You are currently browsing the category archive for the ‘libertà’ category.

Ho appena fatto un ordine di libri e DVD su Amazon.it, alla faccia dell’onorevole Riccardo Levi (PD). Ho approfittato dei prezzi irresistibili, della comodità di scegliere da casa e ricevere direttamente in ufficio, senza spese di spedizione e non me ne pento affatto. Anzi, lo rifarei e lo rifarò senz’altro prima del 1° settembre, giorno in cui entrerà in vigore una delle leggi più polpottiste di questo paese finto democratico che ha sempre il vizio di infilare a tradimento un dito nel culo dei suoi cittadini.

Una legge tipica da legislatore che soffre d’insonnia e non sa più cosa inventarsi a notte fonda per vessare i suoi concittadini; che va contro ogni principio di libertà di scelta e contro i fondamentali del mercato, visto che pretende di stabilire per decreto quale sconto massimo posso ottenere sui miei acquisti e dove devo farli, gli stessi.  Una roba che non sarebbe venuta in mente nemmeno al più grigio dei burocrati del Cremlino brezneviano e che piace comunque agli berluscostalinisti perché difende i piccoli librai, le piccole rivendite, le piccole cartolerie, quelle che sono destinate a scomparire non per cattiveria ma per raggiunto capolinea storico. Anche i negozi di fotografo stanno scomparendo. Che facciamo, una legge sul rullino obbligatorio e il rogo delle fotocamere digitali sulla pubblica piazza?

Io non ho nulla contro le librerie della mia città. Peccato che la risposta frequente sia: “Non l’abbiamo, se vuole l’ordiniamo.” L’ultima volta che mi sono lasciata convincere ho atteso invano due mesi per poi sentirmi dire: “Mi dispiace, non è più disponibile”. Il libro l’ho poi trovato la sera stessa su Amazon, ad un prezzo inferiore a quello di listino, ovviamente, e in tre giorni l’ho ricevuto a casa.
Questa legge è un inutile esercizio di protezionismo corporativo perché ci saranno per molto tempo ancora persone che, non avendo dimestichezza con il computer, continueranno ad andare ad acquistare libri in libreria, ma intanto questi legulei ad minchiam cercano di frenare il progresso e si prendono paura delle vendite online e di Amazon che fa gli sconti per acchiappare clienti. Una cosa vecchia come la crocefissione.

Di fronte alle leggi che hanno limitato la libertà di riproduzione (procreazione assistita), che vorrebbero vietare la prostituzione low cost senza pensare a quella dei pompini da 300 euro nelle stanze del potere, alle leggi contro la libertà di scelta sul fine vita ed il sondino coatto, al divieto per le persone omosessuali di veder riconosciuti i propri diritti civili di convivenza, di fronte insomma a queste pesantissime ingerenze nella libertà personale di noi italiani, perpetrate dal vecchio coso gonfio fallito e dal suo governaccio, cosa volete che sia una legge meschina anti-e-commerce in difesa delle specie commerciali in via di estinzione. Quisquilie e pinzallacchere. Invece io mi indigno ugualmente, soprattutto perché chi ha firmato questa legge è lo stesso che vorrebbe porre dei limiti e dei paletti alla libera espressione di coloro che scrivono sul web con l’ennesima legge bavaglio e perché non è un berlusconide rettiliano conclamato ma uno del PD, teoricamente uno di sinistra.

Odio quando sento dire: “sono tutti uguali”. Però ultimamente il qualunquismo ce lo stanno proprio tirando fuori con le pinze.

vignetta di Marco Careddu

Facciamo un bello stress test per mettere alla prova l’autenticità dell’amore per la vita e fine vita della Chiesa?
In cambio di questa legge idiota, assurda, fondamentalista e odiosa, oltre che per l’ennesima volta incostituzionale, che permetterebbe di staccare il nasogastrico solo ai cadaveri già sul tavolo autoptico (grazie al cazzo) reintrodurrei subito, come contropartita e senza attendere il 2014, l’ICI al 9xmille per tutti gli immobili di proprietà della Chiesa, abolendo inoltre l’esenzione per luoghi di culto, parrocchie, immobili utilizzati per servizi sociali convenzionati (mense, centri di assistenza e volontariato) ed aree extraterritoriali tutelate dai Patti Lateranensi (come il Vicariato, Castel Gandolfo, l’Università Lateranense). Tutto questo il giorno stesso dell’approvazione della legge, con decorrenza immediata e calcolo dell’importo a partire dall’ 1/1/2011.

