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Figurati se ho intenzione di sentirmi in colpa del fatto che mi piace Lady Gaga. Una che ha il coraggio di uscire una sera vestita con la fettina di scottona annodata sulle chiappe e le scarpe di scaletta per bollito misto ha tutta la mia simpatia. Animalisti sconvolti, benpensanti svenuti. Come diceva il Colonnello Kurz? “Noi addestriamo dei giovani a scaricare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere “cazzo” sui loro aerei perché è osceno.”
Si ma la ragazza “fa della musica orrenda”, dicono i soliti Salieri. Niente affatto. Gaga svolge egregiamente lo scopo di sfornare musica pop di un livello perfettamente adeguato al mondo che se la merita e che l’ha generata. Che dovrebbe cantare una con un telefono o la Rätta dell’IKEA in testa a mo’ di cappellino, l’Orfeo di Monteverdi?

Certo la sua musica è ipnotica e rischi di ritrovarti a canticchiare “Alejandro, Alejandro, Ale-Alejandro, Ale-Alejandroo” o “papa-paparazzi”, per un giorno intero ma in fondo siamo già sopravvissuti ad “A-a-bbronzatissima” ed agli “ombrelloni-oni-oni”.

LG è un prodotto di consumo gustoso e ipercalorico come le Pringles ma non credo proprio sia una creatura degli Illuminati, come sostiene la più cogliona delle teorie della cospirazione. Se non lo sapete, Lady Gaga sarebbe una pupazza del tipo della Maria di Metropolis, inviata nel mondo della musica pop per inscimunire ulteriormente la generazione dei bimbominkia e soggiogarli ai voleri del Nuovo Ordine Mondiale. Come se non bastasse piazzarli davanti ad un’altra Maria, la De Filippi.

Cospiratori strafumati e musica (o muzak) a parte, Lady Gaga è un fenomeno di costume e di scostumatezza. I critici sostengono che le sue performances sono pura provocazione e la provocazione artistica non sarebbe più qualcosa di originale. Su questo ci sarebbe da discutere. A parte che l’arte è sempre provocatoria e scandalosa, in ogni epoca, chi vuole comunicare con il mondo attuale non può prescindere dall’uso di un linguaggio estremo perchè è il mondo ad essere osceno e ad obbligarti ad usare le sue stesse armi per denunciarne le brutture e le contraddizioni. Se siamo obbligate dalla moda ad entrare nei jeans taglia Lager cuciti dagli schiavi cinesi allora possiamo anche farci il gonnellino di carpaccio.

Gaga mi è simpatica anche perchè quella carampana maitresse à penser del femminismo vintage della Camille Paglia le ha dedicato un saggio dove dice che è solo una copiona, asessuata (??) e antifemminista. Come dire, ne avesse azzeccata una.
Le ha ben risposto Mario Luzzato Fegiz:

“Posto che musicalmente non mi piacciono né Lady Gaga né Madonna, alla Paglia sfugge un punto fondamentale: Lady Gaga è un personaggio totalmente postmoderno, potrebbe tranquillamente stare in un romanzo di Palahniuk. Non imita Madonna, la cita e ne rovescia completamente il senso, svelandone il lato grottesco e, perché no, mortifero. Se c’è dell’intelligenza nel suo stile sta proprio in questo.
E non ci vuole un genio per capirlo, basta vedere la faccenda dell’abito bistecca: il corpo femminile “spogliato” dell’erotismo, la carne completamente desublimata. Il lato oscuro di Madonna, insomma, o la Madonna spinta al limite estremo. Quasi una parodia. Di sicuro non un’imitazione.”

Esattamente, il lato oscuro. E’ questo che colpisce soprattutto di Lady Gaga e che la caratterizza, rendendola un personaggio originale contro tutte le apparenze. Oscuro perchè capace di rompere il tabù della fascinazione della morte.
I suoi video sono zeppi di assassine avvelenatrici, vendicatrici tarantiniane o alla “Faster Pussycat, Kill! Kill!”. E’ stata capace di terminare il video di “Bad Romance” con un’immagine quasi da finale kubrickiano: lei a letto con il cadavere carbonizzato del boyfriend e le tette ancora fumanti e scoppiettanti tipo “Tetsuo”. I’m a violent girl in a violent world.
Il video di “Alejandro” inizia con un funerale con tanto di bara. In “Telephone” stermina con il veleno l’intera clientela di un fast food prima di fuggirsene con Beyoncé alla “Thelma e Louise”.
In questo lato lugubre della sua espressività, dove mescola comicità e tragico, è decisamente diversa da Madonna e in qualche caso la supera come un Valentino che si fuma Stoner all’ultima curva.

