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Guardala in grande

Non lasciatevi fuorviare dal tono satirico e burlesco della vignetta. Il divertimento per oggi finisce lì. Da questa riga in giù si parlerà di cose tragiche.
Halloween non è mai capitato più a fagiolo di quest’anno. Di orrori, questo scorcio di ottobre ce ne sta offrendo tanti.

L’orrore della crisi economica che è come l’influenza, non si sa se c’è veramente o è solo una scusa per vendere vaccini e licenziare persone che non si saprebbe altrimenti come eliminare dal ciclo produttivo per risparmiare sui costi (ed aumentare i profitti?)
“C’è la crisi, trovati un altro lavoro” è la frase che sempre più gente si sente dire. Vera o non vera la motivazione, è l’alibi perfetto. L’Irap? Ma certo. Tagliatela solo a chi non licenzia e dimezzatela a chi addirittura assume. Non ci vuole Einstein.
La crisi c’è ma non per tutti, colpisce duro solo alcuni settori. Non è generalizzata altrimenti Berlusconi non direbbe che è già alle spalle. Lui, a parte le multe da pagare, va a gonfie vele.
La crisi è alle spalle si, ma dei lavoratori, pronta ad inchiappettarli.

A proposito di crisi, operai ed orrore. L’orrido ministro Scajola è in visita all’Atitech.

Scajola si stava intrattenendo con alcuni operai quando è stato contestato da uno di questi. «Tanto sappiamo come finisce – ha inveito il dipendente – che voi politici vi arricchite e che gli imprenditori si arricchiscono». «Perchè generalizza?», è stata risposta del ministro.- «Perchè tutti? È come se io dicessi che sono tutti stronzi come lei. Ma non lo dirò».

Anche spiritoso, chi l’avrebbe mai detto?

Orrore e Arroganza. L’arroganza del potere. “Lei non sa chi sono io”. “Io sono io e voi…” Così se la cavò un politico pizzicato nella zona dei trans a Roma. Pare di centrodestra quindi sfalsante la leggenda metropolitana del maschio destro che va solo a donne con la vagina autentica originale in vera pelle.

L’orrore è la Camorra. A Napoli, nei Quartieri Spagnoli, un’esecuzione nell’indifferenza generale diventa un video tra i più cliccati. Un morto sparato a terra e la gente che continua a grattare il gratta-e-vinci. Non solo ‘o cazzo nun vo’ penzieri.

L’orrore è un ragazzo morto per pochi grammi di droga, Stefano Cucchi. Morto come Federico Aldrovandi e Riccardo Rasman. Morto in carcere in un paese dove ufficialmente non c’è la pena di morte. Trattato post-mortem senza un briciolo di pietà – come fecero con Carlo Giuliani, massacrato in Piazza Alimonda, dal popolo dei borghesi sempre più piccoli, questi mostri merdosi senz’anima che scrivono sui forum, vantandosene: “Quante storie per un balordo. Non era un bravo ragazzo padre di famiglia“.
Un altro ministro orrorifico del “Silvio Horror Picture Show”, La Russa, dice a proposito del caso Cucchi che “lui non c’era ma sicuramente le forze dell’ordine si sono comportate bene.” In che paese siamo finiti, se perfino Roberto Fiore ammette che l’onniscente ministro “ha perso un’occasione per stare zitto”?

E’ lo stesso orrore del paesello che si stringe attorno ad un gruppetto di stupratori, quelli si bravi ragazzi di famiglia, e crocifigge la vittima che “sicuramente ci stava”. Come no, una gang-bang è il sogno di ogni ragazza.

Oppure è l’orrore del medico baciapile che si permette di dare delle assassine a donne che hanno deciso di abortire avvalendosi di una legge nazionale. Dello Stato italiano, non della Repubblica Cattolica Fondamentalista d’Italia.

Eccoli i veri mostri di Halloween, altro che zombie, mummie e vampiri in maschera.

Abbiamo un problema imbarazzante con i nostri ministri di destra. A volte, quando parlano, gli si rizza il manganello.


