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Ha ficcato la mano in gola all’Italia, le ha acchiappato la legalità, gliel’ha strappata, buttata per terra e calpestata con i tacchi a spillo. Ci ha sputato sopra, l’ha sbattuta dentro un forno e rosolata a fuoco lento. L’ha tagliata a pezzettini, schiaffata dentro un toast e ora vuole fargliela rimangiare, pretendendo che gli italiani dicano: “Grazie, tesoro, è delizioso.”
Tutto questo non si spiega razionalmente ma facendo ricorso ai misteri dell’inconscio e quindi sono giunta ad una conclusione clamorosa. Berlusconi non è un nano come dicono i malvagi e nemmeno uno statista come pensano coloro che lo votano ma un gran pezzo di figa. Per parlar chiaro: sarà anche uomo ma ce l’ha.

Non la vediamo perchè ci occorrerebbero forse degli occhiali speciali come nel film “Essi vivono” ma ce l’ha e in qualche modo ce la fa vedere. Anzi, ce la sbatte in faccia.
Non si spiega altrimenti come riesca ad inscimunire a quel modo coloro che lo amano senza ritegno.
Ci sono uomini letteralmente pazzi di lui e i più scatenati sono rigorosamente etero. Credetemi, non è passione omosessuale, è proprio il tipo di devozione cieca che gli uomini destinano alla figa. Perchè solo la figa può essere oggetto di culto cieco e assolutamente privo di raziocinio.
Una volta Luciana Littizzetto chiese a Rocco Siffredi se credeva in Dio. “Credo nella figa”, fu la risposta. Ecco, appunto.

Il tipo di seduzione che usa Berlusconi è puro estratto di estrogeni, essenza di figa. Per ribadire il concetto si circonda di passere conclamate, sparge gnocca a profusione, le sue televisioni traboccano di culi e tette. Il suo messaggio è quello ed è maledettamente vincente. Per la figa si sono creati e distrutti imperi, uomini geniali si sono ridotti a omm ‘e sfaccimma. Non si è mai fatta una guerra per un cazzo, diciamo la verità.
L’uomo crede che il simbolo del potere sia il fallo, guardare la forma dei missili per credere, ma è una pia illusione. Per avere il massimo potere un uomo deve farsi figa. Una grande figa che fa dimenticare tutto il resto, che fa desiderare perfino di morirci dentro. Vi sono stati altri esempi illustri nella storia. I grandi trascinatori hanno sempre qualcosa di uterino.

Buttarla sull’inconscio e sul simbolico arcaico è l’unica spiegazione che trovo al mistero della Lega che ha già dimenticato i verdi pascoli irlandesi per obbedire al diktat di Berlusconi di votare si al Trattato di Lisbona. Calderoli addirittura ha preso il morbo di Silvius, quello che fa dimenticare e rinnegare ciò che si è detto il giorno prima: “Non ho mai detto che avrei votato contro”. Bossi ha richiamato i suoi, proprio così. Non azzardatevi a fare gli irlandesi.
Dovremo proprio dire di qui in avanti che tira più un pelo di Berlusconi che un carroccio di buoi?


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Ha ficcato la mano in gola all’Italia, le ha acchiappato la legalità, gliel’ha strappata, buttata per terra e calpestata con i tacchi a spillo. Ci ha sputato sopra, l’ha sbattuta dentro un forno e rosolata a fuoco lento. L’ha tagliata a pezzettini, schiaffata dentro un toast e ora vuole fargliela rimangiare, pretendendo che gli italiani dicano: “Grazie, tesoro, è delizioso.”
Tutto questo non si spiega razionalmente ma facendo ricorso ai misteri dell’inconscio e quindi sono giunta ad una conclusione clamorosa. Berlusconi non è un nano come dicono i malvagi e nemmeno uno statista come pensano coloro che lo votano ma un gran pezzo di figa. Per parlar chiaro: sarà anche uomo ma ce l’ha.

Non la vediamo perchè ci occorrerebbero forse degli occhiali speciali come nel film “Essi vivono” ma ce l’ha e in qualche modo ce la fa vedere. Anzi, ce la sbatte in faccia.
Non si spiega altrimenti come riesca ad inscimunire a quel modo coloro che lo amano senza ritegno.
Ci sono uomini letteralmente pazzi di lui e i più scatenati sono rigorosamente etero. Credetemi, non è passione omosessuale, è proprio il tipo di devozione cieca che gli uomini destinano alla figa. Perchè solo la figa può essere oggetto di culto cieco e assolutamente privo di raziocinio.
Una volta Luciana Littizzetto chiese a Rocco Siffredi se credeva in Dio. “Credo nella figa”, fu la risposta. Ecco, appunto.