Paglia fa confronti? Va bene, facciamoli. Madonna sarebbe quella che ha già fatto tutto e quindi chiunque tenti di superarla non vale niente ed è solo un clone? In ogni caso stiamo parlando di trent’anni fa, i tempi sono comunque cambiati. Ormai è modernariato.
Nel fintopornolibro pseudoscandaloso “Erotica”, la Ciccone sciorinava tutte le perversioni stando bene attenta però a non accostarsi a quelle più toste, quelle che le avrebbero davvero creato dei fastidi, per esempio la necrofilia o la semplice fascinazione per la morte. In effetti ha sempre eluso l’argomento. L’unica volta che l’abbiamo vista in un contesto lugubre e funerario è stato, se non mi sbaglio, in “Evita”. Si vedeva che era a disagio distesa da finta morta nella bara di cristallo della Señora. Forse perchè (la) Madonna è un essere immortale e soprannaturale?
Sarà stata anche rivoluzionaria ma è rimasta nei secoli fedele interprete del lato più glamour e superficiale, quindi innocuo, dell’erotismo e ha sempre celebrato in fondo solo l’autofeticismo esibizionista in tutte le sue varianti. Madonna, nomen omen, appare, si fa guardare da lontano, può solo pretendere di essere venerata. Gaga non ha paura di lanciarsi in mezzo alla folla per farsene quasi divorare.

Madonna è figlia della scemenza praecox anni 80, quando il massimo della provocazione era il “Like a Virgin” in gondola con il vestitone di tulle stile bambola sul lettone di Orietta Berti. Già Tarantino ne aveva destrutturato il mito con la consacrazione della fava grossa nell’inizio de “Le Iene”. Gaga destruttura definitivamente Madonna in senso tarantiniano.

E’ figlia di un tempo di guerra e di crisi, dove ritornano i mostri alla Doktor Caligari e i trucchi esasperati dell’Espressionismo tedesco.
Se in un immaginario Freak Show Madonna è la bella Cleopatra, Gaga è il geek, quello che stacca la testa della gallina con un morso, il freak anche buffo, una Gelsomina che è mezzo uomo e mezza donna, brutta e bella, un camaleontico Fregoli (o Brachetti).
Gaga è burlesque e grotesque allo stesso tempo. Sarà pure stata clonata da una ruga di Madonna ma è comunque una supersoldatessa del nuovo millennio.
E’ un’artista soprattutto visuale, iconica. Getta l’amo nel mare magnum dell’inconscio collettivo e ne pesca i manga con gli occhioni grandi, le donne freak deturpate da diete e plastiche come Donatella Versace, Betty Page (Beyoncè è pettinata come lei nel video di “Telephone”), il mondo di Tarantino (il cameo della Pussy Wagon, sempre in “Telephone”), i cat-fight e i film carcerari femminili, Greta Garbo e Brigitte Helm ma anche i serial killer, Freddie Mercury e il pulp. E’ senza dubbio la più pulp delle popstar.
In ogni caso, intellettualismi a parte, se è solo un gioco, è terribilmente divertente. Come giocare con le bambole.

C’è un cinese che riproduce fedelmente con le Barbie e le Winx tutti i look di Lady Gaga.

In effetti lei è una bambolina con tanti bei vestitini luccicosi ed estremi come erano quelli delle Barbie della nostra infanzia o delle Winx delle nostre nipoti. La Paglia è troppo vecchia per averci giocato, per questo le sfugge l’imprinting da bambola con le tette che spiega come possa piacere Lady Gaga anche ad una cinquantenne.
Lei incarna il sogno di dar vita, far muovere, danzare e ballare le piccole fighette dalla vita stretta, le coscette da rana, le tette dure, il culo piatto con la scritta Mattel sulla chiappa e il piedino sempre pronto a calzare il tacco alto.

