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Bush ha pianto. Studia da successore di Steve Irwin, gli manca solo l’esame da coccodrillo.

I Tre Tenori sono diventati I Due Tenori.

Trittico pavarottiano:

Per i funerali del Maestro assoluzione e comunione per tutti. Divorziati-risposati, divorziati e basta, omosessuali dichiarati e nascosti e pubbliche peccatrici hanno goduto di un permesso premio. Da domani la Chiesa torna a fare sul serio.

Per far capire al mondo che era la televisione italiana, il crocifisso più inquadrato è stato quello che pendeva sulle tette generosamente esposte della Bonazza di fianco a Bono.

Quando sono entrate le famiglie del tenore l’odore delle carte bollate ha coperto quello dei fiori.

Spionaggio in Formula 1. “Il mio nome è Alonso, Fernando Alonso”.

Si sono offesi per i post su Madre Teresa. Chi tocca i fidi muore.

“Non fischiate la Marsigliese” era stato chiesto agli italiani prima di Italia-Francia. Siamo un popolo di bastian contrari, bastava dire che dovevano fischiarla e non sarebbe volata una mosca.

Comunque nei giorni scorsi non so cos’avrei dato per avere un paio di coglioni. Per potermeli toccare ogni volta che ha risuonato il “Nessun dorma”.

Fulminato di mercurioLe notizie e gli echi della cronaca settimanale raccontati in modo molto più cattivo che al tiggì.


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Bush ha pianto. Studia da successore di Steve Irwin, gli manca solo l’esame da coccodrillo.

I Tre Tenori sono diventati I Due Tenori.

Trittico pavarottiano:

Per i funerali del Maestro assoluzione e comunione per tutti. Divorziati-risposati, divorziati e basta, omosessuali dichiarati e nascosti e pubbliche peccatrici hanno goduto di un permesso premio. Da domani la Chiesa torna a fare sul serio.

Per far capire al mondo che era la televisione italiana, il crocifisso più inquadrato è stato quello che pendeva sulle tette generosamente esposte della Bonazza di fianco a Bono.

Quando sono entrate le famiglie del tenore l’odore delle carte bollate ha coperto quello dei fiori.

Spionaggio in Formula 1. “Il mio nome è Alonso, Fernando Alonso”.

Si sono offesi per i post su Madre Teresa. Chi tocca i fidi muore.

“Non fischiate la Marsigliese” era stato chiesto agli italiani prima di Italia-Francia. Siamo un popolo di bastian contrari, bastava dire che dovevano fischiarla e non sarebbe volata una mosca.

Comunque nei giorni scorsi non so cos’avrei dato per avere un paio di coglioni. Per potermeli toccare ogni volta che ha risuonato il “Nessun dorma”.

Fulminato di mercurioLe notizie e gli echi della cronaca settimanale raccontati in modo molto più cattivo che al tiggì.

Ezechiele 25:17
“Il cammino dell’uomo timorato e’ minacciato da ogni parte dalle iniquita’ degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carita’ e della buona volonta’ conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perche’ egli e’ in verita’ il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calera’ sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome e’ quello del Signore quando faro’ calare la mia vendetta sopra di te.”

Il mio ultimo post mi ha confermato la verità assoluta di un noto detto popolare: “scherza coi fanti ma lascia stare i santi”.
Paradossalmente, di qualunque santo del passato si sono sempre accettate le critiche alle loro debolezze, pensiamo a S. Agostino e alla sua misoginia, alle mattane di alcune mistiche ai confini con la coprofagia, addirittura le sfuriate di Cristo contro mercanti e pedofili.
Quando il santo però è amplificato e sponsorizzato dai media, non ci sono santi, non si tocca. Francesco avrà potuto avere qualche dubbio, specialmente con Chiara ma non Madre Teresa. Eccheccazzo! Dire che era una che “se la spassava”. E chi l’ha detto, tra parentesi?

Prima di terminare di preparare le valigie per l’Inferno, voglio segnalare altre fonti sull’argomento, visto che sono stata rimproverata di aver citato solo il sulfureo Hitchens (accusato da un mio critico su OKNotizie di essere agente dell’opera di disinformazione ebraico-ortodossa americana ai danni della Chiesa Cattolica).
Traggo dalla pagina dedicata a Madre Teresa su Wikipedia, prima che padre Georg o qualche agente CIA vadano a modificarne nottetempo il contenuto, visto ciò che si mormora in giro.

