto l’omicida di Margherita Magello (solo perchè schedato come estremista di sinistra) e oggi uomo libero non dopo aver subìto 18 anni di carcere, la tortura e l’esilio in Sudamerica?

Girolimoni fu un caso da manuale perchè il regime aveva bisogno assoluto di un colpevole e se lo creò su misura. Purtroppo succede anche questo, quando si deve dare da mangiare al moloch dell’opinione pubblica, magari per sviare l’attenzione da altre questioni che riguardano il regime stesso. Capita perfino che se il mostro non lo si trova ci si dia un aiutino.
Che mi dite dei proiettili fatti cadere da manina esperta nel cortile di casa Pacciani, megamostro di Firenze ad honorem e per forza?

In quest’ultimo caso di Roma stiamo parlando, non come ha superficialmente minimizzato Gianni Alemanno, di un mostriciattolo, ma di un personaggio sicuramente affetto da un catalogo completo di ossessioni e manie, di un malato e di un individuo socialmente pericoloso, la cui corrispondenza identitaria con il sospettato Bianchini dovrà comunque essere dimostrata.
Eh si, lo so che ciò comporta un pò più di pazienza prima di accendere il rogo ma bisogna capire che se bastasse avere libri di Massimo Picozzi e film porno in casa allora ci salveremmo in pochi.

Per questo, fintanto che non sarà dimostrata la colpevolezza di Bianchini, tramite piena confessione o prove a carico, parlare di questione morale nel PD prendendo spunto da questo arresto o dire, come fanno i papiminchia “eh, se fosse stato di destra chissà che casino avreste fatto”, è un’idiozia con il botto.
Se ne parli, di questione morale, piuttosto, riferendosi a ben altre questioni. Che ne so, all’urlo fassiniano “Ha toccato!” quando il modulo Piddì atterrò felicimente sul pianeta Unipol.
Il Parlamento è pieno di inquisiti. Grazie, dottor Marino, lo sospettavamo. Cominciamo quindi veramente da lì e non dai circoli e circoletti che non contano un beneamato. L’infezione è a monte e ha già mandato l’arto in cancrena. Eccole il coltello di Liston.

La questione morale che io vedo, nel caso specifico dello stupratore seriale di Roma, sbattuto in prima pagina a far abbaiare e sbavare i castratori seriali della padania, è trasversale e contamina tutti i partiti. Si chiama voglia di giustizia sommaria.
La presunzione di innocenza salvo prova contraria è un fondamento del diritto non romano ma galattico. Se viene meno quello crolla tutta l’impalcatura della Giustizia. Chi partecipa al gioco di condannare senza processo sta, senza volerlo, partecipando allo stupro della Giustizia.

Si lasci che le forze dell’ordine completino le indagini. Che un GIP rinvii a giudizio. Che si giunga a processo. Spero vivamente che non si ripeta la figura di cacca rimediata con i due rumeni anch’essi additati come mostri e poi riabilitati ob torto collo dalla folla delle tricoteuses assetate di sangue che li avevano già condannati al patibolo.


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Domenica mattina, mentre mi dedicavo alla stiratura delle camicie ed alla preparazione di uno stufatino con funghi porcini, ho ascoltato alla Radio Radicale, con estremo interesse, il congresso di scioglimento e confluenza di Alleanza Nazionale nel PDL. Congresso terminato con il discorso di Gianfranco Fini.
Per tutta la durata degli interventi dei relatori non ho potuto fare a meno di avere una certa sensazione. Quella di una trasformazione avvenuta a metà, da parte di una classe dirigente dal volto e dalle fattezze umane ma che, se la giri, scopri che ha la coda.

Oramai penso si possa credere nella definitiva conversione di Fini alla democrazia, con tutti i Punti Pacatezza e Buoni Saggezza che accumula di giorno in giorno.
Se Fini non è sincero quando dice che oggi non direbbe più che Mussolini è stato un grande statista, allora vuol dire che è uno dei più grandi attori viventi e il cinema non se n’è ancora accorto.
Fini è pienamente accettabile, quindi, anche da chi non è di destra. Mi spingo oltre. Se gli alieni domani rapissero Berlusconi per fargli fare un giro tra le stelle nane e dovessimo essere governati da Fini per il tempo astrale del suo ritorno, qualche milione di anni luce, accetterei volentieri la sfida.
Mi sbaglierò ma, in assenza di una credibile alternativa di sinistra, che dovrebbe anche schiodare gli italiani dalla convinzione che solo la destra può governarli, io vedo in futuro un’alleanza Fini-Casini (che sembra la pubblicità di un network di case di tolleranza, è vero) molto votata alla bolognesità di entrambi. Con magari un Bersani come terzino fluidificante.