Il tipo di seduzione che usa Berlusconi è puro estratto di estrogeni, essenza di figa. Per ribadire il concetto si circonda di passere conclamate, sparge gnocca a profusione, le sue televisioni traboccano di culi e tette. Il suo messaggio è quello ed è maledettamente vincente. Per la figa si sono creati e distrutti imperi, uomini geniali si sono ridotti a omm ‘e sfaccimma. Non si è mai fatta una guerra per un cazzo, diciamo la verità.
L’uomo crede che il simbolo del potere sia il fallo, guardare la forma dei missili per credere, ma è una pia illusione. Per avere il massimo potere un uomo deve farsi figa. Una grande figa che fa dimenticare tutto il resto, che fa desiderare perfino di morirci dentro. Vi sono stati altri esempi illustri nella storia. I grandi trascinatori hanno sempre qualcosa di uterino.

Buttarla sull’inconscio e sul simbolico arcaico è l’unica spiegazione che trovo al mistero della Lega che ha già dimenticato i verdi pascoli irlandesi per obbedire al diktat di Berlusconi di votare si al Trattato di Lisbona. Calderoli addirittura ha preso il morbo di Silvius, quello che fa dimenticare e rinnegare ciò che si è detto il giorno prima: “Non ho mai detto che avrei votato contro”. Bossi ha richiamato i suoi, proprio così. Non azzardatevi a fare gli irlandesi.
Dovremo proprio dire di qui in avanti che tira più un pelo di Berlusconi che un carroccio di buoi?


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Caro Padre Gaenswein,

posso chiamarla confidenzialmente Georg? No, forse è meglio di no. Con la mania che abbiamo noi italiani di storpiare il teutonico “Ghe-org” in “Gi-org”, rischieremmo una scenetta come quella del Martini, con la tipa che apre la porta e si trova davanti lei con una bottiglia di vin santo – che mi sembra più appropriata, ed esclama: “George!!”.
Eh si, perché mi dicono che tra lei e Clooney è una gara dura.

Se posso permettermi, lei è indubbiamente un gran bel pezzo di manzo, anche se non è esattamente il mio tipo. Sa, oggi mi sono comprata il “Max” con le foto di Cannavaro, ha capito il genere che mi piace?
Non è il mio tipo perché pensando a lei mi viene da fare quella stupida e scontata associazione che avrà sentito già un migliaio di volte – e chissà come la fa incazzare, pardon, arrabbiare. Lo sa benissimo, la storia di padre Ralph e di “Uccelli di rovo”. Non posso farci nulla ma quest’idea di lei e Maggie e l’uccello sul rovo mi blocca, mi spegne ogni pensiero arrapante come il calzino corto a letto. Encefalogramma piatto, kaputt.
Eppure, nonostante questo handicap da telenovela, lei è come il Crodino, piace, piace anche per quella sua aria così fredda e distaccata, da chi ci marcia alla grande sulla storia del bello e impossibile.

Il motivo per cui le scrivo è un altro però. Vengo al sodo. Lei sarà pure il segretario del Papa, colui che turba il sonno delle devote cielline e tutto il resto, ma cos’è adesso questa storia della satira, che non bisogna scherzare sul Papa e che ce l’ha con Crozza, Fiorello e la mia mitica Luciana Littizzetto? Cosa vuol dire che non ha visto le trasmissioni ma le condanna lo stesso? Lo sa che mi sta diventando un tantinello antipatico?

Lei teme i comici e la satira, ma lo sa cosa scrivono i giornalisti cosiddetti seri di lei?
C’è una cosa che non mi fa dormire la notte da quando l’ho letta. Deve sapere che, oltre a guardare Crozza il lunedì sera, mi benedica padre perché ho peccato, tra le mie letture peccaminose vi è anche Panorama, che leggo ogni tanto dal mio parrucchiere.
Ecco, la scorsa estate lessi un articolo su quella sua famosa intervista alla Radio Vaticana, dove lei sorprendentemente parlava con disinvoltura di donne e motori come un Briatore qualsiasi: “I miei sensi sono sani e chi ha i sensi sani li usa…Nella mia giovinezza ci sono state ragazze che preferivo. Ora mi sono abituato al mio ruolo di sex symbol“. Vatican Confidential.
A parte che l’intervista il giorno dopo è sparita dalla circolazione e volevo ben dire, ma sa poi cosa hanno scritto quei maliziosi giornalisti a commento delle sue parole?
C’è poi chi sostiene che, rivelando la sua giovanile simpatia per le donne, don Georg ha voluto fugare alcune malevole insinuazioni.”