Il dottor Aroup Chatterjee, l’autore di “Madre Teresa: il verdetto definitivo” (2003) [qui in versione integrale in inglese], ha sostenuto che l’immagine di Madre Teresa come aiuto ai poveri, agli ammalati ed ai morenti è fuorviante ed esagerato; il numero di persone aiutate dal più grande dei ricoveri non è nemmeno vicino alla grandezza che gli occidentali credono che abbia.
Chatterjee ha dichiarato che molte delle operazioni dell’Ordine non si impegnano assolutamente in alcuna attività di carità. I fondi sarebbero utilizzati per il lavoro missionario. Secondo quanto è stato da lui detto, nessuna delle strutture gestite dalle Missionarie della Carità in Papua Nuova Guinea ospita dei bisognosi; il loro unico compito è quello di convertire la popolazione al Cattolicesimo. Alcuni di coloro che difendono l’Ordine hanno controbattuto facendo notare che l’attività missionaria – dichiarata con il nome stesso dell’Ordine – è stata una parte basilare della vocazione di Madre Teresa. In una lettera aperta scritta a quest’ultima, Chatterjee ha chiesto delucidazioni in proposito. Chatterjee cita i Madre Teresa e le sue stime (57.000 persone aiutate in una sola struttura, 250.000 in un’altra, centinaia di persone soccorse ogni giorno in una terza) ed avanza dubbi in proposito. Secondo quanto scritto in un rapporto sulla Suora apparso sullo “Stern Magazine”, l’associazione umanitaria protestante “Assemblea di Dio” serve ogni giorno 18.000 pasti nella città di Calcutta: molti di più di quelli serviti in tutte le strutture delle Missionarie della Carità messe insieme.
Benché abbia ammesso di essere stato responsabile del coinvolgimento di Christopher Hitchens in questa causa, Chatterhjee è critico nei suoi confronti per ciò che concerne quello che Hitchens chiama un “approccio alla vicenda volto al sensazionale” e al contempo si pente del già citato coinvolgimento in quanto il giornalista minerebbe lo scopo primo della causa in questione: far conoscere la verità.
Chatterjee inoltre pone in rilievo come non fosse concesso alle famiglie dei ricoverati nelle strutture dell’Ordine visitare i propri cari e come le Missionarie della Carità di Madre Teresa siano le uniche associazioni caritative, tra quelle presenti in India, a rifiutarsi di rilasciare un proprio rapporto finanziario.

Oltre a queste principali critiche, Madre Teresa se ne è guadagnate altre per aver fatto battezzare i malati, la maggior parte dei quali erano Indù o Musulmani, in punto di morte. Ciò veniva fatto senza alcun riguardo verso la loro religione. In un discorso pronunciato nella Scripps Clinic di San Diego, in California, nel gennaio 1992, disse: “È una cosa veramente bella… nessuno è spirato senza aver prima ricevuto lo speciale “biglietto per San Pietro”, come lo chiamiamo noi. Chiamiamo il battesimo il “biglietto per San Pietro“. Chiediamo alla persona: “Vuoi una benedizione che ti permetterà di avere la remissione dei tuoi peccati e ti permetterà di raggiungere Dio?” Non l’hanno mai rifiutata. Dal 1952, quando abbiamo iniziato, 29.000 persone sono morte in una struttura a Kalighat dopo aver ricevuto questa benedizione”.

