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Succulenta come una bistecca al sangue, giunge sui nostri piatti la notizia che alla NASA si sono persi i nastri della missione Apollo 11, quella della passeggiata lunare. Un boccaglio di ossigeno per coloro che sostengono che “non siamo mai stati sulla Luna” mentre alla NASA possono solo attaccarsi alla canna del gas.

Come si sono ridotti! Prima mandano su le navette con le piastrelle che si staccano, piene di crepe, con i bagni rotti e gli scarrafoni.* Adesso si perdono pure le preziosissime riprese originali della più grande impresa dell’Uomo nello Spazio??? E poi dicono che non le hanno perse, solo che non le trovano più. Ma che discorso è?

Io avevo nove anni e mi ricordo come fosse adesso, i miei che mi tirano giù dal letto all’alba per farmi vedere in TV un omino in bianco e nero che viene giù da una scaletta e poi se ne va saltellando su una specie di spiaggia deserta. La foto dell’astronauta Armstrong è rimasta appesa nella mia cameretta per anni. In seguito, ogni volta che qualcuno diceva “ha toccato!!” pensavo immediatamente a Tito Stagno e alla telecronaca della RAI. Era una di quelle frasi come il “campioni del mondo!” di Martellini o “andiamo a Berlino, Beppe!” di Caressa, che ti si stampano in mente per sempre.

Poi recentemente leggo che le foto della Luna sembrano fortemente ritoccate, che allora c’erano dei computer che andavano a citrato e quindi come cappero hanno fatto a controllare la navicella, che le radiazioni e le fasce di Van Allen avrebbero fatto degli astronauti tre amburghesi allo spiedo, che avrebbero girato tutto (con la regia di Kubrick! – questa “ha veramente le tette”, come si dice dalle mie parti) in un capannone nell’Area 51 e che insomma, avete presente il film “Capricorn One”?, sarebbe stata tutta una messinscena perché Kennedy si era sbilanciato troppo in un discorso promettendo un viaggio sulla Luna entro il 1970, i russi andavano avanti nello Spazio e gli americani non potevano non stupirci con effetti speciali.
Non lo so se sia vero o falso, per quanto mi riguarda non mi meraviglierei di nulla, ma certo una bella traballata al mito c’è stata. Ora giunge questa ennesima mazzata.

Proviamo a fare qualche ipotesi sulla sparizione dei preziosi documenti:
1) La donna delle pulizie, credendo fosse roba vecchia da buttare, visto che nessuno li aveva mai spolverati, li ha gettati nel rusco. Troppo banale, ma ogni donna l’avrebbe fatto.
2) Un dipendente, dovendo registrare al volo le finali del Super Bowl ha preso dei vecchi nastri a caso…. Orrendamente plausibile
3) Un altro dipendente che aveva preso dei porno a noleggio da guardarsi durante il turno di notte ha scambiato le cassette. (Nel videonoleggio stanno ancora cercando di capire quando comincia l’azione in quei filmini, molto molto noiosi, dove dopo un’ora sono ancora tutti vestiti e per giunta con tute pesantissime.)
4) Quei nastri non sono mai stati alla NASA ma in qualche deposito a Hollywood, visto che è stata tutta una messinscena. Ipotesi cospirazionista
5) Quei nastri sono al solito posto ma, come succede a volte, le cose che abbiamo sotto il naso non le vediamo.

Scommettiamo che tra qualche giorno qualcuno si batterà la fronte e dirà : “Ma guarda dove erano finiti! ‘A Mike, la prossima volta guarda meglio che ci risparmiamo la solita figura di merda!”

* Manco a farlo apposta, guardatevi ‘sto filmato dei Broncoviz (Maurizio Crozza) che ho trovato per caso dopo aver postato.

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