You are currently browsing the category archive for the ‘gossip’ category.

Visto un matrimonio li hai visti tutti. Sono sempre le solite situazioni, le solite scene, più o meno uguali a tutte le latitudini e su tutti i gradini della scala sociale. Lo sposo, la sposa, i parenti, i suoceri, gli invitati, i fiori,  la predica sulla sacralità della famiglia, il ricevimento, il bouquet lanciato come la palla ovale del rugby, la mischia delle damigelle, le foto, i paggetti, la torta, il mal di piedi, la sbornia e il mal di testa finali.
Qui, trattandosi di reali, ci hanno risparmiato la seconda parte della festa, quella della sposa senza scarpe sotto il tavolo e con il diadema sulle ventitré e lo sposo con la divisa slacciata e un bel rutto liberatorio postprandiale.
Notavo stamattina, durante l’interminabile passerella degli ospiti, che la capienza di Westminster potrebbe tranquillamente raddoppiare se si abolissero i cappelli a larga tesa d’ordinanza. Guardando le fogge in cui erano acconciate tutte quelle teste più o meno coronate si capisce come un personaggio come il Cappellaio Matto non poteva che essere stato creato in Inghilterra. 
Ma non parliamo di cappelli, nemmeno della signora in giallo, come è stata ribattezzata subito da chi commentava in rete in diretta l’evento, la Nonna Betty. Qualche buontempone si è domandato se a guidare la Rolls reale ci fosse per caso Ambrogio e se la regina avesse già il languorino. Poi dicono che la pubblicità non condiziona la gente.
Gli ospiti erano tutti ordinaria amministrazione, niente di particolare, a parte Victoria Beckham che ha scambiato uno dei quattro matrimoni per un funerale e si è vestita tutta di nero con tanto di muso lungo un metro. Da oggi sarà per noi Beckhamorta.
Delusione per i papiminkia nostrani, non c’era B. Meglio così. Se fosse stato presente al matrimonio avrebbe toccato il culo a Kate e raccontato una barzelletta su Diana.
Il clou di ogni matrimonio, ovviamente, sono gli sposi. Stavolta, secondo me, hanno un po’ deluso. Lui, William, ha una faccia da bambino su una testa che sta andando inesorabilmente in piazza, con un vago effetto Benjamin Button. Vicino alla sposa la faceva sembrare molto più vecchia, Certo, se la divisa fosse stata azzurra come si conviene al Principe, sarebbe stata tutta un’altra storia. Quel rosso guardia faceva pensare a dove mai gli fosse caduto il cappello di pelliccia durante il tragitto da casa a chiesa.
La sposa. La Kate Middleclass che forse tra cent’anni sarà regina, se Betty non diventa definitivamente immortale, a me è parsa niente di che, ma proprio scialba. Una di quelle facce, avrebbe detto Oscar Wilde, che viste una volta non te le ricordi più. Una Barbie mora, troppo secca e parecchio ingessata e, ahimé, con una sorella che, dietro di lei come damigella, rubava la scena sia per l’acconciatura che per il culo parlante sotto il raso dell’abito, tra l’altro molto più bello del suo. E’ proprio il caso di dirlo. Alla sposa, la sorella-damigella gli ha fatto una Pippa.
Detto che, rivisto oggi, il vestito di Diana, la suocera buonanima, farebbe quasi ridere, con le mongolfiere al posto delle maniche e tutto l’eccesso tipico degli anni ottanta, rispetto a quello, comunque, l’abito di Kate sembrava preso al “Paradiso della Sposa”. Senza contare che, aver copiato quello di Grace Kelly, anch’essa stampatasi in auto sfilando una curva, sembra un voler sfidare un po’ troppo la sorte. Come se non fossero bastati la Bechkamorta in lutto stretto, il celebrare il matrimonio nella stessa cattedrale del funerale di mamma Diana ed Elton John che cantò, sempre in quell’occasione, la Messa da Requiem e che oggi, forse ci ha risparmiato la candela nel vento. Roba da non mollare la presa per tutta la cerimonia.
A parte il look deludente gli sposi mi sono parsi freddini. Va bene che stavolta lei non è affetta da quel meraviglioso pudore virginale di Diana che le infiammava la gota (buongustaia!) e che, fidanzati da tanto tempo ormai, faranno l’amore con il pilota automatico, ma il bacio al balcone, mioddìo, con lui che nemmeno la tocca, che strazio. Proprio il bacio di chi non si bacia più. 
Vuoi mettere Jessica e Ivano? Anche l’anello che non calza loro lo rendevano molto più interessante di ‘st’ inglesi ingessati. ‘Tacci loro!

