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La signora della foto non è misericordiosa come Carla Bruni, sempre in ballerine raso terra per non svettare su Sarko. Il taglio d’abito stile impero slancia la figura e il tacco stiletto da dieci (almeno) mortifica senza pietà il cavallo del mini-stro accompagnatore.
L’effetto “l’accettiamo, uno di noi” è assicurato.

Ipotetico lettore – Ma che fai Lameduck, ci sono studenti, professori e genitori in rivolta contro la Gelmini, le scuole in subbuglio, il presdelcons in fibrillazione per i “sondagi” negativi e tu cazzeggi sulla statura di Brunetta, pur deliziandoci con raffinatissime citazioni cinefile?

Lameduck – E’ vero ma altrimenti la gente non capisce.


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La signora della foto non è misericordiosa come Carla Bruni, sempre in ballerine raso terra per non svettare su Sarko. Il taglio d’abito stile impero slancia la figura e il tacco stiletto da dieci (almeno) mortifica senza pietà il cavallo del mini-stro accompagnatore.
L’effetto “l’accettiamo, uno di noi” è assicurato.

Ipotetico lettore – Ma che fai Lameduck, ci sono studenti, professori e genitori in rivolta contro la Gelmini, le scuole in subbuglio, il presdelcons in fibrillazione per i “sondagi” negativi e tu cazzeggi sulla statura di Brunetta, pur deliziandoci con raffinatissime citazioni cinefile?

Lameduck – E’ vero ma altrimenti la gente non capisce.


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Un consiglio: per un effetto ancora più dirompente, guardate il filmato dopo aver letto il post.

Comincio con una affermazione che si basa su un’esperienza personale. Diffido della bioetica e di coloro che se ne adornano come fosse una medaglia di perbenismo. Ne diffido da quando partecipai ad un convegno, appunto sulla Bioetica, dove l’ospite d’onore era Mons. Pio Laghi, colui che andava a giocare a tennis con l’ammiraglio Massera durante la Guerra Sucia in Argentina, mentre le vite indegne di essere vissute degli oppositori politici volavano in mare aperto, malamente anestetizzate ma ancora atrocemente vive. Lo stesso monsignore che, appena pochi giorni dopo il golpe, affermava:

«Il Paese ha un’ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre altre idee diverse ed estranee, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, e nasce così la violenza. I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si può parlare di invasione di stranieri, ma anche di invasione di idee che mettono a repentaglio i valori fondamentali.”

Oh certo, una persona squisita, ricordo, strinse la mano a tutte le signore e disse cose molto toccanti sulla difesa della vita. Peccato per quei serve&volley con il Diavolo.

Diffido ancora di più dei convertiti alla difesa della vita come concetto astratto, perchè come tutti i convertiti difettano assolutamente di obiettività e sembrano aver fatto della deprivazione della libertà altrui la propria missione nella vita.
Oggi, giusto per farmi un po’ il sangue marcio, ho letto di quest’altra candidata del PDL, ex radicale convertita al verbo teocon.
Scrive l’Unità:

Educazione sessuale? Mai e poi mai. A scuola meglio parlare di cavoli e cicogne. La cognizione del sesso «creerebbe problemi all’interno delle famiglie, le sole ad avere la titolarità del diritto a educare». E la contraccezione? No a politiche che incentivino l’uso del preservativo. «In Francia come in Gran Bretagna con politiche simili gli aborti sono aumentati, in Italia invece dove la contraccezione chimica è poco diffusa gli aborti sono in diminuzione». Parola di Eugenia Roccella, portavoce del family day e candidata del Popolo delle Libertà. La chiama «una visione antropologica», ed insieme a colleghi come l’ex soubrette Mara Carfagna e Alfredo Mantovano di An laspiegherà agli elettori in un tour in giro per l’Italia.

La famiglia. Certo, a volte in famiglia i bambini ricevono una sana educazione sessuale, comprese le prove pratiche finali con lo zio o l’amico di famiglia. Se sono più fortunati, i genitori gli riversano addosso tutte le personali frustrazioni, ubbìe e complessi. Solo pochi hanno mamme e babbi in grado di dar loro un’immagine positiva e sana del sesso.
Il preservativo. Casualmente esso protegge anche dalle malattie sessualmente trasmissibili. Senza pensare all’AIDS, è sufficiente per evitare lo scolo.
Tra parentesi: come faccia il preservativo a far aumentare gli aborti, a meno che non si rompa, e il non prendere la pillola a far diminuire gli aborti, lo sa solo la Roccella.

