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Buon 1° maggio. La Festa più bella per chi può permettersi il lusso oggi di non lavorare perchè un lavoro ce l’ha. Un lavoro protetto da leggi e diritti. Un lavoro che gli riconosce anche il diritto al riposo periodico, alla cura della malattia e alla pensione.

Un augurio che l’anno prossimo possano festeggiare la festa dei lavoratori chi il lavoro non ce l’ha ancora, chi l’ha perduto, chi lo sta per perdere, chi ce l’ha ma in nero, chi è sfruttato a 5,00 euro all’ora e rischia pure di morire sotto una pressa, chi è sfruttato a 10 euro al giorno a famiglia intera dai nordisti senza cuore e dai malavitosi di ‘O Sistema e di tutte le mafie succhiasangue al Sud.

In culo invece ai bottegai che oggi vogliono tenere i negozi aperti perchè loro non si sentono lavoratori ma qualcosa d’altro, di superiore e i lavoratori sono buoni solo come clienti da spennare.
Se Gesucristo fosse tanto masochista da farsi ancora un giro quaggiù penso che per fare ancora un po’ di casino con voi mercanti sceglierebbe una domenica e i vostri minchia di centri commerciali aperti anche i giorni di festa.

Il grande popolo del salariati del Nord ha votato per Berlusconi e il Partito della Libertà (libertà dei miliardari di fare il cazzo che gli pare), in combutta con quei trogloditi cornutazzi della Lega e con gli ex-fascisti che reggevano il sacco ad entrambi.
Li hanno votati ancora una volta ragionando come Gassman e Tognazzi ne “La marcia su Roma”: “Proviamoli solo per un pò e vediamo cosa combinano”.
Li hanno votati anche al Sud, credendo a quel pupo di Lombardo che in questo momento si sta risvegliando dal brutto sogno di aver svenduto i finanziamenti per il Sud per il piatto di lenticchie dell’eliminazione dell’ICI.

Li hanno votati e io godo. Me lo prenderò nel culo anch’io, da salariata, ma godo. Voglio che sputino sangue. Che ci sbattano la faccia tutta intera e ci si spacchino il naso. Voglio sentirli piangere e rimpiangere quella squacciarella di Prodi.
Faccio il tifo per questo governo affinchè faccia vedere i mitici sorci verdi a questo popolo di analfabeti politici.
E spero infine che in una Italia futura venga eliminata quella merdata del suffragio universale e che per votare sia necessario un esame attitudinale e il conseguimento di una patente, con prove scritte in storia, economia, diritto, storia dei partiti politici e logica. Non superi la prova? Non voti e te meno pure. Basta votare alla cazzo di cane, che ci andiamo di mezzo tutti, perdio.

Ringrazio gli amici di Altromedia per avermi segnalato le intenzioni del neo ministro del Welfare e per avermi rovinato la digestione.

Questo ministro Sacconi, che hanno messo al Welfare grazie alle sue illuminate idee sul lavoro salariato, (un pò come mettere Ferdinando Carretta alle politiche famigliari), ha promesso le seguenti cose alla Madama della Confindustria, mentre gli ripuliva la casa con la lingua: deregulation selvaggia dei contratti di lavoro e sodomizzazione ripetuta e continuata dei lavoratori. Con o senza tubo Marcegaglia in dotazione.

Come contrappunto alle proposte di killeraggio degli ultimi diritti dei lavoratori (coglioni, li avete votati voi) ricorderò agli smemorati i privilegi di cui gode, come senatore della Repubblica, il suddetto Sacconi e tutta la Casta politica della quale fa parte, che non sarà ovviamente toccata dai provvedimenti in oggetto. E’ bene ricordare la regola aurea che chi parla di licenziare gli altri, con la bavetta che gli cola dalla bocca per la goduria, non corre certo il rischio di essere licenziato lui stesso. T’è capì, Brunetta? Se no che sadismo è?

Allora, nelle prossime 120 giornate di Sodoma, il Sacconi propone:
“una poderosa operazione di deregulation, saranno cancellati libro paga e libro matricole, sarà rivisto il Testo unico sulla sicurezza (alleggerendo il sistema sanzionatorio)”.
Capito, pirloni? Niente libro paga significa nessun controllo sulle assunzioni. Nessuna data di assunzione nero su bianco, nessuna definizione chiara del contratto. Il nero andrà molto di moda quest’autunno.

