You are currently browsing the category archive for the ‘malaffare’ category.

E’ un bel quesito per impegnare il weekend. Del resto il costruttore Diego Anemone è onnipresente nelle ultime cronache sul lato oscuro della casta, come colui che avrebbe traviato con malefici ed arti negromantiche tanti efficienti e probi cavalieri jedi del PDL come il Divino Bertolaso.
Attorno a questo fiore nel fango gira da settimane un vorticoso puttanaio di assegni, favori, festini, appartamenti ristrutturati, mignotte e mignotti, centri massaggi, Moniche Lewinsky abbronzate, corruzione, mazzette, agganci con il Vaticano e l’eterno aummaumma degli appalti, tutto in puro stile Prima Repubblica. In parole povere: a volte i ladri ritornano.

Ovviamente, secondo i papiminkia, tutto questo è giustificato per impedire che la sinistra torni al potere. Ah, beh!

Annunci
Ciò che sta accadendo in Italia negli ultimi giorni è spaventoso. E’ come la fiumana che porta a valle assieme all’acqua ogni tipo di detriti, travolgendo ogni cosa sul suo percorso, intasando e rompendo ponti e ricoprendo di melma gli argini.

Non si tratta solo dell’onda di petrolio provocata quasi certamente con dolo criminale da chi forse voleva liberare alla svelta un’area edificabile a suon di appalti milionari.
Ogni giorno la magistratura scoperchia un nuovo verminaio di corruzione, malaffare, appalti più truccati della faccia di Berlusconi; di truffe al Fisco, cioè a noi coglioni che le tasse non abbiamo proprio modo di evaderle nemmeno se volessimo, di manager che fanno sembrare i Vallanzasca e i Cavallero dei vecchi tempi dei galantuomini o ladri di galline.
Con paradossi spaziotemporali come quello di Fastweb che impedisce ai suoi clienti di scaricare dal “mulo” un film in pessima qualità e privo del finale o una canzonetta “perchè è illegale” e intanto pare riciclasse fondi neri per miliardi di false fatturazioni all’estero.

Meno male che questa doveva essere la Seconda Repubblica, la nuova versione dell’Italia uscita da Tangentopoli, fatta di gente capace e onesta che fa, fa, fa con meneghina efficienza, schiantandosi la schiena per il bene degli altri, come tanti pinocchieschi gatti & volpi.
Invece viene fuori che questa gentaglia fa soprattutto i cavoli suoi, dei suoi amici e degli amici degli amici. Oh no, ma è il solito vecchio imprinting mafioso che ci ha reso noti in tutto il mondo. Che c’entra con il ghepensimismo?

La cosa più schifosa delle porcate scoperte in questi giorni dalla magistratura è l’affollamento di avvoltoi e di iene più o meno ridanciane attorno alle catastrofi naturali.
Sarà ma da quando siamo entrati in superBertolaso mode saltiamo da una disgrazia all’altra. Terremoti, inondazioni, treni che esplodono, versamenti di petrolio. Non diremo che qualcuno porta sfiga perchè non sta bene ma di certo prima o poi ci verrà il sospetto che la cricca che banchetta della pastura elargita dal carrozzone della Protezione Civile goda fin troppo dei benefici di questa “disaster economy” e faccia di tutto per auspicare nuovi cataclismi. In fondo basta non ripulire i letti dei fiumi e non rinforzarne gli argini. Astenersi dal mettere in sicurezza il territorio, ignorare gli allarmi dei cittadini per edifici pericolandi e, boia, non vuoi che un’alluvione, un terremoto, una frana non arrivino, così noi ci facciamo le matte risate e le budella d’oro?

Una volta rotti gli argini dall’onda di piena, tracimata la malavita in Parlamento, siamo in balìa di una cricca di ladri matricolati, di una banda di magliari senza vergogna che stanno saccheggiando l’Italia e facendo bisboccia sulle sue rovine, mentre milioni di italiani da mille euro al mese perdono il lavoro e ogni sicurezza per il futuro.
Ce n’è per tutti i gusti. Ritornano perfino la Banda della Magliana, il peggio fascistume colluso con la malavita comune ed eversiva, incrostazioni di criminalità varie ed eventuali. Tutti a fare collezione di euro alla facciaccia nostra.