Il discorso sulla presunta asessualità di Gaga è clamoroso perchè le Barbie, pur non avendo passerina e capezzoli evidenti, come del resto era terribilmente piatto il pube di Ken, il fidanzato castrato, erano comunque a loro modo ipersessuate. Altrimenti non si capisce perchè ispirerebbero installazioni porno o sadomaso.
Gaga è appunto la Barbie a cui, fanculo la Mattel, abbiamo restituito la passerina. Una donna che non vuole solo essere bambola ma anche creare e non solo marmocchi. Come ciò non venga considerato femminista dalla carampana è un mistero.
Madonna è stata grande, è vero, che palle. Si, ma quella è la Barbie vecchia, quella con le gambe in rigor mortis, la prima uscita negli anni ’60, ormai sull’andante spelacchiato. Lady Gaga è il brivido di quando usciì la Barbie nuova, con le giunture snodate, più morbida, a cui potevi far assumere nuove posizioni. Con o senza Ken.

Update. Meritano almeno 8 Grammy Awards le Very Italian Trash parodie dei video di Lady Gaga realizzate da questi ragazzi geniali, i SALe & PePe: Telephone, Alejandro e Bad Romance .

676mila euro. E’ quanto spende Madonna all’anno, secondo recenti calcoli, in cure estetiche, trucchi, creme, palestra, formolo, ecc. per il risultato che si vede nella foto.
E’ proprio vero che il mondo di oggi è profondamente ingiusto e dominato dalla più schifosa diseguaglianza.

Ve lo dimostra il fatto che io, ad esempio, non mi sono rifatta nulla, non ho tempo di andare in palestra, ho speso ultimamente ben 23 euro per una crema per il viso e, pur essendo quasi coetanea, non ho le rughe che ha Madonna.

Notiziole dal fronte rotture di bambocci tra coniugi e relative miserie – morali, non certo materiali.
Ma non si era detto che lui dal giudice non ci può andare perchè ci ha da fare e quindi ci deve okkupare il Parlamento obbligandolo ad approvare leggi cucitegli addosso come uno dei suoi doppiopetti Caraceni?
Invece, avete presente Paperon de Paperoni quando gli posano gli occhi sul deposito e dà di matto con le zampette in spaccata per aria?
Come recita il detto: “la fame leva il lupo dal bosco” e i soldi trascinano Berlusconi davanti al giudice.
La notizia è che ieri, con notevole sprezzo del legittimo impedimento, Berlusconi si è recato in prefettura ed ha visto in faccia per la prima volta dopo anni un giudice, seppur del Civile, per la rituale udienza di conciliazione prevista nelle cause di separazione.

Il fatto è che Veronica chiede 3 milioni e mezzo di euro al mese per fare pari e patta con le corna e togliersi lo sfizio di qualche spesuccia antidepressiva e lui, da oculato imprenditore e gran signore, siccome dice che le corna gliele ha messe anche lei, si autoapplica lo sconto outlet più i saldi di fine stagione e offre alla consorte la miseria di 200.000 euro al mese. 2.400.000 euro all’anno invece di 43 milioni. Un bel risparmio. Per quella cifra si può anche mandare in culo il legittimo impedimento.

Non so perchè ma io lo vedrei bene assieme a Madonna. Due egocentrici di tal fatta si annichilirebbero a vicenda e il problema sarebbe risolto per sempre. Davvero, non so se sia peggio lei che ti obbliga a trombare su delle sex chairs particolari con i-Pod incorporato che spara “Like a Virgin”, “True Blue” e “Papa Don’t Preach” durante il dai e vai – parola di Guy Ritchie al quale va tutta la mia comprensione, o lui che tortura le ospiti di palazzo Grazioli proiettando i suoi filmini porno con Bush obbligandole a fare pure la ola.

P.S.
Tra le altre nanominchiate che non ci siamo fatti mancare in settimana, l’ipotesi “Berlusconi praticamente stuprato da Patrizia D’Addario, introdottasi a Palazzo Grazioli per attentare alla specchiata virtù del presdelcons” pubblicata da Panorama. Sul prossimo numero: “Non siamo mai stati sulla Luna” e un’intervista al capo dei rettiliani.
Ed infine, la sorprendente rivelazione di Taormina – anche se le cose che dice vanno sempre prese con le molle – che Berlusconi riesce ad essere sincero almeno con i suoi avvocati. Ecco perchè dicono che se Previti dovesse parlare…

