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“E subito si mette a ridere da solo, non più protagonista della politica ma della clinica medica. Dal priapismo armato di sorriso è passato alla disperazione della risata smodata e gonfia di pena. E per la prima volta risulta commovente perché ha davvero bisogno di un infermiere.

È vero che era losco il Berlusconi degli eccessi sessuali e dell’animalità viziosa ma era comunque vitale, la fornicazione era la sua ultima grandezza mentre adesso c’è solo un infelice che la sera del compleanno va a prendersi in strada gli auguri dei giovani del suo partito e perde il controllo degli istinti quando, con il tono impastato del cattivo attore, racconta alla piccola folla compiacente e servile una barzelletta antisemita, mediocre e irresponsabile, il cui succo è che gli ebrei avrebbero preferito tenersi Hitler piuttosto che perdere un affare.”

… continua a leggere “Il mattatore da baraccone”.
L’articolo di Francesco Merlo, da leggere integralmente, è meglio di una perizia psichiatrica,  tanto bene descrive il Fenomeno del Consiglio ormai votato ad una grottesca autodistruzione mediatica con tanto di chicchirichì finale di fronte al’impietoso telefonino dell’Iscariota di turno. Prima che il telefonino squilli mi avrai filmato tre volte.
Un personaggio ormai tragico, un freak che continua ad esibirsi penosamente davanti a lacché che lo circondano, ridacchiano ed applaudono a pagamento e che, come la D’Addario, tutto filmano in presa diretta. Un guitto che trova inattesi sostenitori nei Monsignori Fisichella che addirittura gli abbuonano le bestemmie
“Bisogna contestualizzare”, ha perdonato, magnanimo, il Mons., non più servitore dell’orco ma del suo bestemmiatore in terra. Perchè secondo il marchesedelgrillismo d’oltretevere, lui è lui e,  in quanto ricco e potente può, oltre a fare la comunione da pubblico peccatore, anche dare dell’orco a Dio. Dopo aver offeso il Principale figuriamoci cosa sarà mai insultare i fratelli maggiori.  Non sono loro ad essere antisemiti, siamo noi che non capiamo il loro raffinato umorismo. Non è che non abbiamo il senso dell’umorismo, sono loro che proprio non fanno ridere.
Insomma, anche se pare incredibile, ogni volta che il SilvioFenomeno sbrocca, c’è sempre qualcuno  che si dimostra peggiore di lui.
Sta a vedere che un pregio e una funzione, questo poer nano, alla fine, ce  li ha. E’ come uno di quegli aspiratori da obitorio. Infila la cannula in gola al Vaticano e ne escono i fiancheggiatori della pubblica bestemmia per parte di ricco e i  nostalgici del “pro perfidi judei”; la spinge in profondità nella Destra e ne fa spurgare gli antisemiti come Ciarrapico, quelli degli ebrei con il nasone e gli artigli sulla copertina de “La difesa della razza”. Dal Nord ha già fatto buttar fuori tutto il peggio. Scoli razzisti, miasmi di egoismo, ignoranza, volgarità e cialtroneria.
Non so cosa resterà dell’Italia dopo questa gigantesca opera di spurgo. Sicuramente, come quando arriva  l’autobotte che ti stura i pozzi neri, per un po’ resterà nell’aria un gran fetore di merda.
La conferenza stampa di Tiger Woods, andata in onda ieri sera integralmente su Sky è stata come un tuffo carpiato all’indietro con triplo avvitamento nel Medio Evo. Gli anni dell’Inquisizione, l’autodafé del peccatore, che bello! Gli mancavano solo, al posto del berrettino, un pel paio di orecchie d’asino e il rogo finale sulla pira.
Davvero, sembrava di essere tornati ai grandi processi in diretta televisiva, ai tempi di Oliver North che sputtanava la banda Reagan al completo sulle porcate della CIA dello scandalo Iran-Contras con la mano sul cuore.

Oh, stavolta cosa avrà mai fatto questo Tiger da essere esposto al pubblico ludibrio in un clima da “penitenziàgite”, con lui che non fa che ripetere tutto mogio: “Ho fatto delle cose orribili”?
Oddìo, ha palpeggiato chierichetti nel segreto del confessionale? Ha truffato pensionati con i derivati? Ha sofisticato il latte destinato ai neonati con l’ammoniaca? Ha ridacchiato dopo una scossa sismica? Ha usato armi al fosforo bianco sulla popolazione civile? Si è inventato una pandemia per lucrare sul commercio dei vaccini antinfluenzali?
No, niente di tutto questo. Ha messo le corna alla moglie.