«Vogliamo deregolare tutto ciò che attiene alla flessibilità dell’orario di lavoro, come il contratto di part-time che è stato irrigidito». L’obiettivo è quello di «liberare il lavoro» rimuovendo i vincoli che «complicano e inibiscono i rapporti di lavoro».
Lavorerai anche di notte, la domenica, oltre l’orario di lavoro ma non sarà considerato straordinario, insomma come gli parrà a lui. Se no ti lascerà a casa.

«Con tranquillità abrogheremo la disciplina che ha imposto che, perfino le dimissioni volontarie, diventino un atto complicato»
Una bella letterina di dimissioni già firmata e in bianco, come ai vecchi tempi
, soprattutto per le donne che rischiano sempre di rimanere incinte.

«La piena reintroduzione dei contratti a termine» e all’emissione di «buoni prepagati per far emergere il lavoro occasionale». Lo chiama voucher ma la traduzione è: marchetta. Che bello sentirsi tutti puttane e quindi, in seguito, individui pericolosi.

«Metteremo mano al Testo unico perchè sanzioni sproporzionate distolgono l’attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza, spingendole ad adempiere a comportamenti formalistici per evitare le sanzioni».
Abbiamo avuto più di mille morti sul lavoro solo nel 2007 e questi vogliono eliminare le sanzioni, ovvero consegnare la licenza di uccidere ai datori di lavoro.

«La Cgil rischia di seguire la disfatta della sinistra radicale, se non riflette su se stessa e non ritrova una strada riformista, che nella sua storia ha più volte praticato e che io credo abbia tutte le capacità di seguire ancora».
Quando dicono riformista, perchè contemporaneamente rigirano il dito nella vaselina?

Ma ora, come promesso, divertiamoci a scoprire quanto guadagna il ministro Sacconi, calcolando soltanto il suo stipendio da senatore. E’ tutto alla luce del sole, sul sito del Senato. Se non ve la sentite di leggere tutte le voci di indennità, rimborsi e vitalizi, vi risparmio la fatica, è un conto che avevo già fatto, sono una trentina di milioncini delle vecchie lire al mese, quasi quindici mensilità di un operaio.
Ah, non dormite la notte perchè vi chiedete se andrete mai in pensione? Sentite cosa attende il Sacconi:
In base alle norme contenute in tale Regolamento, recentemente modificato, il Senatore cessato dal mandato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età, purché abbia svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni. Il limite di età è ridotto di 1 anno per ogni anno di mandato oltre il quinto, fino al limite inderogabile di 60 anni. E’ stata altresì approvata una nuova disposizione sulla misura degli assegni vitalizi, che si applicherà ai Senatori eletti per la prima volta a partire dalla prossima legislatura. Per effetto di tale disposizione regolamentare, l’importo dell’assegno vitalizio varia da un minimo del 20 per cento a un massimo del 60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Ora basta, perfino il Marchese de Sade, di fronte a tanta crudeltà, starebbe chiedendo pietà.

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Il grande popolo del salariati del Nord ha votato per Berlusconi e il Partito della Libertà (libertà dei miliardari di fare il cazzo che gli pare), in combutta con quei trogloditi cornutazzi della Lega e con gli ex-fascisti che reggevano il sacco ad entrambi.
Li hanno votati ancora una volta ragionando come Gassman e Tognazzi ne “La marcia su Roma”: “Proviamoli solo per un pò e vediamo cosa combinano”.
Li hanno votati anche al Sud, credendo a quel pupo di Lombardo che in questo momento si sta risvegliando dal brutto sogno di aver svenduto i finanziamenti per il Sud per il piatto di lenticchie dell’eliminazione dell’ICI.

Li hanno votati e io godo. Me lo prenderò nel culo anch’io, da salariata, ma godo. Voglio che sputino sangue. Che ci sbattano la faccia tutta intera e ci si spacchino il naso. Voglio sentirli piangere e rimpiangere quella squacciarella di Prodi.
Faccio il tifo per questo governo affinchè faccia vedere i mitici sorci verdi a questo popolo di analfabeti politici.
E spero infine che in una Italia futura venga eliminata quella merdata del suffragio universale e che per votare sia necessario un esame attitudinale e il conseguimento di una patente, con prove scritte in storia, economia, diritto, storia dei partiti politici e logica. Non superi la prova? Non voti e te meno pure. Basta votare alla cazzo di cane, che ci andiamo di mezzo tutti, perdio.

Ringrazio gli amici di Altromedia per avermi segnalato le intenzioni del neo ministro del Welfare e per avermi rovinato la digestione.