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Dunque, vediamo. Nel corso della nostra fulgida civiltà abbiamo bruciato eretici, streghe vere o presunte e si sono date alle fiamme croci con neri di contorno a cura del KKK. Durante le guerre, il nostro momento migliore, quando tiriamo fuori il meglio di noi, si fa “terra bruciata”.
Il signore raffigurato qui sopra* diede personalmente l’ordine di bruciare gli africani che si opponevano al grande impero italiano.
Siccome il progresso ci rende sempre più efficienti, oggi i più sboroni di noi occidentali utilizzano un super napalm arricchito di fosforo che riesce a bruciare i corpi ma non gli abiti, che rimangono intatti. Mi sembra giusto, visto che bruciare le stoffe, oggi come oggi, è diventato un reato peggiore che bruciare gli esseri umani.

Se non avete ancora capito il messaggio che proviene dai media, scandalizzati per un grembiulino che brucia in una manifestazione, eccone la traduzione: si possono bruciare iraqeni a Falluja ma non le bandiere degli “stati amici”. Che c’entra il grembiule? E’ di stoffa, come le bandiere, quindi è uno stato amico.

Il grembiule era vuoto, non conteneva un alunno. Eppure la notizia è stata data con grande risalto al solito TG-mercatone-1 dove sono tanto sensibili per queste cose. Quando non riescono ad oscurare completamente le manifestazioni di protesta le arricchiscono con il fosforo, con particolari fiammeggianti.

In Kenia, e accade adesso, nel 2008, bruciano vive donne vere, di ciccia, accusandole di essere streghe ma a Riotta che je frega? A lui fa strano il grembiule, perchè dentro ci immagina la Gelmini che si contorce tra le fiamme e deve ricacciare la fantasia nell’inconscio.

Finalino

Dei fascisti al seguito della nazionale di calcio piena di calciatori fascisti fanno casino in Bulgaria (perchè la pensano ancora un covo di comunisti) e il rappresentante del Viminale non ci trova niente di strano. “Inneggiavano all’Italia” (in realtà al Duce ma fa niente).
I bulgari non hanno gradito. Avevamo infatti sentito fischiare l’inno italiano ma, dato che i telecronisti bulgari (nel senso di quelli RAI) non avevano detto nulla dei disordini tra forze dell’ordine bulgare (nel senso proprio di bulgare) e camerati, non riuscivamo a spiegarcelo. Che ce l’avessero con noi ancora per la storia della “pista bulgara”?
Invece ci fischiavano in quanto rappresentati sugli spalti da un bel manipolo di facinorosi fascistoni.
Mano male che la cosa ha provocato la riprovazione di Ignazio Benito Maria che ha affermato, sempre al TG1: “Il reato più grave è bruciare la bandiera di uno stato amico”.
Non c’azzecca con i disordini di ieri ma giusto per ribadire il concetto.

(Grazie a Don Zauker per l’immagine e a Fernando di Leo per il titolo.)


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Dunque, vediamo. Nel corso della nostra fulgida civiltà abbiamo bruciato eretici, streghe vere o presunte e si sono date alle fiamme croci con neri di contorno a cura del KKK. Durante le guerre, il nostro momento migliore, quando tiriamo fuori il meglio di noi, si fa “terra bruciata”.
Il signore raffigurato qui sopra* diede personalmente l’ordine di bruciare gli africani che si opponevano al grande impero italiano.
Siccome il progresso ci rende sempre più efficienti, oggi i più sboroni di noi occidentali utilizzano un super napalm arricchito di fosforo che riesce a bruciare i corpi ma non gli abiti, che rimangono intatti. Mi sembra giusto, visto che bruciare le stoffe, oggi come oggi, è diventato un reato peggiore che bruciare gli esseri umani.

Se non avete ancora capito il messaggio che proviene dai media, scandalizzati per un grembiulino che brucia in una manifestazione, eccone la traduzione: si possono bruciare iraqeni a Falluja ma non le bandiere degli “stati amici”. Che c’entra il grembiule? E’ di stoffa, come le bandiere, quindi è uno stato amico.

Il grembiule era vuoto, non conteneva un alunno. Eppure la notizia è stata data con grande risalto al solito TG-mercatone-1 dove sono tanto sensibili per queste cose. Quando non riescono ad oscurare completamente le manifestazioni di protesta le arricchiscono con il fosforo, con particolari fiammeggianti.

