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Omaggio al grande disegnatore satirico Attalo (1894-1986)


“Su Kaka’ non e’ stata presa ancora nessuna decisione. Io ero impegnato in campagna elettorale quindi ho chiesto che Kaka’ e Galliani non assumessero nessuna decisione prima della possibilita’ di stare con me a una cena, cosa che accadra’ probabilmente lunedi’ sera” (Silvio Berlusconi, 4 giugno 2009)

Kakà, lo stesso giorno, smentisce Berlusconi dal Brasile e annuncia: “Vado al Real. La trattativa e’ quasi chiusa. So che andro’ a Madrid e sono molto contento. (Quotidiano Net, 4 giugno)
Oggi il Corriere conferma che l’accordo di massima con il Real per la cessione di Kakà risale a maggio e rivela che anche la millantata telefonata di Papi a Kakà per pregarlo di restare era una bugia. Il Real Madrid ha ufficializzato proprio ieri l’acquisto dell’attaccante brasiliano.

Per carità, da che calcio è calcio sono i giocatori migliori che se ne vanno. Le società comprano e vendono i loro branzini come sul banco del pescivendolo prediligendo i centravanti dall’occhio brillante e i difensori dalle branchie rosse. La robetta di paranza fa solo varietà per il brodetto.

Questa storia fa rabbia a chi, come la sottoscritta, ha un lontano passato milanista, una trascorsa sincera ammirazione proprio per il Milan di Sacchi e Berlusconi e delle Coppe dei Campioni raccolte a mazzetti e che quindi può immedesimarsi nella delusione dei tifosi rossoneri. Questa storiaccia fa rabbia però anche e soprattutto per il contesto extracalcistico.

Cacchio, questi qui (Papi, Pierpapi, la Papessa con le tette finte e Galliani nel ruolo di sé stesso) vendono il giocatore più amato, Riccardino bello, fanno finta che sia solo una questione di grettezza ed avidità del Riccardo stesso, millantano cene e telefonate per implorarlo di restare, incolpano gli arabi, i comunisti, il maltempo e la congiunzione Urano-Saturno della cessione di Kakà e, non contenti, impongono ai media il silenzio, una sorta di silenzio calcistico-elettorale, per impedire che l’ira milanista si manifesti sulle schede elettorali? Ma dove siamo?
Nonostante ciò, due punti e mezzo percentuali in meno di preferenze sarebbe costata a Berlusconi la cessione di Kakà. Anzi, diciamo meglio, la continua ridda di menzogne sulla cessione.

In questi giorni si è visto materializzarsi ancora una volta il gap che esiste tra televisione e realtà. In televisione, lo si diceva prima, silenzio assoluto tra sabato e lunedì su un argomento da prima pagina di cronaca, seppure frivola come quella calcistica. Totale servilismo dei media alla volontà di Papi di parare il danno d’immagine negando la realtà.
Lunedì poi, come se niente fosse, e con la giusta espressione anale: “Ah si, giusto, il Milan ha ceduto Kakà al Real”.

Chi invece ha seguito i forum milanisti e, in generale, il mondo della Rete, nei giorni scorsi, si è reso conto che tutti avevano capito tutto e si sentivano giustamente inferociti per come veniva gestita la cosa, trattando i tifosi come fossero dei bambini o peggio, degli imbecilli.
Credo che il colpo di grazia e la causa primaria di quel 2,5% teorico di perdita di voti non sia stato dovuto alla vendita di Kakà ma alla sporcizia assoluta del silenzio mediatico asservito al padrone. Una cosa da vomito che si è giustamente ritorta contro chi l’aveva ideata. Una schifezza che ha visto il Real tenere bordone fino in fondo al satrapetto italiano. Quello che oggi si lamenta degli ingaggi miliardari dei giocatori e ieri spendeva e spandeva come una casalinga frustrata sguinzagliata in un centro commerciale con la carta di credito illimitata.
Chi ha rovinato il calcio importando interi containers di stranieri e pagandoli a peso d’oro ora dà la colpa al petrolio che bolle sotto i piedi degli arabi cattivi.

Amici milanisti, non siate tristi. Meglio dieci sceicchi e quaranta ladroni che un Berlusconi presidente: Papi, Pierpapi o Pierpapessa.
E se non foste ancora convinti, sarà pure una leggenda metropolitana molto popolare nei forum interisti, ma pare che Papi sia dalla nascita interista e che, essendogli stata negata la possibilità di acquistare l’Inter, abbia ripiegato, come seconda scelta, sul Milan.
Dopo la cessione di Kakà, comincio a credere che non sia affatto una leggenda.


