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Natale di corsa.
Perché non hai avuto tempo nemmeno di fare ‘o presepio e manca ancora la prolunga per dare luce all’albero.
Perché i regali li hai già comperati a settembre ma hai sempre la sensazione di aver dimenticato qualcuno.
Perché il pranzo di Natale ci sarà grazie all’aiuto di preziose amiche che ancora riescono a fare 45 uova di cappelletti, compresi i tuoi.
Perché hai dovuto lavorare anche questo pomeriggio di vigilia e sei stanca morta.
Perché quest’annaccio infame non vedi l’ora che finisca e provi ad accorciare i tempi.
Natale di corsa ma senza dimenticare gli auguri agli amici. Auguri a tutti coloro che passeranno di qui stasera, stanotte e domani. Non so se ve ne siete accorti ma per me siete preziosi.
Buon Natale! 
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Odio l’inverno che si porta dietro: nebbia, freddo, pioggia e neve. Lo odio ancor di più quando manda in giro per le strade il suo serial killer preferito, il ghiaccio.
Il ghiaccio infido come un serpente che ti fa sfida “stai in piedi se ci riesci” e ti fa dare uno slappone per terra quando meno te lo aspetti.
Il ghiaccio che costringe i nostri anziani prigionieri in casa per sfuggire alla sua bramosia di femori, braccia, spalle e nuche.

Il freddo, quello che ti attanaglia la testa, ti prende alla gola e fa fare bisboccia a tutta la maledettia genìa di virus influenzali.
Il freddo che uccide i senzatetto, che stringe in una morsa di dolore i cardiopatici, che fa tremare chi non ha una casa ben riscaldata e confortevole, come i terremotati ancora lontani dalla ricostruzione delle loro case (checché ne dicano i tg) e coloro che 600 euro di bolletta di gas, quest’anno, proprio non possono permettersela.

Se qualcuno mi dice che il Natale è bello con la neve…

E’ finita una settimana che mi ha lasciato zero tempo per informarmi e scrivere ma solo una stanchezza mortale a causa di una mole eccezionale di lavoro.
Se devo scegliere la notizia che mi ha comunque colpito, tra le tante e drammatiche carpite durante la frettolosa lettura mattutina dei giornali online, scelgo quella che riguarda la cosiddetta “Operazione White Christmas“. Bing Crosby e le canzoncine natalizie non c’entrano. Questo è un problema di infestazione da malapianta padana.
Ma andiamo per ordine.

Premetto che considero quelli che vorrebbero togliere i crocifissi dai muri dei dannosi rompicoglioni che, con le loro fisime, ottengono solo il risultato di scatenare il peggior baciapilismo militante.
Di solito il crocifisso è piazzato lassù, dove l’occhio non arriva a meno che tu non stia attendendo il tuo turno dal medico e stia facendo di tutto, anche di inutile, per passare il tempo, compreso scandagliare ogni centimetro quadrato della stanza. Toh, che bel crocifisso.
Il crocifisso non è un problema, tranne che per coloro che hanno dei problemi. Soprattutto il problema di notare qualcosa che dovrebbe normalmente passare inosservato, come parte integrante dei muri dei luoghi pubblici, come le prese della corrente e le scatolette del cronotermostato. Quando un oggetto è incastonato del frame di un ambiente non dovremmo notarlo più, normalmente, tantomeno farcene turbare. Se poi qualcuno, durante un esame importante a scuola o attendendo un responso medico potenzialmente grave nel corridoio di un ospedale, si sentisse sollevato dalla presenza dell’omino inchiodato alla croce, che male ne verrebbe alla collettività?

Non penso inoltre che la sua presenza possa disturbare le persone non credenti oppure appartenenti ad altre religioni. Chi è ateo considererà quella cosa appesa al muro un puro ornamento ligneo o lo ignorerà, aiutato in ciò dal meccanismo percettivo dell’abituazione. Idem per coloro che hanno la fortuna di appartenere a religioni che non prevedono la rappresentazione iconica della divinità.
Si potrebbe dire, tanto per esercitare gli addominali della dialettica, che la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici è un epifenomeno dell’abuso di posizione dominante del cattolicesimo sulle altre religioni ma anche detto ciò e registrato il dato di fatto, la cosa migliore è convincersi che il crocifisso non è un problema. Il vero guaio sono i cristianacci e, con ciò, vengo alla notizia sul “White Christmas”.