Per difendere a tutti i costi il bene supremo della vita e, di striscio, contribuire ai sacrifici indotti dalla crisi economica, si potrebbe anche pagare un piccolo prezzo, nevvero Sedicesimo?
Altrimenti, facciamo così: do ut des, Benedictus. Tu non paghi l’ICI, ma ci lasci stare nel nostro brodaccio laico. Non pretendi di farci infilare dalle monache sondini, clisteri e flebo a tradimento e ci lasci morire in pace, ist das klar?

Accingendoci a celebrare, da bravi blogger coscienziosi, la Notte della Rete contro la censura e il tentativo da parte dell’AGCOM (kicazz’è?) di limitare la libertà d’espressione in nome della difesa del copyright, bisogna avere in mente e ben chiara una cosa. 
Chi ci governa avrà sempre la tentazione di limitare con ogni mezzo le nostre libertà fondamentali. Essendo un potere sempre più spesso illegittimo perché autoelettosi con leggi elettorali su misura, con l’inganno, la frode o i trucchi della propaganda, ed essendo espressione dell’avidità senza freni di un capitalismo ormai impazzito, con l’anima venduta al demone dell’illegalità, con il profitto che cammina sui mucchi di cadaveri, è evidente che dobbiamo attenderci ogni giorno leggi e provvedimenti che fino all’altro giorno sarebbero stati impensabili per la loro palese illegittimità. Tutto ciò che fa brodo, nel senso del profitto e della salvaguardia del particulare di un appartenente alla Casta, alla lobby o dell’unico Padrone e Signore, comporta una legge ad aziendam, ad personam e ad culum. Ci proveranno sempre e cercheranno di farla ancora più sporca della volta precedente.
Per fare un solo esempio e tra i più inquietanti del pericolo costante a cui siamo sottoposti, il Patriot Act, una legge emergenziale che, per la prima volta nella storia, limitava fortemente le libertà personali dei cittadini statunitensi, fu approvata in fretta e furia qualche giorno dopo l’11 settembre 2001 da un Congresso terrorizzato dall’antrace che una manina misteriosa aveva spolverato fin dentro le stanze del Potere, ad esempio nell’ufficio del Capo dell’Opposizione democratica Tom Daschle. Cinque morti, cittadini comuni che erano entrati in contatto con l’agente batteriologico e legge approvata senza tante storie. In seguito, una bella pietra tombale sui tanti e troppi misteri di quel colpo di mano che assomigliava tanto, troppo, ad un colpo di stato.
Da noi nell’italico stivaletto, essendo l’interesse attuale dominante non quello della temibile lobby neocon guerrafondaia ma quello di un vecchio cliente fallito che cerca di salvarsi dalla galera, dal dover portare i libri contabili in Tribunale e di evitare di farsi interdire dai figli, siamo ormai alla ventesima legge ad personam, per fortuna già abortita
Un codicillo, pare aggiunto di nascosto alla Finanziaria di Tremonti dal delfino Angelino, all’insaputa (dicono) dei legaioli, avrebbe dovuto salvare il vecchio dal pagamento dell’esosa gabella dovuta a colui al quale sottrasse, con la frode e la corruzione giudiziaria, la Mondadori. La furbata non è riuscita perché ultimamente, per fortuna, sulle leggi ad personam si vigila con più lena e le porcate si riescono ad intercettare prima che arrivino al cuore dello Stato. Forse perché sono talmente grosse che non si riescono a nascondere.
Per ciò che ho affermato sopra, e cioè che il potere più è illegale e più tenta di barare, prima del botto finale, il nostro proverà a far passare il Processo Breve che, salvando lui dalla galera, manderebbe impuniti tanti compagnucci di merende e negherebbe giustizia a migliaia di vittime. Speriamo che, anche in quell’occasione, la vigilanza degli organismi di controllo impedisca lo scempio.
Per tornare alla delibera AGCOM, che tanto ci fa starnazzare ultimamente, vedendo molti all’orizzonte la chiusura forzata dei blog e una specie di versione italiana della censura cinese o iraniana, non mi convince una cosa. Va bene mobilitarsi, esserci e aggrottare tutti assieme le sopracciglia, facendo la nostra brava catena di post.
Però bisognerebbe anche dire chiaramente che un organismo indipendente come l’AGCOM che pretenda di bypassare con un solo salto a piedi uniti il Parlamento, il Governo e l’autorità giudiziaria, agendo in maniera totalmente incostituzionale (e per quel poco di diritto che studiai a suo tempo, nessuna legge o disposizione può andare contro i dettami della Costituzione) non ha l’autorità per farlo. Non lo dico io, lo dicono gli esperti. 
Ecco tre articoli che spiegano molto bene perché la delibera è incostituzionale e quali sarebbero eventualmente gli strumenti per opporsi alla sua attuazione:

