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” CiAo! SoNo uNa rAgAzZa eStReMaMeNtE StYlOsA, bAsTa gUaRdArE Il mIo tEmPlY HiHiHi!! pOtReI EsSeRe lA TuA FiDaNzAtA, o, La tUa mIgLiOrE AmIkA Se sEi uNa fEmMiNa, CmQ Nn mI PuOi kOnFoNdErE, iO SoNo iO!! SoNo mOlTo vAnItOsA, qUaNtO StYlOsA, kIaKkIeRoNa, SoCiEvOlE, sOnO uNa HoUzEtTaRa! sTaTe aTtEnTi a fArMi iNkAzZaRe kE Io dIkO Le kOsE In fAcCiA SeNzA PeNsArCi!! aMo iL RoSa E lE mIe TeShOrE hOuZeTtArE! TuTtO KuElLo kE FaCcIo è sTyLoSo! LeGgI I MiEi pOsT E Mi iNvIdI PeRkÈ Io Ho sTyLe e tU No, PeRkÈ Io fAcCiO KoSe kE Tu nN FaI E Nn hAi mAi fAtTo e nN FaRaI MaI!! KrEdI Di rIuScIrE A GiUdAkArMi sOlO Da kOmE SkRiVo e kOsA SkRiVo, Ma fIdAtI Ke nN PuOi! E Se lO FaI VuOl dIrE Ke sEi iNvIdIoSo/a!! kUeStA SoNo iO: uNa rAgAzZa eStReMaMeNtE StYlOsA! LoVVo: L’EsTaTe, Il rOsA, iL FuCsIa, Le vAkAnZe, NeW YoRk, GlI StAtI UnItI In gEnErAlE., lE KoSe StYlOsE, lA HoUsE, lE DiSkO, l’aLtRo mOnDo sTuDiOs, TuTtE Le kOsE KoN Le sTeLlInE, iL MiO NuOvIxImO TaGlIo dI KaPeLlI Tr HoUse, AnDaRe dAlLa fRaNcY E dAlLa sAlLyNa, AnDaRe a cEnA FuOrI KoN MiKy, JaCkY, kAlDa, La jEsSy e lA NiKa e pOi tAnTe aLtRe kOsE!! hate: La sKuOlA, l’iNvErNo, TuTtI I KoLoRi kE Nn sIaNo iL RoSa e iL FuCsIa, TuTtE Le kOsE Nn sTyLoSe, tUtTi gLi sFiGaTi, TuTtI I VeStItI Nn fIrMaTi, La mIa eX MiGlIoRe aMiKa kE È UnA SfIgAtA ImPoX!!! sKrIvErE SeNzA “k”, lE SkArPe sEnZa tAkKo, Nn aNdArE In dIsKo, Nn aVeRe i sOlDi nEl cElL, lE XsOnE FaLsE, Le RiKoPiOnE EcC..!! NoN E’ bElLo cIo’ Ke è bElLo, Ma è bElLo cIò kE È HoUsE! Mi dRoGo dI HoUsE MuSiC, sEmPlIcEmEnTe iO, sOnO StRoNzA Ma cOn sTyLe! lE StElLe sTaNnO In cIeLo, Ma iO SoNo l’eCcEzIoNe! iO ReGnO SeMpRe e oVuNqUe QuEsTa E’lA PrInCiPeSsA HoUzEtTaRa! Se CoPi iL MIO mOtTo, FaI pRoPrIo PeNa! NoN hAi StYlE! “

(Anonima bimbaminkia, trovata per caso navigando a vista)

Casomai qualcuna si facesse prendere dal rimpianto per un figlio mai nato o le saltasse l’uzzolo di farlo a 54 anni come la Gianna. Per la serie “lo chiameremo Giovanni Battista”.
Guardate su, tentate di leggere senza farvi venire un ictus e pensate a cosa poteva capitarvi.
Una bella dislessia di ritorno ed aver bisogno di un decriptatore per crackare un figlio cuneiforme che parla come i Sumeri. E pure stronzo ma con StYlE.

Concludo la trilogia sulle parole insopportabili con la peggiore di tutte, una parolaccia ancora più intollerabile di FILIERA, PERFORMANCE, SISTEMA PAESE, ATTIMINO, BENCHMARKING, CRESCITA e SHOCK.
Come abbiamo fatto a farcela sfuggire finora? Eppure compare nel 99,9 periodico dei titoli dei telegiornali.
Parte la sigla con il mondomarcio blu che gira e qual’è il primo titolo?