http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=9FjGwOU8SFg&start=249&end=321&cid=158117

“Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura…”

Ma lasciate che parli. E’ come quello che andava a gridare “sporchi negri” di notte in strada ad Harlem. Come dice Travaglio, vuole forse solo essere fermato come certi serial killer oppure, più probabilmente, vuole attirare l’attenzione distraendola dal punto focale che si potrebbe riassumere nel concetto “se scoppiano le famose bombe atomiche”.

Lo so, il suo machismo da trani è insopportabile come un attacco di emorroidi. Intanto però, come apre bocca, scontenta un pezzo del suo elettorato e questa è una novità importante. Oggi gli hanno voltato le spalle gli elettori gay di centrodestra. Ormai ogni giorno perde più voti che capelli.
Sui forum azzurri, solitamente adoranti il dio Nano Pittato, serpeggia il malcontento. Per la prima volta il papiminkia d.o.c. viene colto dal dubbio atroce di aver dato un potere eccessivo ad un cialtrone e tra un “ditemi che non è vero” e un  “non ci posso credere” inizia ad elaborare il lutto della perdita dell’Unto di riferimento. “Presidente ci hai delusi”, mugola il papiminkia sgrassato con il Cillit Bang. E noi che sapevamo da sempre di che pasta era il suo nano adorato, fin dalla discesa in campo, godiamo. Godiamo come ricci ingrifati di brutto.
Si, c’è una sorta di piacere sadico nel vedere piegarsi gli idoli politici di latta sotto le mazzate della storia. E’ il piacere  puramente crudele che prova il bambino che ha infilzato un insetto e lo vede dibattersi rovesciato sulla schiena agitando le zampette.
Non capita spesso di assistere alla fine di un despota, seppure modello bagonghi da avanspettacolo ma, come i passaggi delle comete e le eclissi totali, sono eventi straordinari che vale la pena vivere. Questa volta non ci sarà un Piazzale Loreto, non lo credo, ma qualcosa di simile alle monetine dell’Hotel Raphael non lo escluderei affatto. La folla sa diventare cattiva, specialmente quella delusa di coloro i quali avevano dato fiducia a colui che li ha traditi. Non escluderei che, inseguito dalla folla dei moderati, dovesse correre a rifugiarsi tra le braccia dei comunisti. Sempre che ne trovi ancora qualcuno.
Oramai il nanodittatore, anche se delira di chiudere i giornali che raccontano delle sue puttane e delle sue erezioni amministrative,  è un uomo solo al telecomando con accanto una piccola folla di san pietri che uno dopo l’altro giureranno  sui loro figli di non averlo mai conosciuto. Quando perfino i lacchè a mezzo stampa si permettono delle libertà con il padrone è proprio finita. Prima o poi anche le Mariemaddalene cominceranno a raccontare la verità, quella vera, e si sa che le donne sanno essere perfide con i perdenti e con i pippetti mosci. Si, venivamo con te ma poi correvamo in bagno a vomitare.
A proposito di maddalene, pentite e non e di armi di distrazione di massa. Non mi meraviglierei che quelle adolescenti perverse da fumetto Sukia che ogni tanto tira fuori per cercare di farsi sfiduciare da Fini (che è troppo furbo per cadere nel tranello) con uno scandaletto sessuale e non per reati ben più gravi, fossero telecomandate ed agissero sotto suo mandato. Sembrano troppo furbe, troppo scafate, istruite a dovere. Più che amanti sembrano delle figlie che hanno imparato a perfezione la lezione della menzogna da papi, che l’hanno ereditata con il DNA paterno.
Il nano insomma sventola un po’ di figa per cercare di farci dimenticare la mafia, i Graviano, Spatuzza, la stagione delle stragi e un bel po’ di altre cosette sulle quali c’è sempre il rischio che esca qualcosa di veramente esplosivo.