Insomma Fini ha passato il collaudo. Ma gli altri? Oddìo, a me sembra che, per quanto si sforzino e si sforzano poco per la verità, la maggior parte siano i soliti vecchi fasci.
Ovverosia, fanno di tutto all’inizio per sembrare Fini, per tagliare i ponti con il passato ma è più forte di loro, non possono fare a meno di tirare fuori il revanscismo, il “siamo dovuti stare nascosti per troppo tempo”, la contabilità dei morti “loro” senza nominare i morti da loro causati con il “loro” terrorismo. E poi Almirante, il passato, sempre il passato. Eccheppalle!
Hanno il braccio che gli parte in automatico, come al Peter Sellers di “Dottor Stranamore”, e fanno una fatica boia a tenerlo giù.

http://www.youtube.com/v/POiA92frPZw&hl=it&fs=1

Basta sentire Gianni Alemanno, imparentato con il Pino Rauti, il che non è poco, gracchiare come un vecchio grammofono la solita retorica missina ed espettorare l’ennesimo tritume anticomunista. Come li ha chiamati? Luogocomunisti? Roba vecchia. Che tristezza.
Oppure il La Russa Benito Maria a cui scappa di citare il passato ed invocare la rottura delle reni al Brasile, reo di non consegnare il terrorista Battisti. Davvero il problema più importante dell’Italia è fare la raccolta differenziata dei residuati degli opposti estremismi?
Perchè allora non chiedere il reimpatrio anche di Delfo Zorzi al paese del Sol Levante?

Sempre grande il duo Gasparri & Bocchino, ma qui siamo nel territorio del puro genio e possiamo solo inchinarci al suo mistero. Come davanti al Santo Protettore degli Italiani all’Estero, Mirko Tremaglia, che quando gli italo-foresti hanno potuto finalmente votare, con suo grande disdoro, hanno votato a sinistra.

Ora, tutto il cucuzzaro ex missino confluisce nel Partito della Libertà, ovvero nel feudo politico di Silvio Berlusconi I, Imperatore delle Frequenze.
Gianfranco studia da leader ed io gli faccio i migliori auguri di succedere presto. Poi magari tra qualche milione di anni anche Alemanno riporrà la croce celtica in un cassetto. Noi non abbiamo fretta.


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Domenica mattina, mentre mi dedicavo alla stiratura delle camicie ed alla preparazione di uno stufatino con funghi porcini, ho ascoltato alla Radio Radicale, con estremo interesse, il congresso di scioglimento e confluenza di Alleanza Nazionale nel PDL. Congresso terminato con il discorso di Gianfranco Fini.
Per tutta la durata degli interventi dei relatori non ho potuto fare a meno di avere una certa sensazione. Quella di una trasformazione avvenuta a metà, da parte di una classe dirigente dal volto e dalle fattezze umane ma che, se la giri, scopri che ha la coda.

Oramai penso si possa credere nella definitiva conversione di Fini alla democrazia, con tutti i Punti Pacatezza e Buoni Saggezza che accumula di giorno in giorno.
Se Fini non è sincero quando dice che oggi non direbbe più che Mussolini è stato un grande statista, allora vuol dire che è uno dei più grandi attori viventi e il cinema non se n’è ancora accorto.
Fini è pienamente accettabile, quindi, anche da chi non è di destra. Mi spingo oltre. Se gli alieni domani rapissero Berlusconi per fargli fare un giro tra le stelle nane e dovessimo essere governati da Fini per il tempo astrale del suo ritorno, qualche milione di anni luce, accetterei volentieri la sfida.
Mi sbaglierò ma, in assenza di una credibile alternativa di sinistra, che dovrebbe anche schiodare gli italiani dalla convinzione che solo la destra può governarli, io vedo in futuro un’alleanza Fini-Casini (che sembra la pubblicità di un network di case di tolleranza, è vero) molto votata alla bolognesità di entrambi. Con magari un Bersani come terzino fluidificante.

Insomma Fini ha passato il collaudo. Ma gli altri? Oddìo, a me sembra che, per quanto si sforzino e si sforzano poco per la verità, la maggior parte siano i soliti vecchi fasci.
Ovverosia, fanno di tutto all’inizio per sembrare Fini, per tagliare i ponti con il passato ma è più forte di loro, non possono fare a meno di tirare fuori il revanscismo, il “siamo dovuti stare nascosti per troppo tempo”, la contabilità dei morti “loro” senza nominare i morti da loro causati con il “loro” terrorismo. E poi Almirante, il passato, sempre il passato. Eccheppalle!
Hanno il braccio che gli parte in automatico, come al Peter Sellers di “Dottor Stranamore”, e fanno una fatica boia a tenerlo giù.