Con il vecchio troione in fondotinta, il Barnum di questo baraccone di fenomeni, il benefattore interessato di zoccole sciampiste, l’attempato leccapassere che piange come una madonnina dicendo di essere perseguitato dai giudici e che fa dire ai suoi immondi servi mediatici che “è stato assolto” invece che prescritto per un reato gravissimo e dimostrato da precedenti sentenze, la corruzione in atti giudiziari. Semplicemente l’ha fatta franca perchè sono arrivati tardi. Big Ben ha detto stop. Altro che innocenza.
E’ l’ennesima menzogna delle tante fatte ingoiare a quegli italiani beoti che guardano la televisione con l’imbuto in gola per bersele tutte e non perdersene nemmeno una goccia. Che correranno a votarlo di nuovo, a passo veloce nonostante l’ombrello nel culo, perchè “sennò arrivano i comunisti”.

“Ora ha inizio il gioco. (Jigsaw)

“A una ragazzina di 18 anni, Domenica De Siena, che aveva un semplice fibroadenoma al seno – patologia benigna per la quale è sufficiente un piccolo intervento in anestesia locale -, è stata fatta un’ampia resezione mammaria. E’ stata eseguita una quadrantectomia come se avesse avuto un tumore maligno.
Anche Simona Zito, 28 anni, aveva una fibrosi al seno destro: anche a lei è stato asportato un quadrante della mammella.
Altre diagnosi di cancro al seno, altre storie d’angoscia, altre mutilazioni. Maria Grillo, 44 anni, fu operata, senza «alcuna considerazione delle condizioni e della storia clinica della paziente», al seno pur avendo solo una «mastopatia fibrocistica»; stesso inutile e invasivo intervento ha subito Addolorata Di Nicola, 47 anni. La povera vita, il povero corpo di Giuseppina Bellini già martoriati da una gravissima forma di carcinoma al pancreas con metastasi polmonari per le quali Giuseppina, 61 anni, si era dovuta sottoporre a cicli di chemioterapia e radioterapia, sono stati ulteriormente massacrati: quadrantectomia al seno destro più radicalizzazioni, ovvero asportazione di ulteriore tessuto mammario”. (Chiara Beria d’Argentine, La Stampa)

Consegnare questi medici all’Enigmista Jigsaw per farli divertire un pò in un bagno con seghe e trapani sarebbe una giusta punizione ma non risolverebbe il problema. Il vero criminale è il sistema che permette il gioco perverso “più operi, più soldi ti mando (io Stato)”. Una concezione della produttività veramente abominevole, pronta a sconciare i corpi dei pazienti per lo strafottutissimo profitto. Un sistema che aveva attecchito pericolosamente nella Lombardia invasa da fantascientifici Formigoni che avevano equiparato la sanità pubblica a quella privata.
A scanso di equivoci non è solo Rosy Bindi che denuncia il marcio che alligna nel settore medico privato milanese ma anche l’ex assessore alla sanità lombarda (nonché ex leghista), dottor Alessandro Cè.

A parte il fatto che io non capisco questi liberisti all’amatriciana. Vogliono privilegiare il privato ma fremono tutti in attesa del rimborso dal Servizio Sanitario Nazionale, cioè della poppata alla gonfia mammella statale.

Perchè una clinica, se è privata, deve usufruire dei contributi pubblici? Che si faccia pagare dai pazienti e basta. C’è gente contenta di farsi curare a pagamento perchè è convinta che i medici, quando sentono l’odore dei soldi, diventino più bravi e perfino in grado di fare una diagnosi. Benissimo. Che una clinica campi solo con il contributo di capitali privati e con le rette e parcelle pagate dai pazienti. Solo in questo modo si vedrà emergere la qualità, perchè nessuno vorrà pagare profumatamente delle bestie ma solo dei bravi professionisti.

Per chi non vuole pagare per farsi curare, come è sacrosanto diritto, c’è sempre la Sanità Pubblica che deve sovvenzionare solo ed unicamente le strutture pubbliche. Forse, evitando di regalare soldi a dei delinquenti profittatori, come in questo ultimo caso di Milano, potrebbe anche migliorare la qualità del settore pubblico e la qualità dei controlli sull’intero settore sanitario. Lo stato vigili su entrambi pubblico e privato per evitare abusi e sia ristabilita una distinzione netta tra i due tipi di servizio.
Invece i Marabunta del Pirellone hanno deregolamentato un settore delicatissimo e si sono di fatto messi a pasturare in una vasca infestata dagli squali.

