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Nel mondo dei vip serpeggia il panico. Diciamolo, se non hai subìto un attentato da parte di uno psicolabile nel mese di dicembre, non sei nessuno.
Prima Berlusconi in Piazza Duomo con il lancio del souvenir. Attentato pacchiano con una nota splatter e un finale sdolcinato sul quale reclamano i diritti d’autore Riccardo Schicchi, Cicciolina e Mauro Biuzzi nel nome della compianta Moana Pozzi.
Poi Michelle Obama che doveva essere uccisa da una squilibrata alle Hawaii. Attentato sventato a monte dai servizi segreti.
Ieri sera il Papa, aggredito da Ugly Betty in piena messa di Natale. Benedetto si è rialzato con una capriola all’indietro degna di Pai Mei. E’ andata peggio al cardinale Etchegaray, che ci ha rimesso un femore nel placcaggio stile All Blacks.

D’Alema, per sedersi al tavolo delle riforme, si acconterebbe anche di un buffetto sulla guancia, di un nocchino sul capo, di una spintarella. Anche su commissione e per finta, disciamo.

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“Vi porto i saluti di un signore, di un signore abbronzato. Barack Obama. Non ci crederete ma è vero”. E vi posso dire che hanno preso il sole in due, perché anche la moglie è abbronzata”.
(Italian Joker, settembre 2009)

Se gli piacciono abbronzate, le ministre dovranno adeguarsi.

Fotoritocco creato con Face of the Future.

Un anno fa su questo blog: “Fascio-à-porter”.

A proposito di migliori leader degli ultimi 150 anni. Riuscite ad immaginare un Alcide De Gasperi che non riesce a distogliere lo sguardo modello “ellapeppa!!” dalla passerina della moglie del Presidente degli Stati Uniti d’America?
Da autotrivellarsi dalla vergogna fino a scoprire un nuovo giacimento di petrolio.

Signo’, San Genna’, Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria, facitece ‘a grazia!


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Un anno fa su questo blog: “Ed ora le punizioni corporali”.

Foto autentica, assolutamente non taroccata da Antonio. Grazie a Brinda con Papi

Ieri sera, il Presidente Obama si è presentato a sorpresa al David Letterman Show ed ha tenuto banco per più di un’ora, spiegando come la First Lady Michelle (che ha chiesto il divorzio come moglie e come americana, non sopportando più di vivere con un presidente ancor più mandrillo di Bill Clinton e che evidentemente non sta bene), è stata plagiata ed ingannata da una cospirazione messa in piedi da Al Qaeda e Osama Bin Laden, assieme a giornali come il Washington Post e il New York Times, notoriamente comunisti. Non si esclude un ruolo dei rettiliani e del KKK.

“Io voglio bene a Michelle ma mi deve chiedere scusa in pubblico, anzi, durante la consueta conversazione del sabato del Presidente, di fronte alla Nazione”, ha detto Obama di fronte ad un Letterman comprensivo, che durante tutta la puntata dello show ha continuato a fare si si con la testa.

“Non è vero che frequento minorenni”, ha continuato Obama. “Vi spiego come sono uscite quelle foto sul National Enquirer. Ero a Las Vegas per rilassarmi un po’ dopo una visita in gran segreto all’Area 51 e mi telefona questo mio amico, Joe. “Ehi, Barackino, la bimba compie 18 anni, scendiamo tutti al McDonalds per farci un hamburger, verresti anche tu vestito da pagliaccio? Su, per farla contenta!”

