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“Penitenziagite! Watch out for the draco who cometh in futurum to gnaw on your anima! La mort e supremos! You contemplata me apocalypsum, eh? La bas! Nous avon il diabolo! Ugly cum Salvatore, eh? My little brother! Penitenziagite!” (Il nome della Rosa)
Credo che, viste le orde di rosicanti che, in queste ore, premono alle porte bisognerà edificare al più presto un nuovo quartiere adiacente a Sucate: Rosicate. 
Nosfigatu sul Giornale dice che votare Pisapia è stata “una grande, enorme stronzata”. Per forza, che si aspettava da ‘sti milanesi brutti, sporchi, comunisti e senza cervello? Mica tutti sono dei geni come la Goebbels di Cuneo, quella che ha suggerito alla povera Lombrichetto, quella che non schiaccerebbe nemmeno un suo simile, la strategia della spranga sui denti al rivale ai tempi supplementari del confronto televisivo. Alla poveretta infine è tremata la mano e invece della spranga è partito il boomerang. Ora la Ministra della Propaganda, responsabile anche delle uscite in stile “notte dei morti viventi” dell’ex comunicatore ridottosi a sorta di freddykruger in fondotinta che a mezzanotte da Vespa riesce solo a terrorizzarti l’audience, è latitante. Già in DefCon 2 la redazione di “Chi l’ha visto”.
Rosica anche la Mussolini che così commenta la vittoria di De Magistris a Napoli: “Per forza, ha vinto Antonio Banderas”. Segno che due botte dal giustizialista non le disdegnerebbe affatto.
Palma d’oro del rosicamento, è ovvio, a iddu. Dalla ridente Romania, dalla quale purtroppo è ritornato, dice che è presto per fargli il funerale ma lancia il malocchio sugli elettori fedifraghi: “I milanesi preghino, i napoletani si pentiranno”.  Tra  il dolciniano “penitenziagite!” di Frate Salvatore e l’ “anatrema su di voi!” del testimone di BagnacavalloInsuperabile come sempre.
Infine Grillo. Definendo il neo sindaco di Milano “Pisapippa” pensava di prenderlo per il culo ma è solo rimasto vittima del gioco beffardo delle libere associazioni. Pisapia, pippa, prendere per il culo, Pippa, il culo di Pippa. Paragonandolo al culo più cool del momento, senza volerlo,  ha fatto a Pisapia solo un complimento. E non è il culo di Sacchi, qui si fa sul serio.

Siamo sicuri che iddu ritorni dalla Romania? Potrebbe essere il primo caso di premier autodelocalizzatosi all’Est. Non per voler male ai rumeni (già, che mi hanno fatto, in fondo?) ma potrebbe colà riciclarsi, portandosi dietro anche ‘a famigghia, il partito al completo e le papigirls. Ad Antigua potrebbe solo fare il mantenuto di sé stesso, mentre in Romania qualche chance politica, chissà. 
Ma forse sto sottovalutando gli amici di Bucarest (che hanno avuto Ceausescu, non dimentichiamolo) e me ne scuso. Solo gli italiani, una parte sempre meno consistente, per fortuna, crede ancora che il cazzaro di Arcore possa combinare qualcosa di buono in zona Cesarini. Non l’hanno ancora capito che quel famoso qualcosa di buono se non l’ha ancora fatto è perché non lo farà mai. Tra parentesi, leggere i commenti dei lettori del “Giornale” in queste ore è meglio che avere un Rabbit impazzito nelle mutandine.
Non parliamo di lui, però, che stasera mi sa che sarà crollo anche nelle parti basse nonostante la protesi peniena. Del resto temo che perfino la pompetta abbia votato Pisapia. E la Lega da stasera non ce l’ha più duro ma bazzotto. Niente bunga bunga, il casino è chiuso per crollo imminente. Capita alle costruzioni abusive.
Se la nave affonda, si sa, le zoccole abbandonano la nave. Mi dispiace per Bondi, che mi ha deluso. Avrei giurato che avrebbe offerto il proprio petto al plotone d’esecuzione, invece è stato il primo a saltare sulla scialuppa di salvataggio. Spero non mi deluda Fede. Anzi, scrivo queste note alla svelta perché non voglio perdermi la faccia da trigesima che avrà stasera. 
Dico la verità, su Milano avrei scommesso la vittoria di Pisapia. Infatti ho quasi azzeccato il risultato finale: 55,1% Pisapia, 44,9 % Mamma di Batman (io davo la M.d.B al 46%.) ma il cappotto di De Magistris a Napoli proprio non me lo sarei aspettato. Pensate se Gigi D’Alessio avesse cantato a Milano!
E’ disfatta per Silviuzzu anche a Cagliari, Trieste, Grosseto, Novara, Mantova e Pavia. Per tacer di Arcore, dove ha vinto una signora sindaco di centrosinistra. Non so dove abbia precisamente la residenza iddu ma, in ogni caso, o lei o Pisapia, possono firmargli il T.S.O. Sempre che, proseguendo nel delirio ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, e scartata la delocalizzazione in Romania o l’esilio ad Antigua, non si giunga al gran finale nel bunker, per il quale è già stata scelta l’arma: il cetriolo infetto.