Da Papi a Papa, un papello: “Papa don’t preach! “
Papa al pappa:
“Oh Madonna, Papi Satan, Papi Satan, Aleppe!”
Una precisazione, qui non si discute delle qualità vocali di Madonna. Se è stata in grado di cantare le canzoni di notevole difficoltà, con picchi da pista nera di “Evita”, significa che proprio così cagna non è. Anzi, la trovo meglio di tante cosiddette cantanti ben più considerate vocalmente. Tanto per essere chiari, dovendo per forza ascoltare per un pomeriggio intero e senza sosta merenda i suoi dischi o quelli di Laura Pausini, non avrei dubbi nella scelta. Anche perchè al secondo brano della Menopausini (non è mia) dovrebbero già immobilizzarmi alla Hannibal Lecter, con tanto di museruola.

Madonna, quindi, non sarà Celine Dion né Antonella Ruggiero ma ci ha regalato anche molte belle canzoni da canticchiare mentre affetti le melanzane per la ratatouille.
Vogue“, ad esempio, con tanto di video sciccosissimo, che per me ha segnato un epoca; “Into the groove”, “Like a Virgin” e “Hollywood“, dove spingeva al massimo il suo proverbiale trasformismo: la mora, la rossa, la bionda, che secondo me nemmeno il ciglione finto con il piercing di Christina Aguilera gli faceva una pippa al microfono.

Ecco, quello che mi piace(va) da morire di Madonna è che era come una Barbie (altrettanto piccola e stronza) vivente che potevi vestire e svestire, alla quale cambiare le parrucche, i trucchi, le scarpe. Maronna che goduria. In più, schiacciavi il pulsante dietro la schiena e ti cantava le canzoncine porche e spalancava le gambette.

Ora invece, mein Gott, perchè insiste ormai da diverse stagioni con questo look da rana di Galvani con le coscine tutte tirate dalla corrente, con gli stivaloni a metà tra il Gatto con i suddetti e Raffaella Carrà, il corpo plastinato e soprattutto l’orrenda capigliatura biondoboccoluta da angelo mummificato che più passa il tempo più va verso un pericoloso effetto lavoro di Alfredo Salafia. Nel complesso una versione en travesti di Otzi, l’Uomo di Similaun.
Ma non lo sa che le vecchie (si, diciamolo, tanto a cinquant’anni per il 99% dei maschi si è vecchie), con i capelli lunghi e il boccolo da bambina inglese ottocento sono ridicole? Il capello vecchio perde di elasticità, ricade pesantemente sulle spalle e fa risaltare la gorgia botulinizzata come un evidenziatore Stabilo Boss. Meglio un clamoroso corto full metal jacket che rischiare la vecchia bambola Furga che ha perso il cerchietto di cellophane che gli teneva a posto la chioma.

Essere muscolose va bene ma quando guardi le braccine di Madonna pensi: “Quale sarà la sua dieta? Mezza lucertola con una foglia di insalata a pranzo e cena e la domenica, giusto per far festa, una carota intera?”
Ragazze, vi chiamo così tanto siamo tutte sulla stessa barca, noi around the 60’s, tutti questi riferimenti necrofili non vi allarmino. Non avete idea, rappezzandovi e riempiendovi di cerone in un look finto giovane da Lolita fuori tempo massimo quanto assomigliate a delle morte. Peccato che se non è più immobile ma cammina, la morta diventa morta vivente e non è più la stessa cosa.

E che dire dell’ormai alzheimeriano atteggiarsi a sexeversiva lesbochic? I giornali hanno scritto “Madonna nel tour bacia la ballerina”. E capirai! Dopo che Asia Argento ha slinguazzato un rottweiler cosa vuoi che sia? La vera notizia sarebbe stata “Clamoroso: Madonna non ha baciato una donna sul palco. Che stia perdendo la memoria?”
Madonna è ancora convinta, dopo trent’anni, che non si è veramente glamourosissime e divine se non si pratica l’omosessualità a targhe alterne: oggi con una donna, domani con un uomo, oddìo me sto a confonde, oggi che giorno è, che mi tocca? Si decida, senza atteggiarsi a camionista platinata con la sorpresa nelle mutande e 27 motivi per conoscerla. E se è finto e con le pile non importa, l’importante è avercelo.

Insomma, che volete. Sarò cattiva ed impietosa nel proporre il confronto con la ciccia fresca, ma io Madonna preferisco ricordarmela così.


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