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Che c’entra Keanu Reeves, dato che si parla ancora di Obama e del Nano? Al tempo.

Nella gloriosa era dell’avanspettacolo, quando i comici alla Berlusconi si affacciavano sul palco di teatri come l’Ambra Jovinelli, tra un balletto e l’altro di ballerine molto scosciate, partiva in automatico il grido ” A (nome del comico), facce ride!”

Siccome lo spirito di questi comici di serie C non faceva ridere nessuno, tantomeno una platea di maschi arrapati vogliosi solo di sbirciare sotto il puntino* delle ragazze, di solito partivano in direzione palcoscenico gli ortaggi, scelti accuratamente dagli spettatori tra le primizie di stagione.
Di quei bei tempi oggi rimane solo qualche esemplare ben conservato di guitto e purtroppo si è persa la tradizione del pomodoro, del sedano e del finocchio da tiro.

Sapete qual’è il lato paradossale della querelle sulla battuta di Berlusconi sull’Obama “bello e abbronzato” (e meno male che non ha detto “dal sapor mediorientale”)?
Potrei metterci la mano sul fuoco che lui non voleva essere razzista. Ha appena sborsato milioni per acquistare un fromboliere brasiliano anche lui sull’abbronzato; nel Milan stellare di Sacchi c’erano gli a-a-bbronzatissimi Gullitt e Rijkaard e una bella tintarella ce l’ha anche il fenomenale Seedorf. Insomma, non penso assolutamente che Berlusconi sia razzista nei confronti dei neri. Non ha la spocchia boera di un Feltri o la violenza di un Calderoli. No, è un milanese che ha dimostrato in passato di non aver alcun pregiudizio nei confronti degli stallieri meridionali quindi probabilmente sarà maleducato ma non razzista.

Il guaio è che lui è convinto di essere spiritoso e non sa che la battuta da veranda di Villa Certosa tra un daiquiri ed una schitarrata di Apicella tra veline e vallette, non può essere spacciata anche in conferenza stampa in contesto internazionale da capo di governo.
Il suo problema è l’incontinenza linguale con l’aggravante della barzelletta. Non riesce proprio a tenerla a freno. Quando gli scappa, gli scappa e la fa dove capita. Dio solo sa perchè non gli scappi mai qualcosa di genialmene divertente ma solo freddure da andarsi a sotterrare per l’imbarazzo.
Voleva fare ad Obama una carineria, dice. Si è anche incazzato e ha dato dell’imbecille a chi se l’era presa.
Non lo fa apposta. E’ così. Forse una badante ucraina che al momento giusto lo riprendesse: “ma nooonno Silviooo, kosa tu dicie?!” non guasterebbe.

Allora, che c’entra Keanu? Innanzitutto, concorderete con me che è meglio mettere una foto di Keanu Reeves che una del Nano.
Poi è stato il gioco delle associazioni e delle attinenze. Obama è il neoeletto, Keanu è l’eletto Neo. Obama ha vissuto alle Hawaii, Keanu è di origine cino-anglo-hawaiana.
Sono entrambi sanguemisti e se Obama è l’eletto, anche nel senso matrixiano, chissà chi sarà l’Oracolo.
Ma no, semplicemente, l’ho detto ancora, Keanu è la prova vivente di quanto sia idiota il discorso sulla purezza della razza e di quali ottimi risultati si abbiano mescolando i geni. Se è vero che ciò vale per il cervello oltre che per la faccia, ci sono ottime probabilità anche per Obama.

A proposito di facce. Dico molto sinceramente che il PD ha commesso un errore colossale a fare quel manifesto con Gasparri e la scritta “Vergogna”. Bastava e avanzava la faccia di Gasparri.

* Il puntino era una specie di perizoma, molto audace per quei tempi, che le ballerine indossavano per coprire le vergogne.


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Che c’entra Keanu Reeves, dato che si parla ancora di Obama e del Nano? Al tempo.

Nella gloriosa era dell’avanspettacolo, quando i comici alla Berlusconi si affacciavano sul palco di teatri come l’Ambra Jovinelli, tra un balletto e l’altro di ballerine molto scosciate, partiva in automatico il grido ” A (nome del comico), facce ride!”

Siccome lo spirito di questi comici di serie C non faceva ridere nessuno, tantomeno una platea di maschi arrapati vogliosi solo di sbirciare sotto il puntino* delle ragazze, di solito partivano in direzione palcoscenico gli ortaggi, scelti accuratamente dagli spettatori tra le primizie di stagione.
Di quei bei tempi oggi rimane solo qualche esemplare ben conservato di guitto e purtroppo si è persa la tradizione del pomodoro, del sedano e del finocchio da tiro.

Sapete qual’è il lato paradossale della querelle sulla battuta di Berlusconi sull’Obama “bello e abbronzato” (e meno male che non ha detto “dal sapor mediorientale”)?
Potrei metterci la mano sul fuoco che lui non voleva essere razzista. Ha appena sborsato milioni per acquistare un fromboliere brasiliano anche lui sull’abbronzato; nel Milan stellare di Sacchi c’erano gli a-a-bbronzatissimi Gullitt e Rijkaard e una bella tintarella ce l’ha anche il fenomenale Seedorf. Insomma, non penso assolutamente che Berlusconi sia razzista nei confronti dei neri. Non ha la spocchia boera di un Feltri o la violenza di un Calderoli. No, è un milanese che ha dimostrato in passato di non aver alcun pregiudizio nei confronti degli stallieri meridionali quindi probabilmente sarà maleducato ma non razzista.