“L’AGCOM non ha l’autorità per regolare Internet” (Avv. Carlo Blengino di NEXA, articolo de “La Stampa” del 4 luglio 2011)
Diritto d’autore – Il controllo spetta al giudice (Juan Carlos De Martin, “La Stampa” 27 giugno 2011)
Della delibera in discussione in questi giorni, del resto, si era già parlato in Febbraio, poi evidentemente non se n’era fatto più nulla e credo che non si farà nulla nemmeno questa volta. Sono troppo ottimista? No, è semplice, ce lo dimentichiamo sempre ma se un qualsiasi provvedimento non ha i requisiti di costituzionalità può venire respinto dalla Corte Costituzionale e se un governo sciagurato lo tramuta in legge magari facendola firmare a un presidente della Repubblica o ai giudici costituzionali sotto la minaccia di un Kalashnikov puntato alla testa, ci sarà sempre un organismo sovranazionale al quale appellarsi
Essendo incostituzionale e contraria alle leggi europee, la delibera AGCOM potrebbe essere facilmente respinta. Se il nano dovesse avere la faccia tosta di approvare la legge sul Processo Breve, ammesso che Napolitano la firmi e la Corte Costituzionale la approvi, un qualunque cittadino potrebbe appellarsi alla Corte Europea che, accogliendo le sue richieste, annullerebbe la legge italiana come fosse carta straccia.

Il problema semmai è che un cittadino singolo non avrebbe la forza materiale per scatenare un tale pandemonio e andare da solo contro il Potere. Ecco quindi l’importanza di un sistema politico che abbia voglia di difendere veramente gli interessi della collettività e che si faccia difensore civico dei cittadini le cui libertà sono attentate da norme illegali volute da una Casta delinquenziale.

Per essere molto chiara. Non vorrei che questo continuo “al lupo!al lupo!” sulla libertà di espressione, infondato perché ci si preoccupa di leggi e delibere che alla fine verranno dichiarate incostituzionali, ovvero portatrici del massimo dell’illegittimità, avesse lo scopo di portarci un giorno al punto di non accorgerci che la libertà ci è stata tolta davvero. Una sorta di abituazione omeopatica all’illegalità. Un granulo sotto la lingua al giorno.
I media, dando le notizie creando un allarme generico senza spiegare il nocciolo delle questioni, ci fanno credere che queste sono leggi applicabili ed inappellabili.
I partiti, che temo non abbiano interesse a difendere noi cittadini ma solo i loro affari, manifestano lo sdegno, si uniscono al cordoglio per la perdita della libertà ma non fanno la cosa più semplice, e cioè dire: “Signori, non scherziamo, nessuno può andare contro la Costituzione, tantomeno un’AGCOM dei nostri stivali. Finchè ci siamo noi a vigilare state tranquilli, non preoccupatevi perché, se ci provano, ci saremo noi a fare fronte e ad impedire che le vostre libertà vengano compromesse.”

Avete sentito un discorso così dai partiti? Avete udito un impegno concreto, un “andremo a Bruxelles e se necessario anche all’ONU?” Io no, a parte una generica solidarietà molto di facciata e qualche voce isolata dalle file secondarie dei soliti che interpretano i difensori della collettività.

