You are currently browsing the category archive for the ‘guido bertolaso’ category.

Qualche giorno fa, credendo di essere spiritoso, il Bertolaso – che l’11 novembre andrà in pensione, ha nominato invano il Vesuvio e ha riproposto un’antica fantasia sessuale leghista di stampo piromaniaco: quella  di vedere Napoli sommersa da lava, cenere e lapilli. Sulle prime questo “Forza Vesuvio” da parte del capo della Protezione Civile pareva una bufala tanto era clamoroso, ma poi è uscito l’audio dove si sente bene il supereroe rammaricarsi del fatto che una bella disgrazia in quel dei Campi Flegrei “ce manca”. Lui colleziona le sciagure, sapete. Celo, manca.

http://www.youtube.com/v/2UZPUaK01rM?fs=1&hl=it_IT

Nemmeno a farlo apposta, sarà anche brutto grattarsi ma, come ha nominato la Lega, in Veneto si è scatenata l’alluvione con milioni di danni e a Pompei  è crollata la casa dei gladiatori.
Siamo sicuri che, visti gli ultimi sviluppi in casa PDL, non abbia nominato Silvio una volta di troppo?
Annunci


Bertolazzo, hai rotto il caso.

E’ un bel quesito per impegnare il weekend. Del resto il costruttore Diego Anemone è onnipresente nelle ultime cronache sul lato oscuro della casta, come colui che avrebbe traviato con malefici ed arti negromantiche tanti efficienti e probi cavalieri jedi del PDL come il Divino Bertolaso.
Attorno a questo fiore nel fango gira da settimane un vorticoso puttanaio di assegni, favori, festini, appartamenti ristrutturati, mignotte e mignotti, centri massaggi, Moniche Lewinsky abbronzate, corruzione, mazzette, agganci con il Vaticano e l’eterno aummaumma degli appalti, tutto in puro stile Prima Repubblica. In parole povere: a volte i ladri ritornano.

Ovviamente, secondo i papiminkia, tutto questo è giustificato per impedire che la sinistra torni al potere. Ah, beh!

“In relazione ai gravi e perduranti episodi di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell’effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni“.
(Raccomandata inviata dal sindaco dell’Aquila Fausto Cialente il 1° aprile 2009 a: Presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile), Governatore della Regione Gianni Chiodi, Assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati, Prefettura dell’Aquila.)

Il giorno prima, il 31 marzo, si era finalmente tenuta in città la riunione della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, una riunione di luminari alla quale però non avevano potuto partecipare i geologi dell’Università dell’Aquila, la cui presenza era pur stata auspicata dal rettore della stessa. Si trattava di studiosi che avevano avuto l’opportunità di seguire l’andamento dello sciame sismico sul territorio e che avrebbero potuto confermare, grazie ai loro studi, un’altissima probabilità di evento sismico a venire ancora più importante. Non fu ritenuto necessario od opportuno interrogarli e la conclusione alla quale giunsero gli esperti della Commissione fu la seguente:

“Uno specifico evento sismico non può essere previsto, chi lo fa procura solo ingiustificato allarme”.

Per il profano è difficile capire questo concetto. Siccome sono due mesi che la terra trema, non possiamo, ad esempio, chiudere l’Università e le scuole fino a che l’evento non si esaurisce? Fare delle opportune esercitazioni con la popolazione, approntare dei luoghi di evacuazione dove raccogliere le persone abitanti degli edifici più a rischio (classificati ad alto rischio già dal 1999) almeno durante la notte? Montare delle tende in previsione di una sciagurata evenienza? Se non proprio montare le tende almeno farle arrivare nelle vicinanze per averle subito pronte all’occorrenza? In medicina si dice “prevenire per non dover curare poi”. In questi casi ci rispondono che “il terremoto non si può prevedere”.

Scusate se insisto. L’evento unico, il Big One che arriva dopo vent’anni di silenzio sismico in un determinato territorio è obiettivamente quasi impossibile da prevedere, anche se qualche ricercatore parla di segnali premonitori che consisterebbero, nell’imminenza di un terremoto, nell’aumentare dei livelli di radon.
Però, quando nello stesso territorio l’attività sismica si protrae per settimane ed addirittura mesi, dovrebbe scattare automaticamente uno stato di preallarme che dovrebbe imporre alle autorità preposte, ovvero la Protezione Civile, di prepararsi ad un’eventuale aggravamento del fenomeno.
All’Aquila, come in situazioni precedenti di altri terremoti in altre regioni italiane, gli allarmi delle autorità locali rimasero inascoltati. “I terremoti non si possono prevedere”.

