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tratto da “La difesa della razza”, anni ’30.
“Voglio dare un’applauso al mare e al vento che sono i veri italiani. Però 48 superstiti. Troppi. Bisogna fare meglio la prossima volta se tentano ancora.” (lettore del Giornale, aprile 2011)
Il berlusconismo non è più destra, conservatorismo, per non parlare di liberismo ma è solo una neoplasia maligna del fascismo. 
Lo dimostrano i commenti dei lettori del “Giornale”, che oggi si lamentano del numero eccessivo di superstiti nei naufragi di migranti nel mare di Lampedusa ed anzi, fanno il tifo affinché ne muoiano il più possibile.
Se volete leggerli, questi commenti, li ha riassunti in un articolo “Il Futurista”
Noi psicologi diremmo che in questi soggetti sono saltati tutti i freni inibitori e che, in qualche modo, siamo già dalle parti della patologia mentale conclamata. Una patologia di gruppo, una malattia di popolo che sempre prospera e dilaga come una pandemia sotto determinate condizioni politiche.  Perché infatti, ogni volta che un popolo si sente libero di esternare i peggiori sentimenti rettiliani di odio, razzismo ed insensibilità che sfociano inevitabilmente della sociopatia da mancanza di empatia, senza provarne vergogna, è perché c’è una classe dirigente che gli permette di farlo. Che gli concede il brivido blu di essere carogna e delinquente come lei.
Quando il razzismo viene istituzionalizzato esso non è più un valore negativo ma positivo ed anche chi non era razzista lo diventa. Dopo che è passata la malattia ci si domanda come abbiamo fatto a non farci impietosire, ad ammazzarne milioni, a smaltire tutti quei cadaveri, eppure lo abbiamo fatto.
Normalmente questi pensieri, il “magari annegassero tutti così risolviamo il problema” e il “si ammazza troppo poco”, che possiamo avere tutti perché tutti abbiamo una parte di cervello rettiliano, vengono censurati da quell’altra parte di cervello che si è formata nel corso di milioni di anni e che chiamiamo coscienza. Se ci ritroviamo ed esprimerne, di questi pensieri, di solito la coscienza ci bastona e finiamo per vergognarci di aver pensato quelle cose. Coloro di noi che hanno timor di Dio corrono a confessarsi. Gli altri fanno i conti solo con la propria etica. Quella meravigliosa cosa che è l’empatia, il metterci nei panni degli altri, il saper cosa si prova ad avere freddo, fame e dolore, è ciò che ci rende uomini con la u maiuscola e che ci fa smettere di essere rettili.
Nel regno dello sterco del demonio e dell’irrealtà di Gotham City, dove solo il denaro e la fascinazione per il crimine sono valori, vige l’ideologia del Mio Culo Über Alles. Al Mio Culo, quindi anche al tuo che mi ha votato, tutto è permesso, anche ciò che fino a ieri era vietato perchè non esiste più legge, non esiste più etica, né Stato, né giustizia. Il grande Culo Flaccido ti permette finalmente di essere carogna come hai sempre sognato. Di venire fuori in tutta la tua cattiveria. Con il “me ne frego” fascista  urlato in faccia a chi potrebbe rimproverarti.
Niente da meravigliarsi quindi che questo popolo malato che non sa più immedesimarsi in un disgraziato che muore affogato, ammiri tanto il vecchio trombaminorenni. Forse avrà qualcosa da ridire sul fatto che le minorenni in oggetto siano straniere e magari clandestine ma per il resto è tutto ok. Anche la pedofilia è sdoganata. 
Cosa c’è di più attraente del poter fare ciò che ci pare in barba alla Legge? E’ la perfetta seduzione demoniaca senza però un Demonio che venga a reclamare alla fine le anime. Sembra la vittoria del male su tutto. Un abisso senza ritorno. 
In quelle acque scure e fredde stiamo annegando tutti, senza che ce ne accorgiamo.
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“In 48 ore ve li sgomberiamo. Pronte navi per 10mila persone. Sarete risarciti con moratoria fiscale, l’esercito ripulirà le strade. Vi candideremo a Nobel per la Pace. In tv trasmissioni per promuovervi, apriremo un Casino’ [con l’accento, n.d.r.], ho anche comprato una villa qui”. (Muhammar Berlusconi, 30 marzo 2011)
Mentre l’imbonitore pigghia p’o culu i lampedusani, i migranti non hanno da mangiare. E’ fortunato che i musulmani non mangiano carne di porco. Però si ricordi che la fame è cattiva.
Apprendo da Galatea che, per non essere secondo a Murdoch, l’Uomo Elefantino ha messo a pagamento il suo “Foglio” online. Mi sembra giusto, per una pubblicazione che è più di nicchia e meno letta di FMR. Le cose preziose e rare si pagano.
Lui, per la verità, più che a Franco Maria Ricci preferisce il paragone con Larry Flynt, visto che nella campagna abbonamenti definisce il Foglio online ironicamente “sito hard”. Si, è vero che le tesi propugnate da Ferrara sono estreme, quasi ai confini del fetish, ma se deve essere hard allora tanto vale andare su YouPorn (gratuito, tra l’altro).

