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La mamma morta m’hanno
alla porta della stanza mia
Moriva e mi salvava!”

(Umberto Giordano – Andrea Chénier“)

Alla Chiesa necrofila la donna piace morta, specialmente se madre, e se muore nel dare alla luce un figlio, ancora meglio. Se muore anche soffrendo come un cane è l’apoteosi. Diventa santamartire, un esempio da additare a tutte le spose, timorate e non.

Per l’amor di Dio, ho tutto il rispetto per la giovane donna di Torre del Greco che ha rifiutato la chemioterapia per non compromettere la salute della figlia che portava in grembo e l’umana pietà mi rende vicina al dolore del marito e della piccola orfana ma allo stesso tempo vorrei flagellare a sangue gli sciacalli che hanno subito approfittato di questo tristissimo fatto di cronaca per creare uno spottone da mandare in onda in prime time e contribuire alla campagna elettorale clericofascista, con tanto di intervista finale al prete di turno, tutto sudato all’idea di un’altra mamma morta in Paradiso. Spero solo che la scelta di Tonia sia stata veramente sua e solo sua.

Queste sono notizie che non dovrebbero mai essere date in pasto alla cronaca, per rispetto ai vivi ed ai morti. Perchè questa incursione nel privato dolore delle persone serve solo ai fini di una bieca propaganda teo-ideologica e perchè i messaggi liminali e subliminali che vengono trasmessi al volgo da questi casi sparatici in faccia dal TG della sera, rappresentano disinformazione aggravata e continuata.

Di fronte a questi casi, che periodicamente si ripetono, mi chiedo se la donna che si trova a dover lottare contro il cancro e contemporaneamente a dover portare avanti una gravidanza venga messa veramente in condizione di scegliere di potersi salvare la vita, o se la religione o il fanatismo non si insinuino tra i camici bianchi. In pratica mi chiedo se queste martiri non avrebbero potuto essere salvate da qualcuno che avesse fatto la voce grossa al momento giusto.

Qualunque medico coscienzioso, e di solito è così che funziona, di fronte ad una giovane con un cancro all’anamnesi sconsiglia una gravidanza, che è sicuramente una cosa bellissima ma, a causa della tempesta immunitaria che scatena, può slatentizzare una sclerosi multipla o altre malattie autoimmuni, attivare o riattivare un processo neoplastico.
A chi viene colpita per la prima volta da tumore durante la gravidanza dovrebbe essere consigliato l’aborto (ohibò) proprio per consentire le cure del caso e la salvezza della vita. Queste pazienti a rischio vengono di solito informate dei gravi rischi che corrono se non si curano adeguatamente. Dr. House direbbe loro: “Vuoi lo stesso un bambino? Va bene, di che colore lo vuoi il copricassa, di fiori bianchi?”

L’interesse primario in questi casi e la deontologia professionale dovrebbero sempre mettere in primo piano la salute e la vita della donna. Vorrei esagerare e suggerire che un adeguato supporto psicologico potrebbe aiutare ulteriormente a compiere la scelta giusta.
Pensate però se per caso la sposina càpita sotto un ginecologo devoto che la convince a non fare la chemioterapia per il bene del bambino e per dare una mamma a Dio. La suggestione in questi casi può essere molto pericolosa.
Anni fa, mi ricordo, un ginecologo fu processato e condannato ad un forte risarcimento da una coppia di genitori perchè, eseguendo un’ecografia, aveva taciuto le gravissime malformazioni del feto. Si giustificò dicendo che da obiettore non avrebbe ammesso il ricorso all’aborto. La bimba nacque, condannata ad una vita d’inferno e oltretutto abbandonata dal padre.
E’ esagerato se auspico che la religione e i suoi precetti rimangano fuori dall’ambiente ospedaliero?

Sarà una coincidenza ma la settimana scorsa i ginecologi raccomandavano di rianimare chi non ha ancora i polmoni per respirare, domenica il paparatzi parla in favore della vita e contro l’aborto, si discute da settimane di legge 194 e poi giunge come tragica ciliegina la morte della mamma coraggio.
E’ iniziata la campagna elettorale, ragazze, ed è partito l’assalto frontale ai diritti conquistati, soprattutto da noi donne.
Questa contro l’aborto e a favore delle mammemartiri è la seconda fase. La prima era iniziata tempo fa con il bombardamento mediatico sugli stupri. Ogni sera un caso, sempre più efferato con stupratori instancabili, romeni e non, che si accanivano sulle vittime per giorni e giorni. Una campagna terroristica che periodicamente serve a gettare la giusta dose di insicurezza e paura nelle donne. Sottotitolo: votate le destre e potrete uscire di casa tranquille.

Fase due, dicevo. Le bocche di fuoco clericali, una delle più importanti delle quali sta diventando il TG1 del seminarista Riotta ma nemmeno il TG2 scherza, cominciano a sparare le loro bordate.
Ieri c’è stato perfino il ritorno della Madonnina di Civitavecchia che piange sangue maschile (oplà!). Maccheccefrega, è un miracolo lo stesso, lo diceva anche Wojtyla (che tanto non può più smentire nessuno).
Ampio risalto a quella che è al 99,9 periodico una truffa ma che servirà per rincoglionire masse di boccaloni che credono che l’Altissimo abbia bisogno di queste pagliacciate per farsi credere. Io se fossi Dio aspetterei che si radunassero tutti in preghiera sotto la madonnina e manderei giù una bella saetta di quelle che usavano nel Vecchio Testamento, quando Dio si incazzava ancora di brutto.
Come invidio ebrei e musulmani che hanno religioni serie che non prevedono l’obbligo dell’adorazione isterica per le stigmate, le pezze insanguinate, le ossa rinsecchite, i prepuzi di Gesù Bambino, i cadaveri imbalsamati e le torture raffigurate sui ritratti dei santi appesi nelle chiese.

Volete che tra un pò la madonnina non esorti gli elettori a votare nel modo giusto e non si metta a lacrimare disperata ogni volta che parla Veltroni?
Lui, l’unto, ha già detto che mammarosa intercederà per noi da Lassù. Noi azzurri, s’intende.


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