Nel 1991 il dottor Robin Fox, allora direttore della rivista scientifica medica “The Lancet”, visitò la Home for Dying Destitute di Calcutta e definì disorganizzate le cure mediche che i pazienti ricevevano. Osservò che suore e volontari, alcuni dei quali non avevano nessuna conoscenza medica, dovevano prendere delle decisioni per la cura dei pazienti a causa della mancanza di medici nelle strutture. Il dottor Fox considerava Madre Teresa responsabile per le condizioni della struttura, ed osservò che, nell’organizzarla, non faceva distinzioni tra pazienti curabili ed incurabili; quanti potevano sopravvivere alle proprie sofferenze erano comunque ad un rischio sempre più alto di morte a causa di contrazione di infezioni e carenza di cure.
Fox riconobbe che il regime ospedaliero che aveva osservato includeva igiene, attenzione alle ferite e ai dolori dei pazienti e molta gentilezza nei loro confronti; notò però anche che la capacità delle missionarie di gestire il dolore era “fastidiosamente assente”. Il prontuario medico della struttura che Fox ha visitato non aveva forti analgesici, cosa che, a suo parere, separava nettamente l’avvicinamento di Madre Teresa al ricovero stesso. Il dottore scrisse che gli aghi venivano puliti con semplice acqua calda, che li lasciava inadeguatamente sterilizzati e che, inoltre, la struttura non poneva in isolamento i pazienti malati di tubercolosi.
Molti altri rapporti hanno documentato delle disattenzioni nei confronti delle cure mediche nelle strutture dell’Ordine; le stesse opinioni sono state anche espresse da alcuni ex volontari che hanno prestato servizio per l’Ordine di Madre Teresa.

Riporto inoltre qui, perché lo trovo molto rappresentativo di una certa mentalità cattolica, non solo di Madre Teresa, per la verità, un brano tratto da Hitchens che ho già postato nei commenti al post precedente.

L’episodio si riferisce al dopo disastro di Bhopal del 1984 quando, per l’incuria e diciamo il razzismo di una multinazionale, la Union Carbide, 2500 persone morirono ed altre decine di migliaia rimasero in seguito intossicate e invalide in India a Bhopal appunto, per le esalazioni accidentali di un gas tossico, l’isocianato di metile, prodotto dalla fabbrica.

“Madre Teresa salì sul primo aereo per Bhopal. All’aeroporto, ricevuta da una folla inferocita di parenti delle vittime, fu sollecitata a dare un parere e un consiglio, cosa che fece prontamente. Sono in possesso di una videocassetta [scrive Hitchens] girata in quell’occasione. “Perdonate”, disse, “perdonate”.

Per quell’incidente doloso il responsabile maggiore, il signor Warren Anderson, CEO della Union Carbide:

“Ritiratosi in pensione nel 1986, il 1 febbraio 1992 fu dichiarato contumace dalla Magistratura Indiana di Bhopal, in quanto, come imputato, non si presentò mai davanti alla corte che lo accusò di omicidio. La richiesta di arresto fu inviata al Governatore dell’India e venne inoltrata una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti. Tuttavia la domanda di estradizione non si materializzò mai”.

Perdonato. Anche qui c’è un bel libro da leggere: “Mezzanotte e cinque a Bhopal” di Dominique Lapierre e Javier Moro.

Detto ciò, io penso che Madre Teresa fosse magari veramente convinta di fare del bene.
Poi, se non riusciva a capire cosa potesse provare una donna bosniaca violentata da un manipolo di soldati, umiliata e sconciata dalle loro risatacce e lasciata per giunta incinta di un figlio, concepito nel modo peggiore che possa capitare ad una donna, preferendole una questione di principio, in fondo cosa poteva farci?

Update – Un articolo interessante, per i santommasi: “I caveau di Madre Teresa“.

Ezechiele 25:17
“Il cammino dell’uomo timorato e’ minacciato da ogni parte dalle iniquita’ degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carita’ e della buona volonta’ conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perche’ egli e’ in verita’ il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calera’ sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome e’ quello del Signore quando faro’ calare la mia vendetta sopra di te.”

Il mio ultimo post mi ha confermato la verità assoluta di un noto detto popolare: “scherza coi fanti ma lascia stare i santi”.
Paradossalmente, di qualunque santo del passato si sono sempre accettate le critiche alle loro debolezze, pensiamo a S. Agostino e alla sua misoginia, alle mattane di alcune mistiche ai confini con la coprofagia, addirittura le sfuriate di Cristo contro mercanti e pedofili.
Quando il santo però è amplificato e sponsorizzato dai media, non ci sono santi, non si tocca. Francesco avrà potuto avere qualche dubbio, specialmente con Chiara ma non Madre Teresa. Eccheccazzo! Dire che era una che “se la spassava”. E chi l’ha detto, tra parentesi?