Durante lo sciame sismico antecedente al 6 aprile 2009 nella Casa dello Studente i ragazzi erano sempre più preoccupati delle crepe che ogni notte si aprivano sui muri della struttura. Qualcuno decise di tornarsene a casa finchè non fossero cessate le scosse ma furono iniziative singole, nessuno pensò di evacuare la Casa dello Studente a titolo precauzionale. E come avrebbero fatto, le autorità cittadine, che si sarebbero sentite accusare di procurare allarme, quindi di commettere un reato?
Sappiamo come è finita. La Casa dello Studente è crollata lasciando sotto le macerie le vite di sette ragazzi. Nel solo paese di Onna sono morte 40 persone. L’Ospedale dell’Aquila è crollato e si è scoperto che i piloni erano fatti di cemento di sabbia di mare. Altri edifici crollati hanno messo a nudo lo sconcio degli appalti che vengono aggiudicati a chi fa il prezzo più basso ma risparmiando nella qualità dei materiali. Tanto i terremoti sono una calamità imprevedibile.

La notte in cui morirono 308 persone alcune iene ridevano in previsione della ricca torta da spartirsi nel bisinissi della ricostruzione.
Ci sono inchieste in corso che indagano su eventuali responsabilità dei costruttori di edifici crollati nel sisma. Si indaga sui meccanismi che regolano la complessa macchina della Protezione Civile, tendente a favorire spesso e volentieri un complesso intreccio di amici di amici di amici, trincerandosi dietro lo stato di emergenza che permette di bypassare le normali procedure di assegnazione per concorso degli appalti.
C’è un’informativa riservata della Polizia che accusa i vertici della Protezione Civile che parteciparono alla famosa riunione del 30 marzo 2009 di omicidio colposo per non aver attuato le misure preventive adeguate alla protezione della popolazione.

La retorica di quei giorni invece e la sua espressione mediatica appiccicosa e lacrimogena, ci parla di un presidente del consiglio in perenne tournée nei luoghi terremotati, con quell’enorme casco da pompiere che gli formava una curiosa ed alquanto scabrosa protuberanza rossa in testa ; del SuperBertolaso quasi santo, sempre in azione a coordinare e supervisionare, soprattutto, dicono i maligni, la preparazione della torta; la beatificazione quotidiana a mezzo stampa di quella stessa Protezione Civile che si era rifiutata, nei giorni precedenti il terremoto, di prendere sul serio l’allarme degli enti locali.

Dimenticano invece, i media, di parlare della militarizzazione delle tendopoli e dell’occupazione del territorio in occasione della buffonata del G8 spostato all’Aquila dalla Maddalena (tanto pagava il Pantalone statale ed organizzava la Premiata Pasticceria Bertolaso ). Come in tutte le imprese governative, non conta ciò che si è veramente fatto ma ciò che si dice di aver fatto.
“Abbiamo fatto un miracolo”, dice il millantatore del consiglio, come al solito sboronando e gonfiando le cifre come palloni.

Cosa è stato fatto allora in un anno, veramente?
La Provincia di Trento e la C.R.I. hanno donato, con iniziativa e fondi propri, quindi Berlusconi non c’entra, le famose casette di legno di Onna. Non ci sono più le tendopoli, è vero, ma molta gente è ancora alloggiata negli alberghi e prima o poi bisognerà collocarle altrove.
Il centro dell’Aquila, quello che più preme ai cittadini del capolouogo abruzzese, in quanto cuore della collettività, è ancora invaso dalle macerie e la gente cerca di rimuoverle, visto che non lo fanno loro, i miracolosi, con le mani nude e ogni domenica con le carriole. Con la Digos che arriva a fermali, è ovvio. L’iniziativa privata non è molto ben vista dai campioni del liberismo, dai paladini della libertà.
Alcune case del “piano casa”, consegnate in fretta e furia, già cadono a pezzi ma pazienza. Basta il pensiero e forse non si poteva fare meglio. Il governo ha fatto quello che ha potuto e, probabilmente, ha fatto appena un po’ di più di altri governi del passato in occasione di precedenti terremoti. In fondo anche il Friuli è stato ricostruito e senza nemmeno bisogno di Berlusconi. Però la propaganda vuol far credere che c’è stato veramente il miracolo e questo sembra francamente un’esagerazione.