Del resto sono gli stessi che avrebbero potuto opporsi più efficacemente alle diciannove leggi ad personam che hanno tenuto in vita artificialmente il nano in formalina fino ad oggi ma non lo hanno fatto, anzi gliele hanno approvate tutte. Se ora cominciano a rigettargliele è solo perché lui ha alzato il tiro ed ha pretese francamente assurde, roba da puro manicomio e poi perché ormai è un cavallo azzoppato e presto verrà abbattuto. Squadra che perde si cambia.
Intanto, en passant, Bersani boccia il referendum abrogativo del porcellum che vorrebbe ripristinare un Parlamento di eletti e non di mignotte e dice che il PD non dovrebbe promuovere referendum. Perché? Perchè gli hanno detto che con il proporzionale il PD non vincerebbe mai le elezioni.

In ultimo, sempre sulla famigerata delibera AGCOM, vorrei sentire i blogger rivolgersi ai loro politici di riferimento dicendo loro: “Oh, ma che cacchio state a fare lì, perché non fate qualcosa per difendere i nostri diritti di libertà di espressione? Vogliono approvare una delibera incostituzionale e voi che fate, dormite? Guardate che siete nostri dipendenti, razza di cialtroni scaldasedia!”
E’ questa la politica e la partecipazione del futuro, se non ce ne siamo ancora accorti. Ma prima bisogna riconquistare una legge elettorale che, se i cialtroni non fanno i nostri interessi, li possa rimandare tutti a casa a calci in culo.

Update – L’AGCOM prende tempo e annuncia che il testo finale del provvedimento sarà discusso con le parti in causa. Ha anche risposto a Di Pietro che aveva scritto all’Autority lamentandosi (meno male) del contenuto della delibera. 

Se passa il decreto anti-intercettazioni salvacosche con la norma strangolablog (ma io non credo che passerà), entro 48 ore dalla pubblicazione di un’affermazione come quella del titolo, noi blogger saremo obbligati a rettificarla, cioè a ribaltarne il senso.
Mi piace, mi piace. Quella nel “NON” potrebbe diventare una tecnica di resistenza, se saremo obbligati a stare attenti come parliamo. Basterà scrivere:
“Berlusconi non ha fatto i soldi grazie a Cosa Nostra”
“Berlusconi non va con le minorenni”
“Berlusconi non è un nano”.
“Berlusconi non è impotente.”
Ecc., ecc…
E’ tutto concatenato. La legge bavaglio, ovvero l’imposizione per legge del silenzio sulla conoscenza e l’informazione e l’elogio dell’omertà; il delirio sull’immortalità (con Don Verzé che urla “si… può… fareee!”) e la pretesa dell’intoccabilità assoluta. Tutto al più presto possibile, tanto non ci sono altri che degli incapaci da circonvenire con qualche doppia porzione abbondante di lenticchie federaliste e qualche poltrona d’oro per la progenie somara. La peste manzoniana v.2 sarebbe ancora troppo poco per questi venduti.
E se non abbiamo ancora capito chi sono Loro veramente ci seminano le prove e gli indizi sotto al naso, tanto siamo bambini di sette anni, disse iddu. Per provare. Per provare, per provare la loro insospettabilità.

Ormai dalle facce di settentrionali ghepensimì e meridionali intellettuali la buccia sta cadendo a brandelli per mostrare, come i Visitors dei telefilm di quando eravamo ragazzini, la sottostante pelle della piovra. Ci ridono in faccia: “Guarda, guarda cosa siamo veramente, guarda la pelle viscida” ma noi siamo ancora distratti dalla figura di merda rimediata dai miliardari pallonari.
Vogliono vedere se qualcuno avrà il coraggio di toccarli. E’ una sfida, una gara estrema di onnipotenza, uno schiaffo andato a dare, con il saltino, direttamente in faccia a Dio, un Dio che si sta pericolosamente invecchiando, visto che non li fulmina all’istante. Un Dio rammollito, una specie di Mickey Rourke rintronato ed imbolsito lontano millenni da quello di Ezechiele che scatenava sui malvagi il suo furiosissimo sdegno. Un Dio che si sbaglia e ci toglie i giovani, lasciando vivere e ciulare i vecchi maiali.