Non li capisco questi puritani. In questo porco mondo che c’ho sotto i piedi si può torturare, commettere genocidi, avvelenare i pozzi, attentare alla democrazia, essere mafiosi ma l’unico peccato che smuove loro veramente i pennini è sempre e solo quello privato: l’infedeltà coniugale.
Se hai la sfortuna di farti scoprire ti mandano in riabilitazione come un picchiatello qualsiasi. Magari non ti lobotomizzano, perchè dopotutto gli sponsor su di te hanno investito dei soldi e tu gli fai ancora comodo con la Lacoste e il berrettino a tirare palle su un prato. Però ti riprogrammano e come minimo ti fanno guardare le ultime 20 annate di Playmen con un elettrodo attaccato al pisello, che se ti ecciti sono cazzi. E forse ti fanno pure di peggio. Ti chiudono in una stanza con la luce sempre accesa ad ascoltare i dischi di Gigi D’Alessio a tutto volume.

Il motto di Tiger Woods pare essere quello del grande Oscar Wilde: “So resistere a tutto tranne che alle tentazioni”. Per un certo periodo il tigrotto ha scopato come un riccio. Eh capirai, è giovane, bello, ricco da far schifo, con sciami di figa perennemente addosso. E’ facile essere fedeli quando non si hanno occasioni.
E che doveva fare ai primi occhioni dolci della biondona? Tagliarselo, metterlo sul green e mandarlo in buca con un solo colpo?

Quando ci parlano di “difesa della vita”, sulle prime si pensa che si riferiscano ad ogni singolo essere vivente, per lo meno in senso umano. Ritieni che, parlando di “vita”, pensino anche ai milioni di persone che muoiono ogni giorno per guerre, carestie, malattie banali come la diarrea.
Invece poi, basta ragionarci su un attimo, ci si rende conto che la vita della quale parlano è quella loro e dei loro simili: parenti, ascendenti, collaterali, casigliani ed affini. Stessa razza (più o meno pura ma di solito bianca) e stesso sangue.

Hanno tenuto una povera donna in coma per diciassette anni, tormentandola con clisteri, sondini e piaghe da decubito perchè era tanto caruccia nelle foto ed era “una di loro”.
Si sono offesi a morte con un ragazzone devastato dalla SLA che ha deciso un bel giorno di farla finita lasciandosi andare con l’aiuto delle persone che più lo amavano. Niente funerali religiosi, tié. Mica era un cardinale compagno di merende di torturatori.

Nelle regioni più disgraziate del mondo, dove arrivare all’età in cui si può cominciare a morire di malattie adulte è già un miracolo, si muore e si viene sepolti senza che i difensori della vita battano ciglio e si mettano a berciare di “non far morire di fame e sete”.
Tutt’al più si preoccupano che le donne di quei paesi non interrompano il flusso continuo di angioletti verso l’aldilà, utilizzando la pillola anticoncezionale.

Vai con la selezione innaturale della razza. Indifferenza assoluta per i bambini nati, cresciuti un po’ e poi morti di stenti nel Terzo Mondo e tragedie greche per gli embrioni (agglomerati di cellule, non microbambolotti che fanno ué ué come ce li rappresentano), rigorosamente di razza bianca, che l‘Uomo Nero americano vuole fare a pezzettini per rappezzare dei vecchiacci colpiti da Alzheimer, non per impedire un giorno che altri Welby non debbano più pensare di farla finita.
Pietà per l’embrione, nessuna per il bambino già nato.