Basta sentire Gianni Alemanno, imparentato con il Pino Rauti, il che non è poco, gracchiare come un vecchio grammofono la solita retorica missina ed espettorare l’ennesimo tritume anticomunista. Come li ha chiamati? Luogocomunisti? Roba vecchia. Che tristezza.
Oppure il La Russa Benito Maria a cui scappa di citare il passato ed invocare la rottura delle reni al Brasile, reo di non consegnare il terrorista Battisti. Davvero il problema più importante dell’Italia è fare la raccolta differenziata dei residuati degli opposti estremismi?
Perchè allora non chiedere il reimpatrio anche di Delfo Zorzi al paese del Sol Levante?

Sempre grande il duo Gasparri & Bocchino, ma qui siamo nel territorio del puro genio e possiamo solo inchinarci al suo mistero. Come davanti al Santo Protettore degli Italiani all’Estero, Mirko Tremaglia, che quando gli italo-foresti hanno potuto finalmente votare, con suo grande disdoro, hanno votato a sinistra.

Ora, tutto il cucuzzaro ex missino confluisce nel Partito della Libertà, ovvero nel feudo politico di Silvio Berlusconi I, Imperatore delle Frequenze.
Gianfranco studia da leader ed io gli faccio i migliori auguri di succedere presto. Poi magari tra qualche milione di anni anche Alemanno riporrà la croce celtica in un cassetto. Noi non abbiamo fretta.


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Domenica mattina, mentre mi dedicavo alla stiratura delle camicie ed alla preparazione di uno stufatino con funghi porcini, ho ascoltato alla Radio Radicale, con estremo interesse, il congresso di scioglimento e confluenza di Alleanza Nazionale nel PDL. Congresso terminato con il discorso di Gianfranco Fini.
Per tutta la durata degli interventi dei relatori non ho potuto fare a meno di avere una certa sensazione. Quella di una trasformazione avvenuta a metà, da parte di una classe dirigente dal volto e dalle fattezze umane ma che, se la giri, scopri che ha la coda.

Oramai penso si possa credere nella definitiva conversione di Fini alla democrazia, con tutti i Punti Pacatezza e Buoni Saggezza che accumula di giorno in giorno.
Se Fini non è sincero quando dice che oggi non direbbe più che Mussolini è stato un grande statista, allora vuol dire che è uno dei più grandi attori viventi e il cinema non se n’è ancora accorto.
Fini è pienamente accettabile, quindi, anche da chi non è di destra. Mi spingo oltre. Se gli alieni domani rapissero Berlusconi per fargli fare un giro tra le stelle nane e dovessimo essere governati da Fini per il tempo astrale del suo ritorno, qualche milione di anni luce, accetterei volentieri la sfida.
Mi sbaglierò ma, in assenza di una credibile alternativa di sinistra, che dovrebbe anche schiodare gli italiani dalla convinzione che solo la destra può governarli, io vedo in futuro un’alleanza Fini-Casini (che sembra la pubblicità di un network di case di tolleranza, è vero) molto votata alla bolognesità di entrambi. Con magari un Bersani come terzino fluidificante.

Insomma Fini ha passato il collaudo. Ma gli altri? Oddìo, a me sembra che, per quanto si sforzino e si sforzano poco per la verità, la maggior parte siano i soliti vecchi fasci.
Ovverosia, fanno di tutto all’inizio per sembrare Fini, per tagliare i ponti con il passato ma è più forte di loro, non possono fare a meno di tirare fuori il revanscismo, il “siamo dovuti stare nascosti per troppo tempo”, la contabilità dei morti “loro” senza nominare i morti da loro causati con il “loro” terrorismo. E poi Almirante, il passato, sempre il passato. Eccheppalle!
Hanno il braccio che gli parte in automatico, come al Peter Sellers di “Dottor Stranamore”, e fanno una fatica boia a tenerlo giù.

Basta sentire Gianni Alemanno, imparentato con il Pino Rauti, il che non è poco, gracchiare come un vecchio grammofono la solita retorica missina ed espettorare l’ennesimo tritume anticomunista. Come li ha chiamati? Luogocomunisti? Roba vecchia. Che tristezza.
Oppure il La Russa Benito Maria a cui scappa di citare il passato ed invocare la rottura delle reni al Brasile, reo di non consegnare il terrorista Battisti. Davvero il problema più importante dell’Italia è fare la raccolta differenziata dei residuati degli opposti estremismi?
Perchè allora non chiedere il reimpatrio anche di Delfo Zorzi al paese del Sol Levante?

