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Comunicazione di servizio – Basta. Da lunedì, quei dieci-dodici che mi leggono su Kilombo non vi troveranno più i miei post. Sono fuori dall’aggregatore che fu delle sinistre e che ora è in mano a pochi che giocano a Second Revolution con la playstation.

E’ da tanto tempo che Kilombo mette a dura prova la resistenza degli zebedei, credo non solo miei ma di molti che lo fequentano, con le innumerevoli ed estenuanti lotte intestine, le rivalità, i litigi, i continui test del DNA per vedere chi è veramente un compagno e chi no, le censure, le smanie, gli svenimenti, gli insulti e le continue elezioni che ormai hanno rotto il cazzo.

Da mesi ormai avevo rinunciato a capire chi stesse in porta nei Ghibellini e chi facesse il terzino fluidificante nei Guelfi. Ho visto censurare bloggers e dare eccessiva importanza ad uno come Pieroni, che andava solo preso per quello che è, un teoblogger. Stesso dicasi per Spartacus Quirinus che, per paura di sembrare ancora comunista è solo caduto un pò troppo dalle parti della socialdemocrazia (come si sarebbe detto una volta).
Io che sono di sinistra per caso e per vendetta ma senza l’ossessione del DNA e, se mi girano, la sinistra la mando pure affanculo, devo però esprimere il disagio estremo per quella specie di falso comunicato delle BR che ha sancito la cacciata di Spartacus e Pieroni.

Nei giorni scorsi, infatti, si accorgono che un aggregatore di blog non può essere un “collettivo”, che una “redazione” non può essere formata da gente che manco si è mai vista in faccia reciprocamente e il padrone del pallone, tale Jaco, fa colui che lo requisisce e se lo porta via e caccia i due blogger piddini, rei di gestire il “collettivo” con eccessivo puzzo di incenso e veltronismo di maniera, Pieroni e Spartacus, appunto.

Peccato che ciò sia esattamente il contrario di ciò che ci si aspetterebbe da un aggregatore “delle sinistre”, ovvero di aspetti diversi dell’essere non di destra. Ma tant’è, le sinistre non sanno stare assieme e anche stavolta ne abbiamo avuto conferma.

Non è però accettabile, e qui c’è la goccia che almeno personalmente ha fatto traboccare il vaso, che, per ristabilire il primato della sinistra comunista, si assumino i toni del peggiore brigatismo, pubblicando un volantino come questo e nemmeno per scherzo.
Inaccettabile lo è sicuramente per chi, come me, ricorda quegli anni e quelle tragedie con la consapevolezza che il terrorismo rosso era pesantemente infiltrato dai peggiori settori della reazione e che forse non a caso se la prese con un operaio come Guido Rossa e con il più moderato e filopalestinese dei premier italiani, Aldo Moro.
Quindi attenzione a dare degli infiltrati e dei fascisti agli altri. Con addosso i baffoni di Moretti fa un po’ ridere. Gli infiltrati nella blogosfera di sinistra ci sono, chi dice di no, sono lì apposta e riescono sempre a distruggere ciò che toccano. Però quasi sempre non sono coloro che pensiamo.
Di solito sono coloro che riescono a farci litigare prima con Tizio, poi con Caio e alla fine ci hanno fatto litigare con tutti.
Tutto per colpa della cazzata del “collettivo”. Un aggregatore è fatto per aggregarci i post. Punto.
Regola fondamentale: libertà di espressione e senso di responsabilità. Non serve una redazione, serve un webmaster che cancelli i post doppi. Nel collettivo litigarello tra le varie anime de li mortacci della sinistra, l’infiltrato ci sguazza. Ma questo non lo capiranno mai, i kompagni.

Quel volantino quindi, sarò una vecchia fissata, mi ha turbato profondamente. E se Kilombo rappresenta l’ignoranza colpevole di chi gioca con i falsi comunicati, non mi rappresenta affatto.

