You are currently browsing the category archive for the ‘maternità’ category.

Ogni uomo che volesse farsi prete dovrebbe, prima dell’ordinazione, frequentare un particolarissimo corso di formazione. Niente di eccezionale, dovrebbe semplicemente vivere un anno da donna. Tutta l’esistenza terrena di una donna concentrata in dodici mesi.
Se il wannabe priest dovesse superare il primo mese senza essere ammazzato (il corso comincia in Cina ed in altri paesi asiatici dove le bambine non sono molto gradite) la sua esistenza di femminuccia dovrebbe superare alcune prove, ovvero il normale percorso di qualche centinaio di milioni di donne nel mondo.
Durante l’infanzia, oltre a qualche molestia pedofila, una precoce deflorazione ed un matrimonio con qualcuno che manco conosce, gli toccherebbe, per esempio, un’infibulazione faraonica come si usa ancora da certe parti in Africa, consistente nella escissione dei genitali esterni e successiva sutura alla bell’e meglio della ferita. Senza anestesia, ovviamente.
Lo sviluppo ed il menarca saranno vissuti senza tante smorfie, magari con l’acuirsi delle violenze maschili sul fiorellino appena sbocciato, con in più, da ora in avanti, l’incubo del restare incinta.

Questa la prima parte, piuttosto hard, dedicata all’infanzia femminile. A seguire, per la serie intitolata “donna, du du du”, nei mesi successivi si concentrerà un quarantennio di mestruazioni dolorose con sindrome premestruale condita da depressione, tensione alle mammelle e flusso stile vacca sgozzata con rito islamico.
Siccome il corso di formazione per futuri preti non prende in considerazione le invenzioni moderne che hanno alleggerito l’esistenza delle donne: assorbenti, tamponi interni, antidolorifici, contraccettivi, cerotti ormonali per la menopausa, il nostro pretonzolo dovrà lavarsi i pannicelli insanguinati come erano costrette a fare le nostre nonne e mamme, tenersi i dolori pensando alla sofferenza di nostro signore gesùcristo e, naturalmente, tra un karakiri mensile e l’altro, scodellare un figlio ad ogni trombata, circa.

Questa è la parte davvero tosta del corso. Ogni due o tre figli nati all’interno del matrimonio, come comanda il precetto di nostrosignore, in questo corso estremo di sopravvivenza qualcuno dei pargoli nasce a seguito di stupro, meglio se di gruppo e selvaggio, come accade alle donne vere nelle guerre. Giusto per non far mancare al pretino nulla di tutto ciò che significa essere donna.
Il frutto dello stupro e gli altri marmocchi della serie regolare (facciamo una dozzina come la media delle donne dell’inizio del secolo scorso?) peseranno alla nascita almeno cinque chili, qualcuno si presenterà podalico e, in mancanza di anestesie e altre diavolerie moderne, i putei nasceranno grazie a qualche sforbiciata da una parte e dall’altra dell’orifizio materno, cosa vuoi che sia. Stringi il fazzoletto nei denti e pensa a quando facevi la troia e ti divertivi.

Tra una gravidanza e l’altra il pretonzolo non potrà farsi mancare qualche decina di aborti. Metodo preferito: con la mammana nella cucina di casa. Oppure, studio di cucchiaio d’oro anni cinquanta, con divieto di strillo e solito provvidenziale fazzoletto tra i denti. L’aborto della mammana verrà fatto con peretta, acqua saponata, prezzemolo, ferro da calza ed altri rudimentali orpelli. Quello del cucchiaio d’oro senza anestesia e tanti complimenti ma a caro prezzo.

Cosa rimane da far sperimentare al nostro prete in pectore? Un mese a battere sull’Adriatica, in balia di clienti da quattro soldi? Una vita da lesbica, stuprata a scopo rieducativo o direttamente lapidata? Un paio di cancri al seno e all’utero curati come una volta, un bel taglio e via? Un marito che se ne viene in dieci secondi netti senza farti provare mai nemmeno lo straccio di un orgasmo e in più ti frega per l’ennesima volta?
E la menopausa? Niente cerotti o altre diavolerie che prolungano la gioventù. A cinquant’anni il nostro stagista sarà una vecchia scrofa sfondata e nemmeno buona per le salsicce.

Verso la fine del corso il pretino concorderà con me che il lato positivo della vecchiaia è che quelle maledette ovaie crepano e si rinsecchiscono come due chicchi d’uvetta. Niente più figli non voluti, gravidanze da schiena spezzata, emorroidi e gambe con le vene che scoppiano. Niente più ragadi al seno ed emorragie inarrestabili. Niente nausee e tagli cesarei.