Il governo Berlusconi ha varato un provvedimento che vieta agli ufficiali dell’anagrafe di registrare i bambini nati in Italia da genitori privi di permesso di soggiorno. Con la conseguenza che le donne migranti partoriranno con ancor più dolore e rischio di morte stringendo un fazzoletto tra i denti, in casa, senza aiuto per paura di vedersi denunciate e magari portar via il piccolo, oppure affidandosi a praticone in condizioni di minima igiene e sicurezza. Le conseguenze per i loro bambini sarà l’invisibilità sociale, con danni enormi per la salute loro ed anche nostra, visto che non potranno avere un pediatra, le vaccinazioni e tutto ciò di cui hanno bisogno i piccoli.
La notizia ovviamente riempirà di gioia i legaioli che vivono bene solo entro le loro quattro mura e tutto il mondo fuori. Peccato che i bigattini della TBC e di altre malattie che sono normalmente tenute sotto controllo grazie ad una buona e capillare igiene pubblica, potranno arrivare anche a casa loro.

Dopo l’invito a denunciare i pazienti irregolari, per fortuna disatteso dai medici che preferiscono Ippocrate ad Ipocrita, un’altra legge razzista e vergognosa, che sfrutta il principio totalitario della delazione e basa il diritto di cittadinanza sul sangue e non sul diritto di suolo (ad esempio se mio figlio nasce in Francia è automaticamente francese, grazie alla legislazione transalpina).

I bambini poveri (perchè il problema non tocca certo i cuccioli di miliardario), si ammalano e muoiono, vengono privati del diritto di cura e dei più basilari diritti civili. Un bambino che non esiste può con ancor maggiore facilità essere sfruttato o sparire nei giri della criminalità pedofila. Loro però difendono la vita. Al punto che tra un po’ si dovranno celebrare i funerali e dare degna sepoltura anche ai fazzolettini kleenex che usiamo dopo i rapporti sessuali.

Loro, ma loro chi? I Cattocomunisti e i Clericofascisti. Come dire che da qualsiasi parte ci buttiamo andiamo a sbattere contro il Vaticano.


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Quando ci parlano di “difesa della vita”, sulle prime si pensa che si riferiscano ad ogni singolo essere vivente, per lo meno in senso umano. Ritieni che, parlando di “vita”, pensino anche ai milioni di persone che muoiono ogni giorno per guerre, carestie, malattie banali come la diarrea.
Invece poi, basta ragionarci su un attimo, ci si rende conto che la vita della quale parlano è quella loro e dei loro simili: parenti, ascendenti, collaterali, casigliani ed affini. Stessa razza (più o meno pura ma di solito bianca) e stesso sangue.

Hanno tenuto una povera donna in coma per diciassette anni, tormentandola con clisteri, sondini e piaghe da decubito perchè era tanto caruccia nelle foto ed era “una di loro”.
Si sono offesi a morte con un ragazzone devastato dalla SLA che ha deciso un bel giorno di farla finita lasciandosi andare con l’aiuto delle persone che più lo amavano. Niente funerali religiosi, tié. Mica era un cardinale compagno di merende di torturatori.

Nelle regioni più disgraziate del mondo, dove arrivare all’età in cui si può cominciare a morire di malattie adulte è già un miracolo, si muore e si viene sepolti senza che i difensori della vita battano ciglio e si mettano a berciare di “non far morire di fame e sete”.
Tutt’al più si preoccupano che le donne di quei paesi non interrompano il flusso continuo di angioletti verso l’aldilà, utilizzando la pillola anticoncezionale.

Vai con la selezione innaturale della razza. Indifferenza assoluta per i bambini nati, cresciuti un po’ e poi morti di stenti nel Terzo Mondo e tragedie greche per gli embrioni (agglomerati di cellule, non microbambolotti che fanno ué ué come ce li rappresentano), rigorosamente di razza bianca, che l‘Uomo Nero americano vuole fare a pezzettini per rappezzare dei vecchiacci colpiti da Alzheimer, non per impedire un giorno che altri Welby non debbano più pensare di farla finita.
Pietà per l’embrione, nessuna per il bambino già nato.

Il governo Berlusconi ha varato un provvedimento che vieta agli ufficiali dell’anagrafe di registrare i bambini nati in Italia da genitori privi di permesso di soggiorno. Con la conseguenza che le donne migranti partoriranno con ancor più dolore e rischio di morte stringendo un fazzoletto tra i denti, in casa, senza aiuto per paura di vedersi denunciate e magari portar via il piccolo, oppure affidandosi a praticone in condizioni di minima igiene e sicurezza. Le conseguenze per i loro bambini sarà l’invisibilità sociale, con danni enormi per la salute loro ed anche nostra, visto che non potranno avere un pediatra, le vaccinazioni e tutto ciò di cui hanno bisogno i piccoli.
La notizia ovviamente riempirà di gioia i legaioli che vivono bene solo entro le loro quattro mura e tutto il mondo fuori. Peccato che i bigattini della TBC e di altre malattie che sono normalmente tenute sotto controllo grazie ad una buona e capillare igiene pubblica, potranno arrivare anche a casa loro.