Siamo uno dei paesi più ignoranti in fatto di sesso. Gli adolescenti sguazzano nell’analfabetismo genitale più assoluto. Offrire almeno un ora di educazione sessuale nelle scuole, da parte di personale specializzato: psicologi e sessuologi, non sarebbe solo piccolo passo verso la civiltà ma un dovere morale.
Tra l’altro un bambino o ragazzino cosciente dei fatti sessuali è anche più in grado di difendersi dalla pedofilia, sia quella domestica che quella magari da sacrestia.

Questo invece è il neo-oscurantismo clericale che si appresta a rappresentare alle prossime elezioni il centrodestra.
La patetica conta degli embrioni, la gogna medievale per le donne che abortiscono, la colonna infame per i medici che le aiutano ad usufruire di una legge dello Stato, tra mille ipocrite obiezioni di incoscienza. Le visioni antropologicamente insensate di gente che forse ha solo la colpa di non trombare a sufficienza e non sopporta che lo facciano bene e spesso gli altri.
Per non parlare di altre amenità che ci saranno sicuramente riservate nei prossimi giorni nei confronti di gay, coppie di fatto e varie ed eventuali diversità.

E ora godetevi Lorena Berdùn da Crozza (qui la seconda parte del filmato). Immaginate di essere in un paese civile e di saperla insegnare a scuola ai vostri figli ad essere attori sessuali responsabili e a padroneggiare il muscolo pubo-coccigeo. Guardatevi attorno. Non siete sicuramente in Italia. Probabilmente in Spagna.
Intanto io bevo Roccella e faccio plin-plin.


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Guarda, a me ‘sta storia der blogghe m’ha già spappolato li cojoni. Lameduck m’ha detto: “hai voluto la bicicletta, ora pedala”, ner senso che se ho voluto fà a paracula la settimana scorsa e finge d’esse na bloggheressa ora devo mantenè l’impegno coi lettori, dice. Er blogghe è come na missione, o devi tenè sempre aggiornato. Ma che cazzo stà a dì, io ciò da fà: stirà, lavà, coce a cicoria, lavà pe tera, cavà a monnezza sua e quella der bello suo, queste so cose pe chi nun cià ‘n cazzo da fà.
Fosse pe me io v’avrebbe dato buca e avrebbe fatto sciopero come li francesi cor tramme, anche perchè pe divve la verità non so che cazzo dì, ma poi siccome che er signor Gabbriele da Pariggi appunto è stato tanto caruccio da ricoddasse de me, beh, me so commossa e nun je vojo fà no sgarbo.

Me sarebbe piaciuto fà na bella analisi loggica dâ settimana politica ma che ve debbo dì? Lameduck cià fatto du palle così co’ Berlusconi sta settimana e che me ce devo mette pur’io? Io me li so guardati i tiggì tanto che stiravo ma primo me fanno venì er nervoso e poi nun ciò propio l’ispirazzione.
Stanno ancora a discute de erezzioni, de Vartere che se deve da incontrà co er succiacapre pe fa n’inciucione cor botto, er nano e l’artri dua se so’ pijati a sganassoni e se so mannati cordiarmente affanculo. Poi Vartere ha presentato er loggo der Piddì, un coso bianco rosso e verde che è proprio uguale paro paro a n’artro loggo tedesco de nun so checchosa. L’ha scoperto sto blogger qua. Ammazzali sti bloggeristi, aho ma nun je sfugge propio gnente!

Vabbè va, visto che nun so che ddì, come fanno li bloggheristi ggiusti, ve lascio co ‘sto firmato de Crozza che ho trovato nun certo tubbo che se scrive crozza e te vengono ggù ‘n sacco de firmati che poi copi er codice e l’appiccichi sur blogghe. Nun te costa gnente e fai na bella figura.
Crozza me piace perchè me fa ride ‘n sacco e fa a satira de sinistra ma solo sulla sette pecchè sull’altre televisioni ce comanna ancora er nano.