Prima di terminare di preparare le valigie per l’Inferno, voglio segnalare altre fonti sull’argomento, visto che sono stata rimproverata di aver citato solo il sulfureo Hitchens (accusato da un mio critico su OKNotizie di essere agente dell’opera di disinformazione ebraico-ortodossa americana ai danni della Chiesa Cattolica).
Traggo dalla pagina dedicata a Madre Teresa su Wikipedia, prima che padre Georg o qualche agente CIA vadano a modificarne nottetempo il contenuto, visto ciò che si mormora in giro.

Il dottor Aroup Chatterjee, l’autore di “Madre Teresa: il verdetto definitivo” (2003) [qui in versione integrale in inglese], ha sostenuto che l’immagine di Madre Teresa come aiuto ai poveri, agli ammalati ed ai morenti è fuorviante ed esagerato; il numero di persone aiutate dal più grande dei ricoveri non è nemmeno vicino alla grandezza che gli occidentali credono che abbia.
Chatterjee ha dichiarato che molte delle operazioni dell’Ordine non si impegnano assolutamente in alcuna attività di carità. I fondi sarebbero utilizzati per il lavoro missionario. Secondo quanto è stato da lui detto, nessuna delle strutture gestite dalle Missionarie della Carità in Papua Nuova Guinea ospita dei bisognosi; il loro unico compito è quello di convertire la popolazione al Cattolicesimo. Alcuni di coloro che difendono l’Ordine hanno controbattuto facendo notare che l’attività missionaria – dichiarata con il nome stesso dell’Ordine – è stata una parte basilare della vocazione di Madre Teresa. In una lettera aperta scritta a quest’ultima, Chatterjee ha chiesto delucidazioni in proposito. Chatterjee cita i Madre Teresa e le sue stime (57.000 persone aiutate in una sola struttura, 250.000 in un’altra, centinaia di persone soccorse ogni giorno in una terza) ed avanza dubbi in proposito. Secondo quanto scritto in un rapporto sulla Suora apparso sullo “Stern Magazine”, l’associazione umanitaria protestante “Assemblea di Dio” serve ogni giorno 18.000 pasti nella città di Calcutta: molti di più di quelli serviti in tutte le strutture delle Missionarie della Carità messe insieme.
Benché abbia ammesso di essere stato responsabile del coinvolgimento di Christopher Hitchens in questa causa, Chatterhjee è critico nei suoi confronti per ciò che concerne quello che Hitchens chiama un “approccio alla vicenda volto al sensazionale” e al contempo si pente del già citato coinvolgimento in quanto il giornalista minerebbe lo scopo primo della causa in questione: far conoscere la verità.
Chatterjee inoltre pone in rilievo come non fosse concesso alle famiglie dei ricoverati nelle strutture dell’Ordine visitare i propri cari e come le Missionarie della Carità di Madre Teresa siano le uniche associazioni caritative, tra quelle presenti in India, a rifiutarsi di rilasciare un proprio rapporto finanziario.

Oltre a queste principali critiche, Madre Teresa se ne è guadagnate altre per aver fatto battezzare i malati, la maggior parte dei quali erano Indù o Musulmani, in punto di morte. Ciò veniva fatto senza alcun riguardo verso la loro religione. In un discorso pronunciato nella Scripps Clinic di San Diego, in California, nel gennaio 1992, disse: “È una cosa veramente bella… nessuno è spirato senza aver prima ricevuto lo speciale “biglietto per San Pietro”, come lo chiamiamo noi. Chiamiamo il battesimo il “biglietto per San Pietro“. Chiediamo alla persona: “Vuoi una benedizione che ti permetterà di avere la remissione dei tuoi peccati e ti permetterà di raggiungere Dio?” Non l’hanno mai rifiutata. Dal 1952, quando abbiamo iniziato, 29.000 persone sono morte in una struttura a Kalighat dopo aver ricevuto questa benedizione”.

