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Continuo a pensare che sia più facile portare George W. Bush all’impeachment piuttosto che Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti. Non so ma la vedo dura e non è questione di Obama.
E’ vero che gli USA passano per il paese dove le donne comandano a bacchetta gli uomini ma per me è solo una leggenda. Forse le americane sono solo più spaccacazzo delle altre ed ecco perchè gli Stati Uniti abbondano di serial-killers alla Ted Bundy.
Là, come da noi e in tutto il mondo tranne poche enclaves, vale la legge che nei luoghi chiave è meglio ci restino gli uomini e in politica, dopo tutto, è meglio che lascino fare agli uomini. Per questo motivo non si è ancora vista una donna presidente(ssa).

In Italia siamo messi ancora peggio. Non so ma, dire “la presidentessa” evocherebbe oltretutto più il filone trash anni settanta che altro: “La presidentessa alla riunione di gabinetto”.
Ecco, siccome casualmente ritorna alla mente la grande Edwige Fenech, secondo me il motivo per il quale le donne non riescono a farsi eleggere è che quando si preparano ad interpretare il ruolo della presidentessa, per eccesso di femminilità, riescono solo a sembrare una preside.

Mi sono sempre chiesta perchè le candidate hanno quell’aria ingessata, da paletto nel culo, quell’immagine dura, cazzuta, come se dicessero: “sembriamo donne ma non lo siamo, sotto la gonna c’è di più, teniamo ‘na mazza tanta”.
Quando vedi candidate così, i loro antagonisti maschi, per reazione, ti sembrano più rassicuranti di una balia calda e popputa. E’ strano ma è così.

Gli elettori, comprese le donne che di solito non votano le donne perchè “quella stronza non la sopportano”, sarebbero sicuramente più attratti da una figura veramente femminile, veramente donna, magari rotonda e burrosa.
O quantomeno una superfemmina alla Charlize Theron, và.

Non riesco proprio, con tutta la buona volontà, ad associare il termine burroso con Hillary Clinton, una che ha sempre l’espressione di chi è entrata per sbaglio nel bagno degli uomini, ci ha trovato dentro John Holmes e ora sta crepando d’invidia.


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Continuo a pensare che sia più facile portare George W. Bush all’impeachment piuttosto che Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti. Non so ma la vedo dura e non è questione di Obama.
E’ vero che gli USA passano per il paese dove le donne comandano a bacchetta gli uomini ma per me è solo una leggenda. Forse le americane sono solo più spaccacazzo delle altre ed ecco perchè gli Stati Uniti abbondano di serial-killers alla Ted Bundy.
Là, come da noi e in tutto il mondo tranne poche enclaves, vale la legge che nei luoghi chiave è meglio ci restino gli uomini e in politica, dopo tutto, è meglio che lascino fare agli uomini. Per questo motivo non si è ancora vista una donna presidente(ssa).

In Italia siamo messi ancora peggio. Non so ma, dire “la presidentessa” evocherebbe oltretutto più il filone trash anni settanta che altro: “La presidentessa alla riunione di gabinetto”.
Ecco, siccome casualmente ritorna alla mente la grande Edwige Fenech, secondo me il motivo per il quale le donne non riescono a farsi eleggere è che quando si preparano ad interpretare il ruolo della presidentessa, per eccesso di femminilità, riescono solo a sembrare una preside.

Mi sono sempre chiesta perchè le candidate hanno quell’aria ingessata, da paletto nel culo, quell’immagine dura, cazzuta, come se dicessero: “sembriamo donne ma non lo siamo, sotto la gonna c’è di più, teniamo ‘na mazza tanta”.
Quando vedi candidate così, i loro antagonisti maschi, per reazione, ti sembrano più rassicuranti di una balia calda e popputa. E’ strano ma è così.

Gli elettori, comprese le donne che di solito non votano le donne perchè “quella stronza non la sopportano”, sarebbero sicuramente più attratti da una figura veramente femminile, veramente donna, magari rotonda e burrosa.
O quantomeno una superfemmina alla Charlize Theron, và.

Non riesco proprio, con tutta la buona volontà, ad associare il termine burroso con Hillary Clinton, una che ha sempre l’espressione di chi è entrata per sbaglio nel bagno degli uomini, ci ha trovato dentro John Holmes e ora sta crepando d’invidia.


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Interessante il dibattito (qui e qui) sulle nuove (?) norme censorie riferite alla televisione generalista e in chiaro, che proibiscono la diffusione di scene pornografiche, intendendo il pornografico come “la descrizione, l’illustrazione o la rappresentazione, visiva e/o verbale, di soggetti erotici e di atti o attività attinenti alla sfera sessuale, che risulti offensiva del pudore”.
Fatto salvo che: “non rientra nel menzionato divieto di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b) del citato decreto legislativo, la rappresentazione che, pur ricadente nella definizione di cui al precedente punto 2, sia parte di un contesto culturale o di valore artistico e risulti non fine a sé stessa ma funzionale all’economia dell’opera in cui è inserita”.

Bontà loro, sarebbero salvaguardati i film d’arte e i programmi di anatomia e medicina. Oddìo, se però si accorgono di questa rassomiglianza ci tolgono pure Dr. House.


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