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Il più grande statista italiano degli ultimi centocinquant’anni, giusto per capire in quale considerazione è tenuto dai vertici della politica mondiale, è stato fatto accomodare al tavolo della cena del G20 vicino a due presidenti africani – forse in onore del bunga bunga, e ben lontano da Obama e dalle quattro donne premier presenti. Giusto per non mandarlo in cucina al tavolo della servitù.
Un posto a tavola vale più di mille parole.
“Venderò cara la pelle, non mi dimetterò mai, chiamerò la gente in piazza“. Anche se lui e i suoi giornali personali fantasticano di un finale come quello del “Caimano”, con orde di papiminkia sulla soglia della povertà che assaltano il Palazzo di Giustizia in difesa del nano fantastiliardario e dei suoi numerosi eredi, io fossi in loro starei attenta ad invocare la piazza e la guerra civile. 
L’ultima volta l’organizzatore è finito a testa in giù appeso ad un distributore. E il dopo non è stato un bello spettacolo.
Non che pensi che il popolo italiano potrebbe arrivare ad un piazzale Loreto con Berlusconi. Lui non lo merita mica. In fondo Mussolini una guerra, e pure mondiale, l’aveva fatta; uno straccio bisunto di impero l’aveva messo assieme. Questo, a parte difendere i suoi interessi con una trentina di leggi ad personam, non ha fatto letteralmente un cazzo. Al massimo meriterebbe di essere messo alla gogna in mezzo ad un tendone da circo, cosparso di pece e coperto di piume di gallina, a ricevere torte in faccia. Sommerso dal ridicolo. E magari dopo, un po’ di bunga bunga.
Minchia che brutta faccia ha il Cavalier Caimano in questi giorni. Sul regno di Silvio cominciano a svolazzare minacciosi stormi di volatili per diabetici, che vanno ad appollaiarsi di fronte alle sue numerose residenze come ne “Gli Uccelli di Hitchcock.
Tira una brutta aria per il migliore statista degli ultimi 150 anni.
L’odiato ingegnere sta guadagnando in Borsa grazie alla sentenza sul Lodo Mondadori (per corruzione di giudici) che sancisce un risarcimento di 750 milioni di euro da Mediaset a CIR e un pezzo di fegato del caimano se n’è gia ito, ben cucinato con cipolle, rabbia blu e vino bianco.

Domani la Consulta si esprimerà sulla costituzionalità del Lodo Angelino e se dovesse bocciarlo sarà un altro bel colpo al di sotto della cintura, a rischio di ko. Eh già perchè, senza il parafulmine del Lodo Alfano, il Fuhrerino tornerebbe ad essere un comune mortale e non una specie di übermensch al di sopra del giudizio degli uomini, in grado di sgamare ogni processo.

Sul fronte dei media, come se non fosse bastato il successo da sette milioni di telespettatori di Patrizia ad “Annozero”, ecco l’ammutinamentino della corazzata TG1.
Uscito in maniera quasi miracolosa da un coma che si protraeva da mesi, se non da anni, visto che il TG1 non è filoberlusconiano da oggi e per colpa di Minzolini, il CDA si è accorto che herr direktor aveva superato ogni limite di servilismo pro-premier, andando contro la manifestazione indetta dalla FNSI, ovvero contro la sua stessa categoria di appartenenza ed ha perfino emesso un comunicato. Non che mi aspetti i forconi e le ghigliottine. Finora sono poco più che belati di agnelli, ma è bello vedere che dei giornalisti hanno avuto un soprassalto di dignità. A meno che non nàsino già il cambio di gestione e non siano intenti alla gara a distinguersi in previsione di un nuovo imperatore da servire.

Ha voglia lui intanto di parlare di complotti, di eversione, di “vogliono farmi fuori”, di risultato delle urne da rispettare. Come se, una volta votato un tizio, questi si dovesse sentire in diritto di regnare per sempre, fino all’arrivo inesorabile della Commare Secca. In diritto di farne da forca e da galera e sempre da impunito.
Mi preoccupa. Non si sarà confuso e non crederà di essere stato eletto Papa invece che premier? Questo aggrapparsi con gli unghioli alle urne elettorali fino a strapparle dai tavoli non è dignitoso per niente da parte di un cosiddetto capo di governo.

Sempre per il gusto della citazione cinematografica, ne”La Zona Morta” di David Cronenberg il Presidente, minacciato dalla pistola dell’attentatore paragnosta, agguanta un bambino e se ne fa scudo per trovare una via di fuga. L’attentatore non ha il coraggio di sparare su un neonato e viene neutralizzato. Il Presidente però, che ha agito in diretta televisiva, non sopravviverà allo scandalo derivato dal suo ignobile gesto.
Ecco, è proprio questa la sensazione: che Berlusconi, per salvarsi dal baratro in cui si è cacciato per aver voluto strafare dopo una vita all’insegna della sete di Potere, voglia farsi scudo del popolo italiano in una versione aggiornata del muoia Sansone e tutti i Filistei. Anzi, i Fininvest.