Cosa si sono inventati gli abitanti di un paesello nel bresciano che fa rima con boccaglio? Un simpatico gioco di ruolo: si mandano i vigili di casa in casa alla ricerca di immigrati irregolari e, trovatili, li si caccia. Almeno, si dice alla popolazione boccalona – o boccagliona, che l’amministrazione legaiola ha “cacciato i clandestini”. In pratica non lo farà perchè non è così semplice applicare un decreto di esplusione ma che importa, dal nano hanno imparato a spararle grosse, tanto i loro seguaci di grana grossa si fanno impressionare con poco.
La cosa che ha scandalizzato di più di questa iniziativa è il fatto che si sia pensato al 25 dicembre come data di termine dell’operazione e soprattutto la motivazione addotta dal suo ideatore, l’assessore leghista alla Sicurezza, Claudio Abiendi:

“Per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”.

“Per me”, quindi è un suo parere personale, con il quale, se permette, ci puliamo le terga. Di quale cazzo di identità poi stia parlando il mistero permane. Da quelle parti, tra Visigoti, Ostrogoti, Austroungarici, Germani ed altri popoli de paranza che hanno inseminato le loro ave volenti o nolenti, di purezza della razza ce n’è ben poca. Di ignoranza e meschinità d’animo, tanta.

Intermezzo musicale con una morale.
La diversità spaventa perchè attrae. Soprattutto sessualmente. “Hair” nella versione cinematografica di Milos Forman del 1979. Trent’anni fa eravamo più avanti. Stiamo andando all’indietro, per caso?

Torniamo ai nostri cristianacci leghisti.
Dispiace essere d’accordo con le alte gerarchie vaticane ma il cristianesimo è accoglienza. Punto.
La delazione, la denuncia, il comportarsi da STRONZI, non fa parte del cristianesimo. Forse del paganesimo druidico celtico, che ne so. Ma non chiamatevi cristiani, per dio.

Già il Natale è una festa che ha rimasto ben poco del suo significato religioso tra palle luccicanti, pandori intrisi di creme sempre più inquietanti, renne, babbinatale, consumismo sfrenato e un accidente che li fulmini; non peggioriamo le cose con iniziative che sono pure bestemmie sparate verso le divine orecchie del Padreterno in 5+1 con il surround.

Cari cristianacci, ha ragione Fini. Quest’anno, vabbé, premiate pure la Berlusconcina junior con l’Ambrogino, che se l’è tanto meritato, pora nana, ma poi cambiate nome al vostro prezioso premio. Non faccio distinzione tra milanesi, bergamaschi, bresciani, varesotti. Non sono razzista, per me siete tutti uguali. Dal prossimo anno e sotto Natale un bello “Stronzolino D’Oro” per tutti. Ad honorem.

E’ arrivata la neve, giusto per complicarci la vita. Perchè la neve è bella solo in montagna in vacanza, quando l’unico pensiero è come far sera. In città è una scocciatura, se non hai cinque anni e un babbo che ti costruisce il pupazzo di neve con la bella carotona al posto del naso.
E’ anche un rischio perchè, pur con la trazione integrale, in curva la macchina ti accenna il giro di valzer.

La neve dovrebbe di solito portare allegria ma sarà che, quest’anno e in questi giorni, non c’è proprio niente da ridere, quel manto bianco ti fa solo strano ed un vago senso di inquietudine.

Almeno non ho ascoltato i TG, oggi. Mi sono risparmiata sicuramente un mucchio di propaganda indigesta su Gaza ed il massacro in atto, come quella inscatolata ogni sera, con tanto di botulino, dal Pagliara.
I morti, per la cronaca, sarebbero già 400 (secondo Hamas, quindi sono cifre sovrastimate, insinuano viperescamente i media). Anche per i morti palestinesi vale la Legge della Questura. Come se poi 280 morti fossero una sciocchezza, una statistica.