In Kenia, e accade adesso, nel 2008, bruciano vive donne vere, di ciccia, accusandole di essere streghe ma a Riotta che je frega? A lui fa strano il grembiule, perchè dentro ci immagina la Gelmini che si contorce tra le fiamme e deve ricacciare la fantasia nell’inconscio.

Finalino

Dei fascisti al seguito della nazionale di calcio piena di calciatori fascisti fanno casino in Bulgaria (perchè la pensano ancora un covo di comunisti) e il rappresentante del Viminale non ci trova niente di strano. “Inneggiavano all’Italia” (in realtà al Duce ma fa niente).
I bulgari non hanno gradito. Avevamo infatti sentito fischiare l’inno italiano ma, dato che i telecronisti bulgari (nel senso di quelli RAI) non avevano detto nulla dei disordini tra forze dell’ordine bulgare (nel senso proprio di bulgare) e camerati, non riuscivamo a spiegarcelo. Che ce l’avessero con noi ancora per la storia della “pista bulgara”?
Invece ci fischiavano in quanto rappresentati sugli spalti da un bel manipolo di facinorosi fascistoni.
Mano male che la cosa ha provocato la riprovazione di Ignazio Benito Maria che ha affermato, sempre al TG1: “Il reato più grave è bruciare la bandiera di uno stato amico”.
Non c’azzecca con i disordini di ieri ma giusto per ribadire il concetto.

(Grazie a Don Zauker per l’immagine e a Fernando di Leo per il titolo.)


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(Nella foto, tratta da Repubblica, la scritta apparsa a Roma nel quartiere Salario-Trieste sul muro dell’abitazione di due vittime delle Fosse Ardeatine. Anche le lapidi commemorative sono state sfregiate.)

Così Fini, ancora una volta, è costretto a dissociarsi dai camerati che sbagliano e, rivolgendosi ai giovani di AG afferma che “anche a destra bisogna essere antifascisti“. “A Salò erano in buona fede ma erano dalla parte sbagliata”. Per dire che fra di loro c’erano veri e propri criminali ci vorrà ancora del tempo. Apprezziamo intanto lo sforzo perchè il suo discorso è stato encomiabile.

Tuttavia, per usare una metafora calcistica, Fini vince ma non convince. Si riconosce e fa parte a pieno diritto nella coalizione di centrodestra il cui ministro della Difesa e attuale reggente di AN, Ignazio Benito Maria La Russa ha di recente rivolto parole affettuose nei riguardi della Repubblica di Salò in questi termini:

“Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.

Opponendosi agli americani? Ricordarlo proprio adesso che siamo al massimo storico del culo e camicia con oltreatlantico? Ma Silvio che dice?

Siccome i camerati che sbagliano non vengono mai soli, ad Alemanno proconsole di Roma è scappato di dire che il fascismo dopo tutto non è stato il male assoluto e “non mi sento di condannarlo” (a parte le leggi razziali, come se le avessero promulgate i venusiani e non i fascisti, anzi Benito in persona?) Il fascismo come male parziale, un malino, un maluccio.

Anche il silenzio a volte assorda e quello di Berlusconi, su questi rigurgiti fascisti, è lacerante.

Quindi cosa pensare? Che dovrebbero decidersi quale destra vogliono essere, una buona volta, e non dare la sgradevole impressione che vi siano ruoli prestabiliti in un grande gioco delle parti, (non diciamo buffonata), dove Fini il Grigio è il buono, il fascista redento e moderno uomo di destra che sparge perle di saggezza e gli altri sono solo ragazzacci impuniti. Non è serio che La Russa e Alemanno dicano ciò che hanno detto e poi plaudano a Fini che li ha sostanzialmente bacchettati.

Non vorrei poi che si dicesse che chi imbratta le lapidi e scrive frasi apologetiche del fascismo , sempre più frequentemente, sono solo quattro imbecilli. Gli imbecilli si sentono più forti e legittimati se un sindaco e un ministro danno il cattivo esempio parlando come in vino veritas. Comodo dire poi che si deplora.
Vi sono stati di recente episodi di violenza, aggressioni, sulle quali Fini è rimasto zitto. Non ci si può ricordare di deplorare solo quando si teme di urtare la suscettibilità della comunità ebraica e si teme che arrivi il manrovescio che fa andare la kippah di traverso.