Il sempre più spudorato Cicchitto invoca una manifestazione di popolo contro la sentenza del Lodo Mondadori. Cioè noi italiani dovremmo scendere in piazza per difendere un fantastiliardario che, per aver imbrogliato un suo pari e truccato la roulette comperando il croupier, è costretto a pagare la multa.
Che teneri e che facce toste! Quelli che “i nogglobal”, “i bruciabandiere”, “i cortei politicizzati”, scoprono improvvisamente la bellezza della manifestazione popolare. Se si scende in piazza per difendere l’interesse privato ( i dané) di Berlusconi sono disposti perfino a tenere i celerini al guinzaglio. Scommettiamo che quei manifestanti pro-Silvio non li picchierebbe nessuno?

Nel finale del “Caimano” di Moretti il popolo dei papiminkia dà alle fiamme il palazzo di giustizia per difendere il suo idolo, uscito condannato da un processo dei tanti a suo carico.
Anche se Cicchitto dimostra di ispirarsi pericolosamente alla cinematografia comunista, non so se questa volta la realtà assomiglierà all’arte.
Perchè ai miei connazionali chiedo: siete voi disposti a dimenticare i vostri problemi di arrivo a fine mese, di perdita del lavoro, di disoccupazione, di incertezza del futuro per uno che ha comperato una sentenza per accaparrarsi con la frode un gruppo editoriale, di trentadue che lui ne aveva già?
Sareste disposti un domani a pagare i 750 milioni di euro** (sono circa 1500 miliardi) di tasca vostra, per solidarietà con una povera vittima del terrorismo giuridico che non ce la fa ad arrivare alla festa di fine mese?
Qualche coglione che risponderà si ci sarà sicuramente ma dubito che chi si trova in seri guai a causa della crisi non troverà la forza, anche se l’ha votato, di mandarlo cordialmente aff. Lui e Cicchitto.

** Grazie Ryo!

Trovo vergognosa la foto di apertura. Cosa vi ha fatto Marco Carta, a parte fecondare l’uovo malefico dal quale sono uscite le “cartine”?

La CEI condanna la scena di sesso non riproduttivo di “Caos Calmo”. Questa non è una notizia e quello non è un film scandalo.
State tranquilli, nessuno brucerà il film perchè Moretti non è Brando, la Ferrari non è la Schneider e soprattutto Grimaldi non è Bertolucci.
Ma davvero dovrebbe interessarmi andare a vedere Nanni Moretti che, dopo essersi scolato due birre, simula un atto sessuale con un’attrice che, per farsi forza, si era prima bevuta una vodka? Che tristezza!
Il problema, monsignore, non è la scena di sesso, è che il sesso mimato da non professionisti è sempre imbarazzante e ridicolo. Non a caso quando una scena del genere viene bene si vocifera sempre che lo stessero facendo veramente. Se deve essere sesso, allora meglio l’hard.

A pensarci bene, non so se sia più imbarazzante vedere Nanni fare sesso o pensare che, per voler dire qualcosa di sinistra, tra tanti simboli dell’immaginario progressista, abbia finito per interpretare la parte dell’ombrello altaniano.
Non mi sembra di buon auspicio, in prossimità della tornata elettorale. Non vorrei fosse una prova generale per i tanti cipputi che lo prenderanno in quel posto, come al solito.

Grazie a Mauro Biani per il remake della mitica vignetta di Altan.


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La CEI condanna la scena di sesso non riproduttivo di “Caos Calmo”. Questa non è una notizia e quello non è un film scandalo.
State tranquilli, nessuno brucerà il film perchè Moretti non è Brando, la Ferrari non è la Schneider e soprattutto Grimaldi non è Bertolucci.
Ma davvero dovrebbe interessarmi andare a vedere Nanni Moretti che, dopo essersi scolato due birre, simula un atto sessuale con un’attrice che, per farsi forza, si era prima bevuta una vodka? Che tristezza!
Il problema, monsignore, non è la scena di sesso, è che il sesso mimato da non professionisti è sempre imbarazzante e ridicolo. Non a caso quando una scena del genere viene bene si vocifera sempre che lo stessero facendo veramente. Se deve essere sesso, allora meglio l’hard.

A pensarci bene, non so se sia più imbarazzante vedere Nanni fare sesso o pensare che, per voler dire qualcosa di sinistra, tra tanti simboli dell’immaginario progressista, abbia finito per interpretare la parte dell’ombrello altaniano.
Non mi sembra di buon auspicio, in prossimità della tornata elettorale. Non vorrei fosse una prova generale per i tanti cipputi che lo prenderanno in quel posto, come al solito.

Grazie a Mauro Biani per il remake della mitica vignetta di Altan.


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