Definirei, per usare un eufemismo, irritante il modo in cui i giornalisti mainstream e i blogger filoisraeliani stanno presentando il raid. E’ tutta colpa di Hamas, povera Israele bersagliata dai missili e i bambini israeliani traumatizzati dagli stessi. Quelli palestinesi che ci muoiono per i missili non contano un cazzo. Insomma, come al solito, se la sono cercata.
Lo so perchè gli facciamo tanta rabbia, noi che stiamo qui a scrivere su Gaza e la Palestina facendoci andare il pandoro di traverso e incupendoci di sconcerto per tanta brutalità. Non si fanno una ragione che ci scandalizziamo ancora per 400 straccioni palestinesi. La pietà è come l’erbaccia, si fa fatica ad estirparla. Sono anni che usano diserbanti mentali per sradicare la pietà dalle nostre menti e cazzo, con certi irriducibili non funzionano.

Tra le vittime solo un paio di bambini, dicevano ieri. Colpiti solo i terroristi di Hamas. Certo l’orario scelto non è stato felice, scusate se vi abbiamo colto proprio mentre eravate al lavoro o a scuola, alle 11,30.

Falsi e bugiardi. Sono stati colpiti dei poveri poliziotti di quartiere e delle reclute e, in un posto affollato come Gaza, dire che sono stati colpiti solo un paio di donne bambini è ridicolo. Almeno altrettanto quanto il dire che con ottanta missili made in Iran si sono colpiti solo un israeliano (che vale mille punti, però) e due bambine palestinesi.

Il Papa, d’oro e d’ermellino vestito, ha implorato che si fermino. Bel gesto, inutile come sempre, come le preghiere, ma intanto la pratica è sbrigata.
Inutile sperare in un tardivo ravvedimento e in un rinculo di pietà. Mi è bastato ascoltare ieri sera l’inquisito Olmert, a fianco della iena 007 Livni e dell’imbroglione Barack (quello che voleva dare la terra ai palestinesi mantenendo il controllo sui rubinetti degli acquedotti, ecco perchè Arafat non firmò l’accordo di pace, altro che testardaggine da arabo), tutti insieme a dire che “i palestinesi non sono il nostro nemico”. Meno male. Pensate se lo fossero.
Davvero non c’è speranza.

Sarà per questo che la neve che è caduta oggi, in questo inverno bianco e opprimente, sembra più far parte di un inverno nucleare che di un White Christmas.

***
Un anno fa su questo blog: “Ombre pakistane”.

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E’ arrivata la neve, giusto per complicarci la vita. Perchè la neve è bella solo in montagna in vacanza, quando l’unico pensiero è come far sera. In città è una scocciatura, se non hai cinque anni e un babbo che ti costruisce il pupazzo di neve con la bella carotona al posto del naso.
E’ anche un rischio perchè, pur con la trazione integrale, in curva la macchina ti accenna il giro di valzer.

La neve dovrebbe di solito portare allegria ma sarà che, quest’anno e in questi giorni, non c’è proprio niente da ridere, quel manto bianco ti fa solo strano ed un vago senso di inquietudine.

Almeno non ho ascoltato i TG, oggi. Mi sono risparmiata sicuramente un mucchio di propaganda indigesta su Gaza ed il massacro in atto, come quella inscatolata ogni sera, con tanto di botulino, dal Pagliara.
I morti, per la cronaca, sarebbero già 400 (secondo Hamas, quindi sono cifre sovrastimate, insinuano viperescamente i media). Anche per i morti palestinesi vale la Legge della Questura. Come se poi 280 morti fossero una sciocchezza, una statistica.

Definirei, per usare un eufemismo, irritante il modo in cui i giornalisti mainstream e i blogger filoisraeliani stanno presentando il raid. E’ tutta colpa di Hamas, povera Israele bersagliata dai missili e i bambini israeliani traumatizzati dagli stessi. Quelli palestinesi che ci muoiono per i missili non contano un cazzo. Insomma, come al solito, se la sono cercata.
Lo so perchè gli facciamo tanta rabbia, noi che stiamo qui a scrivere su Gaza e la Palestina facendoci andare il pandoro di traverso e incupendoci di sconcerto per tanta brutalità. Non si fanno una ragione che ci scandalizziamo ancora per 400 straccioni palestinesi. La pietà è come l’erbaccia, si fa fatica ad estirparla. Sono anni che usano diserbanti mentali per sradicare la pietà dalle nostre menti e cazzo, con certi irriducibili non funzionano.