Il guaio è che lui è convinto di essere spiritoso e non sa che la battuta da veranda di Villa Certosa tra un daiquiri ed una schitarrata di Apicella tra veline e vallette, non può essere spacciata anche in conferenza stampa in contesto internazionale da capo di governo.
Il suo problema è l’incontinenza linguale con l’aggravante della barzelletta. Non riesce proprio a tenerla a freno. Quando gli scappa, gli scappa e la fa dove capita. Dio solo sa perchè non gli scappi mai qualcosa di genialmene divertente ma solo freddure da andarsi a sotterrare per l’imbarazzo.
Voleva fare ad Obama una carineria, dice. Si è anche incazzato e ha dato dell’imbecille a chi se l’era presa.
Non lo fa apposta. E’ così. Forse una badante ucraina che al momento giusto lo riprendesse: “ma nooonno Silviooo, kosa tu dicie?!” non guasterebbe.

Allora, che c’entra Keanu? Innanzitutto, concorderete con me che è meglio mettere una foto di Keanu Reeves che una del Nano.
Poi è stato il gioco delle associazioni e delle attinenze. Obama è il neoeletto, Keanu è l’eletto Neo. Obama ha vissuto alle Hawaii, Keanu è di origine cino-anglo-hawaiana.
Sono entrambi sanguemisti e se Obama è l’eletto, anche nel senso matrixiano, chissà chi sarà l’Oracolo.
Ma no, semplicemente, l’ho detto ancora, Keanu è la prova vivente di quanto sia idiota il discorso sulla purezza della razza e di quali ottimi risultati si abbiano mescolando i geni. Se è vero che ciò vale per il cervello oltre che per la faccia, ci sono ottime probabilità anche per Obama.

A proposito di facce. Dico molto sinceramente che il PD ha commesso un errore colossale a fare quel manifesto con Gasparri e la scritta “Vergogna”. Bastava e avanzava la faccia di Gasparri.

* Il puntino era una specie di perizoma, molto audace per quei tempi, che le ballerine indossavano per coprire le vergogne.


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Ho visto un po’ troppi wonderbra in giro ultimamente. Così, anche se odio l’ipocrisia della par condicio, per pareggiare i conti mi travesto da etologa e vi propongo otto meraviglie della natura in senso maschile.
Per restare in argomento “intimo”, consiglio anche il relativo wonderbra for men, di cui però questi Bronzi di Riace viventi, questi capolavori dell’arte moderna non hanno alcun bisogno. Sono uomini che non devono chiedere mai. L’aggeggio che solleva lasciamolo a chi una volta avrebbe usato il cotone idrofilo. Ohibò.

Cominciamo il giro dei belloni da Viggo Mortensen, la tempesta ormonale perfetta. Inespressivo, dicono. Già fa danno così figuriamoci se fosse pure espressivo.
Le sue fans si giustificano dicendo che piace perchè è anche intelligente, poeta, pittore. Palle, la verità è che tira più un pelo di Viggo che un carro di buoi.

Occhi che ti fanno la risonanza magnetica quelli di Joaquin Phoenix, genere tormentato, in molti film adolescente perverso che innesca reazioni insano-materne stile “vieni qui che ti risolvo io i problemi, bel bambino”. Memorabile in “Da Morire” di Gus Van Sant, che io benedico perché di bei figlioli se ne intende e ci offre sempre immagini indimenticabili.

Keanu Reeves è il monumento vivente alla idiozia dei razzisti, di coloro che vorrebbero continuare a trombarsi solo le sorelle per non contaminare la razza.
Esercizio pratico: guardate prima Calderoli e poi Keanu e domandatevi, ma mescolare un pochino i geni non dà effetti interessanti? Ultimamente un po’ intortellato, ma sempre un grande (Keanu, ovviamente).

Un giovane virgulto dal Giappone, Takeshi Kaneshiro.
Se trovate una palla mortale i pugnali volanti ma non osate dirlo all’amico entusiasta del cinema estremo-orientale che vi presta sempre le versioni director’s cut dei capolavori di Jhang Yimou concentratevi sui lineamenti di porcellana e gli occhi a mandorla assassina di Takeshi. Le due ore e oltre passeranno più in fretta e direte: “Ma come, è già finito?”.


Che dire di Johnny Depp, il lato selvaggio della vita, l’uomo dai mille volti? Da portarsi dietro solo in modica quantità, di lui non si butta via nulla, ed è un salvavita. Un momento di depressione e con un Depp passa tutto.

Alzi la mano chi non si farebbe arrestare e interrogare da Montalbano, alias Luca Zingaretti, il primo sexy commissario italiano e la rovina di Cesare Ragazzi.
O ragazzuoli che la menate con i capelli che cadono e vi rovinate lo stipendio con le fiale di Minoxidil, non preoccupatevi. Dovete solo essere uguali a Zingaretti e i capelli non rappresenteranno più un problema.

Direttamente dall’Enciclopedia Britannica dei bonazzi, la new entry Clive Owen, anche lui un po’ botulinizzato nell’espressione ma gran figaccione, sia nei panni di Re Artù, dove per lui sbavavano sia Lancillotto che Ginevra, che in quelli del rapinatore diabolico in “Inside Man”. Ma come hanno osato non fargli fare James Bond e hanno preso quella specie di calamaro di… non mi ricordo neppure il nome!

Infine un omaggio al neo Pallone D’Oro, ‘O Capitano, Fabio Cannavaro.
Di fronte alla sua “tartaruga” perfetta le bimbe si turbano, le mamme sbiancano e anche Michelangelo poserebbe lo scalpello e si metterebbe a piangere in silenzio con la testa tra le mani dicendo sconsolato: ” ’gna faccio…”

E ora vi saluto, vado a farmi una doccia fredda.

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