Galatea raccontava, nel suo post, dell’ultimo appello antiabortista di Ferrara. Quello, per intenderci, che parla degli embrioni che galleggiano nel ventre della madre dopo il concepimento (perchè prima è un po’ difficile), da salvare come i migranti sui barconi.

Ecco, il complesso della mancanza di figli si vive a vari livelli.
Il mio ginecologo sostiene che i fibromi uterini che si formano così caparbiamente in noi signore in premenopausa sono l’espressione di un’inconscio desiderio di figli.
Molto ma molto inconscio, per quanto mi riguarda, se penso cosa si deve provare ad avere una figlia così, una truzza, oppure uno di quei pischelli che girano con lo skateboard, la cresta da galletto amburghese, il cavallo a terra e l’elettroencefalogramma piatto.
Il mio utero insoddisfatto si divertirà a produrre figli immaginari, che sarebbero stati sicuramente dei geni al livello di Leonardo, bellissimi, giudiziosissimi e da tutti dieci a scuola ma, a livello cosciente, non riesco proprio a non sentirmi come quella che in fondo l’ha scampata bella.
Zero tituli ma anche zero problemi.

In Giuliano Ferrara, anche lui in andropausa ed in astinenza da paternità, l’insoddisfazione si esprime in questa cavalleresca ossessione del salvataggio dell’embrione in pericolo. Sembra quasi che più che padre vorrebbe essere madre, sentire il pargolo nuotare come un piccolo Phelps che fa le vasche puntando i piedini contro il pancione per darsi lo slancio all’indietro, pum!
Sarà ma, se mai la scienza dovesse progredire fino a creare l’uomo incinto, non si potrebbe che dare l’onore delle prime doglie maschili a Giulianone. Se lo merita.


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Apprendo da Galatea che, per non essere secondo a Murdoch, l’Uomo Elefantino ha messo a pagamento il suo “Foglio” online. Mi sembra giusto, per una pubblicazione che è più di nicchia e meno letta di FMR. Le cose preziose e rare si pagano.
Lui, per la verità, più che a Franco Maria Ricci preferisce il paragone con Larry Flynt, visto che nella campagna abbonamenti definisce il Foglio online ironicamente “sito hard”. Si, è vero che le tesi propugnate da Ferrara sono estreme, quasi ai confini del fetish, ma se deve essere hard allora tanto vale andare su YouPorn (gratuito, tra l’altro).

Galatea raccontava, nel suo post, dell’ultimo appello antiabortista di Ferrara. Quello, per intenderci, che parla degli embrioni che galleggiano nel ventre della madre dopo il concepimento (perchè prima è un po’ difficile), da salvare come i migranti sui barconi.

Ecco, il complesso della mancanza di figli si vive a vari livelli.
Il mio ginecologo sostiene che i fibromi uterini che si formano così caparbiamente in noi signore in premenopausa sono l’espressione di un’inconscio desiderio di figli.
Molto ma molto inconscio, per quanto mi riguarda, se penso cosa si deve provare ad avere una figlia così, una truzza, oppure uno di quei pischelli che girano con lo skateboard, la cresta da galletto amburghese, il cavallo a terra e l’elettroencefalogramma piatto.
Il mio utero insoddisfatto si divertirà a produrre figli immaginari, che sarebbero stati sicuramente dei geni al livello di Leonardo, bellissimi, giudiziosissimi e da tutti dieci a scuola ma, a livello cosciente, non riesco proprio a non sentirmi come quella che in fondo l’ha scampata bella.
Zero tituli ma anche zero problemi.

In Giuliano Ferrara, anche lui in andropausa ed in astinenza da paternità, l’insoddisfazione si esprime in questa cavalleresca ossessione del salvataggio dell’embrione in pericolo. Sembra quasi che più che padre vorrebbe essere madre, sentire il pargolo nuotare come un piccolo Phelps che fa le vasche puntando i piedini contro il pancione per darsi lo slancio all’indietro, pum!
Sarà ma, se mai la scienza dovesse progredire fino a creare l’uomo incinto, non si potrebbe che dare l’onore delle prime doglie maschili a Giulianone. Se lo merita.