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Omaggio al grande disegnatore satirico Attalo (1894-1986)


“Su Kaka’ non e’ stata presa ancora nessuna decisione. Io ero impegnato in campagna elettorale quindi ho chiesto che Kaka’ e Galliani non assumessero nessuna decisione prima della possibilita’ di stare con me a una cena, cosa che accadra’ probabilmente lunedi’ sera” (Silvio Berlusconi, 4 giugno 2009)

Kakà, lo stesso giorno, smentisce Berlusconi dal Brasile e annuncia: “Vado al Real. La trattativa e’ quasi chiusa. So che andro’ a Madrid e sono molto contento. (Quotidiano Net, 4 giugno)
Oggi il Corriere conferma che l’accordo di massima con il Real per la cessione di Kakà risale a maggio e rivela che anche la millantata telefonata di Papi a Kakà per pregarlo di restare era una bugia. Il Real Madrid ha ufficializzato proprio ieri l’acquisto dell’attaccante brasiliano.

Per carità, da che calcio è calcio sono i giocatori migliori che se ne vanno. Le società comprano e vendono i loro branzini come sul banco del pescivendolo prediligendo i centravanti dall’occhio brillante e i difensori dalle branchie rosse. La robetta di paranza fa solo varietà per il brodetto.

Questa storia fa rabbia a chi, come la sottoscritta, ha un lontano passato milanista, una trascorsa sincera ammirazione proprio per il Milan di Sacchi e Berlusconi e delle Coppe dei Campioni raccolte a mazzetti e che quindi può immedesimarsi nella delusione dei tifosi rossoneri. Questa storiaccia fa rabbia però anche e soprattutto per il contesto extracalcistico.

Cacchio, questi qui (Papi, Pierpapi, la Papessa con le tette finte e Galliani nel ruolo di sé stesso) vendono il giocatore più amato, Riccardino bello, fanno finta che sia solo una questione di grettezza ed avidità del Riccardo stesso, millantano cene e telefonate per implorarlo di restare, incolpano gli arabi, i comunisti, il maltempo e la congiunzione Urano-Saturno della cessione di Kakà e, non contenti, impongono ai media il silenzio, una sorta di silenzio calcistico-elettorale, per impedire che l’ira milanista si manifesti sulle schede elettorali? Ma dove siamo?
Nonostante ciò, due punti e mezzo percentuali in meno di preferenze sarebbe costata a Berlusconi la cessione di Kakà. Anzi, diciamo meglio, la continua ridda di menzogne sulla cessione.

In questi giorni si è visto materializzarsi ancora una volta il gap che esiste tra televisione e realtà. In televisione, lo si diceva prima, silenzio assoluto tra sabato e lunedì su un argomento da prima pagina di cronaca, seppure frivola come quella calcistica. Totale servilismo dei media alla volontà di Papi di parare il danno d’immagine negando la realtà.
Lunedì poi, come se niente fosse, e con la giusta espressione anale: “Ah si, giusto, il Milan ha ceduto Kakà al Real”.

Chi invece ha seguito i forum milanisti e, in generale, il mondo della Rete, nei giorni scorsi, si è reso conto che tutti avevano capito tutto e si sentivano giustamente inferociti per come veniva gestita la cosa, trattando i tifosi come fossero dei bambini o peggio, degli imbecilli.
Credo che il colpo di grazia e la causa primaria di quel 2,5% teorico di perdita di voti non sia stato dovuto alla vendita di Kakà ma alla sporcizia assoluta del silenzio mediatico asservito al padrone. Una cosa da vomito che si è giustamente ritorta contro chi l’aveva ideata. Una schifezza che ha visto il Real tenere bordone fino in fondo al satrapetto italiano. Quello che oggi si lamenta degli ingaggi miliardari dei giocatori e ieri spendeva e spandeva come una casalinga frustrata sguinzagliata in un centro commerciale con la carta di credito illimitata.
Chi ha rovinato il calcio importando interi containers di stranieri e pagandoli a peso d’oro ora dà la colpa al petrolio che bolle sotto i piedi degli arabi cattivi.