Non si chiuderebbero normalmente i giornali perchè un premier si riempie la casa di troiette, ma se sono già chiusi quando vengono fuori le vere porcate, quelle in grado di evocare il ricorso a ben altri piazzali ed ai forconi, allora si capisce perchè vuole, oltre ad impedire le intercettazioni e ad esigere l’impunità assoluta, anche il silenzio stampa. Ha una paura fottuta che i suoi elettori, per idioti che siano, aprano gli occhi e si incazzino veramente. Come con Bettino.

Messo alle strette e scaricato un po’ da tutti, non certo perchè è passeradipendente ma per ben altri motivi, primo fra tutti perchè non sarebbe in grado di governare nemmeno un condominio, e perchè tutto ciò che tocca rischia il fallimento, sta cercando di sgamare per la strada dello scandaletto a luci rosse. E’ un gioco pericoloso perchè, zoccola dopo zoccola, l’elettorato cattolico, quello moralista e quello moderato, alla parola “minorenne”, cominciano ad agitarsi sulla sedia ma non può fare altrimenti. Ormai è prigioniero della sua strategia.
I finiani però non ci stanno a farlo cadere sul gossip e lo tengono sulla graticola, obbligandolo ad alzare sempre di più la posta, a spingerlo verso l’angolo. Prego vada avanti lei, ma no, prima lei. Avete notato, tra parentesi, il silenzio assordante di Tremonti in questi giorni?

Finirà questo tormento, sicuramente. Dopo che avrà berciato a dovere, strepitato come il Nano Tremotino, dovrà levarsi di mezzo. Con le buone o con le cattive. Chissà perchè ho questa immagine di lui che, scuro in volto e con il golfino blu sulle spalle sale la scaletta di un aereo destinazione Antigua. Biglietto di sola andata.

“…selvaggia bellezza a cavallo di una tecnologica moto d’acqua tra le acque cristalline di Bermuda ricorda Galatea, la più bella fra le Nereidi, dalla pelle bianco latte…”.

Il brano è tratto dall’ultimo numero di “Chi”, lo trovate dai migliori parrucchieri. Uno, leggendo, pensa immediatamente alla bellissima e burrosa Scarlett Johannsson e invece Alfonso Signorini, che in fatto di bellezza femminile forse ha le idee un po’ confuse, speriamo che con gli uomini abbia più gusto, intendeva quel gran pezzo di portafogli della tusa nana, la Marina.
Chissà perchè ora, rileggendo quella prosa simildannunziana e pensando non più a Scarlett ma a Marina, viene da ridere. Non è per cattiveria, è che anche lo zelo del più zelante dei direttori di giornaletti di famigghia dovrebbe conoscere un limite di pura decenza.

Ha detto proprio così, invece, nella foga di compiacere il papi: “la più bella delle Nereidi”. Chissà com’erano le altre.

Chi compera e sfoglia “Chi” non lo sa perchè è abituato a guardare solo le figure anche nella vita ma questa ganza tutta tana, mostrando due poppucce di plastica come se ne vedono anche sulla spiaggia libera di Casalborsetti, crede di farci dimenticare il furto con destrezza compiuto ai danni del Fisco, cioè nostro, grazie all’ennesima legge ad aziendam voluta da papi che ha salvato la sua Mondadori dal pagamento di circa 173 milioni di tasse evase. Ne pagherà solo 8 e noi ce lo saremo presi ancora una volta nel didietro.
Chissà, quei soldi li tireremo fuori noi dalle nostre buste paghe, perchè no?