Sempre grande il duo Gasparri & Bocchino, ma qui siamo nel territorio del puro genio e possiamo solo inchinarci al suo mistero. Come davanti al Santo Protettore degli Italiani all’Estero, Mirko Tremaglia, che quando gli italo-foresti hanno potuto finalmente votare, con suo grande disdoro, hanno votato a sinistra.

Ora, tutto il cucuzzaro ex missino confluisce nel Partito della Libertà, ovvero nel feudo politico di Silvio Berlusconi I, Imperatore delle Frequenze.
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Bisognerebbe ricordarsene quando si scrivono le articolesse sui fatti di cronaca più efferati. Altrimenti poi capita che se un sindaco annuncia frettolosamente che il colpevole dello stupro è probabilmente rom, senza alcun indizio preciso ma perchè lui se lo sente, quando si scopre che il colpevole rom non lo era, ma rumeno, non c’è nessuno che si scusa per l’abbaglio.

Per dare un colpo ai rom e un altro ai barboni, stasera ho sentito al TG1, nel corso della notizia dello stupro ai danni di un ragazzino a Napoli, dire che si stava setacciando la zona frequentata dai barboni.
Spero che, se il colpevole risulterà essere non un senzatetto ma un regolare qualunque in cerca di brividi pedofili, qualcuno si scusi con la categoria ingiustamente accusata di un delitto atroce.

Il triangolo nero a corredo di questo post è puramente casuale. Ricordiamo però che esso veniva appuntato addosso a Rom e sinti (che in seguito furono segnati con il triangolo marrone), Elementi asociali (vagabondi) Ritardati mentali, Alcolisti, Donne con “comportamenti asociali” come lesbiche e prostitute, anarchici. Nella Germania nazista, ovviamente. Che avevate pensato?

La colonna sonora è affidata a due grandissimi artisti di etnia rom: Django Reinhardt e Roby Lakatos.

http://www.youtube.com/v/ccJHWKltPKM&hl=it&fs=1
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Bisognerebbe ricordarsene quando si scrivono le articolesse sui fatti di cronaca più efferati. Altrimenti poi capita che se un sindaco annuncia frettolosamente che il colpevole dello stupro è probabilmente rom, senza alcun indizio preciso ma perchè lui se lo sente, quando si scopre che il colpevole rom non lo era, ma rumeno, non c’è nessuno che si scusa per l’abbaglio.

Per dare un colpo ai rom e un altro ai barboni, stasera ho sentito al TG1, nel corso della notizia dello stupro ai danni di un ragazzino a Napoli, dire che si stava setacciando la zona frequentata dai barboni.
Spero che, se il colpevole risulterà essere non un senzatetto ma un regolare qualunque in cerca di brividi pedofili, qualcuno si scusi con la categoria ingiustamente accusata di un delitto atroce.

Il triangolo nero a corredo di questo post è puramente casuale. Ricordiamo però che esso veniva appuntato addosso a Rom e sinti (che in seguito furono segnati con il triangolo marrone), Elementi asociali (vagabondi) Ritardati mentali, Alcolisti, Donne con “comportamenti asociali” come lesbiche e prostitute, anarchici. Nella Germania nazista, ovviamente. Che avevate pensato?

La colonna sonora è affidata a due grandissimi artisti di etnia rom: Django Reinhardt e Roby Lakatos.


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Bisognerebbe ricordarsene quando si scrivono le articolesse sui fatti di cronaca più efferati. Altrimenti poi capita che se un sindaco annuncia frettolosamente che il colpevole dello stupro è probabilmente rom, senza alcun indizio preciso ma perchè lui se lo sente, quando si scopre che il colpevole rom non lo era, ma rumeno, non c’è nessuno che si scusa per l’abbaglio.

Per dare un colpo ai rom e un altro ai barboni, stasera ho sentito al TG1, nel corso della notizia dello stupro ai danni di un ragazzino a Napoli, dire che si stava setacciando la zona frequentata dai barboni.
Spero che, se il colpevole risulterà essere non un senzatetto ma un regolare qualunque in cerca di brividi pedofili, qualcuno si scusi con la categoria ingiustamente accusata di un delitto atroce.

Il triangolo nero a corredo di questo post è puramente casuale. Ricordiamo però che esso veniva appuntato addosso a Rom e sinti (che in seguito furono segnati con il triangolo marrone), Elementi asociali (vagabondi) Ritardati mentali, Alcolisti, Donne con “comportamenti asociali” come lesbiche e prostitute, anarchici. Nella Germania nazista, ovviamente. Che avevate pensato?

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Fonti:
Maroni: “Io come Giuliani”
Alemanno: “Siamo pronti ad evacuare”


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