Amici milanisti, non siate tristi. Meglio dieci sceicchi e quaranta ladroni che un Berlusconi presidente: Papi, Pierpapi o Pierpapessa.
E se non foste ancora convinti, sarà pure una leggenda metropolitana molto popolare nei forum interisti, ma pare che Papi sia dalla nascita interista e che, essendogli stata negata la possibilità di acquistare l’Inter, abbia ripiegato, come seconda scelta, sul Milan.
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Kakà, lo stesso giorno, smentisce Berlusconi dal Brasile e annuncia: “Vado al Real. La trattativa e’ quasi chiusa. So che andro’ a Madrid e sono molto contento. (Quotidiano Net, 4 giugno)
Oggi il Corriere conferma che l’accordo di massima con il Real per la cessione di Kakà risale a maggio e rivela che anche la millantata telefonata di Papi a Kakà per pregarlo di restare era una bugia. Il Real Madrid ha ufficializzato proprio ieri l’acquisto dell’attaccante brasiliano.

Per carità, da che calcio è calcio sono i giocatori migliori che se ne vanno. Le società comprano e vendono i loro branzini come sul banco del pescivendolo prediligendo i centravanti dall’occhio brillante e i difensori dalle branchie rosse. La robetta di paranza fa solo varietà per il brodetto.

Questa storia fa rabbia a chi, come la sottoscritta, ha un lontano passato milanista, una trascorsa sincera ammirazione proprio per il Milan di Sacchi e Berlusconi e delle Coppe dei Campioni raccolte a mazzetti e che quindi può immedesimarsi nella delusione dei tifosi rossoneri. Questa storiaccia fa rabbia però anche e soprattutto per il contesto extracalcistico.

Cacchio, questi qui (Papi, Pierpapi, la Papessa con le tette finte e Galliani nel ruolo di sé stesso) vendono il giocatore più amato, Riccardino bello, fanno finta che sia solo una questione di grettezza ed avidità del Riccardo stesso, millantano cene e telefonate per implorarlo di restare, incolpano gli arabi, i comunisti, il maltempo e la congiunzione Urano-Saturno della cessione di Kakà e, non contenti, impongono ai media il silenzio, una sorta di silenzio calcistico-elettorale, per impedire che l’ira milanista si manifesti sulle schede elettorali? Ma dove siamo?
Nonostante ciò, due punti e mezzo percentuali in meno di preferenze sarebbe costata a Berlusconi la cessione di Kakà. Anzi, diciamo meglio, la continua ridda di menzogne sulla cessione.

In questi giorni si è visto materializzarsi ancora una volta il gap che esiste tra televisione e realtà. In televisione, lo si diceva prima, silenzio assoluto tra sabato e lunedì su un argomento da prima pagina di cronaca, seppure frivola come quella calcistica. Totale servilismo dei media alla volontà di Papi di parare il danno d’immagine negando la realtà.
Lunedì poi, come se niente fosse, e con la giusta espressione anale: “Ah si, giusto, il Milan ha ceduto Kakà al Real”.

Chi invece ha seguito i forum milanisti e, in generale, il mondo della Rete, nei giorni scorsi, si è reso conto che tutti avevano capito tutto e si sentivano giustamente inferociti per come veniva gestita la cosa, trattando i tifosi come fossero dei bambini o peggio, degli imbecilli.
Credo che il colpo di grazia e la causa primaria di quel 2,5% teorico di perdita di voti non sia stato dovuto alla vendita di Kakà ma alla sporcizia assoluta del silenzio mediatico asservito al padrone. Una cosa da vomito che si è giustamente ritorta contro chi l’aveva ideata. Una schifezza che ha visto il Real tenere bordone fino in fondo al satrapetto italiano. Quello che oggi si lamenta degli ingaggi miliardari dei giocatori e ieri spendeva e spandeva come una casalinga frustrata sguinzagliata in un centro commerciale con la carta di credito illimitata.
Chi ha rovinato il calcio importando interi containers di stranieri e pagandoli a peso d’oro ora dà la colpa al petrolio che bolle sotto i piedi degli arabi cattivi.

Amici milanisti, non siate tristi. Meglio dieci sceicchi e quaranta ladroni che un Berlusconi presidente: Papi, Pierpapi o Pierpapessa.
E se non foste ancora convinti, sarà pure una leggenda metropolitana molto popolare nei forum interisti, ma pare che Papi sia dalla nascita interista e che, essendogli stata negata la possibilità di acquistare l’Inter, abbia ripiegato, come seconda scelta, sul Milan.
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“Non apriremo le porte a tutti come la sinistra, la loro è un’idea di società multietnica, la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico”. (Silvio Berlusconi, na sera ‘e maggio.)

