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Sei precario e un po’ sfigato
anzi no, sei proprio giù, sei proprio giù
niente da fare, da sperare
un posto no, un posto no, niente lavoro

Ma che cosa vai dicendo, non conosci il rimedio
se sei amico, camerata o parente

Ti troverà un posto lui
Alemanno
E anche per lei, e anche per zio Fernando
All’Ama te, all’Atac lui
un posto fisso ci sarà
assumeran perfino te, Roberto.

(Alemanno, Alemanno
Ale ale manno, ale ale mannooo.) x2

Che bello essere l’amico di
Ale-manno
che fico esserne parente
sai Fernando
se durerà sarà una pacchia
con Ale-manno
tutti all’Ama e all’Atac, Roberto

Ti troverà un posto lui
Alemanno
E anche per lei, e anche per zio Fernando
All’Ama te, all’Atac lui
un posto fisso ci sarà
assumeranno anche te, Roberto.

(Alemanno, Alemanno
Ale ale manno, ale ale mannooo.) x2
da cantare a karaoke su “Alejandro” di Lady Gaga.
E non preoccupatevi. Buttafuoco stamattina scrive che a causa di questa parentopoli Alemanno è spacciato ma tutti a Roma dicono che dopo di lui (di Alemannoo) verrà Bertolaso.
Aridatece Nerone, praticamente.
Figurati se ho intenzione di sentirmi in colpa del fatto che mi piace Lady Gaga. Una che ha il coraggio di uscire una sera vestita con la fettina di scottona annodata sulle chiappe e le scarpe di scaletta per bollito misto ha tutta la mia simpatia. Animalisti sconvolti, benpensanti svenuti. Come diceva il Colonnello Kurz? “Noi addestriamo dei giovani a scaricare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere “cazzo” sui loro aerei perché è osceno.”
Si ma la ragazza “fa della musica orrenda”, dicono i soliti Salieri. Niente affatto. Gaga svolge egregiamente lo scopo di sfornare musica pop di un livello perfettamente adeguato al mondo che se la merita e che l’ha generata. Che dovrebbe cantare una con un telefono o la Rätta dell’IKEA in testa a mo’ di cappellino, l’Orfeo di Monteverdi?

Certo la sua musica è ipnotica e rischi di ritrovarti a canticchiare “Alejandro, Alejandro, Ale-Alejandro, Ale-Alejandroo” o “papa-paparazzi”, per un giorno intero ma in fondo siamo già sopravvissuti ad “A-a-bbronzatissima” ed agli “ombrelloni-oni-oni”.

LG è un prodotto di consumo gustoso e ipercalorico come le Pringles ma non credo proprio sia una creatura degli Illuminati, come sostiene la più cogliona delle teorie della cospirazione. Se non lo sapete, Lady Gaga sarebbe una pupazza del tipo della Maria di Metropolis, inviata nel mondo della musica pop per inscimunire ulteriormente la generazione dei bimbominkia e soggiogarli ai voleri del Nuovo Ordine Mondiale. Come se non bastasse piazzarli davanti ad un’altra Maria, la De Filippi.

Cospiratori strafumati e musica (o muzak) a parte, Lady Gaga è un fenomeno di costume e di scostumatezza. I critici sostengono che le sue performances sono pura provocazione e la provocazione artistica non sarebbe più qualcosa di originale. Su questo ci sarebbe da discutere. A parte che l’arte è sempre provocatoria e scandalosa, in ogni epoca, chi vuole comunicare con il mondo attuale non può prescindere dall’uso di un linguaggio estremo perchè è il mondo ad essere osceno e ad obbligarti ad usare le sue stesse armi per denunciarne le brutture e le contraddizioni. Se siamo obbligate dalla moda ad entrare nei jeans taglia Lager cuciti dagli schiavi cinesi allora possiamo anche farci il gonnellino di carpaccio.

Gaga mi è simpatica anche perchè quella carampana maitresse à penser del femminismo vintage della Camille Paglia le ha dedicato un saggio dove dice che è solo una copiona, asessuata (??) e antifemminista. Come dire, ne avesse azzeccata una.
Le ha ben risposto Mario Luzzato Fegiz:

“Posto che musicalmente non mi piacciono né Lady Gaga né Madonna, alla Paglia sfugge un punto fondamentale: Lady Gaga è un personaggio totalmente postmoderno, potrebbe tranquillamente stare in un romanzo di Palahniuk. Non imita Madonna, la cita e ne rovescia completamente il senso, svelandone il lato grottesco e, perché no, mortifero. Se c’è dell’intelligenza nel suo stile sta proprio in questo.
E non ci vuole un genio per capirlo, basta vedere la faccenda dell’abito bistecca: il corpo femminile “spogliato” dell’erotismo, la carne completamente desublimata. Il lato oscuro di Madonna, insomma, o la Madonna spinta al limite estremo. Quasi una parodia. Di sicuro non un’imitazione.”

Esattamente, il lato oscuro. E’ questo che colpisce soprattutto di Lady Gaga e che la caratterizza, rendendola un personaggio originale contro tutte le apparenze. Oscuro perchè capace di rompere il tabù della fascinazione della morte.
I suoi video sono zeppi di assassine avvelenatrici, vendicatrici tarantiniane o alla “Faster Pussycat, Kill! Kill!”. E’ stata capace di terminare il video di “Bad Romance” con un’immagine quasi da finale kubrickiano: lei a letto con il cadavere carbonizzato del boyfriend e le tette ancora fumanti e scoppiettanti tipo “Tetsuo”. I’m a violent girl in a violent world.
Il video di “Alejandro” inizia con un funerale con tanto di bara. In “Telephone” stermina con il veleno l’intera clientela di un fast food prima di fuggirsene con Beyoncé alla “Thelma e Louise”.
In questo lato lugubre della sua espressività, dove mescola comicità e tragico, è decisamente diversa da Madonna e in qualche caso la supera come un Valentino che si fuma Stoner all’ultima curva.