Però so’ preoccupata. E’ successo n’artro fatto strano.
Ammè er Piddì nun me convince, pe famme mannà giù Vartere co i suoi discorsi da paraculo me ce vò na cucchiaiata de magnesio normalmente.
Beh, dopo d’avè visto sto firmato, e sentito sta voce de velluto, da prete ner confessionale che te dà l’assoruzzione pure pè avè strangolato a nonna, de papà bbello che te dà er bacetto ‘n fronte prima de dormì, stà voce sinusoide da majardo… nun so, me stavo quasi per andamme a iscrive ar Partito Dermocratico. Aho me stavo a innammorà de Vartere! ‘Tacci sua.
Statece attenti, io vò avvertiti. Guardate co’ prudenza.


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E’ finita come doveva finire. Alla “Io sono io e voi non siete un cazzo”.

Peccato, solo il 74% dei voti. Se arrivava almeno all’80% vinceva la raccolta completa dei CD del “Coro delle Voci Bulgare”.
Sapete quale candidato avrei voluto io per il PD, l’unico che mi avrebbe spinto ad andare a votare nonostante l’euro da pagare e quindi mi domando: se Uolter Veltrony ha ottenuto quelle percentuali, George cosa avrebbe fatto, sfracelli da 99,9 periodico?
Ecco perché Uolter, anzi Walter se no i piddisti si incazzano, si è circondato di candidati così avvenenti, dalla Bindi a Marione Adinolfi, fino al Letta cumpare nepote. Voleva rendere più piccante la sfida.
Per assonanza, Stanislao Gawronski si sarà complimentato con lui con un “Ebbene si, maledetto Walter, hai vinto ancora una volta!”

A parte gli scherzi, questo traguardo come leader del Partito Democratico è il degno coronamento di una carriera straordinaria, disciamo.
Sappiamo che da giovane studiava da presidente americano ma, un po’ per il passato comunista (anche se un giorno affermerà che stava nel PCI ma non era comunista) e perché gli Stati Uniti non sono ancora pronti non per un presidente italiano ma per uno buonista, dovette rinunciare.
Pensò allora di prendere i voti per diventare Papa Re ma, per il passato da ateo, anche se un giorno affermerà “credo di credere” e anche, disciamo, a causa della breccia di Porta Pia, dovette desistere.
E’ a causa di queste due delusioni che lo segnano profondamente nello spirito che negli ultimi anni, nonostante le soddisfazioni come sindaco di Roma non gli manchino, pensa di dedicarsi in segreto ad un’antica arte, l’alchimia.

Suggestionato da alcuni film di Mario Bava, dalla visione in videocassetta de “Il segno del comando” e da una gita a S. Leo sulle orme del Conte di Cagliostro, comincia a mescolare in un crogiolo vecchi pezzi di scudo crociato, foglie e bacche di biancofiore, incenso, mirra ed essenza di sagrestia con limatura di falce, manici di martello, chiodi di garofano, briciole di gnocco fritto ammuffite e una bella presa di pepe.
Nonostante l’odore nauseabondo dell’immonda poltiglia e le proteste dei vicini, Walter l’alchimista, in un’assolata domenica di ottobre, riesce finalmente a dare forma ed afflato di vita ad una specie di Golem, un ossimoro vivente di sinistra ma non troppo, ateo ma anche credente, democristiano ma riformista ed anche liberista poco poco ma abbastanza, sempre e comunque un po’ di qua e un po’ di là.
In omaggio al suo idolo John Fitzgerald Kennedy, il novello Principe di Sansevero chiama la sua creatura Partito Democratico e la presenta al pubblico nella giornata dedicata alla Sindrome di Down. Francamente, che statista!


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Caro Padre Gaenswein,

posso chiamarla confidenzialmente Georg? No, forse è meglio di no. Con la mania che abbiamo noi italiani di storpiare il teutonico “Ghe-org” in “Gi-org”, rischieremmo una scenetta come quella del Martini, con la tipa che apre la porta e si trova davanti lei con una bottiglia di vin santo – che mi sembra più appropriata, ed esclama: “George!!”.
Eh si, perché mi dicono che tra lei e Clooney è una gara dura.

Se posso permettermi, lei è indubbiamente un gran bel pezzo di manzo, anche se non è esattamente il mio tipo. Sa, oggi mi sono comprata il “Max” con le foto di Cannavaro, ha capito il genere che mi piace?
Non è il mio tipo perché pensando a lei mi viene da fare quella stupida e scontata associazione che avrà sentito già un migliaio di volte – e chissà come la fa incazzare, pardon, arrabbiare. Lo sa benissimo, la storia di padre Ralph e di “Uccelli di rovo”. Non posso farci nulla ma quest’idea di lei e Maggie e l’uccello sul rovo mi blocca, mi spegne ogni pensiero arrapante come il calzino corto a letto. Encefalogramma piatto, kaputt.
Eppure, nonostante questo handicap da telenovela, lei è come il Crodino, piace, piace anche per quella sua aria così fredda e distaccata, da chi ci marcia alla grande sulla storia del bello e impossibile.