Dopo l’invito a denunciare i pazienti irregolari, per fortuna disatteso dai medici che preferiscono Ippocrate ad Ipocrita, un’altra legge razzista e vergognosa, che sfrutta il principio totalitario della delazione e basa il diritto di cittadinanza sul sangue e non sul diritto di suolo (ad esempio se mio figlio nasce in Francia è automaticamente francese, grazie alla legislazione transalpina).

I bambini poveri (perchè il problema non tocca certo i cuccioli di miliardario), si ammalano e muoiono, vengono privati del diritto di cura e dei più basilari diritti civili. Un bambino che non esiste può con ancor maggiore facilità essere sfruttato o sparire nei giri della criminalità pedofila. Loro però difendono la vita. Al punto che tra un po’ si dovranno celebrare i funerali e dare degna sepoltura anche ai fazzolettini kleenex che usiamo dopo i rapporti sessuali.

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Invece poi, basta ragionarci su un attimo, ci si rende conto che la vita della quale parlano è quella loro e dei loro simili: parenti, ascendenti, collaterali, casigliani ed affini. Stessa razza (più o meno pura ma di solito bianca) e stesso sangue.

Hanno tenuto una povera donna in coma per diciassette anni, tormentandola con clisteri, sondini e piaghe da decubito perchè era tanto caruccia nelle foto ed era “una di loro”.
Si sono offesi a morte con un ragazzone devastato dalla SLA che ha deciso un bel giorno di farla finita lasciandosi andare con l’aiuto delle persone che più lo amavano. Niente funerali religiosi, tié. Mica era un cardinale compagno di merende di torturatori.

Nelle regioni più disgraziate del mondo, dove arrivare all’età in cui si può cominciare a morire di malattie adulte è già un miracolo, si muore e si viene sepolti senza che i difensori della vita battano ciglio e si mettano a berciare di “non far morire di fame e sete”.
Tutt’al più si preoccupano che le donne di quei paesi non interrompano il flusso continuo di angioletti verso l’aldilà, utilizzando la pillola anticoncezionale.

Vai con la selezione innaturale della razza. Indifferenza assoluta per i bambini nati, cresciuti un po’ e poi morti di stenti nel Terzo Mondo e tragedie greche per gli embrioni (agglomerati di cellule, non microbambolotti che fanno ué ué come ce li rappresentano), rigorosamente di razza bianca, che l‘Uomo Nero americano vuole fare a pezzettini per rappezzare dei vecchiacci colpiti da Alzheimer, non per impedire un giorno che altri Welby non debbano più pensare di farla finita.
Pietà per l’embrione, nessuna per il bambino già nato.

Il governo Berlusconi ha varato un provvedimento che vieta agli ufficiali dell’anagrafe di registrare i bambini nati in Italia da genitori privi di permesso di soggiorno. Con la conseguenza che le donne migranti partoriranno con ancor più dolore e rischio di morte stringendo un fazzoletto tra i denti, in casa, senza aiuto per paura di vedersi denunciate e magari portar via il piccolo, oppure affidandosi a praticone in condizioni di minima igiene e sicurezza. Le conseguenze per i loro bambini sarà l’invisibilità sociale, con danni enormi per la salute loro ed anche nostra, visto che non potranno avere un pediatra, le vaccinazioni e tutto ciò di cui hanno bisogno i piccoli.
La notizia ovviamente riempirà di gioia i legaioli che vivono bene solo entro le loro quattro mura e tutto il mondo fuori. Peccato che i bigattini della TBC e di altre malattie che sono normalmente tenute sotto controllo grazie ad una buona e capillare igiene pubblica, potranno arrivare anche a casa loro.