“E’ POLEMICA sulle dichiarazioni di….” al quale poi segue almeno un altro:
“Sul ruolo dell'[*] è POLEMICA”.

* riempire con, a scelta: opposizione, giustizia, sindacato, chiesa, partiti, ecc.

Le polemiche hanno il brutto vizio di scoppiare e l’Italia è il paese dove scoppia una polemica ogni mezz’ora e per ogni cosa, dalla più grave alla più insignificante.
E’ la parola peggiore perchè rispecchia il nostro lato peggiore. La polemica di Berlusconi con la giustizia, ad esempio.
E’ una fortuna che le polemiche, scoppiando, non provochino danni ingenti a cose o persone ma solo ai nostri poveri cabbasisi, come al solito. Pensate se la polemica invece scoppiasse come Mr. Creosote, magari nel bel mezzo di una puntata di “Porta a Porta”. Non vorrei perdermelo per niente al mondo.

P.S. Psss, questa è una notizia riservata. Non fatelo sapere troppo in giro ma domattina sulle 11 la vostra papera zoppa va in diretta su Radio Pico nel programma di Peter e Stefano “Che domenica”. Il nordest è avvertito. E che non scoppino polemiche, mi raccomando.


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Concludo la trilogia sulle parole insopportabili con la peggiore di tutte, una parolaccia ancora più intollerabile di FILIERA, PERFORMANCE, SISTEMA PAESE, ATTIMINO, BENCHMARKING, CRESCITA e SHOCK.
Come abbiamo fatto a farcela sfuggire finora? Eppure compare nel 99,9 periodico dei titoli dei telegiornali.
Parte la sigla con il mondomarcio blu che gira e qual’è il primo titolo?

“E’ POLEMICA sulle dichiarazioni di….” al quale poi segue almeno un altro:
“Sul ruolo dell'[*] è POLEMICA”.

* riempire con, a scelta: opposizione, giustizia, sindacato, chiesa, partiti, ecc.

Le polemiche hanno il brutto vizio di scoppiare e l’Italia è il paese dove scoppia una polemica ogni mezz’ora e per ogni cosa, dalla più grave alla più insignificante.
E’ la parola peggiore perchè rispecchia il nostro lato peggiore. La polemica di Berlusconi con la giustizia, ad esempio.
E’ una fortuna che le polemiche, scoppiando, non provochino danni ingenti a cose o persone ma solo ai nostri poveri cabbasisi, come al solito. Pensate se la polemica invece scoppiasse come Mr. Creosote, magari nel bel mezzo di una puntata di “Porta a Porta”. Non vorrei perdermelo per niente al mondo.

P.S. Psss, questa è una notizia riservata. Non fatelo sapere troppo in giro ma domattina sulle 11 la vostra papera zoppa va in diretta su Radio Pico nel programma di Peter e Stefano “Che domenica”. Il nordest è avvertito. E che non scoppino polemiche, mi raccomando.


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Concludo la trilogia sulle parole insopportabili con la peggiore di tutte, una parolaccia ancora più intollerabile di FILIERA, PERFORMANCE, SISTEMA PAESE, ATTIMINO, BENCHMARKING, CRESCITA e SHOCK.
Come abbiamo fatto a farcela sfuggire finora? Eppure compare nel 99,9 periodico dei titoli dei telegiornali.
Parte la sigla con il mondomarcio blu che gira e qual’è il primo titolo?

“E’ POLEMICA sulle dichiarazioni di….” al quale poi segue almeno un altro:
“Sul ruolo dell'[*] è POLEMICA”.

* riempire con, a scelta: opposizione, giustizia, sindacato, chiesa, partiti, ecc.

Le polemiche hanno il brutto vizio di scoppiare e l’Italia è il paese dove scoppia una polemica ogni mezz’ora e per ogni cosa, dalla più grave alla più insignificante.
E’ la parola peggiore perchè rispecchia il nostro lato peggiore. La polemica di Berlusconi con la giustizia, ad esempio.
E’ una fortuna che le polemiche, scoppiando, non provochino danni ingenti a cose o persone ma solo ai nostri poveri cabbasisi, come al solito. Pensate se la polemica invece scoppiasse come Mr. Creosote, magari nel bel mezzo di una puntata di “Porta a Porta”. Non vorrei perdermelo per niente al mondo.