Nel 1991 il dottor Robin Fox, allora direttore della rivista scientifica medica “The Lancet”, visitò la Home for Dying Destitute di Calcutta e definì disorganizzate le cure mediche che i pazienti ricevevano. Osservò che suore e volontari, alcuni dei quali non avevano nessuna conoscenza medica, dovevano prendere delle decisioni per la cura dei pazienti a causa della mancanza di medici nelle strutture. Il dottor Fox considerava Madre Teresa responsabile per le condizioni della struttura, ed osservò che, nell’organizzarla, non faceva distinzioni tra pazienti curabili ed incurabili; quanti potevano sopravvivere alle proprie sofferenze erano comunque ad un rischio sempre più alto di morte a causa di contrazione di infezioni e carenza di cure.
Fox riconobbe che il regime ospedaliero che aveva osservato includeva igiene, attenzione alle ferite e ai dolori dei pazienti e molta gentilezza nei loro confronti; notò però anche che la capacità delle missionarie di gestire il dolore era “fastidiosamente assente”. Il prontuario medico della struttura che Fox ha visitato non aveva forti analgesici, cosa che, a suo parere, separava nettamente l’avvicinamento di Madre Teresa al ricovero stesso. Il dottore scrisse che gli aghi venivano puliti con semplice acqua calda, che li lasciava inadeguatamente sterilizzati e che, inoltre, la struttura non poneva in isolamento i pazienti malati di tubercolosi.
Molti altri rapporti hanno documentato delle disattenzioni nei confronti delle cure mediche nelle strutture dell’Ordine; le stesse opinioni sono state anche espresse da alcuni ex volontari che hanno prestato servizio per l’Ordine di Madre Teresa.

Riporto inoltre qui, perché lo trovo molto rappresentativo di una certa mentalità cattolica, non solo di Madre Teresa, per la verità, un brano tratto da Hitchens che ho già postato nei commenti al post precedente.

L’episodio si riferisce al dopo disastro di Bhopal del 1984 quando, per l’incuria e diciamo il razzismo di una multinazionale, la Union Carbide, 2500 persone morirono ed altre decine di migliaia rimasero in seguito intossicate e invalide in India a Bhopal appunto, per le esalazioni accidentali di un gas tossico, l’isocianato di metile, prodotto dalla fabbrica.

“Madre Teresa salì sul primo aereo per Bhopal. All’aeroporto, ricevuta da una folla inferocita di parenti delle vittime, fu sollecitata a dare un parere e un consiglio, cosa che fece prontamente. Sono in possesso di una videocassetta [scrive Hitchens] girata in quell’occasione. “Perdonate”, disse, “perdonate”.

Per quell’incidente doloso il responsabile maggiore, il signor Warren Anderson, CEO della Union Carbide:

“Ritiratosi in pensione nel 1986, il 1 febbraio 1992 fu dichiarato contumace dalla Magistratura Indiana di Bhopal, in quanto, come imputato, non si presentò mai davanti alla corte che lo accusò di omicidio. La richiesta di arresto fu inviata al Governatore dell’India e venne inoltrata una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti. Tuttavia la domanda di estradizione non si materializzò mai”.

Perdonato. Anche qui c’è un bel libro da leggere: “Mezzanotte e cinque a Bhopal” di Dominique Lapierre e Javier Moro.

Detto ciò, io penso che Madre Teresa fosse magari veramente convinta di fare del bene.
Poi, se non riusciva a capire cosa potesse provare una donna bosniaca violentata da un manipolo di soldati, umiliata e sconciata dalle loro risatacce e lasciata per giunta incinta di un figlio, concepito nel modo peggiore che possa capitare ad una donna, preferendole una questione di principio, in fondo cosa poteva farci?

Update – Un articolo interessante, per i santommasi: “I caveau di Madre Teresa“.


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DIGLI DI SMETTERE DI BACIARMI!

Psicodramma Grottesco – ATTO UNICO

LE PERSONE DEL DRAMMA:
Madre Teresa
Povero malato di cancro terminale

La scena:
Una stanza spoglia tranne pochi miseri giacigli a terra, ma pulita, a Calcutta.
Poche comparse, uomini e bambini, distesi sulla nuda terra o sui giacigli, chi immobile, chi contorcendosi e lamentandosi.
Entra MADRE TERESA e prende la mano del POVERO MALATO, che rantola in preda ad atroci sofferenze

MADRE TERESA (in piedi, guardando il pubblico): stai soffrendo come Cristo sulla croce, sicuramente è Gesù che ti sta baciando.

POVERO MALATO: allora, per favore, digli di smettere di baciarmi!

Fine del dramma

Tratto dal libro pluricensurato di Christopher Hitchens “La Posizione della Missionaria (1997).