Giusto per ricordare che quell’uomo non sa quel che dice, perchè altrimenti saprebbe che quegli esseri umani ricacciati in pasto ai libici sono in condizioni di ottenere l’asilo politico.

Parlando di difesa della razza. Nella rosa del Milan A.C., squadra di proprietà del presidente del consiglio, quindi sua, attualmente militano:

Dida – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa
Keljco Kalac – Chiare origini slave ma di cittadinanza australiana, extracomunitario
Kahka Kaladze – Georgiano, extracomunitario
Marek Jankulovski – Ceco, neocomunitario
Philippe Senderos – Svizzero, ma pur sempre extracomunitario
Mathias Cardacio – Uruguagio, extracomunitario
Andrea Pirlo – Italiano ma di origini sinti
Mathieu Flamini – Francese
David Beckham – Inglese, non abbronzato, usa la crema SPF 40
Pato – Brasiliano, extracomunitario
Clarence Seedorf – Suriname, extracomunitario, a-a-bbronzatissimo!
Viudez Tabaré – Uruguagio, extracomunitario
Kakà – Brasiliano, extracomunitario
Andriy Shevchenko – Ucraino, extracomunitario, tintarella di luna
Ronaldinho – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa all’olio di cocco

14 stranieri e 14 italiani. Una società multietnica perfetta.


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“Non apriremo le porte a tutti come la sinistra, la loro è un’idea di società multietnica, la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico”. (Silvio Berlusconi, na sera ‘e maggio.)

Giusto per ricordare che quell’uomo non sa quel che dice, perchè altrimenti saprebbe che quegli esseri umani ricacciati in pasto ai libici sono in condizioni di ottenere l’asilo politico.

Parlando di difesa della razza. Nella rosa del Milan A.C., squadra di proprietà del presidente del consiglio, quindi sua, attualmente militano:

Dida – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa
Keljco Kalac – Chiare origini slave ma di cittadinanza australiana, extracomunitario
Kahka Kaladze – Georgiano, extracomunitario
Marek Jankulovski – Ceco, neocomunitario
Philippe Senderos – Svizzero, ma pur sempre extracomunitario
Mathias Cardacio – Uruguagio, extracomunitario
Andrea Pirlo – Italiano ma di origini sinti
Mathieu Flamini – Francese
David Beckham – Inglese, non abbronzato, usa la crema SPF 40
Pato – Brasiliano, extracomunitario
Clarence Seedorf – Suriname, extracomunitario, a-a-bbronzatissimo!
Viudez Tabaré – Uruguagio, extracomunitario
Kakà – Brasiliano, extracomunitario
Andriy Shevchenko – Ucraino, extracomunitario, tintarella di luna
Ronaldinho – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa all’olio di cocco

14 stranieri e 14 italiani. Una società multietnica perfetta.


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“Non apriremo le porte a tutti come la sinistra, la loro è un’idea di società multietnica, la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico”. (Silvio Berlusconi, na sera ‘e maggio.)

Giusto per ricordare che quell’uomo non sa quel che dice, perchè altrimenti saprebbe che quegli esseri umani ricacciati in pasto ai libici sono in condizioni di ottenere l’asilo politico.

Parlando di difesa della razza. Nella rosa del Milan A.C., squadra di proprietà del presidente del consiglio, quindi sua, attualmente militano:

Dida – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa
Keljco Kalac – Chiare origini slave ma di cittadinanza australiana, extracomunitario
Kahka Kaladze – Georgiano, extracomunitario
Marek Jankulovski – Ceco, neocomunitario
Philippe Senderos – Svizzero, ma pur sempre extracomunitario
Mathias Cardacio – Uruguagio, extracomunitario
Andrea Pirlo – Italiano ma di origini sinti
Mathieu Flamini – Francese
David Beckham – Inglese, non abbronzato, usa la crema SPF 40
Pato – Brasiliano, extracomunitario
Clarence Seedorf – Suriname, extracomunitario, a-a-bbronzatissimo!
Viudez Tabaré – Uruguagio, extracomunitario
Kakà – Brasiliano, extracomunitario
Andriy Shevchenko – Ucraino, extracomunitario, tintarella di luna
Ronaldinho – Brasiliano, extracomunitario, abbronzatura intensa all’olio di cocco

14 stranieri e 14 italiani. Una società multietnica perfetta.