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Lui, per la verità, più che a Franco Maria Ricci preferisce il paragone con Larry Flynt, visto che nella campagna abbonamenti definisce il Foglio online ironicamente “sito hard”. Si, è vero che le tesi propugnate da Ferrara sono estreme, quasi ai confini del fetish, ma se deve essere hard allora tanto vale andare su YouPorn (gratuito, tra l’altro).

Galatea raccontava, nel suo post, dell’ultimo appello antiabortista di Ferrara. Quello, per intenderci, che parla degli embrioni che galleggiano nel ventre della madre dopo il concepimento (perchè prima è un po’ difficile), da salvare come i migranti sui barconi.

Ecco, il complesso della mancanza di figli si vive a vari livelli.
Il mio ginecologo sostiene che i fibromi uterini che si formano così caparbiamente in noi signore in premenopausa sono l’espressione di un’inconscio desiderio di figli.
Molto ma molto inconscio, per quanto mi riguarda, se penso cosa si deve provare ad avere una figlia così, una truzza, oppure uno di quei pischelli che girano con lo skateboard, la cresta da galletto amburghese, il cavallo a terra e l’elettroencefalogramma piatto.
Il mio utero insoddisfatto si divertirà a produrre figli immaginari, che sarebbero stati sicuramente dei geni al livello di Leonardo, bellissimi, giudiziosissimi e da tutti dieci a scuola ma, a livello cosciente, non riesco proprio a non sentirmi come quella che in fondo l’ha scampata bella.
Zero tituli ma anche zero problemi.

In Giuliano Ferrara, anche lui in andropausa ed in astinenza da paternità, l’insoddisfazione si esprime in questa cavalleresca ossessione del salvataggio dell’embrione in pericolo. Sembra quasi che più che padre vorrebbe essere madre, sentire il pargolo nuotare come un piccolo Phelps che fa le vasche puntando i piedini contro il pancione per darsi lo slancio all’indietro, pum!
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Abbiamo un problema imbarazzante con i nostri ministri di destra. A volte, quando parlano, gli si rizza il manganello.


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“Non apriremo le porte a tutti come la sinistra, la loro è un’idea di società multietnica, la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico”. (Silvio Berlusconi, na sera ‘e maggio.)

Giusto per ricordare che quell’uomo non sa quel che dice, perchè altrimenti saprebbe che quegli esseri umani ricacciati in pasto ai libici sono in condizioni di ottenere l’asilo politico.

Parlando di difesa della razza. Nella rosa del Milan A.C., squadra di proprietà del presidente del consiglio, quindi sua, attualmente militano:

Dida – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa
Keljco Kalac – Chiare origini slave ma di cittadinanza australiana, extracomunitario
Kahka Kaladze – Georgiano, extracomunitario
Marek Jankulovski – Ceco, neocomunitario
Philippe Senderos – Svizzero, ma pur sempre extracomunitario
Mathias Cardacio – Uruguagio, extracomunitario
Andrea Pirlo – Italiano ma di origini sinti
Mathieu Flamini – Francese
David Beckham – Inglese, non abbronzato, usa la crema SPF 40
Pato – Brasiliano, extracomunitario
Clarence Seedorf – Suriname, extracomunitario, a-a-bbronzatissimo!
Viudez Tabaré – Uruguagio, extracomunitario
Kakà – Brasiliano, extracomunitario
Andriy Shevchenko – Ucraino, extracomunitario, tintarella di luna
Ronaldinho – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa all’olio di cocco

14 stranieri e 14 italiani. Una società multietnica perfetta.


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“Non apriremo le porte a tutti come la sinistra, la loro è un’idea di società multietnica, la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico”. (Silvio Berlusconi, na sera ‘e maggio.)

Giusto per ricordare che quell’uomo non sa quel che dice, perchè altrimenti saprebbe che quegli esseri umani ricacciati in pasto ai libici sono in condizioni di ottenere l’asilo politico.

Parlando di difesa della razza. Nella rosa del Milan A.C., squadra di proprietà del presidente del consiglio, quindi sua, attualmente militano:

Dida – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa
Keljco Kalac – Chiare origini slave ma di cittadinanza australiana, extracomunitario
Kahka Kaladze – Georgiano, extracomunitario
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