P.S. Psss, questa è una notizia riservata. Non fatelo sapere troppo in giro ma domattina sulle 11 la vostra papera zoppa va in diretta su Radio Pico nel programma di Peter e Stefano “Che domenica”. Il nordest è avvertito. E che non scoppino polemiche, mi raccomando.


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“Where is the cat?”

L’amico Giuseppe Norma, autore di fenomenali recensioni cinematografiche sul blog di Cima, firmati con lo pseudonimo Merderetti, mi ha inviato questo testo per email ed io non resisto a non riproporlo qui.

English is good for you – 3 moduli facili facili per apprendere l’inglese
Chi dice che l’inglese è facile… legga questo a voce alta….

Ci sono Tre Moduli.
1 – Modulo principianti:

Tre Streghe guardano tre orologi Swatch. Quale strega guarda quale Orologio Swatch?

In inglese:

Three witches watch three Swatch watches. Which witch watches which Swatch watch?

2 – Modulo avanzato:

Tre streghe ‘trans’ guardano I cinturini di tre orologi Swatch. Quale strega trans guarda i cinturini di quale orologio Swatch?

In inglese:

Three switched Witches watch three Swatch watches’ switches. Which switched Witch watches which Swatch watch’s switch?

3 – Modulo per masters:

Tre Streghe svedesi transessuali guardano I cinturini di tre orologi ‘Swatch’ svizzeri. Quale strega svedese transessuale guarda quale Cinturino di quale orologio ‘Swatch’ svizzero?

In inglese:

Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch’s switches. Which Swedish switched witch watches which Swiss Swatch watch’s switch?

….. fanc…, meglio ‘o napulitano !!!

Ecco, dedicato a coloro che dicono che basta mandare il figlio in Inghilterra un’estate e ti padroneggia la lingua. O che basta mettersi le cuffiette la sera prima di andare a letto.
Ma anche a coloro come me che hanno studiato per oltre vent’anni l’inglese prendendo diplomi su diplomi, corrispondendo con decine e decine di pen-pals e che, parlando con dei madrelingua, sono riusciti a passare più volte per americani. Ho provato il test di Beppe ma ho rischiato seriamente di mozzarmi da sola la lingua tra i denti.
Vi sono certi scilinguagnoli che solo chi è nato ai piedi della Statua della Libertà o del Big Ben può padroneggiare. E’ un fatto genetico, diciamolo.

Se volete veramente sperimentare il senso di impotenza che ti dà il non saper pronunciare l’inglese provate a cantare questa nota canzone country, “The Auctioneer” (il banditore d’asta).
Pare che la CIA la utilizzi come test per smascherare gli agenti stranieri infiltrati, facendogliela cantare.


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L’amico Giuseppe Norma, autore di fenomenali recensioni cinematografiche sul blog di Cima, firmati con lo pseudonimo Merderetti, mi ha inviato questo testo per email ed io non resisto a non riproporlo qui.

English is good for you – 3 moduli facili facili per apprendere l’inglese
Chi dice che l’inglese è facile… legga questo a voce alta….

Ci sono Tre Moduli.
1 – Modulo principianti:

Tre Streghe guardano tre orologi Swatch. Quale strega guarda quale Orologio Swatch?

In inglese:

Three witches watch three Swatch watches. Which witch watches which Swatch watch?

2 – Modulo avanzato:

Tre streghe ‘trans’ guardano I cinturini di tre orologi Swatch. Quale strega trans guarda i cinturini di quale orologio Swatch?

In inglese:

Three switched Witches watch three Swatch watches’ switches. Which switched Witch watches which Swatch watch’s switch?

3 – Modulo per masters:

Tre Streghe svedesi transessuali guardano I cinturini di tre orologi ‘Swatch’ svizzeri. Quale strega svedese transessuale guarda quale Cinturino di quale orologio ‘Swatch’ svizzero?

In inglese:

Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch’s switches. Which Swedish switched witch watches which Swiss Swatch watch’s switch?

….. fanc…, meglio ‘o napulitano !!!

Ecco, dedicato a coloro che dicono che basta mandare il figlio in Inghilterra un’estate e ti padroneggia la lingua. O che basta mettersi le cuffiette la sera prima di andare a letto.
Ma anche a coloro come me che hanno studiato per oltre vent’anni l’inglese prendendo diplomi su diplomi, corrispondendo con decine e decine di pen-pals e che, parlando con dei madrelingua, sono riusciti a passare più volte per americani. Ho provato il test di Beppe ma ho rischiato seriamente di mozzarmi da sola la lingua tra i denti.
Vi sono certi scilinguagnoli che solo chi è nato ai piedi della Statua della Libertà o del Big Ben può padroneggiare. E’ un fatto genetico, diciamolo.