Sei terrorizzato all’idea di questa full immersion nella merda femminile, caro il mio pretino? Credevi che essere donna fosse solo scopate, scopate, guarda la troia come gode, che belle tette che ho e quanto sono fica?
Eppure tutto ciò che ho descritto è essere donna. Lo è stato per migliaia di anni e lo è anche oggi per milioni di sorelle.
Dovresti ringraziarmi. Ti ho risparmiato una gita nel medioevo quando i tuoi compari torturavano le streghe e le bruciavano e un sacco di altre cose che mi sono senz’altro dimenticata di citare.

Per noi donne moderne le cose sono un pò migliorate. Se siamo fortunate negli incontri e ci impegnamo, riusciamo perfino a divertirci nel fare l’amore. Anzi a volte è proprio bello, una goduria come per l’uomo e forse di più.
La pillola e gli altri anticoncezionali ci hanno tolto l’angoscia dell’equivalenza trombata=marmocchio.
La maternità, grazie anche alla possibilità dell’aborto, non è più un’ imposizione ma una scelta.
La nostra esistenza può concentrarsi su tante altre cose oltre alle cacche e pisce dei figlioli, magari un lavoro, una carriera. Non tutte nascono gatte. Se a quelle prive dell’amore materno qualcuno fa fare loro fare i gattini per forza, queste poi se li mangiano. Qualcuno l’ha capito finalmente e ci ha liberate dalla maternità ad ogni costo. E non è più come una volta che :”se non vuoi figli fatti suora”.

Naturalmente il Corso di Immedesimazione nella Sofferenza Femminile per Aspiranti Preti non esiste ma sarebbe bello che esistesse. Almeno questi stronzi che parlano di limitare le nostre libertà acquisite grazie a lotte di decenni, che parlano di difesa della vita senza mai essersi contorti un giorno intero nei dolori mestruali ed essersi sentiti spaccare in due da un parto, forse capirebbero e se ne rimarrebbero zitti.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Apprendo da Galatea che, per non essere secondo a Murdoch, l’Uomo Elefantino ha messo a pagamento il suo “Foglio” online. Mi sembra giusto, per una pubblicazione che è più di nicchia e meno letta di FMR. Le cose preziose e rare si pagano.
Lui, per la verità, più che a Franco Maria Ricci preferisce il paragone con Larry Flynt, visto che nella campagna abbonamenti definisce il Foglio online ironicamente “sito hard”. Si, è vero che le tesi propugnate da Ferrara sono estreme, quasi ai confini del fetish, ma se deve essere hard allora tanto vale andare su YouPorn (gratuito, tra l’altro).

Galatea raccontava, nel suo post, dell’ultimo appello antiabortista di Ferrara. Quello, per intenderci, che parla degli embrioni che galleggiano nel ventre della madre dopo il concepimento (perchè prima è un po’ difficile), da salvare come i migranti sui barconi.

Ecco, il complesso della mancanza di figli si vive a vari livelli.
Il mio ginecologo sostiene che i fibromi uterini che si formano così caparbiamente in noi signore in premenopausa sono l’espressione di un’inconscio desiderio di figli.
Molto ma molto inconscio, per quanto mi riguarda, se penso cosa si deve provare ad avere una figlia così, una truzza, oppure uno di quei pischelli che girano con lo skateboard, la cresta da galletto amburghese, il cavallo a terra e l’elettroencefalogramma piatto.
Il mio utero insoddisfatto si divertirà a produrre figli immaginari, che sarebbero stati sicuramente dei geni al livello di Leonardo, bellissimi, giudiziosissimi e da tutti dieci a scuola ma, a livello cosciente, non riesco proprio a non sentirmi come quella che in fondo l’ha scampata bella.
Zero tituli ma anche zero problemi.

In Giuliano Ferrara, anche lui in andropausa ed in astinenza da paternità, l’insoddisfazione si esprime in questa cavalleresca ossessione del salvataggio dell’embrione in pericolo. Sembra quasi che più che padre vorrebbe essere madre, sentire il pargolo nuotare come un piccolo Phelps che fa le vasche puntando i piedini contro il pancione per darsi lo slancio all’indietro, pum!
Sarà ma, se mai la scienza dovesse progredire fino a creare l’uomo incinto, non si potrebbe che dare l’onore delle prime doglie maschili a Giulianone. Se lo merita.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Apprendo da Galatea che, per non essere secondo a Murdoch, l’Uomo Elefantino ha messo a pagamento il suo “Foglio” online. Mi sembra giusto, per una pubblicazione che è più di nicchia e meno letta di FMR. Le cose preziose e rare si pagano.
Lui, per la verità, più che a Franco Maria Ricci preferisce il paragone con Larry Flynt, visto che nella campagna abbonamenti definisce il Foglio online ironicamente “sito hard”. Si, è vero che le tesi propugnate da Ferrara sono estreme, quasi ai confini del fetish, ma se deve essere hard allora tanto vale andare su YouPorn (gratuito, tra l’altro).