Un altro motivo per il quale non posso più stare in Kilombo è l’atmosfera di pesante linciaggio che ultimamente ha preso di mira, con comportamenti veramente miserandi, Tisbe.
Che due blogger litighino dopo essere stati amici può starci, che si discuta di minimi e massimi sistemi va bene, che ci si prenda a borsettate è ok, ma l’insinuazione che si possa fingere una gravissima malattia per mero protagonismo, come ho letto in alcuni commenti, mi pare solo il frutto di scemenza conclamata, aggravata e continuata.

Sicuramente il fatto che io non scriva più su Kilombo non potrà fregare a nessuno, visto poi che in Kilombo ognuno tende a brillare di luce propria e ci si riesce ad ignorare per anni pure abitando nello stesso condominio, però ci tenevo a farlo sapere a chi segue a puntate le mi(ni)serie di quell’ aggregatore appassionandocisi più di Beautiful.

Comunicazione di servizio – Basta. Da lunedì, quei dieci-dodici che mi leggono su Kilombo non vi troveranno più i miei post. Sono fuori dall’aggregatore che fu delle sinistre e che ora è in mano a pochi che giocano a Second Revolution con la playstation.

E’ da tanto tempo che Kilombo mette a dura prova la resistenza degli zebedei, credo non solo miei ma di molti che lo fequentano, con le innumerevoli ed estenuanti lotte intestine, le rivalità, i litigi, i continui test del DNA per vedere chi è veramente un compagno e chi no, le censure, le smanie, gli svenimenti, gli insulti e le continue elezioni che ormai hanno rotto il cazzo.

Da mesi ormai avevo rinunciato a capire chi stesse in porta nei Ghibellini e chi facesse il terzino fluidificante nei Guelfi. Ho visto censurare bloggers e dare eccessiva importanza ad uno come Pieroni, che andava solo preso per quello che è, un teoblogger. Stesso dicasi per Spartacus Quirinus che, per paura di sembrare ancora comunista è solo caduto un pò troppo dalle parti della socialdemocrazia (come si sarebbe detto una volta).
Io che sono di sinistra per caso e per vendetta ma senza l’ossessione del DNA e, se mi girano, la sinistra la mando pure affanculo, devo però esprimere il disagio estremo per quella specie di falso comunicato delle BR che ha sancito la cacciata di Spartacus e Pieroni.

Nei giorni scorsi, infatti, si accorgono che un aggregatore di blog non può essere un “collettivo”, che una “redazione” non può essere formata da gente che manco si è mai vista in faccia reciprocamente e il padrone del pallone, tale Jaco, fa colui che lo requisisce e se lo porta via e caccia i due blogger piddini, rei di gestire il “collettivo” con eccessivo puzzo di incenso e veltronismo di maniera, Pieroni e Spartacus, appunto.

Peccato che ciò sia esattamente il contrario di ciò che ci si aspetterebbe da un aggregatore “delle sinistre”, ovvero di aspetti diversi dell’essere non di destra. Ma tant’è, le sinistre non sanno stare assieme e anche stavolta ne abbiamo avuto conferma.

Non è però accettabile, e qui c’è la goccia che almeno personalmente ha fatto traboccare il vaso, che, per ristabilire il primato della sinistra comunista, si assumino i toni del peggiore brigatismo, pubblicando un volantino come questo e nemmeno per scherzo.
Inaccettabile lo è sicuramente per chi, come me, ricorda quegli anni e quelle tragedie con la consapevolezza che il terrorismo rosso era pesantemente infiltrato dai peggiori settori della reazione e che forse non a caso se la prese con un operaio come Guido Rossa e con il più moderato e filopalestinese dei premier italiani, Aldo Moro.
Quindi attenzione a dare degli infiltrati e dei fascisti agli altri. Con addosso i baffoni di Moretti fa un po’ ridere. Gli infiltrati nella blogosfera di sinistra ci sono, chi dice di no, sono lì apposta e riescono sempre a distruggere ciò che toccano. Però quasi sempre non sono coloro che pensiamo.
Di solito sono coloro che riescono a farci litigare prima con Tizio, poi con Caio e alla fine ci hanno fatto litigare con tutti.
Tutto per colpa della cazzata del “collettivo”. Un aggregatore è fatto per aggregarci i post. Punto.
Regola fondamentale: libertà di espressione e senso di responsabilità. Non serve una redazione, serve un webmaster che cancelli i post doppi. Nel collettivo litigarello tra le varie anime de li mortacci della sinistra, l’infiltrato ci sguazza. Ma questo non lo capiranno mai, i kompagni.