Se volete veramente sperimentare il senso di impotenza che ti dà il non saper pronunciare l’inglese provate a cantare questa nota canzone country, “The Auctioneer” (il banditore d’asta).
Pare che la CIA la utilizzi come test per smascherare gli agenti stranieri infiltrati, facendogliela cantare.

http://www.youtube.com/v/fvSn0g27-t0&rel=1


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Siamo talmente distratti e sovrapensiero, nella vita di tutti i giorni, che le parole, le proposizioni logiche e i discorsi che arrivano a noi dai media, ci scorrono addosso come l’acqua della doccia.
Le notizie che ci vengono date, spesso vere e proprie fallacie, appaiono tali solo se ci soffermiamo ad analizzarle logicamente. Ad una prima passata veloce, qualunque proposizione può passare per vera.

La logica insegna che dire “gli italiani” è come dire “tutti gli italiani, nessuno escluso” ed è diverso da dire “alcuni italiani”. Cosa dicono i politici, parlando del consenso nei propri confronti? “Gli italiani voteranno per noi”. E’ solo un banalissimo esempio di uso distorto del linguaggio.

Siccome amo smascherare la propaganda e ho il vizio di analizzare la struttura della comunicazione, travestendomi da Noam Chomsky, farò un noiosissimo discorso sul linguaggio che si potrebbe sintetizzare con la seguente domanda:

Secondo voi, è normale che in un paese del Primo Mondo, appartenente al G8, industrializzato, patria di vagonate di scienziati e premi Nobel, in uno stato in teoria laico, i telegiornali possano fare, di fronte a milioni di telespettatori, affermazioni come queste:

“Questa sera Bruno Vespa si collegherà in diretta da Lourdes per il 150° anniversario della prima apparizione della Vergine Maria.” (TG1, 11 febbraio 2008) ?

Cosa c’è di strano? In questi termini, la proposizione afferma che non vi è alcun dubbio che un’entità di nome Vergine Maria apparve veramente in quel di Lourdes l’ 11 settembre* (ahia) del 1858 e non fu che la prima di tante apparizioni, date per certe e dimostrate. Bastava aggiungere un “presunta” prima di apparizione e il beneficio del dubbio sarebbe stato preservato.
Da agnostica, rimango nel dubbio dell’esistenza della divinità, non potendone confermare l’esistenza ma nemmeno negandola a priori come fanno gli atei.
Quella di cui sopra mi sembra un’affermazione sorprendente, che mi ricorda l’incipit del mio testo di storia di prima media, che diceva più o meno: “In sette giorni Dio creò il mondo, quindi ebbe inizio la storia dell’uomo”. Alla faccia di Darwin e di tutto il cucuzzaro scientifico.

* Su OKNOtizie un solerte amico mi fa notare che le apparizioni avvennero a partire dall’11 febbraio e non dall’11 settembre. Colpa del TG2, questa volta, che nel servizio commemorativo (notare il titolo: “150 anni fa appariva la Madonna”) ha detto proprio 11 settembre, cliccare qui per ascoltare con le proprie orecchie. Vatti a fidare del telegiornale!


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Siamo talmente distratti e sovrapensiero, nella vita di tutti i giorni, che le parole, le proposizioni logiche e i discorsi che arrivano a noi dai media, ci scorrono addosso come l’acqua della doccia.
Le notizie che ci vengono date, spesso vere e proprie fallacie, appaiono tali solo se ci soffermiamo ad analizzarle logicamente. Ad una prima passata veloce, qualunque proposizione può passare per vera.

La logica insegna che dire “gli italiani” è come dire “tutti gli italiani, nessuno escluso” ed è diverso da dire “alcuni italiani”. Cosa dicono i politici, parlando del consenso nei propri confronti? “Gli italiani voteranno per noi”. E’ solo un banalissimo esempio di uso distorto del linguaggio.

Siccome amo smascherare la propaganda e ho il vizio di analizzare la struttura della comunicazione, travestendomi da Noam Chomsky, farò un noiosissimo discorso sul linguaggio che si potrebbe sintetizzare con la seguente domanda:

Secondo voi, è normale che in un paese del Primo Mondo, appartenente al G8, industrializzato, patria di vagonate di scienziati e premi Nobel, in uno stato in teoria laico, i telegiornali possano fare, di fronte a milioni di telespettatori, affermazioni come queste:

“Questa sera Bruno Vespa si collegherà in diretta da Lourdes per il 150° anniversario della prima apparizione della Vergine Maria.” (TG1, 11 febbraio 2008) ?

