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Ho un unico dubbio: basteranno ottantamila posti per gli islamici (rigorosamente integralisti) in arrivo a Milano? Temo di no.
In questi giorni di acceso dibattito attorno alle questioni riguardanti Vita, Morte e Autodeterminazione, è ricorso l’ottantesimo anniversario della firma del primo trattato tra Italia e Santa Sede, i cosiddetti Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929.
Gli unici statisti italiani che finora nella storia si sono lanciati in un’Operazione Concordato, nel tentativo di limitare i danni dell’ingerenza religiosa nei fatti privati dello Stato ma in realtà firmando un’unconditional surrender all’ingerenza dei preti nei nostri letti ed allo scassamento aggravato e continuato dei nostri laici cabbasisi, furono Bettino Mussolini e Benito Craxi, rispettivamente nel 1929, appunto, e nel 1984.

Se a Mussolini dobbiamo l’introduzione della lezione di religione (solo cattolica, che diamine!) a scuola e l’esenzione dai dazi per la Città del Vaticano, alla revisione craxiana dobbiamo il lascito del famigerato 8xmille, la tangente pagata al Vaticano sui 740 e gli Unici da tutti i contribuenti italiani. Compresi quelli che, credendo di devolvere l’obolo allo Stato e quindi ad un’istituzione laica, non sanno che alla Chiesa Cattolica il loro 8xmille arriva lo stesso per vie traverse, un po’ come le recenti soccia card, lesinate ai poveri vecchietti ma elargite con munificenza a preti, frati e monache.

Mi sento di prevedere tranquillamente che, dopo Benito e Bettino, anche Berluschino vorrà passare alla storia come colui che firmò il Concordato v3.0. magari tra vent’anni per il centenario dei Patti, chissà, tanto lui è eterno. O no?
E’ per questo che sta studiando tanto e si esercita quotidianamente nella parte del devoto padre di famiglia tanto timorato di Dio, nonostante pregressi concubinaggi, adulteri, concorsi in aborto oltre termine, adesioni alla Massoneria ed altre bazzecole che ai comuni mortali un tempo avrebbero comportato, come minimo, l’accensione del rogo con mappate di diavolina. Oggi, per fortuna, solo la cacciata dai sacramenti e dalle chiese.
E’ per diventare lo statista più sottomesso della Storia nei confronti del clero che, tanto per cominciare, ci condannerà alla vita eterna con sondino nasogastrico?

Mi sono chiesta in questi giorni perchè, nonostante il Concordato, che dovrebbe in teoria stabilire la separazione netta tra Chiesa e Stato, in Italia non muove foglia che Papa non voglia.
Mentre dagli schermi televisivi di un’unica teleMaria colavano lacrime di sangue sulla vicenda di Eluana, mi domandavo se nel nostro paese vi fossero veramente tanti bigotti e baciapile come l’informazione vorrebbe far credere.
Io vivo in una regione notoriamente “ad magnaprit” (di mangiapreti) anche se in una città tradizionalmente “bianca”, ma non mi pare di vedere tutto questo fervore religioso in giro.
I preti scarseggiano e i sacrestani non galleggiano. Il grande seminario cittadino è stato riconvertito in miniappartamenti in affitto. I parroci svivacchiano azzuffandosi per accaparrare le offerte raccolte durante matrimoni e funerali; se li chiami per una benedizione ad una salma ti rispondono che non possono e poi tanto la tipa è già morta e non le serve. Alcune parrocchie di campagna vengono smantellate per mancanza di materia prima sacerdotale e via discorrendo.
Sulle grandi questioni morali vige il detto: la Chiesa dice A ma i cattolici fanno B. Nel senso che ci si risposa e si usa la pillola, ad esempio. Trend comune a tutt’Italia, mi dicono.
E allora? Perchè far passare l’Italia per una dependance del Vaticano popolata di vaticotalebani al cui confronto monsignor Lefebvre è un’ateo miscredente?