Nel decimo anniversario della morte della prima “instant blessed” della storia della Chiesa, mentre Monsignor Romero sta ancora aspettando uno straccio di beatificazione dopo venticinque anni nonostante il martirio sull’altare, non si trova un misero secondo miracolo che porterebbe Madre Teresa alla promozione nella serie A dei santi ed è un guaio, perchè uno solo non basta.

Morta quasi all’unisono con la sua grande amica e santerellina Lady Diana, Madre Teresa di Calcutta, della quale oggi si rievocano solo i tormenti e i dubbi di credente, secondo alcuni non fu affatto una santa, o quanto meno, se raccolse milioni di dollari in offerte non li impiegò per migliorare le condizioni dei disgraziati che aveva in carico, visto che essi continuavano a cercare di non affogare nell’onda lunga di merda nella quale vivevano.
Questo mentre lei girava il mondo, rimaneva affascinata e affascinava a sua volta i potenti. Andava d’accordissimo con i grandi reazionari come la Thatcher e Reagan ma non le faceva schifo nemmeno frequentare veri e propri dittatori fascisti come quel grassone di Duvalier jr., aka Baby Doc di Haiti che ben ci ha raccontato il film “The Agronomist”, o il feroce Menghistu in Etiopia, per citare solo alcune delle “relazioni pericolose” della beata.

Il libro di Hitchens è il più forte atto d’accusa contro questa missionaria e un getto di vetriolo in faccia all’ipocrisia della Chiesa.

Dal sito della casa editrice Minimum Fax e dalla recensione di Radio Radicale del libro ivi presente:

“La Posizione della Missionaria descrive e documenta i seguenti fatti:
1) Madre Teresa ha accettato somme miliardarie dai tanti ingenuoni e marpioni, di ogni paese, che pensavano così di alleviare le pene dei più miseri e anche i propri sensi di colpa per la provenienza illecita del denaro. Non ha mai restituito un soldo delle somme donatele da truffatori condannati;
2) Non ha mai voluto usare questi soldi per migliorare le condizioni di vita dei degenti nei suoi centri, ha sempre professato infatti un disprezzo per le cose materiali, che però pagavano i poveracci in termini di disagio. Non ha neanche mai voluto investire i soldi per creare efficienti strutture ospedaliere e per acquistare moderni strumenti di diagnosi o cura;
3) Conseguentemente la suora e i suoi centri accoglienza non hanno mai curato nessuno. Per Madre Teresa di Calcutta la sofferenza (altrui) era un dono divino e pertanto riteneva di dover assistere, più che combattere, il trapasso dei suoi sventurati ospiti. Uomini, donne e bambini sono stati lasciati nell’incuria, (ma lei se li è curati i suoi malanni, ed in cliniche di lusso!)e segretamente battezzati in punto di morte;
4) Direi che è scontato menzionare il suo rifiuto bigotto della modernità, la sua assoluta contrarietà ad aborto, (storico l’appello alle donne violentate di Bosnia a tenere i figli della violenza subita). Ma anche qui con possibili eccezioni “pro domo sua”: Condanna del divorzio, ma approvazione espressa di quello del’”amica” Diana; contraccezione come sacrilegio, ma sodalizio con l’Indira Gandhi delle sterilizzazioni forzate delle donne indiane”.

Padre Pio almeno fece costruire un ospedale a San Giovanni Rotondo, lei invece preferiva tenere i suoi lebbrosi accatastati per terra perchè la sofferenza era un dono di Dio. Cosa ne facesse allora dei miliardi raccolti è un mistero che mi piacerebbe scoprire, assieme al senso che può avere una santità del genere: preservare la povertà come un valore invece di battersi per eliminare la peggiore piaga che affligge l’umanità.

In una delle ultime lettere, recentemente pubblicate, la suora scriveva: “Cerco Cristo ma non lo trovo”.
Càpita, a guardare solo i soldi.

DIGLI DI SMETTERE DI BACIARMI!

Psicodramma Grottesco – ATTO UNICO

LE PERSONE DEL DRAMMA:
Madre Teresa
Povero malato di cancro terminale

La scena:
Una stanza spoglia tranne pochi miseri giacigli a terra, ma pulita, a Calcutta.
Poche comparse, uomini e bambini, distesi sulla nuda terra o sui giacigli, chi immobile, chi contorcendosi e lamentandosi.
Entra MADRE TERESA e prende la mano del POVERO MALATO, che rantola in preda ad atroci sofferenze

MADRE TERESA (in piedi, guardando il pubblico): stai soffrendo come Cristo sulla croce, sicuramente è Gesù che ti sta baciando.