“Non potevi certo rifiutarti” ha osservato Letterman in ginocchio, tentando di recuperare la lingua. “Ma scherzi?” ha risposto il Presidente degli Stati Uniti, “ho detto ai ragazzi dei servizi segreti: guaglio’, siamo a Las Vegas, questi sono cento dollari e un paio di preservativi per uno, andate a divertirvi. Venite a riprendermi domattina con calma. E sono andato alla festa. Povera bambina, era così contenta di vedere il suo daddy vestito da pagliaccio.”
A quel punto Letterman ha avuto un sussulto:”Daddy? Come daddy? Ho letto che questa ti chiama daddy fin da piccola, fin da quando cioè sua madre lavorava per te.”
“Ehi, ma che stai pensando? Che vuoi fare, il giornalista alla Watergate? Si è vero, la bambina, nonostante i suoi genitori siano bianchi come la neve, è decisamente abbronzata, ma queste sono le menzogne che fa pubblicare Al Qaeda sui giornali comunisti. Michelle li legge tutti e si fa influenzare. Ma dovrà chiedermi scusa.”

“E le conigliette di Playboy che dovevano sostituire Hillary Clinton come segretario di stato?” chiede Letterman, “Beh, sai, quelle ragazze non sono proprio delle cime. Basta che dici che sei un politico e si illudono subito di essere tutte delle Marilyn. E poi chissà quel vecchio rincoglionito di Hugh Hefner cos’aveva capito.”
“Insomma, tua moglie ha sbagliato, però mettere su YouTube il filmino di quando era ubriaca a quella festa e si è data da fare con l’autista non è stato carino. “
“Beh, sai, “ha concluso il Presidente degli Stati Uniti, “era una puttanella sgallettata del Bronx. Io l’ho raccattata dalla strada, le faccio fare la vita da signora, l’ho fatta First Lady, che minchia vuole ancora? Le femmine devono stare al loro posto, ok?”

Grandi applausi della platea, Letterman commosso abbraccia il suo presidente, arrivederci a domani, restate con noi.

Ovviamente questo raccontino surreale è falso. Falso in un contesto come quello americano, dove un Presidente che si comportasse in questo modo non solo andrebbe dritto come un fuso all’impeachment e lui, il piezz’ e core e tutta la famiglia putativa sarebbero costretti alla prova del DNA, ma non sarebbe nemmeno immaginabile, sarebbe pura fantascienza.
Il racconto è falso ma atrocemente vero in questo paese di merda.


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Foto autentica, assolutamente non taroccata da Antonio. Grazie a Brinda con Papi

Ieri sera, il Presidente Obama si è presentato a sorpresa al David Letterman Show ed ha tenuto banco per più di un’ora, spiegando come la First Lady Michelle (che ha chiesto il divorzio come moglie e come americana, non sopportando più di vivere con un presidente ancor più mandrillo di Bill Clinton e che evidentemente non sta bene), è stata plagiata ed ingannata da una cospirazione messa in piedi da Al Qaeda e Osama Bin Laden, assieme a giornali come il Washington Post e il New York Times, notoriamente comunisti. Non si esclude un ruolo dei rettiliani e del KKK.

“Io voglio bene a Michelle ma mi deve chiedere scusa in pubblico, anzi, durante la consueta conversazione del sabato del Presidente, di fronte alla Nazione”, ha detto Obama di fronte ad un Letterman comprensivo, che durante tutta la puntata dello show ha continuato a fare si si con la testa.

“Non è vero che frequento minorenni”, ha continuato Obama. “Vi spiego come sono uscite quelle foto sul National Enquirer. Ero a Las Vegas per rilassarmi un po’ dopo una visita in gran segreto all’Area 51 e mi telefona questo mio amico, Joe. “Ehi, Barackino, la bimba compie 18 anni, scendiamo tutti al McDonalds per farci un hamburger, verresti anche tu vestito da pagliaccio? Su, per farla contenta!”

“Non potevi certo rifiutarti” ha osservato Letterman in ginocchio, tentando di recuperare la lingua. “Ma scherzi?” ha risposto il Presidente degli Stati Uniti, “ho detto ai ragazzi dei servizi segreti: guaglio’, siamo a Las Vegas, questi sono cento dollari e un paio di preservativi per uno, andate a divertirvi. Venite a riprendermi domattina con calma. E sono andato alla festa. Povera bambina, era così contenta di vedere il suo daddy vestito da pagliaccio.”
A quel punto Letterman ha avuto un sussulto:”Daddy? Come daddy? Ho letto che questa ti chiama daddy fin da piccola, fin da quando cioè sua madre lavorava per te.”
“Ehi, ma che stai pensando? Che vuoi fare, il giornalista alla Watergate? Si è vero, la bambina, nonostante i suoi genitori siano bianchi come la neve, è decisamente abbronzata, ma queste sono le menzogne che fa pubblicare Al Qaeda sui giornali comunisti. Michelle li legge tutti e si fa influenzare. Ma dovrà chiedermi scusa.”