Galatea raccontava, nel suo post, dell’ultimo appello antiabortista di Ferrara. Quello, per intenderci, che parla degli embrioni che galleggiano nel ventre della madre dopo il concepimento (perchè prima è un po’ difficile), da salvare come i migranti sui barconi.

Ecco, il complesso della mancanza di figli si vive a vari livelli.
Il mio ginecologo sostiene che i fibromi uterini che si formano così caparbiamente in noi signore in premenopausa sono l’espressione di un’inconscio desiderio di figli.
Molto ma molto inconscio, per quanto mi riguarda, se penso cosa si deve provare ad avere una figlia così, una truzza, oppure uno di quei pischelli che girano con lo skateboard, la cresta da galletto amburghese, il cavallo a terra e l’elettroencefalogramma piatto.
Il mio utero insoddisfatto si divertirà a produrre figli immaginari, che sarebbero stati sicuramente dei geni al livello di Leonardo, bellissimi, giudiziosissimi e da tutti dieci a scuola ma, a livello cosciente, non riesco proprio a non sentirmi come quella che in fondo l’ha scampata bella.
Zero tituli ma anche zero problemi.

In Giuliano Ferrara, anche lui in andropausa ed in astinenza da paternità, l’insoddisfazione si esprime in questa cavalleresca ossessione del salvataggio dell’embrione in pericolo. Sembra quasi che più che padre vorrebbe essere madre, sentire il pargolo nuotare come un piccolo Phelps che fa le vasche puntando i piedini contro il pancione per darsi lo slancio all’indietro, pum!
Sarà ma, se mai la scienza dovesse progredire fino a creare l’uomo incinto, non si potrebbe che dare l’onore delle prime doglie maschili a Giulianone. Se lo merita.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Apprendo da Galatea che, per non essere secondo a Murdoch, l’Uomo Elefantino ha messo a pagamento il suo “Foglio” online. Mi sembra giusto, per una pubblicazione che è più di nicchia e meno letta di FMR. Le cose preziose e rare si pagano.
Lui, per la verità, più che a Franco Maria Ricci preferisce il paragone con Larry Flynt, visto che nella campagna abbonamenti definisce il Foglio online ironicamente “sito hard”. Si, è vero che le tesi propugnate da Ferrara sono estreme, quasi ai confini del fetish, ma se deve essere hard allora tanto vale andare su YouPorn (gratuito, tra l’altro).

Galatea raccontava, nel suo post, dell’ultimo appello antiabortista di Ferrara. Quello, per intenderci, che parla degli embrioni che galleggiano nel ventre della madre dopo il concepimento (perchè prima è un po’ difficile), da salvare come i migranti sui barconi.

Ecco, il complesso della mancanza di figli si vive a vari livelli.
Il mio ginecologo sostiene che i fibromi uterini che si formano così caparbiamente in noi signore in premenopausa sono l’espressione di un’inconscio desiderio di figli.
Molto ma molto inconscio, per quanto mi riguarda, se penso cosa si deve provare ad avere una figlia così, una truzza, oppure uno di quei pischelli che girano con lo skateboard, la cresta da galletto amburghese, il cavallo a terra e l’elettroencefalogramma piatto.
Il mio utero insoddisfatto si divertirà a produrre figli immaginari, che sarebbero stati sicuramente dei geni al livello di Leonardo, bellissimi, giudiziosissimi e da tutti dieci a scuola ma, a livello cosciente, non riesco proprio a non sentirmi come quella che in fondo l’ha scampata bella.
Zero tituli ma anche zero problemi.

In Giuliano Ferrara, anche lui in andropausa ed in astinenza da paternità, l’insoddisfazione si esprime in questa cavalleresca ossessione del salvataggio dell’embrione in pericolo. Sembra quasi che più che padre vorrebbe essere madre, sentire il pargolo nuotare come un piccolo Phelps che fa le vasche puntando i piedini contro il pancione per darsi lo slancio all’indietro, pum!
Sarà ma, se mai la scienza dovesse progredire fino a creare l’uomo incinto, non si potrebbe che dare l’onore delle prime doglie maschili a Giulianone. Se lo merita.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Flickr Photos

onlookers

Renzistein Junior

Von Trierweiler's Nymphomaniac

Eurodeliri

Altre foto

Blog Stats

  • 81,696 hits

Categorie