Dopo l’invito a denunciare i pazienti irregolari, per fortuna disatteso dai medici che preferiscono Ippocrate ad Ipocrita, un’altra legge razzista e vergognosa, che sfrutta il principio totalitario della delazione e basa il diritto di cittadinanza sul sangue e non sul diritto di suolo (ad esempio se mio figlio nasce in Francia è automaticamente francese, grazie alla legislazione transalpina).

I bambini poveri (perchè il problema non tocca certo i cuccioli di miliardario), si ammalano e muoiono, vengono privati del diritto di cura e dei più basilari diritti civili. Un bambino che non esiste può con ancor maggiore facilità essere sfruttato o sparire nei giri della criminalità pedofila. Loro però difendono la vita. Al punto che tra un po’ si dovranno celebrare i funerali e dare degna sepoltura anche ai fazzolettini kleenex che usiamo dopo i rapporti sessuali.

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E’ vero, il nostro è un paese magico ma proprio nel senso della magia, della prestidigitazione, dell’illusione. La grandezza del prestigio è che mentre tu guardi attento il mago muovere le mani, lui ti inganna e il coniglio salta fuori da dove meno te l’aspetti. Oppure scompare, oplà, sparito. Con il pubblico che si spella le mani ad applaudire.

In questo paese scompaiono le manifestazioni. Basta che il ministro del lavoro dica in TV: “è stata un fallimento, non c’è andato nessuno” e lo sciopero generale, puf! sparito. Le istanze di migliaia di persone scese in piazza in un pomeriggio di pioggia finiscono dentro una cassapanca a doppio fondo. Meraviglia!
Un gran merito ce l’hanno senza dubbio i compari del mago, coloro che gli tengono bordone e fingono di essere imparziali, comprese quelle graziose assistenti che leggono le notizie sbattendo le ciglia e che, grazie alle generose scollature, contribuiscono alla riuscita del prestigio, distraendo chi vorrebbe smascherarlo.

Uno dei prestigi più soprendenti del nostro paese è quello di far scomparire il pudore e la vergogna. Il presdelcons insulta impunemente un avversario politico ed i suoi elettori e simpatizzanti, definendo “un’abiezione morale” votare per Antonio Di Pietro. Ed io che credevo che abiezione volesse significare il vivere nel vizio, nella perversione e nella disonestà. Per esempio vivere in funzione dell’arricchimento, vivere nell’inganno e nell’ipocrisia. Ebbene, siamo talmente distratti dal grande prestigio del fiume Tevere che, puf! la vergogna sparisce sotto i colpi della bacchetta del mago e non si sa se mai riapparirà, un giorno.

In questo paese anche la sacralità della famiglia è un immenso gioco di prestigio, uno dei più facili da realizzare. Non occorre essere David Copperfield o Houdini, basta avere tanti soldi e molta faccia tosta. Se per i comuni mortali a volte la Chiesa parla con preoccupazione di famiglia allargata, in quest’ultimo caso partorito dalla cronaca rosa (in tutti i sensi) parlerei di famiglia allagata, anche in omaggio alle piene di questi giorni.
Prestigio è avere, al matrimonio della figlia del mago, la moglie 1 e la moglie 2, i figli di primo e secondo letto, le fidanzate di copertura, i conviventi, gli ex di lei e di lui, gli amanti, i figli nati in stato di concubinaggio (una volta li avrebbero definiti bastardi, ohibò che orrore!) senza che nemmeno un chierichetto abbia qualcosa da ridire. Una grande tracimazione di acqua benedetta e amen.
Eh si, quelli che con un bel matrimonio passa tutto, anche la gaiezza. Per i gay il matrimonio del resto non è che un falso problema. Basta sposare una donna.


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E’ vero, il nostro è un paese magico ma proprio nel senso della magia, della prestidigitazione, dell’illusione. La grandezza del prestigio è che mentre tu guardi attento il mago muovere le mani, lui ti inganna e il coniglio salta fuori da dove meno te l’aspetti. Oppure scompare, oplà, sparito. Con il pubblico che si spella le mani ad applaudire.

In questo paese scompaiono le manifestazioni. Basta che il ministro del lavoro dica in TV: “è stata un fallimento, non c’è andato nessuno” e lo sciopero generale, puf! sparito. Le istanze di migliaia di persone scese in piazza in un pomeriggio di pioggia finiscono dentro una cassapanca a doppio fondo. Meraviglia!
Un gran merito ce l’hanno senza dubbio i compari del mago, coloro che gli tengono bordone e fingono di essere imparziali, comprese quelle graziose assistenti che leggono le notizie sbattendo le ciglia e che, grazie alle generose scollature, contribuiscono alla riuscita del prestigio, distraendo chi vorrebbe smascherarlo.