Tra le vittime solo un paio di bambini, dicevano ieri. Colpiti solo i terroristi di Hamas. Certo l’orario scelto non è stato felice, scusate se vi abbiamo colto proprio mentre eravate al lavoro o a scuola, alle 11,30.

Falsi e bugiardi. Sono stati colpiti dei poveri poliziotti di quartiere e delle reclute e, in un posto affollato come Gaza, dire che sono stati colpiti solo un paio di donne bambini è ridicolo. Almeno altrettanto quanto il dire che con ottanta missili made in Iran si sono colpiti solo un israeliano (che vale mille punti, però) e due bambine palestinesi.

Il Papa, d’oro e d’ermellino vestito, ha implorato che si fermino. Bel gesto, inutile come sempre, come le preghiere, ma intanto la pratica è sbrigata.
Inutile sperare in un tardivo ravvedimento e in un rinculo di pietà. Mi è bastato ascoltare ieri sera l’inquisito Olmert, a fianco della iena 007 Livni e dell’imbroglione Barack (quello che voleva dare la terra ai palestinesi mantenendo il controllo sui rubinetti degli acquedotti, ecco perchè Arafat non firmò l’accordo di pace, altro che testardaggine da arabo), tutti insieme a dire che “i palestinesi non sono il nostro nemico”. Meno male. Pensate se lo fossero.
Davvero non c’è speranza.

Sarà per questo che la neve che è caduta oggi, in questo inverno bianco e opprimente, sembra più far parte di un inverno nucleare che di un White Christmas.

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E’ arrivata la neve, giusto per complicarci la vita. Perchè la neve è bella solo in montagna in vacanza, quando l’unico pensiero è come far sera. In città è una scocciatura, se non hai cinque anni e un babbo che ti costruisce il pupazzo di neve con la bella carotona al posto del naso.
E’ anche un rischio perchè, pur con la trazione integrale, in curva la macchina ti accenna il giro di valzer.

La neve dovrebbe di solito portare allegria ma sarà che, quest’anno e in questi giorni, non c’è proprio niente da ridere, quel manto bianco ti fa solo strano ed un vago senso di inquietudine.

Almeno non ho ascoltato i TG, oggi. Mi sono risparmiata sicuramente un mucchio di propaganda indigesta su Gaza ed il massacro in atto, come quella inscatolata ogni sera, con tanto di botulino, dal Pagliara.
I morti, per la cronaca, sarebbero già 400 (secondo Hamas, quindi sono cifre sovrastimate, insinuano viperescamente i media). Anche per i morti palestinesi vale la Legge della Questura. Come se poi 280 morti fossero una sciocchezza, una statistica.

Definirei, per usare un eufemismo, irritante il modo in cui i giornalisti mainstream e i blogger filoisraeliani stanno presentando il raid. E’ tutta colpa di Hamas, povera Israele bersagliata dai missili e i bambini israeliani traumatizzati dagli stessi. Quelli palestinesi che ci muoiono per i missili non contano un cazzo. Insomma, come al solito, se la sono cercata.
Lo so perchè gli facciamo tanta rabbia, noi che stiamo qui a scrivere su Gaza e la Palestina facendoci andare il pandoro di traverso e incupendoci di sconcerto per tanta brutalità. Non si fanno una ragione che ci scandalizziamo ancora per 400 straccioni palestinesi. La pietà è come l’erbaccia, si fa fatica ad estirparla. Sono anni che usano diserbanti mentali per sradicare la pietà dalle nostre menti e cazzo, con certi irriducibili non funzionano.

Tra le vittime solo un paio di bambini, dicevano ieri. Colpiti solo i terroristi di Hamas. Certo l’orario scelto non è stato felice, scusate se vi abbiamo colto proprio mentre eravate al lavoro o a scuola, alle 11,30.

Falsi e bugiardi. Sono stati colpiti dei poveri poliziotti di quartiere e delle reclute e, in un posto affollato come Gaza, dire che sono stati colpiti solo un paio di donne bambini è ridicolo. Almeno altrettanto quanto il dire che con ottanta missili made in Iran si sono colpiti solo un israeliano (che vale mille punti, però) e due bambine palestinesi.