“E le conigliette di Playboy che dovevano sostituire Hillary Clinton come segretario di stato?” chiede Letterman, “Beh, sai, quelle ragazze non sono proprio delle cime. Basta che dici che sei un politico e si illudono subito di essere tutte delle Marilyn. E poi chissà quel vecchio rincoglionito di Hugh Hefner cos’aveva capito.”
“Insomma, tua moglie ha sbagliato, però mettere su YouTube il filmino di quando era ubriaca a quella festa e si è data da fare con l’autista non è stato carino. “
“Beh, sai, “ha concluso il Presidente degli Stati Uniti, “era una puttanella sgallettata del Bronx. Io l’ho raccattata dalla strada, le faccio fare la vita da signora, l’ho fatta First Lady, che minchia vuole ancora? Le femmine devono stare al loro posto, ok?”

Grandi applausi della platea, Letterman commosso abbraccia il suo presidente, arrivederci a domani, restate con noi.

Ovviamente questo raccontino surreale è falso. Falso in un contesto come quello americano, dove un Presidente che si comportasse in questo modo non solo andrebbe dritto come un fuso all’impeachment e lui, il piezz’ e core e tutta la famiglia putativa sarebbero costretti alla prova del DNA, ma non sarebbe nemmeno immaginabile, sarebbe pura fantascienza.
Il racconto è falso ma atrocemente vero in questo paese di merda.


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Ieri sera, il Presidente Obama si è presentato a sorpresa al David Letterman Show ed ha tenuto banco per più di un’ora, spiegando come la First Lady Michelle (che ha chiesto il divorzio come moglie e come americana, non sopportando più di vivere con un presidente ancor più mandrillo di Bill Clinton e che evidentemente non sta bene), è stata plagiata ed ingannata da una cospirazione messa in piedi da Al Qaeda e Osama Bin Laden, assieme a giornali come il Washington Post e il New York Times, notoriamente comunisti. Non si esclude un ruolo dei rettiliani e del KKK.

“Io voglio bene a Michelle ma mi deve chiedere scusa in pubblico, anzi, durante la consueta conversazione del sabato del Presidente, di fronte alla Nazione”, ha detto Obama di fronte ad un Letterman comprensivo, che durante tutta la puntata dello show ha continuato a fare si si con la testa.

“Non è vero che frequento minorenni”, ha continuato Obama. “Vi spiego come sono uscite quelle foto sul National Enquirer. Ero a Las Vegas per rilassarmi un po’ dopo una visita in gran segreto all’Area 51 e mi telefona questo mio amico, Joe. “Ehi, Barackino, la bimba compie 18 anni, scendiamo tutti al McDonalds per farci un hamburger, verresti anche tu vestito da pagliaccio? Su, per farla contenta!”

“Non potevi certo rifiutarti” ha osservato Letterman in ginocchio, tentando di recuperare la lingua. “Ma scherzi?” ha risposto il Presidente degli Stati Uniti, “ho detto ai ragazzi dei servizi segreti: guaglio’, siamo a Las Vegas, questi sono cento dollari e un paio di preservativi per uno, andate a divertirvi. Venite a riprendermi domattina con calma. E sono andato alla festa. Povera bambina, era così contenta di vedere il suo daddy vestito da pagliaccio.”
A quel punto Letterman ha avuto un sussulto:”Daddy? Come daddy? Ho letto che questa ti chiama daddy fin da piccola, fin da quando cioè sua madre lavorava per te.”
“Ehi, ma che stai pensando? Che vuoi fare, il giornalista alla Watergate? Si è vero, la bambina, nonostante i suoi genitori siano bianchi come la neve, è decisamente abbronzata, ma queste sono le menzogne che fa pubblicare Al Qaeda sui giornali comunisti. Michelle li legge tutti e si fa influenzare. Ma dovrà chiedermi scusa.”