Quel volantino quindi, sarò una vecchia fissata, mi ha turbato profondamente. E se Kilombo rappresenta l’ignoranza colpevole di chi gioca con i falsi comunicati, non mi rappresenta affatto.

Un altro motivo per il quale non posso più stare in Kilombo è l’atmosfera di pesante linciaggio che ultimamente ha preso di mira, con comportamenti veramente miserandi, Tisbe.
Che due blogger litighino dopo essere stati amici può starci, che si discuta di minimi e massimi sistemi va bene, che ci si prenda a borsettate è ok, ma l’insinuazione che si possa fingere una gravissima malattia per mero protagonismo, come ho letto in alcuni commenti, mi pare solo il frutto di scemenza conclamata, aggravata e continuata.

Sicuramente il fatto che io non scriva più su Kilombo non potrà fregare a nessuno, visto poi che in Kilombo ognuno tende a brillare di luce propria e ci si riesce ad ignorare per anni pure abitando nello stesso condominio, però ci tenevo a farlo sapere a chi segue a puntate le mi(ni)serie di quell’ aggregatore appassionandocisi più di Beautiful.

Ovvero, di un blog che il Piombo Fuso se lo è colato addosso.

Questa storia non meriterebbe un decimo di secondo di attenzione e nemmeno della pubblicità gratuita per i suoi protagonisti. I due concetti che vuole esprimere questo post, in fin dei conti, e per chi li sa scovare, sono racchiusi nel titolo e nella vignetta.
Però, visto che in questa ennesima miseria blogosferica sono stata coinvolta, mio malgrado, anch’io, mi sembra giusto dire la mia, pacatamente e serenamente, guardate. Anche perchè, nel blog di cui si andrà a parlare tra un attimo, da qualche ora vale il detto: “se mi lasci (anzi, se ti caccio) , ti cancello”.

Una doverosa premessa. Sono stata tra le prime collaboratrici di un noto blog collettivo. Furono loro a cercarmi. Servivo allo scopo di creare un posto fighissimo, di alto livello intellettuale, non per tutti ma solo per i cervelloni. Tra un cavolo e un altro gli ho inviato una novantina di pezzi. Ho partecipato anche alla redazione, non senza qualche screzio e battibecco ma si sa che sono una rompicazzo. Da un giorno all’altro io ed altri autori siamo caduti in disgrazia e ce lo hanno fatto capire con una specie di mobbing. Come frutto delle circostanze, direbbe Tzipi Livni, una dopo l’altra, tutte le donne sono state epurate dalla redazione. Io ho continuato ad inviare pezzi, la cui pubblicazione diventava però sempre più rara. Ripensandoci, mi chiedo perchè non ho lasciato perdere subito.

A Natale inizia l’offensiva Piombo Fuso su Gaza. Sul noto blog collettivo, collettivo nel senso che la democrazia è un fallimento, ci si dedica con lena a pettinar bambole su qualunque argomento che tratti di massimi sistemi, dalla fisica alla poesia, purchè non si parli di guerra.

Forse una raffinata riedizione rilegata in vera pelle umana del Decameron, un modo per sfuggire alla triste realtà della peste raccontandosi storielle, o un più comodo voltare la faccia dall’altra parte perchè il fosforo bianco potrebbe incenerirti come la moglie di Lot? Don’t look back.