Cosa c’è di strano? In questi termini, la proposizione afferma che non vi è alcun dubbio che un’entità di nome Vergine Maria apparve veramente in quel di Lourdes l’ 11 settembre* (ahia) del 1858 e non fu che la prima di tante apparizioni, date per certe e dimostrate. Bastava aggiungere un “presunta” prima di apparizione e il beneficio del dubbio sarebbe stato preservato.
Da agnostica, rimango nel dubbio dell’esistenza della divinità, non potendone confermare l’esistenza ma nemmeno negandola a priori come fanno gli atei.
Quella di cui sopra mi sembra un’affermazione sorprendente, che mi ricorda l’incipit del mio testo di storia di prima media, che diceva più o meno: “In sette giorni Dio creò il mondo, quindi ebbe inizio la storia dell’uomo”. Alla faccia di Darwin e di tutto il cucuzzaro scientifico.

* Su OKNOtizie un solerte amico mi fa notare che le apparizioni avvennero a partire dall’11 febbraio e non dall’11 settembre. Colpa del TG2, questa volta, che nel servizio commemorativo (notare il titolo: “150 anni fa appariva la Madonna”) ha detto proprio 11 settembre, cliccare qui per ascoltare con le proprie orecchie. Vatti a fidare del telegiornale!


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“xke tt hanno criticato qst film?? e nn era necessario fare tt qst pandemonio!!! la kiesa facendo qst ha fatto alzare i botteghini del film!!!”

Vi è capitato di recente di cominciare a scrivere come nell’esempio qui sopra? State cominciando a pensare con le k e i nn? Sostituite le c con le k anche quando non è necessario, ad esempio nella frase “le kiliegie sono bne”?

Se la risposta è si siete affetti dalla malattia più pericolosa in circolazione, molto peggiore di SARS, aviaria ed Ebola messe assieme, la terribile SINDROME DELLA K, che si trasmette via telefonino. Si, perché da quando passiamo metà della nostra vita a scrivere SMS, la lingua italiana ha prodotto una mutazione pericolosa, come il virus influenzale che ogni tanto può diventare veramente cattivo e ammazzare milioni di persone.

Purtroppo, dall’ambito ristretto dei cellulari, la malattia si sta espandendo nelle chat, nei forum, nelle email, nei blog e nella corrispondenza personale. Una vera pandemia. Il contagio è subdolo. L’italiano è una lingua ostica per scrivere SMS, con tutte quelle accentate, gli apostrofo che bisogna andare a cercare con il lanternino, le doppie e le parole chilometriche tipo “improcrastinabilità”. Non si prendono precauzioni, si comincia scrivendo una volta “non” come nn per far prima e si è subito infetti.

Questa malattia colpisce soprattutto le vocali e ne fa strage ma provoca anche la proliferazione di consonanti come la k, che rappresenta il sintomo più tipico della malattia, come le macchie rosse del morbillo. Si sta ovviamente cercando un vaccino che dovrebbe impedire la conversione delle C in K e si sta allo scopo studiando il DNA di individui che da giovani scrivevano “Kossiga” e “Amerikani Go Home” con la kappa. Purtroppo però anche con l’ingegneria genetica il vaccino sembra di difficile realizzazione.

Una nota di speranza viene dal fatto che esistono persone misteriosamente guarite dalla malattia ed altre praticamente immuni. Questi soggetti conservano solo una leggera dislessia residua e regrediscono alla fase di lettura lettera per lettera dei bambini di prima elementare di fronte a testi infetti, ma continuano a scrivere come la maestra gli ha insegnato: “soqquadro con due q”, “sul qui e sul qua l’accento non va”. Come i monatti di manzoniana memoria sono molto malvisti dagli appestati, che li considerano vecchi babbioni conservatori, reazionari e bacchettoni.

L’aspetto più tragico di questo terribile morbo è rappresentato dal fatto che appena contagiati i malati sono convinti di essere gli inventori di un nuovo linguaggio molto pratico e moderno. In realtà, in fase avanzata, la SINDROME DELLA K porta alla perdita completa dell’uso dell’italiano.