Per carità, a questo punto bisogna dire per forza che ci saranno anche strutture private serie e competenti. Peccato che io non ne abbia mai trovata una in vita mia.
Solo per fare un paio di esempi, perchè non voglio annoiare con aneddotica personale.
A me fecero una risonanza magnetica al cranio senza bloccarmi la testa. Quando portai il referto al medico mi disse che era inservibile perchè completamente fuori asse.
L’ultima volta che mio padre ha dovuto fare ricorso ad una clinica privata convenzionata (solo perchè non c’era posto in ospedale e dopo mie forti proteste), una banale infezione urinaria si è trasformata in un incubo. Cateterismi non necessari che hanno aggravato la situazione, somministrazione abusiva di psicofarmaci che me lo avevano rincoglionito completamente. Risomministrazione arbitraria di un farmaco che gli era stato precedentemente tolto perchè aveva indotto un ipotiroidismo iatrogeno, curato poi con grande fatica. Assistenza zero, menefreghismo e prescrizione di un sacco di esami inutili.
Spiegatemi che cazzo c’entra una TAC cerebrale con una cistite. Eppure fu prescritta e ovviamente il SSN rimborsò alla clinica un esame oltre che inutile, costoso. La scusa forse l’avranno trovata nel fatto che, sotto Serenase, mio padre, normalmente persona lucidissima e per niente incontinente nonostante la veneranda età, era divenuto in pochi giorni un vecchio semidemente che a malapena mi riconosceva e si faceva tutto addosso.

Questo ultimo scandalo del Santa Rita di Milano dimostra che anche la malasanità può essere privatizzata e che le cliniche non sono luoghi dove va sempre tutto bene, soprattutto al Nord. Pareva strano, infatti, che certe cose succedessero solo negli ospedali e solo al Cotugno di Napoli.
Ora mi auguro una bella class action contro i responsabili delle lesioni e delle morti, alla quale partecipino magari anche i dipendenti incolpevoli della clinica.
Ci vorrebbero delle condanne esemplari. Se non proprio Jigsaw, la cancellazione della laurea, del diploma di maturità e magari della licenza media. Una ramazza e via a spazzare la monnezza. A vita.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

“Ora ha inizio il gioco. (Jigsaw)

“A una ragazzina di 18 anni, Domenica De Siena, che aveva un semplice fibroadenoma al seno – patologia benigna per la quale è sufficiente un piccolo intervento in anestesia locale -, è stata fatta un’ampia resezione mammaria. E’ stata eseguita una quadrantectomia come se avesse avuto un tumore maligno.
Anche Simona Zito, 28 anni, aveva una fibrosi al seno destro: anche a lei è stato asportato un quadrante della mammella.
Altre diagnosi di cancro al seno, altre storie d’angoscia, altre mutilazioni. Maria Grillo, 44 anni, fu operata, senza «alcuna considerazione delle condizioni e della storia clinica della paziente», al seno pur avendo solo una «mastopatia fibrocistica»; stesso inutile e invasivo intervento ha subito Addolorata Di Nicola, 47 anni. La povera vita, il povero corpo di Giuseppina Bellini già martoriati da una gravissima forma di carcinoma al pancreas con metastasi polmonari per le quali Giuseppina, 61 anni, si era dovuta sottoporre a cicli di chemioterapia e radioterapia, sono stati ulteriormente massacrati: quadrantectomia al seno destro più radicalizzazioni, ovvero asportazione di ulteriore tessuto mammario”. (Chiara Beria d’Argentine, La Stampa)

Consegnare questi medici all’Enigmista Jigsaw per farli divertire un pò in un bagno con seghe e trapani sarebbe una giusta punizione ma non risolverebbe il problema. Il vero criminale è il sistema che permette il gioco perverso “più operi, più soldi ti mando (io Stato)”. Una concezione della produttività veramente abominevole, pronta a sconciare i corpi dei pazienti per lo strafottutissimo profitto. Un sistema che aveva attecchito pericolosamente nella Lombardia invasa da fantascientifici Formigoni che avevano equiparato la sanità pubblica a quella privata.
A scanso di equivoci non è solo Rosy Bindi che denuncia il marcio che alligna nel settore medico privato milanese ma anche l’ex assessore alla sanità lombarda (nonché ex leghista), dottor Alessandro Cè.