Un’altra domanda che mi faccio: ma cosa pensano di quest’ingerenza cattolica fin dentro le mutande i cittadini italiani diversamente credenti? Mi riferisco ad ebrei, islamici, buddisti, scintoisti, induisti e affini.
Come mai non sento rivendicare da essi il diritto di questi individui a non dover necessariamente condividere la morale cattolica?
Non sarà perchè, come ci ricordano i documentaristi di Religulous, tutte e tre le religioni monoteiste tendono al bigottismo ed al fondamentalismo e ciò è conforme con la necessità, tutta materialista, di tenere la gente, per dirla volgarmente, “cagata” e buona buona?


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In questi giorni di acceso dibattito attorno alle questioni riguardanti Vita, Morte e Autodeterminazione, è ricorso l’ottantesimo anniversario della firma del primo trattato tra Italia e Santa Sede, i cosiddetti Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929.
Gli unici statisti italiani che finora nella storia si sono lanciati in un’Operazione Concordato, nel tentativo di limitare i danni dell’ingerenza religiosa nei fatti privati dello Stato ma in realtà firmando un’unconditional surrender all’ingerenza dei preti nei nostri letti ed allo scassamento aggravato e continuato dei nostri laici cabbasisi, furono Bettino Mussolini e Benito Craxi, rispettivamente nel 1929, appunto, e nel 1984.

Se a Mussolini dobbiamo l’introduzione della lezione di religione (solo cattolica, che diamine!) a scuola e l’esenzione dai dazi per la Città del Vaticano, alla revisione craxiana dobbiamo il lascito del famigerato 8xmille, la tangente pagata al Vaticano sui 740 e gli Unici da tutti i contribuenti italiani. Compresi quelli che, credendo di devolvere l’obolo allo Stato e quindi ad un’istituzione laica, non sanno che alla Chiesa Cattolica il loro 8xmille arriva lo stesso per vie traverse, un po’ come le recenti soccia card, lesinate ai poveri vecchietti ma elargite con munificenza a preti, frati e monache.

Mi sento di prevedere tranquillamente che, dopo Benito e Bettino, anche Berluschino vorrà passare alla storia come colui che firmò il Concordato v3.0. magari tra vent’anni per il centenario dei Patti, chissà, tanto lui è eterno. O no?
E’ per questo che sta studiando tanto e si esercita quotidianamente nella parte del devoto padre di famiglia tanto timorato di Dio, nonostante pregressi concubinaggi, adulteri, concorsi in aborto oltre termine, adesioni alla Massoneria ed altre bazzecole che ai comuni mortali un tempo avrebbero comportato, come minimo, l’accensione del rogo con mappate di diavolina. Oggi, per fortuna, solo la cacciata dai sacramenti e dalle chiese.
E’ per diventare lo statista più sottomesso della Storia nei confronti del clero che, tanto per cominciare, ci condannerà alla vita eterna con sondino nasogastrico?

Mi sono chiesta in questi giorni perchè, nonostante il Concordato, che dovrebbe in teoria stabilire la separazione netta tra Chiesa e Stato, in Italia non muove foglia che Papa non voglia.
Mentre dagli schermi televisivi di un’unica teleMaria colavano lacrime di sangue sulla vicenda di Eluana, mi domandavo se nel nostro paese vi fossero veramente tanti bigotti e baciapile come l’informazione vorrebbe far credere.
Io vivo in una regione notoriamente “ad magnaprit” (di mangiapreti) anche se in una città tradizionalmente “bianca”, ma non mi pare di vedere tutto questo fervore religioso in giro.
I preti scarseggiano e i sacrestani non galleggiano. Il grande seminario cittadino è stato riconvertito in miniappartamenti in affitto. I parroci svivacchiano azzuffandosi per accaparrare le offerte raccolte durante matrimoni e funerali; se li chiami per una benedizione ad una salma ti rispondono che non possono e poi tanto la tipa è già morta e non le serve. Alcune parrocchie di campagna vengono smantellate per mancanza di materia prima sacerdotale e via discorrendo.
Sulle grandi questioni morali vige il detto: la Chiesa dice A ma i cattolici fanno B. Nel senso che ci si risposa e si usa la pillola, ad esempio. Trend comune a tutt’Italia, mi dicono.
E allora? Perchè far passare l’Italia per una dependance del Vaticano popolata di vaticotalebani al cui confronto monsignor Lefebvre è un’ateo miscredente?