Paglia fa confronti? Va bene, facciamoli. Madonna sarebbe quella che ha già fatto tutto e quindi chiunque tenti di superarla non vale niente ed è solo un clone? In ogni caso stiamo parlando di trent’anni fa, i tempi sono comunque cambiati. Ormai è modernariato.
Nel fintopornolibro pseudoscandaloso “Erotica”, la Ciccone sciorinava tutte le perversioni stando bene attenta però a non accostarsi a quelle più toste, quelle che le avrebbero davvero creato dei fastidi, per esempio la necrofilia o la semplice fascinazione per la morte. In effetti ha sempre eluso l’argomento. L’unica volta che l’abbiamo vista in un contesto lugubre e funerario è stato, se non mi sbaglio, in “Evita”. Si vedeva che era a disagio distesa da finta morta nella bara di cristallo della Señora. Forse perchè (la) Madonna è un essere immortale e soprannaturale?
Sarà stata anche rivoluzionaria ma è rimasta nei secoli fedele interprete del lato più glamour e superficiale, quindi innocuo, dell’erotismo e ha sempre celebrato in fondo solo l’autofeticismo esibizionista in tutte le sue varianti. Madonna, nomen omen, appare, si fa guardare da lontano, può solo pretendere di essere venerata. Gaga non ha paura di lanciarsi in mezzo alla folla per farsene quasi divorare.

Madonna è figlia della scemenza praecox anni 80, quando il massimo della provocazione era il “Like a Virgin” in gondola con il vestitone di tulle stile bambola sul lettone di Orietta Berti. Già Tarantino ne aveva destrutturato il mito con la consacrazione della fava grossa nell’inizio de “Le Iene”. Gaga destruttura definitivamente Madonna in senso tarantiniano.

E’ figlia di un tempo di guerra e di crisi, dove ritornano i mostri alla Doktor Caligari e i trucchi esasperati dell’Espressionismo tedesco.
Se in un immaginario Freak Show Madonna è la bella Cleopatra, Gaga è il geek, quello che stacca la testa della gallina con un morso, il freak anche buffo, una Gelsomina che è mezzo uomo e mezza donna, brutta e bella, un camaleontico Fregoli (o Brachetti).
Gaga è burlesque e grotesque allo stesso tempo. Sarà pure stata clonata da una ruga di Madonna ma è comunque una supersoldatessa del nuovo millennio.
E’ un’artista soprattutto visuale, iconica. Getta l’amo nel mare magnum dell’inconscio collettivo e ne pesca i manga con gli occhioni grandi, le donne freak deturpate da diete e plastiche come Donatella Versace, Betty Page (Beyoncè è pettinata come lei nel video di “Telephone”), il mondo di Tarantino (il cameo della Pussy Wagon, sempre in “Telephone”), i cat-fight e i film carcerari femminili, Greta Garbo e Brigitte Helm ma anche i serial killer, Freddie Mercury e il pulp. E’ senza dubbio la più pulp delle popstar.
In ogni caso, intellettualismi a parte, se è solo un gioco, è terribilmente divertente. Come giocare con le bambole.

C’è un cinese che riproduce fedelmente con le Barbie e le Winx tutti i look di Lady Gaga.

In effetti lei è una bambolina con tanti bei vestitini luccicosi ed estremi come erano quelli delle Barbie della nostra infanzia o delle Winx delle nostre nipoti. La Paglia è troppo vecchia per averci giocato, per questo le sfugge l’imprinting da bambola con le tette che spiega come possa piacere Lady Gaga anche ad una cinquantenne.
Lei incarna il sogno di dar vita, far muovere, danzare e ballare le piccole fighette dalla vita stretta, le coscette da rana, le tette dure, il culo piatto con la scritta Mattel sulla chiappa e il piedino sempre pronto a calzare il tacco alto.

Il discorso sulla presunta asessualità di Gaga è clamoroso perchè le Barbie, pur non avendo passerina e capezzoli evidenti, come del resto era terribilmente piatto il pube di Ken, il fidanzato castrato, erano comunque a loro modo ipersessuate. Altrimenti non si capisce perchè ispirerebbero installazioni porno o sadomaso.
Gaga è appunto la Barbie a cui, fanculo la Mattel, abbiamo restituito la passerina. Una donna che non vuole solo essere bambola ma anche creare e non solo marmocchi. Come ciò non venga considerato femminista dalla carampana è un mistero.
Madonna è stata grande, è vero, che palle. Si, ma quella è la Barbie vecchia, quella con le gambe in rigor mortis, la prima uscita negli anni ’60, ormai sull’andante spelacchiato. Lady Gaga è il brivido di quando usciì la Barbie nuova, con le giunture snodate, più morbida, a cui potevi far assumere nuove posizioni. Con o senza Ken.

Update. Meritano almeno 8 Grammy Awards le Very Italian Trash parodie dei video di Lady Gaga realizzate da questi ragazzi geniali, i SALe & PePe: Telephone, Alejandro e Bad Romance .

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