Questo ministro Sacconi, che hanno messo al Welfare grazie alle sue illuminate idee sul lavoro salariato, (un pò come mettere Ferdinando Carretta alle politiche famigliari), ha promesso le seguenti cose alla Madama della Confindustria, mentre gli ripuliva la casa con la lingua: deregulation selvaggia dei contratti di lavoro e sodomizzazione ripetuta e continuata dei lavoratori. Con o senza tubo Marcegaglia in dotazione.

Come contrappunto alle proposte di killeraggio degli ultimi diritti dei lavoratori (coglioni, li avete votati voi) ricorderò agli smemorati i privilegi di cui gode, come senatore della Repubblica, il suddetto Sacconi e tutta la Casta politica della quale fa parte, che non sarà ovviamente toccata dai provvedimenti in oggetto. E’ bene ricordare la regola aurea che chi parla di licenziare gli altri, con la bavetta che gli cola dalla bocca per la goduria, non corre certo il rischio di essere licenziato lui stesso. T’è capì, Brunetta? Se no che sadismo è?

Allora, nelle prossime 120 giornate di Sodoma, il Sacconi propone:
“una poderosa operazione di deregulation, saranno cancellati libro paga e libro matricole, sarà rivisto il Testo unico sulla sicurezza (alleggerendo il sistema sanzionatorio)”.
Capito, pirloni? Niente libro paga significa nessun controllo sulle assunzioni. Nessuna data di assunzione nero su bianco, nessuna definizione chiara del contratto. Il nero andrà molto di moda quest’autunno.

«Vogliamo deregolare tutto ciò che attiene alla flessibilità dell’orario di lavoro, come il contratto di part-time che è stato irrigidito». L’obiettivo è quello di «liberare il lavoro» rimuovendo i vincoli che «complicano e inibiscono i rapporti di lavoro».
Lavorerai anche di notte, la domenica, oltre l’orario di lavoro ma non sarà considerato straordinario, insomma come gli parrà a lui. Se no ti lascerà a casa.

«Con tranquillità abrogheremo la disciplina che ha imposto che, perfino le dimissioni volontarie, diventino un atto complicato»
Una bella letterina di dimissioni già firmata e in bianco, come ai vecchi tempi
, soprattutto per le donne che rischiano sempre di rimanere incinte.

«La piena reintroduzione dei contratti a termine» e all’emissione di «buoni prepagati per far emergere il lavoro occasionale». Lo chiama voucher ma la traduzione è: marchetta. Che bello sentirsi tutti puttane e quindi, in seguito, individui pericolosi.

«Metteremo mano al Testo unico perchè sanzioni sproporzionate distolgono l’attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza, spingendole ad adempiere a comportamenti formalistici per evitare le sanzioni».
Abbiamo avuto più di mille morti sul lavoro solo nel 2007 e questi vogliono eliminare le sanzioni, ovvero consegnare la licenza di uccidere ai datori di lavoro.

«La Cgil rischia di seguire la disfatta della sinistra radicale, se non riflette su se stessa e non ritrova una strada riformista, che nella sua storia ha più volte praticato e che io credo abbia tutte le capacità di seguire ancora».
Quando dicono riformista, perchè contemporaneamente rigirano il dito nella vaselina?

Ma ora, come promesso, divertiamoci a scoprire quanto guadagna il ministro Sacconi, calcolando soltanto il suo stipendio da senatore. E’ tutto alla luce del sole, sul sito del Senato. Se non ve la sentite di leggere tutte le voci di indennità, rimborsi e vitalizi, vi risparmio la fatica, è un conto che avevo già fatto, sono una trentina di milioncini delle vecchie lire al mese, quasi quindici mensilità di un operaio.
Ah, non dormite la notte perchè vi chiedete se andrete mai in pensione? Sentite cosa attende il Sacconi:
In base alle norme contenute in tale Regolamento, recentemente modificato, il Senatore cessato dal mandato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età, purché abbia svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni. Il limite di età è ridotto di 1 anno per ogni anno di mandato oltre il quinto, fino al limite inderogabile di 60 anni. E’ stata altresì approvata una nuova disposizione sulla misura degli assegni vitalizi, che si applicherà ai Senatori eletti per la prima volta a partire dalla prossima legislatura. Per effetto di tale disposizione regolamentare, l’importo dell’assegno vitalizio varia da un minimo del 20 per cento a un massimo del 60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Ora basta, perfino il Marchese de Sade, di fronte a tanta crudeltà, starebbe chiedendo pietà.