Un’altra domanda che mi faccio: ma cosa pensano di quest’ingerenza cattolica fin dentro le mutande i cittadini italiani diversamente credenti? Mi riferisco ad ebrei, islamici, buddisti, scintoisti, induisti e affini.
Come mai non sento rivendicare da essi il diritto di questi individui a non dover necessariamente condividere la morale cattolica?
Non sarà perchè, come ci ricordano i documentaristi di Religulous, tutte e tre le religioni monoteiste tendono al bigottismo ed al fondamentalismo e ciò è conforme con la necessità, tutta materialista, di tenere la gente, per dirla volgarmente, “cagata” e buona buona?


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Gli unici statisti italiani che finora nella storia si sono lanciati in un’Operazione Concordato, nel tentativo di limitare i danni dell’ingerenza religiosa nei fatti privati dello Stato ma in realtà firmando un’unconditional surrender all’ingerenza dei preti nei nostri letti ed allo scassamento aggravato e continuato dei nostri laici cabbasisi, furono Bettino Mussolini e Benito Craxi, rispettivamente nel 1929, appunto, e nel 1984.

Se a Mussolini dobbiamo l’introduzione della lezione di religione (solo cattolica, che diamine!) a scuola e l’esenzione dai dazi per la Città del Vaticano, alla revisione craxiana dobbiamo il lascito del famigerato 8xmille, la tangente pagata al Vaticano sui 740 e gli Unici da tutti i contribuenti italiani. Compresi quelli che, credendo di devolvere l’obolo allo Stato e quindi ad un’istituzione laica, non sanno che alla Chiesa Cattolica il loro 8xmille arriva lo stesso per vie traverse, un po’ come le recenti soccia card, lesinate ai poveri vecchietti ma elargite con munificenza a preti, frati e monache.

Mi sento di prevedere tranquillamente che, dopo Benito e Bettino, anche Berluschino vorrà passare alla storia come colui che firmò il Concordato v3.0. magari tra vent’anni per il centenario dei Patti, chissà, tanto lui è eterno. O no?
E’ per questo che sta studiando tanto e si esercita quotidianamente nella parte del devoto padre di famiglia tanto timorato di Dio, nonostante pregressi concubinaggi, adulteri, concorsi in aborto oltre termine, adesioni alla Massoneria ed altre bazzecole che ai comuni mortali un tempo avrebbero comportato, come minimo, l’accensione del rogo con mappate di diavolina. Oggi, per fortuna, solo la cacciata dai sacramenti e dalle chiese.
E’ per diventare lo statista più sottomesso della Storia nei confronti del clero che, tanto per cominciare, ci condannerà alla vita eterna con sondino nasogastrico?

Mi sono chiesta in questi giorni perchè, nonostante il Concordato, che dovrebbe in teoria stabilire la separazione netta tra Chiesa e Stato, in Italia non muove foglia che Papa non voglia.
Mentre dagli schermi televisivi di un’unica teleMaria colavano lacrime di sangue sulla vicenda di Eluana, mi domandavo se nel nostro paese vi fossero veramente tanti bigotti e baciapile come l’informazione vorrebbe far credere.
Io vivo in una regione notoriamente “ad magnaprit” (di mangiapreti) anche se in una città tradizionalmente “bianca”, ma non mi pare di vedere tutto questo fervore religioso in giro.
I preti scarseggiano e i sacrestani non galleggiano. Il grande seminario cittadino è stato riconvertito in miniappartamenti in affitto. I parroci svivacchiano azzuffandosi per accaparrare le offerte raccolte durante matrimoni e funerali; se li chiami per una benedizione ad una salma ti rispondono che non possono e poi tanto la tipa è già morta e non le serve. Alcune parrocchie di campagna vengono smantellate per mancanza di materia prima sacerdotale e via discorrendo.
Sulle grandi questioni morali vige il detto: la Chiesa dice A ma i cattolici fanno B. Nel senso che ci si risposa e si usa la pillola, ad esempio. Trend comune a tutt’Italia, mi dicono.
E allora? Perchè far passare l’Italia per una dependance del Vaticano popolata di vaticotalebani al cui confronto monsignor Lefebvre è un’ateo miscredente?

