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Un consiglio: per un effetto ancora più dirompente, guardate il filmato dopo aver letto il post.

Comincio con una affermazione che si basa su un’esperienza personale. Diffido della bioetica e di coloro che se ne adornano come fosse una medaglia di perbenismo. Ne diffido da quando partecipai ad un convegno, appunto sulla Bioetica, dove l’ospite d’onore era Mons. Pio Laghi, colui che andava a giocare a tennis con l’ammiraglio Massera durante la Guerra Sucia in Argentina, mentre le vite indegne di essere vissute degli oppositori politici volavano in mare aperto, malamente anestetizzate ma ancora atrocemente vive. Lo stesso monsignore che, appena pochi giorni dopo il golpe, affermava:

«Il Paese ha un’ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre altre idee diverse ed estranee, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, e nasce così la violenza. I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si può parlare di invasione di stranieri, ma anche di invasione di idee che mettono a repentaglio i valori fondamentali.”

Oh certo, una persona squisita, ricordo, strinse la mano a tutte le signore e disse cose molto toccanti sulla difesa della vita. Peccato per quei serve&volley con il Diavolo.

Diffido ancora di più dei convertiti alla difesa della vita come concetto astratto, perchè come tutti i convertiti difettano assolutamente di obiettività e sembrano aver fatto della deprivazione della libertà altrui la propria missione nella vita.
Oggi, giusto per farmi un po’ il sangue marcio, ho letto di quest’altra candidata del PDL, ex radicale convertita al verbo teocon.
Scrive l’Unità:

Educazione sessuale? Mai e poi mai. A scuola meglio parlare di cavoli e cicogne. La cognizione del sesso «creerebbe problemi all’interno delle famiglie, le sole ad avere la titolarità del diritto a educare». E la contraccezione? No a politiche che incentivino l’uso del preservativo. «In Francia come in Gran Bretagna con politiche simili gli aborti sono aumentati, in Italia invece dove la contraccezione chimica è poco diffusa gli aborti sono in diminuzione». Parola di Eugenia Roccella, portavoce del family day e candidata del Popolo delle Libertà. La chiama «una visione antropologica», ed insieme a colleghi come l’ex soubrette Mara Carfagna e Alfredo Mantovano di An laspiegherà agli elettori in un tour in giro per l’Italia.

La famiglia. Certo, a volte in famiglia i bambini ricevono una sana educazione sessuale, comprese le prove pratiche finali con lo zio o l’amico di famiglia. Se sono più fortunati, i genitori gli riversano addosso tutte le personali frustrazioni, ubbìe e complessi. Solo pochi hanno mamme e babbi in grado di dar loro un’immagine positiva e sana del sesso.
Il preservativo. Casualmente esso protegge anche dalle malattie sessualmente trasmissibili. Senza pensare all’AIDS, è sufficiente per evitare lo scolo.
Tra parentesi: come faccia il preservativo a far aumentare gli aborti, a meno che non si rompa, e il non prendere la pillola a far diminuire gli aborti, lo sa solo la Roccella.

Siamo uno dei paesi più ignoranti in fatto di sesso. Gli adolescenti sguazzano nell’analfabetismo genitale più assoluto. Offrire almeno un ora di educazione sessuale nelle scuole, da parte di personale specializzato: psicologi e sessuologi, non sarebbe solo piccolo passo verso la civiltà ma un dovere morale.
Tra l’altro un bambino o ragazzino cosciente dei fatti sessuali è anche più in grado di difendersi dalla pedofilia, sia quella domestica che quella magari da sacrestia.

Questo invece è il neo-oscurantismo clericale che si appresta a rappresentare alle prossime elezioni il centrodestra.
La patetica conta degli embrioni, la gogna medievale per le donne che abortiscono, la colonna infame per i medici che le aiutano ad usufruire di una legge dello Stato, tra mille ipocrite obiezioni di incoscienza. Le visioni antropologicamente insensate di gente che forse ha solo la colpa di non trombare a sufficienza e non sopporta che lo facciano bene e spesso gli altri.
Per non parlare di altre amenità che ci saranno sicuramente riservate nei prossimi giorni nei confronti di gay, coppie di fatto e varie ed eventuali diversità.

E ora godetevi Lorena Berdùn da Crozza (qui la seconda parte del filmato). Immaginate di essere in un paese civile e di saperla insegnare a scuola ai vostri figli ad essere attori sessuali responsabili e a padroneggiare il muscolo pubo-coccigeo. Guardatevi attorno. Non siete sicuramente in Italia. Probabilmente in Spagna.
Intanto io bevo Roccella e faccio plin-plin.