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“Intanto bisogna ricordare che le famiglie hanno già una serie di provvedimenti. Abbiamo abolito l’Ici sulla prima casa e l’80% delle famiglie non pagheranno la rata Ici di dicembre. A breve arriverà la social card, che darà 40 euro al mese ai cittadini più disagiati. Nei prossimi tre mesi entreranno in vigore i bonus sulle bollette di gas e luce per le famiglie numerose e disagiate”.
(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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“Intanto bisogna ricordare che le famiglie hanno già una serie di provvedimenti. Abbiamo abolito l’Ici sulla prima casa e l’80% delle famiglie non pagheranno la rata Ici di dicembre. A breve arriverà la social card, che darà 40 euro al mese ai cittadini più disagiati. Nei prossimi tre mesi entreranno in vigore i bonus sulle bollette di gas e luce per le famiglie numerose e disagiate”.
(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)

Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.

Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. “Rivogliamo la banda Cavallero“.
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:

– piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l’aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
– pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l’ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? “Schumi, ciccio, prepara la macchina”;
– un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
– uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
– elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all’interno;
– uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c’era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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A noi storici detrattori del nano è sfuggita questa settimana una notizia che dovrebbe invece farci ricredere sulle qualità di rianimatore d’urgenza dell’economia reale possedute dal nostro (anti)eroe.
La notizia in questione è l’annunciato arrivo al Milan di David Beckham, il Ken superdotato marito della “Barbie Stronza” limited edition a grandezza naturale. Il nerboruto giovanotto che una leggenda metropolitana sostiene essere addirittura un calciatore.

David e Victoria (la Barbie) arrivano nel momento giusto, in questi chiari di luna dove la gente si indebita, riceve l’intimo di sfratto ed affolla i LIDL per fare la spesa, perchè sono i personaggi perfetti per un’era prerivoluzionaria (di quelle dove sibilano le lame delle ghigliottine, per intenderci), capaci di far impallidire gli sprechi di Maria Antonietta e delle sue caprette al Petit Trianon.
Grazie a loro potremmo osservare un enorme rilancio del lavoro a maglia. E’ con personaggi del genere in giro a schiaffeggiare la miseria che i popoli mettono mano ai forconi.

Se non avete mai provato a leggere le cronache dei loro shopping, di cosa riescono a comprare Posh e Becks in due ore e di quanti soldi riescono a sperperare nel periodo di tempo dato, vi consiglio senz’altro l’esperienza. C’è addirittura un canale di Sky dedicato alle loro imprese e a quelle di altri parassiti, l’inimmaginabile ed osceno “E!”.
Non avete idea della soddisfazione a sentire che quello che voi guadagnate in un mese di duro lavoro, diciamo 1000 euro, Lady Becks li spende per uno shampoo e una spuntatina alla chioma. La manicure no, è a parte. Non oso immaginare il costo della crema alla merdina di usignolo che si spalma regolarmente la sera prima di andare a letto con Ken.
In una delle loro innumerevoli ville (un tratto in comune con il loro prossimo datore di lavoro) hanno fatto costruire la casetta dei giochi per i loro due cuccioli di miliardario. Non una casetta normale, di quelle in legno prefabbricate ma una vera villa in miniatura, costata qualche milione di dollari.

E’ in questo contesto di pornografico scialacquamento di risorse, di uso hardcore della carta di credito ed ingoio di denaro a gola profonda che Silvio deve avere avuto la geniale pensata.

Sguinzagliare Posh in Via Montenapo per un paio d’ore al pomeriggio (la mattina no, poverina, deve riposare), potrebbe risollevare le sorti del Made in Italy. Chi se non lei potrebbe ordinare una dozzina di quei plaids in zibellino visti in un negozio di Montenapo e prezzati 100.000 euro l’uno?
Non salveremo i piccoli negozietti, “Le trine di Marcella”, la “Casa della Calzatura”, le Upim, le Oviesse, i Carrefour, le Ikea ma il triangolo d’oro della Milano da succhiare sarà salvo. Così si potrà fare media e dire che i consumi in Italia ripartono, magari con una bella foto di Posh stracarica di pacchi dono per Natale sbattuta su “Libero” con il titolo: “Ecco la crisi inventata dai comunisti”.

Non c’è che dire, è stata proprio una bella pensata. Dal culo di Sacchi al culo di Beckham.


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