Il motivo per cui le scrivo è un altro però. Vengo al sodo. Lei sarà pure il segretario del Papa, colui che turba il sonno delle devote cielline e tutto il resto, ma cos’è adesso questa storia della satira, che non bisogna scherzare sul Papa e che ce l’ha con Crozza, Fiorello e la mia mitica Luciana Littizzetto? Cosa vuol dire che non ha visto le trasmissioni ma le condanna lo stesso? Lo sa che mi sta diventando un tantinello antipatico?

Lei teme i comici e la satira, ma lo sa cosa scrivono i giornalisti cosiddetti seri di lei?
C’è una cosa che non mi fa dormire la notte da quando l’ho letta. Deve sapere che, oltre a guardare Crozza il lunedì sera, mi benedica padre perché ho peccato, tra le mie letture peccaminose vi è anche Panorama, che leggo ogni tanto dal mio parrucchiere.
Ecco, la scorsa estate lessi un articolo su quella sua famosa intervista alla Radio Vaticana, dove lei sorprendentemente parlava con disinvoltura di donne e motori come un Briatore qualsiasi: “I miei sensi sono sani e chi ha i sensi sani li usa…Nella mia giovinezza ci sono state ragazze che preferivo. Ora mi sono abituato al mio ruolo di sex symbol“. Vatican Confidential.
A parte che l’intervista il giorno dopo è sparita dalla circolazione e volevo ben dire, ma sa poi cosa hanno scritto quei maliziosi giornalisti a commento delle sue parole?
C’è poi chi sostiene che, rivelando la sua giovanile simpatia per le donne, don Georg ha voluto fugare alcune malevole insinuazioni.”

Ha capito? Ma forse che, vedendovi sempre insieme… Lei così premuroso, pronto a sistemargli amorevolmente la papalina, proprio da segretario devoto, sempre al suo fianco. E poi insieme a Castelgandolfo, in montagna a sciare, in giro per il mondo. Lei che la mattina gli porta il cappuccio e il cornetto e la camomilla la sera.
No, non posso crederci che pensino che lei sia interista.

P.S. Si precisa che questo post è stato scritto poco dopo che un diavoletto di nome Draghignazzo (sicuramente milanista) ha improvvisamente posseduto la papera zoppa (notoriamente juventina). Il solito Draghignazzo che non capisce un …
Ad ogni modo la papera zoppa, per qualunque vertenza legale, si farà rappresentare dallo Studio Taormina. Per le scomuniche, citofonare Lameduck.


E’ tornato Maurizio Crozza con il suo show del lunedì sera su La7, “Crozza Italia”. Ve lo consiglio, è divertente.

Oltre agli ospiti fissi Carla Signoris e Elio, nella prima puntata si è visto anche Stefano Bollani, che ha duettato con Irene Grandi e nel finale con Crozza ed Elio. Altro numero musicale, una esilarante parodia di “Fernando” degli Abba con Crozza, Elio, Carla e Irene Grandi sull’argomento “povero ceto medio”.

Crozza, oltre alle divertenti imitazioni di Zichichi, Bersani, Buttiglione, Parisi, dell’economista Alan Friedman e di Benedetto XVI, ha presentato un reportage dalla Cina, che penso proseguirà anche nelle prossime puntate.

Soprattutto però vi è stato il ritorno di un mito, Lorena Berdùn, la psico-sessuologa della televisione spagnola, protagonista del programma “Dos Rombos” i cui momenti salienti erano il pezzo forte del primo ciclo di “Crozza Italia”.

Questa volta in studio dal vivo Lorena ha tenuto una lezioncina delle sue su clitoride ed esercizi del muscolo pubo-coccigeo, con assoluta naturalezza e con Crozza che non credeva alle sue orecchie. Da non perdere.

Mentre da noi in tarda serata si discute di impronte di sangue sul piumone e si cazzeggia tra soliti noti, in Spagna utilizzano lo spazio televisivo per fare educazione sessuale.
Se prendo l’astronave, quanti anni luce mi ci vogliono per arrivare a Madrid?

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