Ecco perchè ci sono volute ben 25 pagine tutte preziosamente umettate con la saliva dell’intera redazione per descrivere quanto gozzovigliano, quanto sono contenti questi Berlusconi e perchè lei fa la lap-dance con la scopa.

“Poi, finito di mangiare, ha iniziato a ballare inscenando per gli amici e i parenti anche una sorta di scherzosa lap dance con una scopa, bruciando così le calorie che eccedevano quelle consentite dalla dieta”.

Con un papi al governo che le risolve i guai e un Signorini che le grida: “Marinaaaa, sei una forza della naturaaaa, sei una gran figaaaa”, pensando di distrarre i contribuenti, si possono anche spaccare le montagne. E solo un’invidioso comunista potrebbe fare l’associazione finale inevitabile tra scopa, bruciando e strega.

676mila euro. E’ quanto spende Madonna all’anno, secondo recenti calcoli, in cure estetiche, trucchi, creme, palestra, formolo, ecc. per il risultato che si vede nella foto.
E’ proprio vero che il mondo di oggi è profondamente ingiusto e dominato dalla più schifosa diseguaglianza.

Ve lo dimostra il fatto che io, ad esempio, non mi sono rifatta nulla, non ho tempo di andare in palestra, ho speso ultimamente ben 23 euro per una crema per il viso e, pur essendo quasi coetanea, non ho le rughe che ha Madonna.

Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Signore e signori, ecco a voi un classico del repertorio femminile, non esclusivamente di destra ma che fascisticamente a destra partorisce sempre gli esemplari più pregiati: la collaborazionista.
Una figura delle più infami, che noi donne (amiche femministe e lesbiche non fate “bla-bla-bla-bla” tappandovi le orecchie perchè si parla di verità assolute) interpretiamo sempre al meglio delle cinque perfidie: umiliare l’avversaria, se occorre mentendo, conquistare il gallo, portarlo via alla gallina rivale, vendere la gallina sconfitta al pollaiolo.

Qualche giorno fa Reo Silvio si era lamentato pubblicamente del fatto che le ministre e le cortigiane (nel senso di dame che frequentano la sua corte) non l’avessero difeso nella tenzone contro Veronica, la moglie stanca di puttanate e in procinto di dissotterrare l’ascia di guerra, dopo le papirivelazioni della papigirl dalla lingua sciolta.
Razza di stronze, perchè non mi difendete, era scritto tra le righe del comunicato. Io che vi ho tolto dalla strada e vi ho elevate agli onori dei ministeri? Veline ingrate, come direbbe Vittorio Infeltrito.

Orbene, il silenzio è continuato fino a quando è venuta fuori la collaborazionista, appunto. Ignara del famoso detto cinese “se non sei sicura di ciò che dici, fatti sempre i cazzi tuoi”, Madame Santanché, tra un colpo di sole e l’altro, ha rivelato il nascondiglio del partigiano, ha buttato là con nonchalance ma in realtà per conquistarsi un posto da feldmarescialla ad honorem, la sua versione extensions del divorzio Berlusconi-Lario. ” Povero Silvio, la Veronica ci ha l’amante da anni: è il bodyguard (nda, peccato non fosse il guardiacaccia) e Silvio, poverino, ci ha le corna.”
Quando la donna momentaneamente sprovvista di siero antivipera incontra la donna con la lingua biforcuta, la donna senza antidoto è una donna morta.
L’Infeltrito, tenendo ferma la Lario, ha perfidamente titolato “Veronica ha un compagno“. Pensate l’impatto tremendo di quella parola: “compagno” nelle delicate meningi dei suoi lettori.
Pure un comunistaccio che si tromba la moglie del nostro Salvatore, ci tocca sopportare, ohibò?