Un’altra domanda che mi faccio: ma cosa pensano di quest’ingerenza cattolica fin dentro le mutande i cittadini italiani diversamente credenti? Mi riferisco ad ebrei, islamici, buddisti, scintoisti, induisti e affini.
Come mai non sento rivendicare da essi il diritto di questi individui a non dover necessariamente condividere la morale cattolica?
Non sarà perchè, come ci ricordano i documentaristi di Religulous, tutte e tre le religioni monoteiste tendono al bigottismo ed al fondamentalismo e ciò è conforme con la necessità, tutta materialista, di tenere la gente, per dirla volgarmente, “cagata” e buona buona?


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Io non capisco le conversioni religiose, l’ho detto anche nel post pasquale. Non capisco ma mi adeguo.
Magdi Cristiano Allam si è fatto cristiano. Embé? Una vera notizia sarebbe stata che Calderoli si fosse fatto musulmano. Roberto Mohammed Calderoli. Oppure che Emilio Fede fosse passato al PD. Emilio Uolter Fede.

Era dai tempi della conversione all’Islam di Cassius Clay (divenuto Mohammed Alì) e del Melandri (vedi sotto) che non si parlava di cambi di casacca di fede con altrettanto clamore.
Tuttavia, a parte Hamas che dice sempre ciò che i nemici di Hamas si aspettano che dica, le autorità islamiche chiamate a commentare la (non) notizia hanno detto che la scelta di Allam è e rimane un fatto privato (infatti). Molto rumore per nulla.

Piuttosto mi chiedo: quanto gli sarà costato il tutto, tra prenotazione obbligatoria, affitto di San Pietro, disturbo del Santo Padre e obolo per i pii orfanelli?

http://www.youtube.com/v/usaJEJ_t52s&hl=it


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Io non capisco le conversioni religiose, l’ho detto anche nel post pasquale. Non capisco ma mi adeguo.
Magdi Cristiano Allam si è fatto cristiano. Embé? Una vera notizia sarebbe stata che Calderoli si fosse fatto musulmano. Roberto Mohammed Calderoli. Oppure che Emilio Fede fosse passato al PD. Emilio Uolter Fede.

Era dai tempi della conversione all’Islam di Cassius Clay (divenuto Mohammed Alì) e del Melandri (vedi sotto) che non si parlava di cambi di casacca di fede con altrettanto clamore.
Tuttavia, a parte Hamas che dice sempre ciò che i nemici di Hamas si aspettano che dica, le autorità islamiche chiamate a commentare la (non) notizia hanno detto che la scelta di Allam è e rimane un fatto privato (infatti). Molto rumore per nulla.

Piuttosto mi chiedo: quanto gli sarà costato il tutto, tra prenotazione obbligatoria, affitto di San Pietro, disturbo del Santo Padre e obolo per i pii orfanelli?


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In qualunque paese che non sia retto da una dittatura e che non sia governato da un’ideologia al tramonto e quindi insicura di sè, la satira dovrebbe sempre essere libera di esprimersi e cioè di sbeffeggiare coloro che ricoprono posizioni di potere, anche nel loro piccolo o medio.
Invece, nei giorni scorsi, si è parlato fin troppo e con toni da tragicommedia greca, di una vignetta di Vauro, pubblicata sul Manifesto, sulla giornalista Fiamma Nirenstein, raffigurata come un Prometeo moderno indeciso tra l’ebraismo, il fascismo e Berlusconi. Forse indecisa anche tra Israele e Italia, visto che si candida con tutto il cucuzzaro (anche fascista) della libertà per un posto nel parlamento italiano ma a quanto pare solo per difendere Israele e gli Stati Uniti

“Mi risulta che quella parte sia l’unica che ha difeso Israele e l’alleanza italiana con gli USA di fronte a un’ondata pazzesca di antisemitismo e antiamericanismo di sinistra.” Dice orgogliosa sul suo sito.

Siccome non è fine ricordare l’antisemitismo che ancora alligna bello vegeto a destra, perchè la serva serve e pecunia non olet, meglio riservare la propria riserva di veleno contro la sinistra. Da ex comunista è un fenomeno fisiologico, comunque.