“E le conigliette di Playboy che dovevano sostituire Hillary Clinton come segretario di stato?” chiede Letterman, “Beh, sai, quelle ragazze non sono proprio delle cime. Basta che dici che sei un politico e si illudono subito di essere tutte delle Marilyn. E poi chissà quel vecchio rincoglionito di Hugh Hefner cos’aveva capito.”
“Insomma, tua moglie ha sbagliato, però mettere su YouTube il filmino di quando era ubriaca a quella festa e si è data da fare con l’autista non è stato carino. “
“Beh, sai, “ha concluso il Presidente degli Stati Uniti, “era una puttanella sgallettata del Bronx. Io l’ho raccattata dalla strada, le faccio fare la vita da signora, l’ho fatta First Lady, che minchia vuole ancora? Le femmine devono stare al loro posto, ok?”

Grandi applausi della platea, Letterman commosso abbraccia il suo presidente, arrivederci a domani, restate con noi.

Ovviamente questo raccontino surreale è falso. Falso in un contesto come quello americano, dove un Presidente che si comportasse in questo modo non solo andrebbe dritto come un fuso all’impeachment e lui, il piezz’ e core e tutta la famiglia putativa sarebbero costretti alla prova del DNA, ma non sarebbe nemmeno immaginabile, sarebbe pura fantascienza.
Il racconto è falso ma atrocemente vero in questo paese di merda.

(*Mi sembrava giusto tradurre l’appello di ieri anche in inglese*)

An open letter to Mrs. Michelle Obama, and a petition asking for action against Female Genital Mutilations in Africa.

Dear Mrs. Obama,

I have always considered myself lucky for being born in a country that doesn’t ask women to pay the high price of ritual genital mutilations. You know what I mean, you were lucky too, being born in the USA.
Unfortunately 100 million more women in the world must live with the horror of intimate violation and lifetime consequences in both their minds and bodies caused by Female Genital Mutilations.

There are many movements taking action every day against this problem but the road to complete eradication of this inhumane practice is still long. When a tradition is deeply involved into a culture it is difficult to ask people to quit it. Action is then required by influent people who might be more convincing than us ordinary people.

One of the images that I will keep in my memory of your husband, the President, on his inauguration days, is that of hundreds of Africans cheering in their cities in Africa for the first Afroamerican president.
Barack Obama is a most charming and influent man and you are too. So I thought that was an historical opportunity for an Afroamerican President and first lady to talk to African men about the problem with their women and Genital Mutilations.
You have two little daughters, who could well have been already excised if they lived in those regions performing FGM.
I am sure, from woman to woman, that the simple idea of that sounds unbearable to you.

I believe you, Mrs. Obama, can do much for our African sisters, and it’s more than you can imagine.
Just take action and ask your husband too to speak to African men about ending the practice of FGM.

I believe, it.
Yes, you can, stop FGM.

Sincerely,

Lameduck


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(*Mi sembrava giusto tradurre l’appello di ieri anche in inglese*)

An open letter to Mrs. Michelle Obama, and a petition asking for action against Female Genital Mutilations in Africa.

Dear Mrs. Obama,

I have always considered myself lucky for being born in a country that doesn’t ask women to pay the high price of ritual genital mutilations. You know what I mean, you were lucky too, being born in the USA.
Unfortunately 100 million more women in the world must live with the horror of intimate violation and lifetime consequences in both their minds and bodies caused by Female Genital Mutilations.

There are many movements taking action every day against this problem but the road to complete eradication of this inhumane practice is still long. When a tradition is deeply involved into a culture it is difficult to ask people to quit it. Action is then required by influent people who might be more convincing than us ordinary people.