Uno dei prestigi più soprendenti del nostro paese è quello di far scomparire il pudore e la vergogna. Il presdelcons insulta impunemente un avversario politico ed i suoi elettori e simpatizzanti, definendo “un’abiezione morale” votare per Antonio Di Pietro. Ed io che credevo che abiezione volesse significare il vivere nel vizio, nella perversione e nella disonestà. Per esempio vivere in funzione dell’arricchimento, vivere nell’inganno e nell’ipocrisia. Ebbene, siamo talmente distratti dal grande prestigio del fiume Tevere che, puf! la vergogna sparisce sotto i colpi della bacchetta del mago e non si sa se mai riapparirà, un giorno.

In questo paese anche la sacralità della famiglia è un immenso gioco di prestigio, uno dei più facili da realizzare. Non occorre essere David Copperfield o Houdini, basta avere tanti soldi e molta faccia tosta. Se per i comuni mortali a volte la Chiesa parla con preoccupazione di famiglia allargata, in quest’ultimo caso partorito dalla cronaca rosa (in tutti i sensi) parlerei di famiglia allagata, anche in omaggio alle piene di questi giorni.
Prestigio è avere, al matrimonio della figlia del mago, la moglie 1 e la moglie 2, i figli di primo e secondo letto, le fidanzate di copertura, i conviventi, gli ex di lei e di lui, gli amanti, i figli nati in stato di concubinaggio (una volta li avrebbero definiti bastardi, ohibò che orrore!) senza che nemmeno un chierichetto abbia qualcosa da ridire. Una grande tracimazione di acqua benedetta e amen.
Eh si, quelli che con un bel matrimonio passa tutto, anche la gaiezza. Per i gay il matrimonio del resto non è che un falso problema. Basta sposare una donna.


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In questo paese scompaiono le manifestazioni. Basta che il ministro del lavoro dica in TV: “è stata un fallimento, non c’è andato nessuno” e lo sciopero generale, puf! sparito. Le istanze di migliaia di persone scese in piazza in un pomeriggio di pioggia finiscono dentro una cassapanca a doppio fondo. Meraviglia!
Un gran merito ce l’hanno senza dubbio i compari del mago, coloro che gli tengono bordone e fingono di essere imparziali, comprese quelle graziose assistenti che leggono le notizie sbattendo le ciglia e che, grazie alle generose scollature, contribuiscono alla riuscita del prestigio, distraendo chi vorrebbe smascherarlo.

Uno dei prestigi più soprendenti del nostro paese è quello di far scomparire il pudore e la vergogna. Il presdelcons insulta impunemente un avversario politico ed i suoi elettori e simpatizzanti, definendo “un’abiezione morale” votare per Antonio Di Pietro. Ed io che credevo che abiezione volesse significare il vivere nel vizio, nella perversione e nella disonestà. Per esempio vivere in funzione dell’arricchimento, vivere nell’inganno e nell’ipocrisia. Ebbene, siamo talmente distratti dal grande prestigio del fiume Tevere che, puf! la vergogna sparisce sotto i colpi della bacchetta del mago e non si sa se mai riapparirà, un giorno.

In questo paese anche la sacralità della famiglia è un immenso gioco di prestigio, uno dei più facili da realizzare. Non occorre essere David Copperfield o Houdini, basta avere tanti soldi e molta faccia tosta. Se per i comuni mortali a volte la Chiesa parla con preoccupazione di famiglia allargata, in quest’ultimo caso partorito dalla cronaca rosa (in tutti i sensi) parlerei di famiglia allagata, anche in omaggio alle piene di questi giorni.
Prestigio è avere, al matrimonio della figlia del mago, la moglie 1 e la moglie 2, i figli di primo e secondo letto, le fidanzate di copertura, i conviventi, gli ex di lei e di lui, gli amanti, i figli nati in stato di concubinaggio (una volta li avrebbero definiti bastardi, ohibò che orrore!) senza che nemmeno un chierichetto abbia qualcosa da ridire. Una grande tracimazione di acqua benedetta e amen.
Eh si, quelli che con un bel matrimonio passa tutto, anche la gaiezza. Per i gay il matrimonio del resto non è che un falso problema. Basta sposare una donna.