Orbene, Vauro è un toscanaccio e come tale dotato di una certa cattiveria che si esalta, come in tutti i toscani, me compresa, grazie alle mie origini materne, nel sarcasmo al vetriolo. I toscani sono coloro che all’indomani del ritrovamento dei corpi sbudellati delle vittime del Mostro di Firenze coniarono il soprannome “Cicci il mostro di Scandicci” per riderci sopra. La Fiammina, che ha radici toscane anche lei, dovrebbe saperlo bene, visto che oltretutto ammira tanto un’altra toscanaccia dalla boccaccia sputacattiverie come l’Oriana, rest in peace.

Se Vauro avesse fatto una vignetta su un’araba in burka disegnandola con le gambe storte, la Fiamma che s’infiamma scommettiamo che non avrebbe avuto da ridire, visto che, diciamolo, gli arabi e soprattutto i palestinesi le stanno parecchio sui coglioni?
Inoltre non risulta che esista e sia continuamente stigmatizzato un antisemitismo che prenda di mira gli arabi, pure essi semiti. Cioè gli arabi li puoi offendere come ti pare, nessuno ti ricorderà olocausti o ti farà venire sensi di colpa.

Il giornale danese che ha pubblicato le vignette contro l’Islam è molto vicino ai neocon americani, a loro volta molto vicini alla Fiamma ma ricordate cosa si disse? Che non si potevano censurare perchè ohibò, era censura, era minacciata la libertà di stampa. Con la differenza che lì si offendeva il Profeta, qui si fa dell’ironia su una signora molto estremista nelle sue posizioni sioniste e che quindi un pochino se le va a cercare. Come quello che andava nel Bronx a urlare “sporchi negri”.

A proposito di negri. La vignetta all’inizio del post è stata pubblicata sul giornale israeliano Maariv e raffigura un Barack Obama intento a dipingere di nero la Casa Bianca. La didascalia della vignetta diceva: “La casa è ancora bianca ma non per molto”.
Il sionista progressista Richard Silverstein, che ha definito razzista la vignetta, dice in un articolo a commento:

Sembra proprio che Israele, almeno una parte di esso, tema un’eventuale presidenza Obama. C’è ancora questa fobia ebraica e israeliana che un politico nero, specialmente uno che agli inizi di carriera era molto vicino ai palestinesi, possa voltare le spalle ad Israele.
L’idea è semplicemente ridicola perchè (sfortunatamente) nessuno può diventare Presidente degli Stati Uniti senza essere uno schiavo di Israele, volente o nolente. Gli ebrei mettono troppo denaro nella campagna elettorale e vi è troppo potere da parte dell’AIPAC e delle altre lobby ebraiche.

Incredibile, secondo la Fiamma sarebbero i discorsi di un antisemita, roba da “Der Sturmer”.
Invece è IsraelNews. Silverstein fa parte di quegli ebrei ed israeliani che riescono a vedere anche il razzismo che c’è tra loro e che vengono definiti senza tanti complimenti dai siti tipo InformazioneCorretta, degli infami, dei traditori, dei self-hating jews.
Accomunati, nell’odio estremista sionista, agli arabi, raffigurati su Masada2000, il sito del movimento del rabbino razzista Meir Kahane, il Kach, per fortuna fuorilegge in Israele, avvolti nella pancetta di maiale.
Oppure dileggiati come Rachel Corrie, la pacifista americana (ma di sinistra e filopalestinese, quindi in quel caso si può essere antiamericani), finita sotto un caterpillar israeliano mentre presidiava un’abitazione palestinese, alla quale è stato dedicato un sito apposito, con tanto di foto dove gli viene fatta indossare una maglietta con la C di Caterpillar. Non metto il link a Masada2000 perchè è un sito di merda come tutti i siti razzisti.

Ecco, mi piacerebbe sapere se è peggio la vignetta del toscanaccio Vauro su un’accesa sionista o l’offesa ad una ragazza morta comunque per un ideale, della quale non si deve ricordare l’anniversario della morte, 16 marzo 2003, perchè, secondo il sito http://www.rachelgolem.com/corrie.htm dei suoi detrattori post-mortem sionisti, “tanto, lei e i suoi compagni sono irrilevanti.”