Dov’è la verità? Non resta che ascoltare le voci degli aquilani. Raccontateci. Questo spazio è a disposizione per raccontare esperienze, raccogliere denunce e dare anche buone notizie. Come quella che 308 persone hanno avuto finalmente giustizia, un giorno.

Sulla questione della previsione dei terremoti, allego un documento, segnalatomi su Facebook, pubblicato su “Ingegneria sismica” n° 3/2009 dal titolo: “Prevedere i terremoti: la lezione d’Abruzzo”.

Ebbasta con Bertolaso che è volato qui ed è volato là, come sbrodola e sblobba ogni sera la propaganda di regime. Nemmeno fosse un supereroe del menga alla Hancock che con un pugno respinge la frana calabrese e con un colpo d’anca ferma la valanga. Adesso fa la vergine violata ed alluvionata. Uno come lui, scafato com’è ed introdotto in ogni buco, che vuol far credere di essere stato raggirato dalla cricca è meno credibile di Patrizia D’Addario che ha sentito male con il vecchio, like a Virgin.

Anche il Richelieu della libertà, l’omino di burro Letta, il secondo inamovibile di regime, è stato smentito. Anche lui “ingannato”. Un’epidemia a quanto pare. All’Aquila gli sciacalli e le iene ridens hanno avuto gli appalti, eccome, altro che “non un euro”. Li hanno avuti a tre giorni dal terremoto. E Bertolaso non sapeva, non si era fatto persuaso. Lui, povero medico pietoso, non si è accorto che la piaga stava diventando purulenta.
A maggior ragione dovremmo affidare la Protezione Civile, la nostra salvezza dai postumi dei cataclismi, a tali e siffatti sprovveduti?
Ma a chi vogliono darla ad intendere? Credono che basti la trovata da creativo bollito del SuperBertolaso Orgoglio della Nazione per farci dimenticare quanto malaffare pare esserci dietro alle cosiddette grandi opere? E badate bene che, con la porcata che si accingevano a compiere, la SuperBertolaso S.p.A., anche i tornei di boccette dei pensionati rischiavano di rientrare tra i grandi eventi. Segreto di stato e appalti a rutto libero tra amici, parenti e conoscenti. Bella pensata.

L’atomico Scaiola ieri si è imbufalito quando gli hanno dato del bugiardo. Ma se la compagine politica alla quale appartiene è guidata da uno pseudologo fantastico conclamato e la menzogna è il principale componente della palta propagandistica con la quale scazzuolano ogni media in loro possesso. Il loro gioco non è fare ma dire di aver fatto, come Brunetta ieri sera che sembrava aver creato dal nulla addirittura la Corte dei Conti, togliendo una costola ad Adamo, magari.

Le mani sulla città, era il titolo di un vecchio film di Francesco Rosi sulla piaga degli appalti mafiosi e criminali. Qui hanno le mani sul paese intero. Speriamo che gli italiani si sveglino dal coma profondo e che la magistratura funga da opportuna criptonite contro questi supereroi propagandistici, questi gatti e le relative volpi che vogliono far credere che “non lavorano per il loro interesse ma solo per arricchire gli altri”, cioè noi. Ma davvero?

Scusi Letta, ma qui c’è un parametro illogico. Le intercettazioni sulle iene ridens che, la notte stessa del terremoto, sbrodolavano la loro bava immonda al pensiero degli appalti milionari con i quali arricchirsi sono uscite adesso, quasi un anno dopo i fatti. L’ordinanza del GIP è datata 5 febbraio 2010.
Mi spiega come fa a sostenere che chi ha riso non ha avuto un euro di appalti?

A me pare, mi consenta, una scusa del menga. Come quella di Berlusconi che, se l’avesse detta Pinocchio avrebbe sfondato una vetrata con il naso, secondo il quale la Francesca da far ripassare a Bertolaso, neanche fosse una lezione di trigonometria, era una fisioterapista tardona e non un modello molto in voga della Ford.

Ripassate anche voi. E tornate quando siete preparati.