Dopo diversi giorni, sotto le pressioni dei commentatori, il sito prende ufficialmente posizione, nella persona della sua entità suprema, con un post e pubblicando un filmato propagandistico dell’IDF, nel caso il concetto non fosse stato abbastanza chiaro. Oh, finalmente! Sappiamo come la pensa(no).

Qui arriva il primo colpo di scena: la maggior parte dei commentatori abituali si ammutina e contesta apertamente le ragioni del capitano. Si contesta una linea editoriale che, qualche tempo dopo, si paleserà in una orgogliosa rivendicazione al “diritto di fregarsene di Gaza”.

Nel frattempo il blog, ferito nell’amor proprio, si autosospende per una decina di giorni, giusto il tempo di convocare, immagino, un Gran Consiglio dello sFascismo per un 25 luglio fuori stagione. Tutti a chiedersi, lettori e collaboratori, che ne sarà di quel prezioso luogo di confronto e che ne sarà di tutte quelle povere bambole che giacciono da giorni con le chiome spettinate.
Secondo colpo di scena. Il blog si rianima, dopo un emozionante countdown che annuncia, di lì a qualche ora, un grande evento. Un avvenimento mai visto prima nel web, forse l’accensione simultanea di un manipolo di cervelli superiori tutti rigorosamente penemuniti. Occazzo, allora dobbiamo davvero preoccuparci.
Delusione. Il blog è sempre quello, a parte che è stata fatta l’ennesima purga staliniana come in passato, ma nessuno ha chiuso niente, l’URL ed il ranking sono sempre quelli (mica fessi!)
La prima visita alla nuova gestione è surreale. Oltre al diritto a “fregarsene di Gaza”, è un tripudio di “me ne frego” e di sfascismo.
La sensazione, interagendo con i nuovi gestori en travesti, è che si tratti di un blog oKKupato da troll camuffati da donna. Veramente una cosa mai vista, in quel senso avevano ragione. Come cecchini appostati sui tetti, appena si affaccia un commentatore sgradito alla nuova dirigenza (nuova, si fa per dire) pum! gli sparano addosso micidiali citazioni tarantiniane. Da morire dal ridere.
La sottoscritta, che pure era stata oggetto di prolungati lavori di lingua alle suole delle scarpe, in fase di reclutamento, diventa una specie di nemico pubblico numero uno. Una malcapitata commentatrice che osa solo nominarmi viene incenerita all’istante. Altre vengono bannate, non potendole bruciare su un rogo improvvisato.

Il blog di cui parlo, ormai si sarà capito, è MenteCritica, http://www.mentecritica.net/.
Non lo linko direttamente perchè loro ai link, al ranking in classifica, alle migliaia di contatti, ci tengono troppo. E’ il loro punto debole. La zona erogena primaria. Le hanno veramente studiate tutte, in passato, per essere i primi e, per capire quanto ci tengano al borghesissimo, iperconformista ed ultraomologante SUCCESSO, loro che vogliono essere differenti e pensare con la loro testa (muhahaha!) basta che leggiate la pagina, scritta tutta con la lingua, intitolata “Aiuta MC gratis”. Gratis, appunto. Loro non ti danno niente. Al massimo, proprio perchè sei te, un calcio in culo.

Anche l’amuleto cinese in homepage che punta sulla superstizione e suggerisce che se non li aiuti potrebbero caderti tutti i denti, non è male come tecnica di marketing virale.

Siete tra coloro che sono rimasti delusi? Volete far loro un dispetto? Non parlate di loro, non dedicate loro dei post, ignorateli, tumulateli in un bel dimenticatoio. Nella nostra società dell’apparire è peggio di una cannonata in piena fronte. Segategli in due il link e basta. Fanculo Charlie Chan.
Per ironia della sorte, l’ultimo pezzo mio pubblicato su MenteCriptica si intitolava: “Un doppio velo pietoso”. Ecco, è proprio quello che vorrei ora calasse su questa bagattella, creata a margine, e questa è la cosa tragica, di un massacro.


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