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Invece, nei giorni scorsi, si è parlato fin troppo e con toni da tragicommedia greca, di una vignetta di Vauro, pubblicata sul Manifesto, sulla giornalista Fiamma Nirenstein, raffigurata come un Prometeo moderno indeciso tra l’ebraismo, il fascismo e Berlusconi. Forse indecisa anche tra Israele e Italia, visto che si candida con tutto il cucuzzaro (anche fascista) della libertà per un posto nel parlamento italiano ma a quanto pare solo per difendere Israele e gli Stati Uniti

“Mi risulta che quella parte sia l’unica che ha difeso Israele e l’alleanza italiana con gli USA di fronte a un’ondata pazzesca di antisemitismo e antiamericanismo di sinistra.” Dice orgogliosa sul suo sito.

Siccome non è fine ricordare l’antisemitismo che ancora alligna bello vegeto a destra, perchè la serva serve e pecunia non olet, meglio riservare la propria riserva di veleno contro la sinistra. Da ex comunista è un fenomeno fisiologico, comunque.

Orbene, Vauro è un toscanaccio e come tale dotato di una certa cattiveria che si esalta, come in tutti i toscani, me compresa, grazie alle mie origini materne, nel sarcasmo al vetriolo. I toscani sono coloro che all’indomani del ritrovamento dei corpi sbudellati delle vittime del Mostro di Firenze coniarono il soprannome “Cicci il mostro di Scandicci” per riderci sopra. La Fiammina, che ha radici toscane anche lei, dovrebbe saperlo bene, visto che oltretutto ammira tanto un’altra toscanaccia dalla boccaccia sputacattiverie come l’Oriana, rest in peace.

Se Vauro avesse fatto una vignetta su un’araba in burka disegnandola con le gambe storte, la Fiamma che s’infiamma scommettiamo che non avrebbe avuto da ridire, visto che, diciamolo, gli arabi e soprattutto i palestinesi le stanno parecchio sui coglioni?
Inoltre non risulta che esista e sia continuamente stigmatizzato un antisemitismo che prenda di mira gli arabi, pure essi semiti. Cioè gli arabi li puoi offendere come ti pare, nessuno ti ricorderà olocausti o ti farà venire sensi di colpa.

Il giornale danese che ha pubblicato le vignette contro l’Islam è molto vicino ai neocon americani, a loro volta molto vicini alla Fiamma ma ricordate cosa si disse? Che non si potevano censurare perchè ohibò, era censura, era minacciata la libertà di stampa. Con la differenza che lì si offendeva il Profeta, qui si fa dell’ironia su una signora molto estremista nelle sue posizioni sioniste e che quindi un pochino se le va a cercare. Come quello che andava nel Bronx a urlare “sporchi negri”.

A proposito di negri. La vignetta all’inizio del post è stata pubblicata sul giornale israeliano Maariv e raffigura un Barack Obama intento a dipingere di nero la Casa Bianca. La didascalia della vignetta diceva: “La casa è ancora bianca ma non per molto”.
Il sionista progressista Richard Silverstein, che ha definito razzista la vignetta, dice in un articolo a commento:

Sembra proprio che Israele, almeno una parte di esso, tema un’eventuale presidenza Obama. C’è ancora questa fobia ebraica e israeliana che un politico nero, specialmente uno che agli inizi di carriera era molto vicino ai palestinesi, possa voltare le spalle ad Israele.
L’idea è semplicemente ridicola perchè (sfortunatamente) nessuno può diventare Presidente degli Stati Uniti senza essere uno schiavo di Israele, volente o nolente. Gli ebrei mettono troppo denaro nella campagna elettorale e vi è troppo potere da parte dell’AIPAC e delle altre lobby ebraiche.

Incredibile, secondo la Fiamma sarebbero i discorsi di un antisemita, roba da “Der Sturmer”.
Invece è IsraelNews. Silverstein fa parte di quegli ebrei ed israeliani che riescono a vedere anche il razzismo che c’è tra loro e che vengono definiti senza tanti complimenti dai siti tipo InformazioneCorretta, degli infami, dei traditori, dei self-hating jews.
Accomunati, nell’odio estremista sionista, agli arabi, raffigurati su Masada2000, il sito del movimento del rabbino razzista Meir Kahane, il Kach, per fortuna fuorilegge in Israele, avvolti nella pancetta di maiale.
Oppure dileggiati come Rachel Corrie, la pacifista americana (ma di sinistra e filopalestinese, quindi in quel caso si può essere antiamericani), finita sotto un caterpillar israeliano mentre presidiava un’abitazione palestinese, alla quale è stato dedicato un sito apposito, con tanto di foto dove gli viene fatta indossare una maglietta con la C di Caterpillar. Non metto il link a Masada2000 perchè è un sito di merda come tutti i siti razzisti.