Mille miliardi di lire. 500 e rotti milioni di euro. A tanto ammonta la cifra complessivamente sperperata da questo governo maledetto per la bufala dell’H1N1 – 184 milioni regalati a BigPharma per un vaccino inutile – e per il mancato G8 alla Maddalena.
Per quest’ultimo si parla di 330 milioni di euro di lavori iniziati e mai finiti, di cattedrali nel deserto che stanno già marcendo, di opere faraoniche cedute a prezzi stracciati alle amiche imprenditrici, di posti di lavoro promessi e mai mantenuti, di elettori cornuti e mazziati. Questo mentre con gli appalti, le clientele, i vassallaggi e le corruttele, i soliti castamen si sono arricchiti, e hanno speculato, come ai vecchi tempi del CAF, alla facciaccia dei lavoratori che devono campare con 700 miseri euro di C.I.G. oppure fare la fame direttamente da disoccupati. Tanto il nanaccio dice che la crisi non c’è, che va tutto bene.
Gli italiani, incredibilmente per chi ci osserva dallo spazio o dalla frontiera di Como Brogeda, se ne fottono delle balle quotidiane, dei miliardi sperperati, dell’assoluta incapacità del governo di Berlusconi di risolvere i problemi che non siano quelli suoi giudiziari. Eppure quelli gettati dalla finestra erano soldi pubblici, nostri, delle regioni, presi dalle famose tasche degli italiani, che sarebbero serviti a dar loro tante cose utili come strade, asili, scuole, sanità.
Macchè, neanche un plissée. Colpa delle troppe trasmissioni politiche televisive. Dei pollai, come li definisce il noto esperto in galline Berlusconi.
A questi italiani di merda che io chiamo affettuosamente papiminkia non frega niente se il governo ruba loro direttamente dal portafoglio, che li porti allegramente verso la scogliera dei lemmings. L’importante è che gli sconfigga il nemico immaginario costruito in tanti anni di propaganda e rimminchionimento televisivo. I famosi comunisti giganti con le antenne e le chele. E’ un popolo da stadio. Chi non salta comunista è. Meriterebbero di non poter più votare per mille anni.

Si rifanno vivi anche gli intoccabili. Stupisce che in un paese tradizionalmente allergico ai primi della classe ed ai vari saputelli, ci tocchi subire l’elegia quotidiana dell’odioso primo della classe Bertolaso, difeso coltello nei denti dal Richelieu de noantri, lo zio Letta. Tutti a dire che San Guido è un uomo di potere. Grazie, lo avevamo capito. Resta da decidere di quale potere. Intanto, come un vecchio slogan dell’UDC, lui c’entra sempre.
Niente paura. C”è un giornalismo rincoglionito e asservito al potere che afferma che “la magistratura colpisce Bertolaso”, sottinteso per colpire Berlusconi. No, caro giornalista del Corriere della Serva in missione su Sky per conto del Diosilvio, la magistratura indaga sul crimine e arresta i delinquenti. Ascolta ciò che i delinquenti si dicono al telefono.
Gli inquirenti: polizia, carabinieri, magistrati, si fanno un mazzo tanto per tentare di conservare la legalità in Italia. Un paese ormai metastatizzato da un cancro criminale che vorrebbe solo prosperare impunito per arricchire sé stesso e i suoi servi.
Io rinnovo ogni giorno la mia stima ed il mio rispetto per la Magistratura, la Giustizia e la Legalità. Gli altri facciano pure i reggicoda dei boss.
Un paese così non merita davvero più nulla. Si merita solo Berlusconi e la sua cricca.

P.S. A proposito della magnifica efficienza del governo all’Aquila. Con un ringraziamento ad Informare per Resistere.

Prima di nominare ministro il suo cavallo, come finirà per fare prima o poi, anche in omaggio al San Mangano protettore degli stallieri, Silvio Berlusconi ha annunciato di voler premiare con un ministero l’uomo che gli ha recentemente strappato il titolo mondiale di gaffeur su strada ed indoor, Guido Bertolaso.
Mi sembra giusto. Nonostante il quasi incidente diplomatico con l’Impero, provocato dall’itagliano impastapizza che va a fare le bucce agli americani e scongiurato fino a questo momento un nuovo sbarco ad Anzio, il genio della politica prestato allo spettacolo continua ad elargire prebende e premi di produzione ai suoi più fedeli vassalli.

Non ha detto di quale dicastero Bertolaso sarà ministro. Proporrei “Ministero delle Disgrazie”. Il primo ministero che, come lo senti nominare, ti tocchi.

Flickr Photos

Blog Stats

  • 85,887 hits

Categorie