Qualche virologo di fama mondiale avanza l’ipotesi, ma si tratta di una tesi molto forte e controversa, che questa malattia assomigli molto a quella che colpì Pinocchio e Lucignolo, la malattia del somaro.

Io nn ci credo. Sn i soliti vekki prof parrukkoni ke nn kapiscn nnte, aggiornatevi 1 po, ekkekkazz……. Iiiii-hoooo, ii-hooo, ii-hooooo!

P.S. Per la serie: la ribollita, eccovi un post che ho recuperato dal vecchio blog, prima che venga magari distrutto dal cambio di piattaforma.
E’ ancora attuale e trasmette bene il mio fastidio nei confronti di questa neolingua del k, che mi fa sentire totalmente idiota perchè non riesco assolutamente a leggerla. Forse con il Klingon avrei meno problemi.

“xke tt hanno criticato qst film?? e nn era necessario fare tt qst pandemonio!!! la kiesa facendo qst ha fatto alzare i botteghini del film!!!”

Vi è capitato di recente di cominciare a scrivere come nell’esempio qui sopra? State cominciando a pensare con le k e i nn? Sostituite le c con le k anche quando non è necessario, ad esempio nella frase “le kiliegie sono bne”?

Se la risposta è si siete affetti dalla malattia più pericolosa in circolazione, molto peggiore di SARS, aviaria ed Ebola messe assieme, la terribile SINDROME DELLA K, che si trasmette via telefonino. Si, perché da quando passiamo metà della nostra vita a scrivere SMS, la lingua italiana ha prodotto una mutazione pericolosa, come il virus influenzale che ogni tanto può diventare veramente cattivo e ammazzare milioni di persone.

Purtroppo, dall’ambito ristretto dei cellulari, la malattia si sta espandendo nelle chat, nei forum, nelle email, nei blog e nella corrispondenza personale. Una vera pandemia. Il contagio è subdolo. L’italiano è una lingua ostica per scrivere SMS, con tutte quelle accentate, gli apostrofo che bisogna andare a cercare con il lanternino, le doppie e le parole chilometriche tipo “improcrastinabilità”. Non si prendono precauzioni, si comincia scrivendo una volta “non” come nn per far prima e si è subito infetti.

Questa malattia colpisce soprattutto le vocali e ne fa strage ma provoca anche la proliferazione di consonanti come la k, che rappresenta il sintomo più tipico della malattia, come le macchie rosse del morbillo. Si sta ovviamente cercando un vaccino che dovrebbe impedire la conversione delle C in K e si sta allo scopo studiando il DNA di individui che da giovani scrivevano “Kossiga” e “Amerikani Go Home” con la kappa. Purtroppo però anche con l’ingegneria genetica il vaccino sembra di difficile realizzazione.

Una nota di speranza viene dal fatto che esistono persone misteriosamente guarite dalla malattia ed altre praticamente immuni. Questi soggetti conservano solo una leggera dislessia residua e regrediscono alla fase di lettura lettera per lettera dei bambini di prima elementare di fronte a testi infetti, ma continuano a scrivere come la maestra gli ha insegnato: “soqquadro con due q”, “sul qui e sul qua l’accento non va”. Come i monatti di manzoniana memoria sono molto malvisti dagli appestati, che li considerano vecchi babbioni conservatori, reazionari e bacchettoni.

L’aspetto più tragico di questo terribile morbo è rappresentato dal fatto che appena contagiati i malati sono convinti di essere gli inventori di un nuovo linguaggio molto pratico e moderno. In realtà, in fase avanzata, la SINDROME DELLA K porta alla perdita completa dell’uso dell’italiano.

Qualche virologo di fama mondiale avanza l’ipotesi, ma si tratta di una tesi molto forte e controversa, che questa malattia assomigli molto a quella che colpì Pinocchio e Lucignolo, la malattia del somaro.

Io nn ci credo. Sn i soliti vekki prof parrukkoni ke nn kapiscn nnte, aggiornatevi 1 po, ekkekkazz……. Iiiii-hoooo, ii-hooo, ii-hooooo!

P.S. Per la serie: la ribollita, eccovi un post che ho recuperato dal vecchio blog, prima che venga magari distrutto dal cambio di piattaforma.
E’ ancora attuale e trasmette bene il mio fastidio nei confronti di questa neolingua del k, che mi fa sentire totalmente idiota perchè non riesco assolutamente a leggerla. Forse con il Klingon avrei meno problemi.


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