Ecco, mi piacerebbe sapere se è peggio la vignetta del toscanaccio Vauro su un’accesa sionista o l’offesa ad una ragazza morta comunque per un ideale, della quale non si deve ricordare l’anniversario della morte, 16 marzo 2003, perchè, secondo il sito http://www.rachelgolem.com/corrie.htm dei suoi detrattori post-mortem sionisti, “tanto, lei e i suoi compagni sono irrilevanti.”


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Statisti, politici, imprenditori e presidenti vengono spesso minacciati da nemici più o meno oscuri. Generalmente, più la minaccia è seria meno è possibile identificarne l’autore. Gli avvertimenti che si traducono in azione sono sempre sottili, allusivi, mai diretti.

A Dallas, il 21 novembre del 1963, apparvero nelle strade dei volantini che raffiguravano il Presidente Kennedy con sotto la scritta “Wanted for Treason” (ricercato per tradimento) ed elencate una serie di ragioni per le quali i latori del presente facevano capire che la sua visita il giorno successivo non era gradita nello stato della Stella Solitaria.
Le pallottole arrivarono sul serio il giorno dopo e non solo dal Manlicher Carcano a caricamento manuale di Lee Oswald ma il volantino non conteneva alcuna minaccia di morte concreta nè tantomeno una firma.

1974, New York. Aldo Moro è in visita negli Stati Uniti e, a quanto racconta il suo ex-segretario Guerzoni, in quell’occasione vi fu un colloquio molto apro tra lo statista italiano e il segretario di stato Henry Kissinger. Nessun esplicito “se vai con i comunisti sei un uomo morto”, intendiamoci ma quel tipo di messaggio che ti fa capire che a qualcuno di molto importante ciò che fai non è gradito. Secondo Guerzoni, a seguito del colloquio, Moro si sentì male. Qualcuno in seguito e con il senno di poi ha voluto leggere nei rimbrotti di Kissinger una minaccia diretta alla politica di apertura verso il PCI di Moro.

Mi sono tornati in mente questi due episodi a seguito dell’articolo apparso su “il Giornale”, ripreso da Swa, sulle pallottole inviate per posta ai Berlusconi Brothers.

«Queste due pallottole a salve sono il preavviso per i fratelli Berlusconi, una per Silvio e una per il fratello Paolo, responsabili delle porcate che scrivono sul Giornale e della loro politica anti-Islam».
«Alla prima occasione propizia», dice, «con o senza predellino, faremo come hanno fatto in Pakistan con la Bhutto: un colpo con pallottole vere in testa e poi un kamikaze, all’italiana, per essere certi della loro scomparsa da questo mondo. Le guardie del corpo e i servizi di sicurezza non potranno fermarci perché non siamo prevedibili».
«Allah è grande».

Vediamo. Non potranno fermarli perchè imprevedibili però preannunciano come avverrà il colpo. Scrivono l’indirizzo sulla busta a mano, ingenuità che neanche uno scrivano anonimo che ti informa che sei cornuto commetterebbe.
Io personalmente avrei messo “come abbiamo fatto in Pakistan”, non come “hanno fatto”.
Per fortuna hanno usato francobolli adesivi e non leccati personalmente dal capo terrorista.

Quello che non mi convince è il kamikaze “all’italiana”, che temo brilli per inaffidabilità. Mettere sullo stesso piano di importanza Paolo e Silvio è commovente ma fuori dalla realtà, ma la cosa più inquietante è la cosa del predellino.
Con o senza. Questo si che è un messaggio misterioso e da brividi.
Mario Giordano decifra il codice e sostiene che il riferimento è proprio alla svolta di Piazza San Babila.
Non vorranno mica sabotare il predellino sul quale Berlusconi è costretto a salire per arringare la folla? Una caduta da tale altezza sarebbe fatale.