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Non è un’illusione ottica o una birra di troppo: è proprio rimmel.
Ci sono cose che non si dovrebbero mai vedere o venire a sapere, perché dopo le vita non è più come prima.

Come quando la sera o la mattina di Natale scopriste che Babbo Natale non era il mitico vecchietto proveniente dal Polo, goloso di petti di pollo e sul quale avevate fantasticato fino a quel momento ma molto più modestamente vostro padre.
Oppure quando avete dovuto ammettere che con i cavoli, le cicogne e le api vi avevano preso in giro per oltre un decennio, ridendo probabilmente alle vostre spalle. So che sembra impossibile ma noi da ragazzine si era veramente ingenue e ignoranti in fatto di sesso, mica come ora che ti ritrovi con delle piccole Lorene Berdùn. Chiedetelo a Scamarcio, che si è dovuto difendere dall’aggressione di una decenne.
Ecco, parlando di delusioni della vita, è quella che ho provato quando ho visto questa foto dell’attore che mi aveva tanto allupata nei panni del nuovo Bond quest’inverno.
Un cupo scricchiolìo dal sottosuolo, apertura di crepe nei muri e pavimenti che cominciavano a traballare. Il mito è crollato in una nuvola di cipria.

Dice che è lo stile del nuovo uomo Metrosexual. Metrodeché? Mi dispiace ma una cosa simile Sean non l’avrebbe mai fatta.
Saremo vecchie carampane all’antica ma, come diceva la grande Anna Magnani: “l’omo ha da esse omo”, figuriamoci Bond, che non solo non ha bisogno di chiedere mai ma gira direttamente con il vassoio del self-service e “mica è maschio così, ma maschio ccosììììì!” Un supereroe dell’immaginario femminile distrutto dall’effetto “incurva e separa”, chi l’avrebbe mai detto?
La prossima volta ditelo prima, che ci prepariamo psicologicamente a non farci illusioni e ci abituiamo all’idea che James possa venire di soppiatto a rubarci i trucchi in bagno e a nascondere le microspie nell’astuccio del rossetto. Ci sta bene, perchè invece di farci le pippe mentali sui divi, dovremmo sapere che gli uomini migliori sono quelli che abbiamo vicino. Però che tristezza.

Darei volentieri anche un nocchino sul capo a Matt Damon che ha fatto certe insinuazioni perfino su Giorg. Lui che è un mito, un bonazzo così de sinistra e sovversivo, tanto che l’avevo detto che sarebbe stato il leader ideale del piddì ma loro insistono con il Moscio Vileda Veltroni. Un consiglio per la sopravvivenza a Matt: lasciaci almeno Giorg. Se no, appena ti troviamo, ti strappiamo le braccine.

Ultima annotazione. Ahò, ‘a Craig, per tua norma ce n’é uno solo al mondo che può permettersi il rimmel e rimanere un mito: Sua Maestà Prince. Dalla rabbia mi butterei su Scamarcio, guarda un po’!


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E’ tornato Maurizio Crozza con il suo show del lunedì sera su La7, “Crozza Italia”. Ve lo consiglio, è divertente.

Oltre agli ospiti fissi Carla Signoris e Elio, nella prima puntata si è visto anche Stefano Bollani, che ha duettato con Irene Grandi e nel finale con Crozza ed Elio. Altro numero musicale, una esilarante parodia di “Fernando” degli Abba con Crozza, Elio, Carla e Irene Grandi sull’argomento “povero ceto medio”.

Crozza, oltre alle divertenti imitazioni di Zichichi, Bersani, Buttiglione, Parisi, dell’economista Alan Friedman e di Benedetto XVI, ha presentato un reportage dalla Cina, che penso proseguirà anche nelle prossime puntate.

Soprattutto però vi è stato il ritorno di un mito, Lorena Berdùn, la psico-sessuologa della televisione spagnola, protagonista del programma “Dos Rombos” i cui momenti salienti erano il pezzo forte del primo ciclo di “Crozza Italia”.

Questa volta in studio dal vivo Lorena ha tenuto una lezioncina delle sue su clitoride ed esercizi del muscolo pubo-coccigeo, con assoluta naturalezza e con Crozza che non credeva alle sue orecchie. Da non perdere.

Mentre da noi in tarda serata si discute di impronte di sangue sul piumone e si cazzeggia tra soliti noti, in Spagna utilizzano lo spazio televisivo per fare educazione sessuale.
Se prendo l’astronave, quanti anni luce mi ci vogliono per arrivare a Madrid?

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