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Un giornalismo che è andato a puttane da anni, fatto da giornalisti che sempre più spesso si vendono senza vergogna, tanto che la parola embedded ha assonanza con il letto, si ritrova in questi giorni a grufolare con mucho gusto nei liquami tossici provenienti dal mondo dello spettacolo e dal paparazzume di contorno.

Il giudice castigavip Henry John Woodcock adocchia Lele Mora e i suoi jellabah e parte un inchiesta che conduce ad un gruppo di magliari, capitanato dal papacazzaro Corona, che si era attrezzato per ricattare i vips che sapevano che i paparazzi sapevano che loro sapevano che li avrebbero beccati all’uscita del locale X.
Si scopre perfino che certe signorine non escono con i vips solo per la loro bella (o brutta) faccia ma per la capienza del portafoglio. Grazie, pensavamo fosse tutto amore.
La cosa diventa francamente comica quando nell’inchiesta compare Riccardo Schicchi, che viene accusato di frequentare e manipolare signorine scostumate. “O mio babbuino caro” sono anni che tratta articoli attinenti con la figa e ci si meraviglia adesso?
No, questa inchiesta non appassiona, negli anni 60 si sarebbe definito uno scandalo da “balletti rosa”. Da sbadigli.
Berlusconi sborsa una ventina di migliaia di euro per salvaguardare la reputazione della figlia, beccata in versione Britney Spears? Poco male, e poi bisogna pensare che per lui sono come per me 20 euro sulla bancarella dei cinesi. Niente interesse, elettroencefalogramma piatto.

Poi lo sgubb, del “Giornale” di Belpietro, dove i due inviati a Puttanopoli raccontano di una telefonata intercettata tra Corona e il fotografo Scarfone e di sedicenti foto che ritrarrebbero il portavoce di Prodi, Silvio Sircana, mentre abborda un trans. Con un tono allusivo, che dice e non dice, che ha fatto incazzare Gad Lerner e impazzire i sismografi presso la tomba di Montanelli, “il Giornale” di fatto sputtana il malcapitato Sircana con un’operazione che qualcuno giudica propagandisticamente perfetta.
Scenetta di stamattina. Chiacchiere tra vicine di negozio. “Oh, hai sentito che hanno beccato il vice di Prodi con i trans?”
C’è stata la smentita, la notizia era falsa nel senso che il fotografo Scarfone-a-mamma-soja ha detto che era solo uno scherzo (del cazzo, dico io) a Corona ma ora la gente è convinta che il Silvio serio abbia gli stessi gusti di Lapo. Mission accomplished.

A parte che Sircana è più triste di un’operazione di polizia mortuaria e che per lui sarebbe più adatta la Transilvania dei transessuali, il problema è che non è stato solo “il Giornale” ad aver aderito allo sputtanamento. Lo stesso giorno “il Corriere della Sera” pubblica l’intercettazione galeotta e altri giornali rilanciano la notizia facendo nomi e cognomi. Chi è senza peccato scagli la prima penna.
Così, per rivoltare la frittata, adesso il vero scandalo non è più la bufala del Giornale e degli altri giornaletti ma la reazione ad essa. L’essersi ribellati ad una notizia risultata falsa fa gridare all’abominio gli stessi giornali che hanno sguazzato nel torbido.

In compenso un’apposita legge (eh si, in un certo senso…ad personam) proibirà la diffusione a mezzo stampa di informazioni relative alla vita sessuale dei cittadini.
Anche in questa faccenda vedo un’americanizzazione dell’Italia. Se c’era un paese che se ne sbatteva la cippa di dove lo infilavano i politici era l’Italia. Si sapeva benissimo delle amanti, degli amanti, dei vizietti privati ma a noi ha sempre dato più fastidio che rubassero. Ora dobbiamo anche noi scandalizzarci per queste puttanate, è proprio il caso di dirlo, vere o false che siano.

Una domanda a Feltri. Questo titolo di “Libero” mi incuriosisce, vuol dire che per il sesso orale non c’è problema?

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