Dimenticavo, ecco un’immagine del nuovo volto di Milano in mano all’integralismo islamico. Dedicata, con mucho gusto, ai berlusconidi rettiliani, ovunque essi siano. Signori, ecco a voi la Fiera dei Dubaj Dubaj.

Ho un unico dubbio: basteranno ottantamila posti per gli islamici (rigorosamente integralisti) in arrivo a Milano? Temo di no.

Devo ammetterlo, è agghiacciante. (Clicca sull’immagine per ingrandirla.)

La migliore campagna elettorale per Pisapia, per giunta spontanea e gratuita, è quella che gli sta facendo la rete. E’ un tripudio di battute, vignette e gruppi a tema su Facebook partito dal tormentone “E’ colpa di Pisapia” e le sue mille varianti. 
Tutto questo mentre il nano pittato come una vecchia bagascia e talmente insicuro da aggrapparsi alla penna mentre farnetica in tv crede di spaventare i milanesi con gli zingari e le moschee e propone antiche visioni di piazze piene di bandiere rosse con le falci e i martelli, neanche stesse recensendo “Novecento” di Bertolucci. 
Un po’ poco. La sua pistolina fa clic, clic, clic. 
Se avesse un po’ più di fantasia in quel testone, come argomento de paura ci sarebbe la peste, a pensarci bene. Sient’amme’: Pisapia vuole consegnare il potere ai monatti e riempire Milano di lazzaretti perché in segreto sta tramando con Al Qaeda per contaminarla, a partire da Via Montenapo, con Yersinia Pestis. Lui si è già immunizzato in segreto con un antidoto. Lui e i punkabbestia dei centri sociali, che sono già pronti con le carrette per trasportare le sciurette e i cumenda, le casalinghe di Voghera e le vecchie passerottine con il bubbone ascellare fino ai lerci lazzaretti di Quarto Oggiaro prima che finiscano tutti al Monumentale.
Non sarebbe uno scenario credibile?
Meglio che taccia, va. Se no se per sbaglio mi legge Belpietro è capace di crederci e di farci il titolone in prima pagina: “La Peste a Milano se vince Pisapia”.
Andrà in televisione a reti unificate ma solo su quelle nano-friendly, s’intende. Quelle dall’uno al sei, per intenderci, con l’esclusione, immagino, del tre. Imperverserà, si preoccupano e belano quelli del PD che, come al solito, non riescono a leggere correttamente la realtà. Un modo elegante per dire che non capiscono un cazzo, in questo caso, di comunicazione.
Sarà su tutti i canali? Bene! E’ quello che ci vuole. Lasciatelo fare, anzi, bisogna incoraggiarlo a farlo sempre di più. A piazzarsi nel salotto degli italiani come un indesiderato ospite che ormai puzza di pesce marcio. 
Per gli italiani, oltre al vaccino di Montanelli, ci vuole la Cura Ludovico del Silvio emetico a tutto schermo. Meglio se in Full HD.
Con il corpaccione da vecchio boss tronfio stretto nel busto, con i capelli sempre più marroni dipinti con il pennarello, il fondotinta e, da stasera, anche il rimmel. Un personaggio ridicolo ed imbarazzante come una diva decaduta e ormai fuori come un comignolo, un vecchio dall’aspetto sempre più simile ad un morto già bell’e vestito e truccato che è scappato dalla camera ardente e vuole andare in televisione a fare la pazza.  
Non potrà far altro, oltre a provocare il disgusto di chi lo guarda e osserva con raccapriccio l’aspetto giallastro da Mao morto, che spurgare bugie, su bugie, su bugie.
Lo farà ancora e sempre con quell’accento da attore cane da cinepanettone che imita il milanese arricchito in un film di romani a Portofino. Una roba che ormai scatena reazioni anafilattiche da pronto soccorso.

Se c’è una cosa che fa amare Pisapia, tra parentesi, al di là di ogni suo merito politico o personale, è il fatto che parla da milanese vero, autentico, simpatico. Senza quella parlata spetasciada da ricco bauscia in vacanza che, per esempio, a noi genovesi, conoscendo i soggetti per il fatto che sono soliti svernare da noi, ha sempre fatto prudere le mani.