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Li hanno votati ancora una volta ragionando come Gassman e Tognazzi ne “La marcia su Roma”: “Proviamoli solo per un pò e vediamo cosa combinano”.
Li hanno votati anche al Sud, credendo a quel pupo di Lombardo che in questo momento si sta risvegliando dal brutto sogno di aver svenduto i finanziamenti per il Sud per il piatto di lenticchie dell’eliminazione dell’ICI.

Li hanno votati e io godo. Me lo prenderò nel culo anch’io, da salariata, ma godo. Voglio che sputino sangue. Che ci sbattano la faccia tutta intera e ci si spacchino il naso. Voglio sentirli piangere e rimpiangere quella squacciarella di Prodi.
Faccio il tifo per questo governo affinchè faccia vedere i mitici sorci verdi a questo popolo di analfabeti politici.
E spero infine che in una Italia futura venga eliminata quella merdata del suffragio universale e che per votare sia necessario un esame attitudinale e il conseguimento di una patente, con prove scritte in storia, economia, diritto, storia dei partiti politici e logica. Non superi la prova? Non voti e te meno pure. Basta votare alla cazzo di cane, che ci andiamo di mezzo tutti, perdio.

Ringrazio gli amici di Altromedia per avermi segnalato le intenzioni del neo ministro del Welfare e per avermi rovinato la digestione.

Questo ministro Sacconi, che hanno messo al Welfare grazie alle sue illuminate idee sul lavoro salariato, (un pò come mettere Ferdinando Carretta alle politiche famigliari), ha promesso le seguenti cose alla Madama della Confindustria, mentre gli ripuliva la casa con la lingua: deregulation selvaggia dei contratti di lavoro e sodomizzazione ripetuta e continuata dei lavoratori. Con o senza tubo Marcegaglia in dotazione.

Come contrappunto alle proposte di killeraggio degli ultimi diritti dei lavoratori (coglioni, li avete votati voi) ricorderò agli smemorati i privilegi di cui gode, come senatore della Repubblica, il suddetto Sacconi e tutta la Casta politica della quale fa parte, che non sarà ovviamente toccata dai provvedimenti in oggetto. E’ bene ricordare la regola aurea che chi parla di licenziare gli altri, con la bavetta che gli cola dalla bocca per la goduria, non corre certo il rischio di essere licenziato lui stesso. T’è capì, Brunetta? Se no che sadismo è?

Allora, nelle prossime 120 giornate di Sodoma, il Sacconi propone:
“una poderosa operazione di deregulation, saranno cancellati libro paga e libro matricole, sarà rivisto il Testo unico sulla sicurezza (alleggerendo il sistema sanzionatorio)”.
Capito, pirloni? Niente libro paga significa nessun controllo sulle assunzioni. Nessuna data di assunzione nero su bianco, nessuna definizione chiara del contratto. Il nero andrà molto di moda quest’autunno.

«Vogliamo deregolare tutto ciò che attiene alla flessibilità dell’orario di lavoro, come il contratto di part-time che è stato irrigidito». L’obiettivo è quello di «liberare il lavoro» rimuovendo i vincoli che «complicano e inibiscono i rapporti di lavoro».
Lavorerai anche di notte, la domenica, oltre l’orario di lavoro ma non sarà considerato straordinario, insomma come gli parrà a lui. Se no ti lascerà a casa.

«Con tranquillità abrogheremo la disciplina che ha imposto che, perfino le dimissioni volontarie, diventino un atto complicato»
Una bella letterina di dimissioni già firmata e in bianco, come ai vecchi tempi
, soprattutto per le donne che rischiano sempre di rimanere incinte.

«La piena reintroduzione dei contratti a termine» e all’emissione di «buoni prepagati per far emergere il lavoro occasionale». Lo chiama voucher ma la traduzione è: marchetta. Che bello sentirsi tutti puttane e quindi, in seguito, individui pericolosi.

«Metteremo mano al Testo unico perchè sanzioni sproporzionate distolgono l’attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza, spingendole ad adempiere a comportamenti formalistici per evitare le sanzioni».
Abbiamo avuto più di mille morti sul lavoro solo nel 2007 e questi vogliono eliminare le sanzioni, ovvero consegnare la licenza di uccidere ai datori di lavoro.