One of the images that I will keep in my memory of your husband, the President, on his inauguration days, is that of hundreds of Africans cheering in their cities in Africa for the first Afroamerican president.
Barack Obama is a most charming and influent man and you are too. So I thought that was an historical opportunity for an Afroamerican President and first lady to talk to African men about the problem with their women and Genital Mutilations.
You have two little daughters, who could well have been already excised if they lived in those regions performing FGM.
I am sure, from woman to woman, that the simple idea of that sounds unbearable to you.

I believe you, Mrs. Obama, can do much for our African sisters, and it’s more than you can imagine.
Just take action and ask your husband too to speak to African men about ending the practice of FGM.

I believe, it.
Yes, you can, stop FGM.

Sincerely,

Lameduck


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(*Mi sembrava giusto tradurre l’appello di ieri anche in inglese*)

An open letter to Mrs. Michelle Obama, and a petition asking for action against Female Genital Mutilations in Africa.

Dear Mrs. Obama,

I have always considered myself lucky for being born in a country that doesn’t ask women to pay the high price of ritual genital mutilations. You know what I mean, you were lucky too, being born in the USA.
Unfortunately 100 million more women in the world must live with the horror of intimate violation and lifetime consequences in both their minds and bodies caused by Female Genital Mutilations.

There are many movements taking action every day against this problem but the road to complete eradication of this inhumane practice is still long. When a tradition is deeply involved into a culture it is difficult to ask people to quit it. Action is then required by influent people who might be more convincing than us ordinary people.

One of the images that I will keep in my memory of your husband, the President, on his inauguration days, is that of hundreds of Africans cheering in their cities in Africa for the first Afroamerican president.
Barack Obama is a most charming and influent man and you are too. So I thought that was an historical opportunity for an Afroamerican President and first lady to talk to African men about the problem with their women and Genital Mutilations.
You have two little daughters, who could well have been already excised if they lived in those regions performing FGM.
I am sure, from woman to woman, that the simple idea of that sounds unbearable to you.

I believe you, Mrs. Obama, can do much for our African sisters, and it’s more than you can imagine.
Just take action and ask your husband too to speak to African men about ending the practice of FGM.

I believe, it.
Yes, you can, stop FGM.

Sincerely,

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A volte la chiamano ancora impropriamente circoncisione ma la Escissione/Mutilazione Genitale Femminile non ha nulla a che fare con la tradizione comune alle religioni ebraica ed islamica di privare ritualmente l’uomo del suo prepuzio a pochi giorni dalla nascita.

La Escissione/Mutilazione Genitale Femminile è una tradizione di origine faraonica comune ai paesi dell’Africa subsahariana ed è una delle più orrende pratiche di mutilazione rituale.
Non è un’usanza religiosa islamica, come falsamente creduto, ma un atroce rito di passaggio, subìto da almeno 100-140 milioni di donne nel mondo.

La E/MGF (nel link il rapporto dell’UNICEF in italiano) viene compiuta sulle donne ancora bambine, a volte di pochissimi mesi, e consiste nel tagliare ed asportare parzialmente o totalmente il clitoride. Senza alcuna anestesia, con una lametta, con una manovra compiuta dalle donne anziane della tribù.
Nella infibulazione faraonica, la più estrema, la donna, oltre che amputata del clitoride e degli organi della intera vulva, viene cucita nel vero senso della parola, lasciando solo un minuscolo foro per la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.

In altre realtà culturali le donne hanno subìto in tutte le epoche diversi tipi di dolorosi riti di passaggio, come l’allungamento del collo mediante collari o la deformazione cinese dei piedi, il Loto d’Oro, ma nulla è paragonabile all’E/MGF.
Chi la subisce, oltre all’atroce dolore del momento, un dolore inimmaginabile, secondo la descrizione di chi l’ha provato, alle infezioni croniche ed alla sofferenza fisica che le attanaglierà il ventre per sempre, è condannata a vivere la sessualità come il peggiore degli stupri. Senza alcun piacere, senza alcuna libertà e solo nel dolore, come pochissime donne in occidente hanno la sfortuna di provare, a causa di eventi traumatici o patologici.
Se per noi donne occidentali il primo rapporto sessuale può essere doloroso, ma non necessariamente, per una donna infibulata è sempre come essere sventrata e quel dolore si ripeterà ogni volta che il marito ne avrà voglia. Dopo il parto, spesso la donna viene nuovamente ricucita.

