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Ma che bella combriccola di duri. Chissà se è stata una partita scaduta di Viagra cinese o una strana mutazione del virus degli uccelli, ma i nostri sommi comandanti in capo mondiali sembrano essersi tutti rincitrulliti e avere una sola cosa in testa. E noi che credevamo che pensassero solo al potere!

Finisce sotto processo il presidente israeliano Katsav – nome omen – accusato di stupro e molestie sessuali ai danni di almeno dieci donne.
S’ode a Tel Aviv uno che tromba e a Mosca risuona uno squillo: il mancato colonnello del KGB viene preso dall’ammirazione e si congratula con Olmert in visita al Cremlino per le imprese da campionati di toro da monta del suo presidente.
I giornali in questi giorni sono pieni dello sdegno per la frase attribuita a Putin e carpita dal solito impertinente microfono aperto: “Katsav si è dimostrato un grande uomo. Ha stuprato dieci donne, non me lo sarei mai aspettato da lui, ci ha sorpreso tutti e tutti lo invidiamo”.

Per non essere da meno e per far parlare di nuovo i giornali di lui dopo una lunga quaresima, il noto pusher di bufale Aznar, per non rispondere alla domanda molesta di una giornalista, le infila una penna nella scollatura. Scusate la parentesi freudiana, ma questa parodia della “spagnola” (o cubana, come dicono gli spagnoli) con la BIC per noi psicologi è bellissima, sublime, rivelatrice più di una confessione davanti al prete o all’urologo. La penna è notoriamente sottile, anche se ne uccide più che la spada.
Invece di offendersi, la giornalista avrebbe dovuto semplicemente scuotere la testa con commiserazione. Chi parla, come Putin, o agisce simbolicamente, come Aznar, probabilmente non ha molto altro da sfoggiare.

Come nota di colore segnalo infine l’indispensabile Bossi che ritorna a farsi sentire dalle parti del celoduro. In quel di Vicenza, l’Umberto proclama: “Silvio, ce l’abbiamo ancora duro, per questo è pieno di donne”, riferendosi alla folla, che notoriamente è femmina e ama essere fottuta, come diceva il nonno di Alessandra.

Io non capisco tutta questa meraviglia e le “bufere” su queste dichiarazioni.
Chi ricerca il potere è normale che non tenga in gran conto i sentimenti umani. Sono abituati a fare le guerre, figuriamoci se si preoccupano se lei ci stava o no.
Ogni tanto si cerca di far passare gli impotenti della Terra per sporcaccioni credendo di denigrarli e la lista è lunga da Hitler a Saddam, ma purtroppo si tratta sempre di diversivi che ci distolgono dalle ben altre porcate che essi compiono.

Clinton è ricordato per i giochetti idraulici con la Monica, ma fu durante la sua presidenza che la Albright, ambasciatrice americana all’ONU disse che mezzo milione di bambini iracheni morti era un prezzo che si poteva pagare. Aznar ha ignobilmente speculato sui cadaveri dei suoi concittadini per cercare di vincere le elezioni. Putin non ha avuto un attimo di esitazione a gasare più di cento suoi concittadini nel teatro Dubrovka.

Io penso addirittura che “l’amico” Vladimir non abbia pronunciato quella frase e potrebbe essere che Katsav sia stato incastrato con il metodo dello scandalo sessuale per levarlo di mezzo. Se si deve criticare Putin allora diciamo che gli stupri, quelli veri, accadono ogni giorno in Cecenia con il suo consenso ma che la stampa non ne parla, preferendo riportare la presunta frase di un ometto che ha applaudito un presunto stupratore.

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