«La Cgil rischia di seguire la disfatta della sinistra radicale, se non riflette su se stessa e non ritrova una strada riformista, che nella sua storia ha più volte praticato e che io credo abbia tutte le capacità di seguire ancora».
Quando dicono riformista, perchè contemporaneamente rigirano il dito nella vaselina?

Ma ora, come promesso, divertiamoci a scoprire quanto guadagna il ministro Sacconi, calcolando soltanto il suo stipendio da senatore. E’ tutto alla luce del sole, sul sito del Senato. Se non ve la sentite di leggere tutte le voci di indennità, rimborsi e vitalizi, vi risparmio la fatica, è un conto che avevo già fatto, sono una trentina di milioncini delle vecchie lire al mese, quasi quindici mensilità di un operaio.
Ah, non dormite la notte perchè vi chiedete se andrete mai in pensione? Sentite cosa attende il Sacconi:
In base alle norme contenute in tale Regolamento, recentemente modificato, il Senatore cessato dal mandato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età, purché abbia svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni. Il limite di età è ridotto di 1 anno per ogni anno di mandato oltre il quinto, fino al limite inderogabile di 60 anni. E’ stata altresì approvata una nuova disposizione sulla misura degli assegni vitalizi, che si applicherà ai Senatori eletti per la prima volta a partire dalla prossima legislatura. Per effetto di tale disposizione regolamentare, l’importo dell’assegno vitalizio varia da un minimo del 20 per cento a un massimo del 60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

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Caro lavoratore,
si, proprio tu, lavoratore regolare, con la tua bella busta paga, le ferie, i permessi, la malattia, gli straordinari, gli assegni familiari e il grande problema di dove collocare il TFR. Volevo augurarti, da collega lavoratrice, Buon Primo Maggio.
Oddìo, mi definisco lavoratrice nel senso che lavoro quattro ore al giorno ma in realtà non esisto e forse non ho nemmeno il diritto di farti gli auguri.

Mi spiego meglio, sono una lavoratrice in nero.
Ho cominciato quasi per scherzo, “dai, vieni a darci una mano”, “è solo per un breve periodo”. Sono sei mesi che lavoro, nel senso che mi faccio un mazzo tanto e ho perfino imparato un mestiere impegnativo che mi piace.
Però non esisto. Guardo e sistemo le buste paga degli altri. Non si parla di mettermi in regola. Per fortuna il padrone è una persona per bene che mi paga sempre puntualmente le ore ogni mese. Si, vado a ore come le badanti ma guadagno meno di una moldava, nonostante la “laura”, e per giunta faccio un lavoro molto più qualificato.
Se rimango a casa un pomeriggio perché non mi sento bene non guadagno i miei 28 euro giornalieri. Idem se vado in ferie. Ok, tutto quello che guadagno è grasso che cola, ma certo, con 28 euro al giorno, c’è veramente da farsi venire il mal di testa pensando a come investire tutto quel denaro, tolto quello che serve per mangiare e per comperarsi gli abiti firmati e cambiare auto ogni tre mesi, tra una vacanza alle Maldive e l’altra.

Lo so che mi guardi male e mi stai per dire: “ma perché subisci?”, “perché non vai al sindacato?”
“A cchi?” direbbe Totò.
Caro lavoratore in regola con il problema di dove mettere il TFR, ti potrei dare io un suggerimento ma non lo faccio, sono una signora.
Non lo sai che dopo i 45 anni, se perdessi questo lavoro, non ne troverei mai più un altro neanche a piangere in cinese? Leggi gli annunci: “massimo 35 anni”, “non più di 25 anni”, “assumesi giovani laureati max 30 anni”. Se un laureato ha più di 40 anni si spaventano e ti fuggono come se fossero inseguiti da Faccia di Cuoio con la sega elettrica.

Non mi dire che c’è gente che sta peggio, con i CoCoCo, i CoCoPro e tutta la sfilza di contratti precari. Più precaria di me non c’è nessuno. Io non esisto, sono una lavoratrice fantasma, una di quelli “che arrotondano” come direbbe il Cavaliere.
Oggi è la tua festa, ma non so se dopo tutto ho voglia di farti gli auguri. Sono invidiosa, lo ammetto. E sono passati i tempi delle parate sulla Piazza Rossa e delle bandiere, altrettanto rosse, che avrebbero dovuto trionfare.
Oggi, pensando al primo maggio mi è solo venuta in mente una vecchia canzone di Umberto Tozzi che fa “primo maggio, su coraggio (ti amo)”.
Pensa un po’.

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