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Esempi di dissonanze clericali. Il Papa porta vezzose scarpette rosse con il tacco e sfarzosi completini ricamati in oro e ornati d’ermellino ma i suoi portavoce ribadiscono che egli è “uomo semplice e sobrio” e non veste Prada. Ci mancherebbe, oltretevere vogliamo distinguerci da Lucifero.


Il luciferino Cardinal Marcinkus si rivolterà nella tomba sentendo il Papa dire che il denaro non è la cosa più importante del mondo anzi, citando un noto cattivone della fiction, “l’Uomo che Fuma” di X-Files, dire che “il denaro passa, Dio resta”. Come diceva qualcuno, il denaro non fa la felicità, però aiuta.
A proposito di dissonanze, il Vaticano ce l’ha ancora lo IOR, l’istituto per le opere religiose (muhahaha!), il gioiello del compianto Marcinkus che tanto danno fece negli anni ottanta? Se ce l’ha, le parole di Benedictus non fanno ridere.

Prosegue la fissazione papale contro i metodi anticoncezionali. Se pure lui ammette che i cattolici non lo ascoltano a riguardo la cosa dovrebbe farlo riflettere, invece se ne meraviglia, non se ne sa dare una spiegazione.
La sera, nel suo lettino, penserà: “Voglio imporre alle donne un figlio ad ogni scopata, io che ufficialmente non scopo, e loro si ribellano. Ma perchè come mai ma perchè?”
Perchè è un’insopportabile, assurda e ottusa violenza al corpo delle donne, ecco perchè. Oltre che una pretesa scellerata in un terzo mondo dove nascere non significa necessariamente sopravvivere. Per certi uomini vale il detto “pur che respirino”, per i preti diventa “pur che nascano”.

Per chi fosse interessato al perchè delle scarpette vermiglie e per chi mordicchia un tantino di tedesco, c’è questo interessante sito.
Non perdetevi il filmato perchè è troppo bellino e spiega il perchè del titolo (citazione da K.C. & The Sunshine Band).


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Esempi di dissonanze clericali. Il Papa porta vezzose scarpette rosse con il tacco e sfarzosi completini ricamati in oro e ornati d’ermellino ma i suoi portavoce ribadiscono che egli è “uomo semplice e sobrio” e non veste Prada. Ci mancherebbe, oltretevere vogliamo distinguerci da Lucifero.


Il luciferino Cardinal Marcinkus si rivolterà nella tomba sentendo il Papa dire che il denaro non è la cosa più importante del mondo anzi, citando un noto cattivone della fiction, “l’Uomo che Fuma” di X-Files, dire che “il denaro passa, Dio resta”. Come diceva qualcuno, il denaro non fa la felicità, però aiuta.
A proposito di dissonanze, il Vaticano ce l’ha ancora lo IOR, l’istituto per le opere religiose (muhahaha!), il gioiello del compianto Marcinkus che tanto danno fece negli anni ottanta? Se ce l’ha, le parole di Benedictus non fanno ridere.

Prosegue la fissazione papale contro i metodi anticoncezionali. Se pure lui ammette che i cattolici non lo ascoltano a riguardo la cosa dovrebbe farlo riflettere, invece se ne meraviglia, non se ne sa dare una spiegazione.
La sera, nel suo lettino, penserà: “Voglio imporre alle donne un figlio ad ogni scopata, io che ufficialmente non scopo, e loro si ribellano. Ma perchè come mai ma perchè?”
Perchè è un’insopportabile, assurda e ottusa violenza al corpo delle donne, ecco perchè. Oltre che una pretesa scellerata in un terzo mondo dove nascere non significa necessariamente sopravvivere. Per certi uomini vale il detto “pur che respirino”, per i preti diventa “pur che nascano”.

Per chi fosse interessato al perchè delle scarpette vermiglie e per chi mordicchia un tantino di tedesco, c’è questo interessante sito.
Non perdetevi il filmato perchè è troppo bellino e spiega il perchè del titolo (citazione da K.C. & The Sunshine Band).



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