Ha capito? Ma forse che, vedendovi sempre insieme… Lei così premuroso, pronto a sistemargli amorevolmente la papalina, proprio da segretario devoto, sempre al suo fianco. E poi insieme a Castelgandolfo, in montagna a sciare, in giro per il mondo. Lei che la mattina gli porta il cappuccio e il cornetto e la camomilla la sera.
No, non posso crederci che pensino che lei sia interista.

P.S. Si precisa che questo post è stato scritto poco dopo che un diavoletto di nome Draghignazzo (sicuramente milanista) ha improvvisamente posseduto la papera zoppa (notoriamente juventina). Il solito Draghignazzo che non capisce un …
Ad ogni modo la papera zoppa, per qualunque vertenza legale, si farà rappresentare dallo Studio Taormina. Per le scomuniche, citofonare Lameduck.

L’altra sera mi sono divertita un mondo con una vecchia puntata di “Milano Roma” su Raisat Premium. Avete presente, quel programma “on the road” dove due personaggi noti (detesto la parola VIP), viaggiano assieme in macchina intervistandosi e cazzeggiando a vicenda (e la Fallaci ha fatto il viaggio con Oriana, riuscendo pure a litigarci).

Quello che è interessante della trasmissione è l’improbabile connubio dei due protagonisti.
Vidi un incredibile puntata con Mons. Tonini vs. Oliviero Toscani (chissà se il fotografo ha avuto il coraggio di urlare al monsignore “Sei veecchio!”, come nell’imitazione di Fiorello) e se ben ricordate vi fu un Dario Fo vs. Ambra proprio in occasione del Nobel al Dario. Vabbè, se non ricordate pazienza.
Ieri sera mi si è paralizzato di botto lo zapping quando ho visto chi erano i due: Luciana Littizzetto e Rocco Siffredi. Due geni della comicità, uno riconosciuto e ammirato (la grandissima Luciana) e uno incompreso (Rocco).

Stranamente ho visto Luciana, che solitamente di Fabio Fazio fa polpette tritate con aglio e cipolla, le arrotola sul palmo della mano e le tira a cani inferociti, un po’ sotto tono, un tantinello imbarazzata.
Lei ha raccontato questa esperienza molto disinvoltamente come è nel suo stile ma in realtà pare che non vi sia stato un gran feeling tra i due. Anzi, diciamola tutta, si sono cordialmente stati sui maroni per tutto il viaggio.
Come si evince dal continuo riferimento, nel suo articolo, all’innominato, penso però che la Luciana fosse anche preda del fenomeno dell’indigeno confuso e felice di fronte al Totem. Intimorita e attonita come davanti al monolito di 2001 Odissea nello Spazio.
Si percepiva infatti una presenza ingombrante tra i due, una sorta di convitato di pietra che avrebbe potuto saltar fuori da un momento all’altro per dire la sua.
Anche Rocco era impacciato, forse perché ha dovuto rimanere tutto il tempo della trasmissione vestito o perchè era impegnato a tenere a bada la belva.

La conversazione è parsa lievemente da ascensore:
“Che piano?” ,“3°”, “…”, “???”, “E’ un caldo, oggi!”, “Già…”
D’altra parte un intellettuale raffinato come Siffredi si sarà sentito a disagio con una “comica”. Di cosa le parli? Della visione hegeliana-etica di Mastella? O di teoria dei quanti?
Non si poteva che parlare di sesso e lui si è lanciato nell’argomento chiedendo alla Littizzetto della sua “prima volta” ma la Luciana è rimasta molto reticente e sulle sue, continuando ad agitarsi sul coprisedile irto di spine. Lui deve aver fatto uno sforzo sovrumano per trattenersi. Difficile per uno che, nel suo habitat naturale è solito esprimersi come segue:

Da “Il club dei piaceri perversi 2” :
Rocco, entrando in un angusto prive’ tutto foderato di rosso, commenta: “Aho’,ma che e’ ? La bbara de Berlinguer” ?

Da “30 maschi per Sandy”
Rocco offre la compagnia dei suoi 2 cuochi di colore a Sandy e dopo la performance li congeda. Loro stanno per uscire e lui incazzatissimo gli grida “Aho’, ma dove cazzo andate ? Tornate in cucina che c’e’ da fare la pizza!!”

Capite che lo spot delle patatine è stato un momento di introspezione, quasi un haiku.
Il clou della puntata è stato quando Luciana, tanto per rompere il silenzio ha chiesto a Rocco:
“Sei credente, credi in Dio?” e lui ha risposto “Si, credo nella figa”.
Non oso immaginare cosa sarà passato per la mente di Luciana Littizzetto in quel momento.

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