Fini, se è veramente sincero nel suo antifascismo e non ho motivo per non crederlo, riprenda in mano il manganello, solo per un’ultima volta, e faccia capire ai suoi (oddìo, come chiamarli: compagni no, camerati non mi pare il caso) insomma, dica ai suoi che la smettano una volta per tutte con le nostalgie e lascino al solo Storace il compito di alimentare la fiamma revanscista.
E’ questione di stare da una parte o dall’altra. Così capiremmo finalmente da che parte sta Berlusconi.


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(Nella foto, tratta da Repubblica, la scritta apparsa a Roma nel quartiere Salario-Trieste sul muro dell’abitazione di due vittime delle Fosse Ardeatine. Anche le lapidi commemorative sono state sfregiate.)

Così Fini, ancora una volta, è costretto a dissociarsi dai camerati che sbagliano e, rivolgendosi ai giovani di AG afferma che “anche a destra bisogna essere antifascisti“. “A Salò erano in buona fede ma erano dalla parte sbagliata”. Per dire che fra di loro c’erano veri e propri criminali ci vorrà ancora del tempo. Apprezziamo intanto lo sforzo perchè il suo discorso è stato encomiabile.

Tuttavia, per usare una metafora calcistica, Fini vince ma non convince. Si riconosce e fa parte a pieno diritto nella coalizione di centrodestra il cui ministro della Difesa e attuale reggente di AN, Ignazio Benito Maria La Russa ha di recente rivolto parole affettuose nei riguardi della Repubblica di Salò in questi termini:

“Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.

Opponendosi agli americani? Ricordarlo proprio adesso che siamo al massimo storico del culo e camicia con oltreatlantico? Ma Silvio che dice?

Siccome i camerati che sbagliano non vengono mai soli, ad Alemanno proconsole di Roma è scappato di dire che il fascismo dopo tutto non è stato il male assoluto e “non mi sento di condannarlo” (a parte le leggi razziali, come se le avessero promulgate i venusiani e non i fascisti, anzi Benito in persona?) Il fascismo come male parziale, un malino, un maluccio.

Anche il silenzio a volte assorda e quello di Berlusconi, su questi rigurgiti fascisti, è lacerante.

Quindi cosa pensare? Che dovrebbero decidersi quale destra vogliono essere, una buona volta, e non dare la sgradevole impressione che vi siano ruoli prestabiliti in un grande gioco delle parti, (non diciamo buffonata), dove Fini il Grigio è il buono, il fascista redento e moderno uomo di destra che sparge perle di saggezza e gli altri sono solo ragazzacci impuniti. Non è serio che La Russa e Alemanno dicano ciò che hanno detto e poi plaudano a Fini che li ha sostanzialmente bacchettati.

Non vorrei poi che si dicesse che chi imbratta le lapidi e scrive frasi apologetiche del fascismo , sempre più frequentemente, sono solo quattro imbecilli. Gli imbecilli si sentono più forti e legittimati se un sindaco e un ministro danno il cattivo esempio parlando come in vino veritas. Comodo dire poi che si deplora.
Vi sono stati di recente episodi di violenza, aggressioni, sulle quali Fini è rimasto zitto. Non ci si può ricordare di deplorare solo quando si teme di urtare la suscettibilità della comunità ebraica e si teme che arrivi il manrovescio che fa andare la kippah di traverso.

Fini, se è veramente sincero nel suo antifascismo e non ho motivo per non crederlo, riprenda in mano il manganello, solo per un’ultima volta, e faccia capire ai suoi (oddìo, come chiamarli: compagni no, camerati non mi pare il caso) insomma, dica ai suoi che la smettano una volta per tutte con le nostalgie e lascino al solo Storace il compito di alimentare la fiamma revanscista.
E’ questione di stare da una parte o dall’altra. Così capiremmo finalmente da che parte sta Berlusconi.


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