Comunque anche il direttore ha i suoi dubbi e instilla nel lettore il sospetto che i latori della minaccia siano i soliti terroristi comunisti, visto che chiamano ancora il Giornale con l’aggettivo “Nuovo”, come ai tempi delle BR. Strano che non si nominino, nell’articolo, gli anarcoinsurrezionalisti.

Io comunque, fossi l’ex Presidente del Consiglio, non mi preoccuperei fintanto che non mi arriva una roba del genere.


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Statisti, politici, imprenditori e presidenti vengono spesso minacciati da nemici più o meno oscuri. Generalmente, più la minaccia è seria meno è possibile identificarne l’autore. Gli avvertimenti che si traducono in azione sono sempre sottili, allusivi, mai diretti.

A Dallas, il 21 novembre del 1963, apparvero nelle strade dei volantini che raffiguravano il Presidente Kennedy con sotto la scritta “Wanted for Treason” (ricercato per tradimento) ed elencate una serie di ragioni per le quali i latori del presente facevano capire che la sua visita il giorno successivo non era gradita nello stato della Stella Solitaria.
Le pallottole arrivarono sul serio il giorno dopo e non solo dal Manlicher Carcano a caricamento manuale di Lee Oswald ma il volantino non conteneva alcuna minaccia di morte concreta nè tantomeno una firma.

1974, New York. Aldo Moro è in visita negli Stati Uniti e, a quanto racconta il suo ex-segretario Guerzoni, in quell’occasione vi fu un colloquio molto apro tra lo statista italiano e il segretario di stato Henry Kissinger. Nessun esplicito “se vai con i comunisti sei un uomo morto”, intendiamoci ma quel tipo di messaggio che ti fa capire che a qualcuno di molto importante ciò che fai non è gradito. Secondo Guerzoni, a seguito del colloquio, Moro si sentì male. Qualcuno in seguito e con il senno di poi ha voluto leggere nei rimbrotti di Kissinger una minaccia diretta alla politica di apertura verso il PCI di Moro.

Mi sono tornati in mente questi due episodi a seguito dell’articolo apparso su “il Giornale”, ripreso da Swa, sulle pallottole inviate per posta ai Berlusconi Brothers.

«Queste due pallottole a salve sono il preavviso per i fratelli Berlusconi, una per Silvio e una per il fratello Paolo, responsabili delle porcate che scrivono sul Giornale e della loro politica anti-Islam».
«Alla prima occasione propizia», dice, «con o senza predellino, faremo come hanno fatto in Pakistan con la Bhutto: un colpo con pallottole vere in testa e poi un kamikaze, all’italiana, per essere certi della loro scomparsa da questo mondo. Le guardie del corpo e i servizi di sicurezza non potranno fermarci perché non siamo prevedibili».
«Allah è grande».

Vediamo. Non potranno fermarli perchè imprevedibili però preannunciano come avverrà il colpo. Scrivono l’indirizzo sulla busta a mano, ingenuità che neanche uno scrivano anonimo che ti informa che sei cornuto commetterebbe.
Io personalmente avrei messo “come abbiamo fatto in Pakistan”, non come “hanno fatto”.
Per fortuna hanno usato francobolli adesivi e non leccati personalmente dal capo terrorista.

Quello che non mi convince è il kamikaze “all’italiana”, che temo brilli per inaffidabilità. Mettere sullo stesso piano di importanza Paolo e Silvio è commovente ma fuori dalla realtà, ma la cosa più inquietante è la cosa del predellino.
Con o senza. Questo si che è un messaggio misterioso e da brividi.
Mario Giordano decifra il codice e sostiene che il riferimento è proprio alla svolta di Piazza San Babila.
Non vorranno mica sabotare il predellino sul quale Berlusconi è costretto a salire per arringare la folla? Una caduta da tale altezza sarebbe fatale.

Comunque anche il direttore ha i suoi dubbi e instilla nel lettore il sospetto che i latori della minaccia siano i soliti terroristi comunisti, visto che chiamano ancora il Giornale con l’aggettivo “Nuovo”, come ai tempi delle BR. Strano che non si nominino, nell’articolo, gli anarcoinsurrezionalisti.

Io comunque, fossi l’ex Presidente del Consiglio, non mi preoccuperei fintanto che non mi arriva una roba del genere.


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