Il bavaglio urge perchè si comincia a percepire una certa insofferenza tra gli italiani che hanno sciaguratamente votato il nano truccato. La si può sentire, per esempio, ascoltando i discorsi dei bottegai al mercato, una delle zoccole dure dell’elettorato berlusconiano. Stamattina si lamentavano ad alta voce che uno pur condannato per mafia non avrebbe fatto un giorno di galera. Mi pare perfino di aver udito un “è una vergogna”. Tutta gente che ha l’abbonamento di Sky, immagino, perchè dal TG1 non l’ha di certo saputo.
Chissà se in qualche angolino recondito del portaneuroni di costoro c’è spazio per un ravvedimento oneroso, per un “Cazzo, ma io non avrò mica votato dei mafiosi?”
Prima che il papiminkia si svegli dal coma e il bottegaio giuri di non votarli mai più è necessario imbavagliare la stampa, quella rimasta a fare il suo lavoro e dovere di informare, dopo aver asservito le televisioni ed averle fatte diventare dei luoghi di fantasia dove le condanne diventano assoluzioni. Perchè gli elettori non vengano a sapere troppo e continuino a credere che ci sia un governo capace di governare.

Ci sono ancora molti nodi da sciogliere e tanti processi che potrebbero riaprirsi. Ecco la fretta di dichiarare l’intoccabilità retroattiva del ghepensimì.
Pisanu, che ama giocare ultimamente nel ruolo del fluidificante, nel senso che dice e non dice, ondivaga, mastica e sputa e ogni tanto butta là con nonchalance la stoccatina, dice che “Ci fu una trattativa”, intendendo tra Mafia e Istituzioni. Non dice però tanticchia di più. Dice che non fu lo Stato a trattare ma poi si sa chi risultò vincente dopo la trattativa, e allora? Quale nuora , tra le tante, dovrebbe intendere?

Nel corso della lunga e complessa operazione di demolizione controllata dello Stato italiano, la cosca governativa siculo-brianzola capitanata dal padrino tascabile con la faccia da varano incazzato impiastricciato di fondotinta, piazza, per bocca del cumpari palermitano, un’altra bella carica, una bomba affettuosa, diciamo, sotto al concetto di eroismo.

Aggiornatevi, voi che siete rimasti al carabinierino Salvo D’Acquisto che porge il petto al fuoco del nemico in vece dei civili rastrellati per rappresaglia, oppure ai giudici martiri Falcone e Borsellino che hanno offerto la vita saltando su seicento chili di esplosivo in difesa dell’onore di una nazione minacciata dall’avanzare del cancro del malaffare criminale e mafioso.
Il nuovo eroe, non importa se mafioso conclamato, assassino e trafficante di droga, è, come nella tradizione dell’epica della mala, chi non parla, chi non ha fatto i nomi. Iu ninti sacciu e ninti taliai.
E quali nomi non fece? Quelli eccellenti, quelli dei politici, degli innominabili. Di coloro che alla fine saranno pure innocenti ma sembrano così tanto colpevoli. Di quelli che hanno stampato in fronte il “prova a prendermi”.

Lo stalliere muto diventa un eroe, l’eroe personale, l’eroe ad personam del senatore condannato in tribunale ed assolto dai servi mediatici. Quello che sta cominciando a far incazzare il papiminkia modello base.
E’ il suo eroe ma non il nostro, credo di poter parlare per tutti coloro che hanno avuto il conato di vomito a sentire l’elogio dell’omertoso. C’è una differenza incolmabile tra noi e questi governanti e lo rivendichiamo e rivendicheremo sempre con orgoglio.
Non riusciranno mai a farci considerare eroi dei delinquenti.

E’ stato giusto ieri incazzarsi, bestemmiare ed inveire per l’esito della votazione di fiducia al Senato sulla legge bavaglio che sicuramente nel suo intento liberticida ed eversivo atto a favorire gli interessi criminali di cricche, comitati d’affari e mafie, vuole limitare il potere di indagine della magistratura e il diritto di cronaca.
Oggi però è tempo di ragionare a freddo su alcuni elementi della questione che potrebbero dischiudere scenari futuri non necessariamente catastrofici.