Il tombeur trombato farà promesse che non potrà mantenere come non ha mantenuto tutte quelle fatte finora. Potrà sparare le sue palle ancora più grosse di prima. Potrà evocare le falci e i martelli, le armate rosse, i cosacchi che si abbeverano alla Bovisa, i centri sociali, dando retta a quella mariantonietta rifatta della sua consigliera che lo sta portando (per fortuna) alla rovina. 
Lui parla come se Pisapia l’avessero votato i marziani con un complicato sistema di condizionamento mentale wi-fi degli elettori, improvvisamente costretti a votare i comunisti. 
Il problema, che lui ovviamente non può vedere, obnubilato dal potere e dall’egocentrismo, è di una semplicità disarmante. La gente non gli crede più. Sono stati i milanesi a fargli mancare quelle venticinquemila e rotte preferenze, non i marziani o i comunisti. 
La gente sa che è un bugiardo patologico, un mentitore di professione. In breve: un imbroglione. Può promettere quello che vuole: sgravi delle tasse a tempo scaduto, due ministeri a Milano, far sparire la monnezza (ancora?????), può chiedere alla Lombrichetto di applicare gli sconti del 75% sui parcheggi a tutta la clientela solo per oggi, come il Totò sotto accertamento dei “Tartassati” che deve ingraziarsi i finanzieri. 
Qualcuno dia al Bagonghi del Consiglio una bella svegliata. La gente, soprattutto quella che strappa la vita con i denti con fatica e disperazione, che si rompe la schiena per mille euro al mese e due figli da mantenere, non ama essere presa per i fondelli troppo a lungo. 
Questo è un individuo che, con il suo governo di parvenu e ricchi sfondati (anche in quel senso), ha aumentato le pensioni da fame a qualche pensionato sociale e poi, magari, dopo qualche anno, è andato a richieder loro i soldi indietro. Se questi erano morti li ha chiesti ai loro eredi. Sette-ottocento euro che per chi ne guadagna mille al mese sono tanti, mentre per lui sono un paio di pompini, non dimenticatelo.

E’ lo stesso soggetto che ha tolto l’ICI sulla prima casa  ma anche alla Chiesa ed al suo sterminato patrimonio immobiliare, costringendo i Comuni a rifarsi sulle piccole aziende e i proprietari di seconde case, magari comperate dopo una vita di lavoro con i soldi del TFR.
E’ quello che ha preso ripetutamente in giro i napoletani, gli aquilani e tutti coloro che vivevano situazioni d’emergenza promettendo l’impossibile, sapendo di non poterlo mantenere. Potrei continuare ma mi fermo.

Sono convinta che nuove promesse potrebbero rendere gli elettori ancora più furibondi nei suoi confronti. Per cui è giusto che parli, che parli, che farnetichi dagli schermi delle sue fottutissime televisioni. Tanto ormai è come la storia di “al lupo, al lupo!”. Anzi, al nano, al nano.
Tornando ai milanesi, caro il mio nano pittato, siamo sicuri che, nel segreto dell’urna, qualcuno non abbia potuto fare a meno di ripensare ai bonifici da centomila euro, alle automobili, gli appartamenti, le botte da migliaia di euro in contanti alle addette notturne alla pompetta? Vuoi che a qualcuno non siano venuti in mente i quartieri interi destinati al riposo delle guerriere rottincule mentre ci sono famiglie con l’intimo di sfratto? Altro che zingaropoli.
La rabbia e l’indignazione per cotanta faccia tosta ed impudicizia possono far compiere gesti sconsiderati. Per esempio votare un signore mite e dal comportamento finalmente normale. O votare addirittura i comunisti per reazione all’anticomunista bugiardo ed imbroglione.

La ricchezza è una cosa. Lo sfarzo, lo spreco, lo sbattere in faccia il privilegio e soprattutto la presa in giro, lo sberleffo a persone che sono in condizioni di inferiorità, rendono semplicemente indecente il potere. Soprattutto un potere che pretende di stare dalla parte del popolo.
Ora quel popolo che lo aveva votato pare volergli voltare le spalle. Dio lo voglia e per sempre.

Tratto da: “L’Oro di Napoli” di Vittorio De Sica. Episodio “Il guappo”.

Suggestionata dal tormentone milanese con il Bat-loft, il Bat-figlio e la Bat-sindaca, e forse a scopo scaramantico, ieri pomeriggio mi sono rivista “Il cavaliere oscuro”, con l’immenso Heath Ledger.
Sarà appunto suggestione ma effettivamente il paragone tra la capitale del nord (forse molto presto potremo ritornare a chiamarla capitale morale) e Gotham City non è casuale, vista la corruzione, il malaffare, la mafia al potere e i cattivi da fumetto che la popolano, in primis il villain villano nano. C’è persino, nel film, un personaggio che si chiama Maroni.
In questa serata post elezioni comunali la vita reale non imita l’arte ma la rovescia e la cosa è ancora più divertente. Pare che, con Pisapia al 47% nelle proiezioni, nella graphic story meneghina sia la Bat-sindaca a prenderselo in quel posto e a ritrovarsi la cotonatura scotonata e Joker  possa farsi una grassa risata alle spalle della Lombrichetto. Ballottaggio molto probabile, si, ma forse c’è speranza per Gotham City.
Perchè sei così seria stasera, Letizia?
La splendida notizia, che forse non vi daranno nei TG, è però che al referendum consultivo svoltosi in Sardegna e che chiedeva: “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”, il 98,14% dei votanti ha risposto SI. Un plebiscito e un’ottimo auspicio per il voto del 12-13 giugno. Grazie sardi!

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