Come nelle più malfamate e retrograde periferie del Pakistan è iniziato il processo all’adultera. Si, perchè questi hanno fatto il frontale con la civiltà dalla parte dei crociati ma nel profondo sono talebani.
Se Ali Babà Silvio mette assieme quaranta ragazze è perchè deve svagarsi, è perchè (poverosilvio) “tene ‘e ccorne“.
Si chiama in tutti i paesi “rivoltare la frittata” ed è una strategia tipica di chi si trova dalla parte del torto, soprattutto quando una moglie ti intenta una causa di divorzio per colpa. E’ una tecnica maschilista fino al midollo fatta da avvocati maschilisti e con lo stomaco a doppio strato di moquette. Difensori di uomini che hanno cornificato la moglie per anni ma che, di fronte al tradimento per disperazione della moglie con l’unico che le ha degnate di un briciolo di considerazione e magari le fa sentire ancora donne, gridano alla lesa maestà. E se la moglie non li ha traditi, non importa, lo ha fatto lo stesso perchè il duce ha sempre ragione.

Forse, secondo il collegio difensivo del Reo Silvio la moglie di Berlusconi doveva chiamarsi Penelope e limitarsi a fare e disfare la tela per resistere alla corte dei Proci. Invece si chiama Veronica e ha a che fare con dei Porci, maschi e femmine.
Non sappiamo se sia vera la storia con il tipo della sicurezza, una cosa molto “Endaaaaaiaiaaaa will always love youuuuu!” (l’interessato ha smentito, e che doveva fare?) ma che questa supposta rivelazione l’abbia fatta una donna, dimenticando la solidarietà tra donne, i libri contro l’oscurantismo degli islamici che lapidano le adultere ed altre “battaglie” recenti della candidata della “destra”, è assai spregevole.
E’ vagamente spiazzante doversi dire d’accordo con Francesco Storace, che si è detto sconcertato dall’iniziativa della sua ex candidata topolona, ma non si può fare altrimenti.

Poi, visto che siamo nella stagione delle ciliegie e una collaborazionista tira l’altra, viene fuori anche la Laura Comi, candidata alle europee per (indovinate) il PDL. Anche lei sapeva tutto, già.
Vedrete, sarà il diluvio. Un bello scroscio di veleno per farsi belle di fronte al gallo. La famosa ira funesta delle cagnette. Aspettavano solo che qualcuna cominciasse e ora si divertiranno in un bel catfight. Tutte assieme a graffiare e tirare i capelli una che a loro non ha fatto niente, se non ignorarle.
Com’è che si declina al femminile “omm ‘e sfaccimm”?


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Signore e signori, ecco a voi un classico del repertorio femminile, non esclusivamente di destra ma che fascisticamente a destra partorisce sempre gli esemplari più pregiati: la collaborazionista.
Una figura delle più infami, che noi donne (amiche femministe e lesbiche non fate “bla-bla-bla-bla” tappandovi le orecchie perchè si parla di verità assolute) interpretiamo sempre al meglio delle cinque perfidie: umiliare l’avversaria, se occorre mentendo, conquistare il gallo, portarlo via alla gallina rivale, vendere la gallina sconfitta al pollaiolo.

Qualche giorno fa Reo Silvio si era lamentato pubblicamente del fatto che le ministre e le cortigiane (nel senso di dame che frequentano la sua corte) non l’avessero difeso nella tenzone contro Veronica, la moglie stanca di puttanate e in procinto di dissotterrare l’ascia di guerra, dopo le papirivelazioni della papigirl dalla lingua sciolta.
Razza di stronze, perchè non mi difendete, era scritto tra le righe del comunicato. Io che vi ho tolto dalla strada e vi ho elevate agli onori dei ministeri? Veline ingrate, come direbbe Vittorio Infeltrito.