Il testo è passato al Senato, va bene, ma un Senato non fa primavera. C’è ancora tutto il dibattito della Camera. Per carità, non è che mi immagini Bersani nei panni del generale Giap che scatena l’offensiva del Tet, ma alla Camera c’è Fini il quale ha già detto che questa legge non è prioritaria in quanto bisogna prima varare la finanziaria e sembrerebbe accingersi a comportarsi come Penelope con i Proci.
Dovesse poi la legge porcata passare anche la Camera ed essere firmata dal piccolo scrivano napoletano c’è sempre la Consulta, che vigila sull’incostituzionalità delle leggi.
Nella peggiore delle ipotesi, legge varata in via definitiva, più che il referendum abrogativo che, non sono d’accordo con Travaglio, non è sicuro raggiungerebbe il quorum visto che da anni ormai gli italiani snobbano per principio i referendum, penso che avremmo più probabilità di far cancellare la legge da un intervento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Corte alla quale può rivolgersi qualunque cittadino ritenga che una legge del suo governo vada a minare le libertà fondamentali dell’uomo, una delle quali è indubbiamente la libertà d’espressione. Figuriamoci se, ad appellarsi alla Corte, con grande richiamo mediatico, fossero intere categorie di editori, giornalisti e magistrati.

L’importante, e qui invece concordo con Travaglio, è lasciare che la legge venga approvata nella sua versione più laida, lasciare che il caimano scatenato devii sempre di più verso l’autoritarismo e ne combini una talmente grossa da costringere qualcuno ad intervenire.
In effetti io sono convinta che nei confronti del nanaccio sia in atto una strategia di questo tipo. Pungolare il suo lato peggiore, farlo sbroccare per spingerlo all’angolo ed assestargli l’uppercut finale. E’ una strategia molto sottile che lui non coglie, perchè è furbo ma non raffinato di pensiero.
Finora pare che la strategia sia vincente. In fondo, con la reputazione che ha all’estero, dove tutti sanno chi è veramente e lo tollerano ob torto collo solo perchè gli italiani scellerati lo hanno votato, chi glielo fa fare di attirarsi i richiami di settori del governo imperiale e di fare tanto casino?

Gli italiani, dicevo.
Quando delira in modalità chiacchiere&distintivo che “la magistratura vuole sovvertire il voto popolare” dice tra le righe una cosa vera, esprime un dato di fatto. Purtroppo Berlusconi lo vota una marea di analfabeti politici convinti sia un grande statista e che voterebbero anche Corona e Belen o la particella di sodio.
Il problema è che lui si ritiene eletto a vita, una volta per sempre. Non pensiamo che un domani accetterà mai di levarsi dai cabbasisi ed andare a fare il nonno-bisnonno perchè l’elettorato, volubile, gli preferirà un altro. Vuole diventare presidente della repubblica e poi imperatore della galassia, possibilmente immortale (cosa che, se Dio vuole, non riuscirà a fare neppure vendendo tre delle sue sei anime al Diavolo). Lanciato com’è, in pieno delirio d’onnipotenza non lo ferma nessuno.

Se fosse intelligente, sapendo che i meno pericolosi tra i suoi nemici sono proprio i comunisti e che ogni giorno ne spuntano di nuovi e più potenti, se ne starebbe buono e calmo in attesa di salire al Colle e lasciare il campo libero a qualcun’altro meno invischiato con vari putridumi. Invece urla, strepita, si agita, attira l’attenzione. Sembra uno che ha una fretta boia di concludere.
Fretta, chissà, perchè è in scadenza con una parola data e sa che ha le ore contate e tenta di salvare capra e cavoli inserendo la modalità “muoia Sansone”.

Riassumendo, visto che una zoccola dura di italiani, il 36% degli elettori, ancora si ostina a preferirlo e che lui non accetterebbe mai di togliere il disturbo spontaneamente, l’unico modo per levarlo di mezzo è spingerlo nell’angolo. Impedirgli di onorare il debito, ritardare i tempi, costringerlo ad un atto inconsulto che gli rovesci il mondo addosso.

E’ una strategia raffinata. Chi vivrà vedrà.

Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.
Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.

Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.

Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.

I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.

Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”

Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Flickr Photos

onlookers

Renzistein Junior

Von Trierweiler's Nymphomaniac

Eurodeliri

Altre foto

Blog Stats

  • 82,961 hits

Categorie