A parte il fatto che io non capisco questi liberisti all’amatriciana. Vogliono privilegiare il privato ma fremono tutti in attesa del rimborso dal Servizio Sanitario Nazionale, cioè della poppata alla gonfia mammella statale.

Perchè una clinica, se è privata, deve usufruire dei contributi pubblici? Che si faccia pagare dai pazienti e basta. C’è gente contenta di farsi curare a pagamento perchè è convinta che i medici, quando sentono l’odore dei soldi, diventino più bravi e perfino in grado di fare una diagnosi. Benissimo. Che una clinica campi solo con il contributo di capitali privati e con le rette e parcelle pagate dai pazienti. Solo in questo modo si vedrà emergere la qualità, perchè nessuno vorrà pagare profumatamente delle bestie ma solo dei bravi professionisti.

Per chi non vuole pagare per farsi curare, come è sacrosanto diritto, c’è sempre la Sanità Pubblica che deve sovvenzionare solo ed unicamente le strutture pubbliche. Forse, evitando di regalare soldi a dei delinquenti profittatori, come in questo ultimo caso di Milano, potrebbe anche migliorare la qualità del settore pubblico e la qualità dei controlli sull’intero settore sanitario. Lo stato vigili su entrambi pubblico e privato per evitare abusi e sia ristabilita una distinzione netta tra i due tipi di servizio.
Invece i Marabunta del Pirellone hanno deregolamentato un settore delicatissimo e si sono di fatto messi a pasturare in una vasca infestata dagli squali.

Per carità, a questo punto bisogna dire per forza che ci saranno anche strutture private serie e competenti. Peccato che io non ne abbia mai trovata una in vita mia.
Solo per fare un paio di esempi, perchè non voglio annoiare con aneddotica personale.
A me fecero una risonanza magnetica al cranio senza bloccarmi la testa. Quando portai il referto al medico mi disse che era inservibile perchè completamente fuori asse.
L’ultima volta che mio padre ha dovuto fare ricorso ad una clinica privata convenzionata (solo perchè non c’era posto in ospedale e dopo mie forti proteste), una banale infezione urinaria si è trasformata in un incubo. Cateterismi non necessari che hanno aggravato la situazione, somministrazione abusiva di psicofarmaci che me lo avevano rincoglionito completamente. Risomministrazione arbitraria di un farmaco che gli era stato precedentemente tolto perchè aveva indotto un ipotiroidismo iatrogeno, curato poi con grande fatica. Assistenza zero, menefreghismo e prescrizione di un sacco di esami inutili.
Spiegatemi che cazzo c’entra una TAC cerebrale con una cistite. Eppure fu prescritta e ovviamente il SSN rimborsò alla clinica un esame oltre che inutile, costoso. La scusa forse l’avranno trovata nel fatto che, sotto Serenase, mio padre, normalmente persona lucidissima e per niente incontinente nonostante la veneranda età, era divenuto in pochi giorni un vecchio semidemente che a malapena mi riconosceva e si faceva tutto addosso.

Questo ultimo scandalo del Santa Rita di Milano dimostra che anche la malasanità può essere privatizzata e che le cliniche non sono luoghi dove va sempre tutto bene, soprattutto al Nord. Pareva strano, infatti, che certe cose succedessero solo negli ospedali e solo al Cotugno di Napoli.
Ora mi auguro una bella class action contro i responsabili delle lesioni e delle morti, alla quale partecipino magari anche i dipendenti incolpevoli della clinica.
Ci vorrebbero delle condanne esemplari. Se non proprio Jigsaw, la cancellazione della laurea, del diploma di maturità e magari della licenza media. Una ramazza e via a spazzare la monnezza. A vita.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Palermo: cinque anni a Cuffaro per favoreggiamento. Lui dice che resta al suo posto perchè la sua non è mafia. E’ una buona imitazione, comunque.
Rivediamo Totò in una famosa performance di anni fa, quando aggredì verbalmente i partecipanti alla commemorazione di Libero Grassi al Costanzo Show, tra i quali il compianto giudice Falcone.

Berlusconi, accusato di corruzione per aver raccomandato cinque attrici al direttore RAI Saccà nell’ambito della campagna acquisti per il centrodestra, spera che gli italiani gli ridiano una maggioranza al fine di poter fare una riforma profonda della magistratura.
Abolendola, magari?


OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

Flickr Photos

Blog Stats

  • 85,887 hits

Categorie