Orbene, il silenzio è continuato fino a quando è venuta fuori la collaborazionista, appunto. Ignara del famoso detto cinese “se non sei sicura di ciò che dici, fatti sempre i cazzi tuoi”, Madame Santanché, tra un colpo di sole e l’altro, ha rivelato il nascondiglio del partigiano, ha buttato là con nonchalance ma in realtà per conquistarsi un posto da feldmarescialla ad honorem, la sua versione extensions del divorzio Berlusconi-Lario. ” Povero Silvio, la Veronica ci ha l’amante da anni: è il bodyguard (nda, peccato non fosse il guardiacaccia) e Silvio, poverino, ci ha le corna.”
Quando la donna momentaneamente sprovvista di siero antivipera incontra la donna con la lingua biforcuta, la donna senza antidoto è una donna morta.
L’Infeltrito, tenendo ferma la Lario, ha perfidamente titolato “Veronica ha un compagno“. Pensate l’impatto tremendo di quella parola: “compagno” nelle delicate meningi dei suoi lettori.
Pure un comunistaccio che si tromba la moglie del nostro Salvatore, ci tocca sopportare, ohibò?

Come nelle più malfamate e retrograde periferie del Pakistan è iniziato il processo all’adultera. Si, perchè questi hanno fatto il frontale con la civiltà dalla parte dei crociati ma nel profondo sono talebani.
Se Ali Babà Silvio mette assieme quaranta ragazze è perchè deve svagarsi, è perchè (poverosilvio) “tene ‘e ccorne“.
Si chiama in tutti i paesi “rivoltare la frittata” ed è una strategia tipica di chi si trova dalla parte del torto, soprattutto quando una moglie ti intenta una causa di divorzio per colpa. E’ una tecnica maschilista fino al midollo fatta da avvocati maschilisti e con lo stomaco a doppio strato di moquette. Difensori di uomini che hanno cornificato la moglie per anni ma che, di fronte al tradimento per disperazione della moglie con l’unico che le ha degnate di un briciolo di considerazione e magari le fa sentire ancora donne, gridano alla lesa maestà. E se la moglie non li ha traditi, non importa, lo ha fatto lo stesso perchè il duce ha sempre ragione.

Forse, secondo il collegio difensivo del Reo Silvio la moglie di Berlusconi doveva chiamarsi Penelope e limitarsi a fare e disfare la tela per resistere alla corte dei Proci. Invece si chiama Veronica e ha a che fare con dei Porci, maschi e femmine.
Non sappiamo se sia vera la storia con il tipo della sicurezza, una cosa molto “Endaaaaaiaiaaaa will always love youuuuu!” (l’interessato ha smentito, e che doveva fare?) ma che questa supposta rivelazione l’abbia fatta una donna, dimenticando la solidarietà tra donne, i libri contro l’oscurantismo degli islamici che lapidano le adultere ed altre “battaglie” recenti della candidata della “destra”, è assai spregevole.
E’ vagamente spiazzante doversi dire d’accordo con Francesco Storace, che si è detto sconcertato dall’iniziativa della sua ex candidata topolona, ma non si può fare altrimenti.

Poi, visto che siamo nella stagione delle ciliegie e una collaborazionista tira l’altra, viene fuori anche la Laura Comi, candidata alle europee per (indovinate) il PDL. Anche lei sapeva tutto, già.
Vedrete, sarà il diluvio. Un bello scroscio di veleno per farsi belle di fronte al gallo. La famosa ira funesta delle cagnette. Aspettavano solo che qualcuna cominciasse e ora si divertiranno in un bel catfight. Tutte assieme a graffiare e tirare i capelli una che a loro non ha fatto niente, se non ignorarle.
Com’è che si declina al femminile “omm ‘e sfaccimm”?


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Flickr Photos

onlookers

Renzistein Junior

Von Trierweiler's Nymphomaniac

Eurodeliri

Altre foto

Blog Stats

  • 82,446 hits

Categorie