POVERO MALATO: allora, per favore, digli di smettere di baciarmi!

Fine del dramma

Tratto dal libro pluricensurato di Christopher Hitchens “La Posizione della Missionaria (1997).

Nel decimo anniversario della morte della prima “instant blessed” della storia della Chiesa, mentre Monsignor Romero sta ancora aspettando uno straccio di beatificazione dopo venticinque anni nonostante il martirio sull’altare, non si trova un misero secondo miracolo che porterebbe Madre Teresa alla promozione nella serie A dei santi ed è un guaio, perchè uno solo non basta.

Morta quasi all’unisono con la sua grande amica e santerellina Lady Diana, Madre Teresa di Calcutta, della quale oggi si rievocano solo i tormenti e i dubbi di credente, secondo alcuni non fu affatto una santa, o quanto meno, se raccolse milioni di dollari in offerte non li impiegò per migliorare le condizioni dei disgraziati che aveva in carico, visto che essi continuavano a cercare di non affogare nell’onda lunga di merda nella quale vivevano.
Questo mentre lei girava il mondo, rimaneva affascinata e affascinava a sua volta i potenti. Andava d’accordissimo con i grandi reazionari come la Thatcher e Reagan ma non le faceva schifo nemmeno frequentare veri e propri dittatori fascisti come quel grassone di Duvalier jr., aka Baby Doc di Haiti che ben ci ha raccontato il film “The Agronomist”, o il feroce Menghistu in Etiopia, per citare solo alcune delle “relazioni pericolose” della beata.

Il libro di Hitchens è il più forte atto d’accusa contro questa missionaria e un getto di vetriolo in faccia all’ipocrisia della Chiesa.

Dal sito della casa editrice Minimum Fax e dalla recensione di Radio Radicale del libro ivi presente:

“La Posizione della Missionaria descrive e documenta i seguenti fatti:
1) Madre Teresa ha accettato somme miliardarie dai tanti ingenuoni e marpioni, di ogni paese, che pensavano così di alleviare le pene dei più miseri e anche i propri sensi di colpa per la provenienza illecita del denaro. Non ha mai restituito un soldo delle somme donatele da truffatori condannati;
2) Non ha mai voluto usare questi soldi per migliorare le condizioni di vita dei degenti nei suoi centri, ha sempre professato infatti un disprezzo per le cose materiali, che però pagavano i poveracci in termini di disagio. Non ha neanche mai voluto investire i soldi per creare efficienti strutture ospedaliere e per acquistare moderni strumenti di diagnosi o cura;
3) Conseguentemente la suora e i suoi centri accoglienza non hanno mai curato nessuno. Per Madre Teresa di Calcutta la sofferenza (altrui) era un dono divino e pertanto riteneva di dover assistere, più che combattere, il trapasso dei suoi sventurati ospiti. Uomini, donne e bambini sono stati lasciati nell’incuria, (ma lei se li è curati i suoi malanni, ed in cliniche di lusso!)e segretamente battezzati in punto di morte;
4) Direi che è scontato menzionare il suo rifiuto bigotto della modernità, la sua assoluta contrarietà ad aborto, (storico l’appello alle donne violentate di Bosnia a tenere i figli della violenza subita). Ma anche qui con possibili eccezioni “pro domo sua”: Condanna del divorzio, ma approvazione espressa di quello del’”amica” Diana; contraccezione come sacrilegio, ma sodalizio con l’Indira Gandhi delle sterilizzazioni forzate delle donne indiane”.

Padre Pio almeno fece costruire un ospedale a San Giovanni Rotondo, lei invece preferiva tenere i suoi lebbrosi accatastati per terra perchè la sofferenza era un dono di Dio. Cosa ne facesse allora dei miliardi raccolti è un mistero che mi piacerebbe scoprire, assieme al senso che può avere una santità del genere: preservare la povertà come un valore invece di battersi per eliminare la peggiore piaga che affligge l’umanità.

In una delle ultime lettere, recentemente pubblicate, la suora scriveva: “Cerco Cristo ma non lo trovo”.
Càpita, a guardare solo i soldi.


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