Ecco perchè noi dovremmo ringraziare la Sorte o Dio, per chi ci crede, ogni giorno e più volte al giorno di non essere nate nei paesi che praticano la E/MGF. Purtroppo nel mondo la popolazione femminile può essere suddivisa in Escisse e Non Escisse. La discriminante è solo ed unicamente la regione geografica dove si è nate e la popolazione di appartenenza. Al di fuori di esse si è salve ma non se, con l’emigrazione, la tradizione ha seguito i nostri genitori.
In Europa si calcola vivano 500.000 donne escisse provenienti dai paesi in cui è praticata la E/MGF. Per questo motivo si stanno moltiplicando gli appelli alle autorità europee affinchè vigilino sull’importazione della pratica nelle comunità di migranti, vietandola con forza e perseguendo chi la pratica illegalmente.
Di recente si sono svolti convegni di sensibilizzazione delle comunità africane praticanti, con l’invito, nel tentativo di limitare il danno, a passare gradualmente almeno a forme puramente simboliche di infibulazione. Intanto, l’Eritrea ha proibito per legge l’infibulazione nel 2007 ma la strada da percorrere per eradicare completamente il fenomeno nel mondo è ancora lunga.

Che milioni di uomini africani godano dello sventrare le proprie donne, invece di farci l’amore con pieno e reciproco godimento è difficile da capire. Difficile anche, in questi casi, pensare di farci gli affari propri rispettando le tradizioni culturali altrui. Quando è in gioco la salute, fisica e mentale, di milioni di individui è necessario interferire, anche con forza.
Evidentemente, il percorso evolutivo dell’Uomo non prevede l’immediato riconoscimento della sessualità liberamente vissuta della donna e del suo diritto al piacere. La cosa si perde nella notte dei tempi, ma le cinture di castità erano un modo altrettanto barbaro per ottenere la fedeltà e la sottomissione della donna nel nostro Medioevo. Nel più recente Ottocento, alcuni fanatici bigotti farneticavano di “circoncisione” e mutilazione più o meno simile a quella faraonica per chi indulgeva nella masturbazione.

E’ auspicabile che le E/MGF vengano presto abolite per sempre e forse recentemente è accaduto un fatto storico che potrebbe essere decisivo.

Una delle scene che mi hanno maggiormente impressionata in occasione dell’elezione di Barack Obama, primo presidente americano afroamericano, è stata l’esultanza delle popolazioni africane, le manifestazioni di giubilo all’idea di quanta strada fosse stata compiuta dalla loro gente dai tempi della schiavitù fino agli attuali onori del trono imperiale.
Barack non è solo il primo presidente nero, è anche un uomo di straordinario carisma ed ha una moglie altrettanto affascinante ed influente.

Così mi è venuto in mente che Michelle potrebbe fare molto per le sorelle africane, forse più di chiunque altra donna del mondo.
Lei che ha avuto la fortuna di nascere dalla parte di mondo dove vivono le Non Escisse, che ha due bimbe che, se fossero nate a qualche migliaio di chilometri da Chicago, sarebbero già state vittime di una pratica inumana, potrebbe fare concretamente qualcosa.

Cara Michelle, noi intendiamo tirarti per la giacchetta in questo caso e suggerirti di fare un bel discorsetto a Barack, affinchè lui parli agli africani del problema delle loro donne e tiri fuori tutto il suo carisma e capacità di convincimento per far loro abbandonare la pratica della E/MGF.
Anche facendo la voce grossa, se è il caso. Sarebbe una delle poche volte in cui l’imperialismo può impegnarsi in una nobile causa e momentaneamente riscattarsi.


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