Il Papa, d’oro e d’ermellino vestito, ha implorato che si fermino. Bel gesto, inutile come sempre, come le preghiere, ma intanto la pratica è sbrigata.
Inutile sperare in un tardivo ravvedimento e in un rinculo di pietà. Mi è bastato ascoltare ieri sera l’inquisito Olmert, a fianco della iena 007 Livni e dell’imbroglione Barack (quello che voleva dare la terra ai palestinesi mantenendo il controllo sui rubinetti degli acquedotti, ecco perchè Arafat non firmò l’accordo di pace, altro che testardaggine da arabo), tutti insieme a dire che “i palestinesi non sono il nostro nemico”. Meno male. Pensate se lo fossero.
Davvero non c’è speranza.

Sarà per questo che la neve che è caduta oggi, in questo inverno bianco e opprimente, sembra più far parte di un inverno nucleare che di un White Christmas.

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Le pregevoli statuine a grandezza Oscar dei ministri dell’attuale governo che vedete sono state commissionate al noto artigiano presepista Genny Di Virgilio di San Gregorio Armeno, Napoli, dal ministro Carfagna, che ha pensato di regalare a ciascun collega una statuina che lo raffigura. Notare il Brunettino a grandezza naturale in primo piano.

Peccato, avessero avuto una base semisferica ci si sarebbe potuto giocare a Subbuteo.
Mi accontenterò di pensare ad una palla da bowling e ad un tiro alla grande Lebowski.

http://www.metacafe.com/fplayer/978697/the_big_lebowski_jesus_quintana.swf

***
Un anno fa su questo blog: “Che bella la TV al plasmon!”


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Le pregevoli statuine a grandezza Oscar dei ministri dell’attuale governo che vedete sono state commissionate al noto artigiano presepista Genny Di Virgilio di San Gregorio Armeno, Napoli, dal ministro Carfagna, che ha pensato di regalare a ciascun collega una statuina che lo raffigura. Notare il Brunettino a grandezza naturale in primo piano.

Peccato, avessero avuto una base semisferica ci si sarebbe potuto giocare a Subbuteo.
Mi accontenterò di pensare ad una palla da bowling e ad un tiro alla grande Lebowski.

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Le pregevoli statuine a grandezza Oscar dei ministri dell’attuale governo che vedete sono state commissionate al noto artigiano presepista Genny Di Virgilio di San Gregorio Armeno, Napoli, dal ministro Carfagna, che ha pensato di regalare a ciascun collega una statuina che lo raffigura. Notare il Brunettino a grandezza naturale in primo piano.

Peccato, avessero avuto una base semisferica ci si sarebbe potuto giocare a Subbuteo.
Mi accontenterò di pensare ad una palla da bowling e ad un tiro alla grande Lebowski.

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Non credo che vedremo mai Antonio Di Pietro nei panni di Abramo e Cristiano in quelli di Isacco, comunque la frase mi ha colpito.

Approfitto di questa zingaratina natalizia, che spero non mi sia venuta troppo blasfema, per augurare a tutti coloro che hanno la compiacenza, bontà e pazienza di seguirmi e leggermi, un Felice Natale e soprattutto un bel po’ di riposo per riprendersi dalle fatiche prenatalizie.

Penso soprattutto a noi signore all’antica che, la mattina di Natale, ci ostiniamo a preparare i cappelletti, il brodo con l’animale ruspante, gli odori e la crosta di parmigiano; l’antico piatto di famiglia, le tartine al salmone che piacciono tanto a babbo e magari un dolcino genuino da appaiare al pandoro. Un tour de force che ci permetterà di accasciarci finalmente sul divano soltanto a cucina riordinata, verso e non prima delle 14.30.
Per non parlare del lavoro della sera della vigilia: la cena a base di pesce, l’impacchettatura dei regali, gli ultimi ritocchi al presepe e all’albero, e l’inevitabile rassettata alla casa.

Che stanchezza e che stress! Io personalmente penso che avrei fatto meno fatica a scalare il Mortirolo sotto la neve.

Buon Natale, amici. Buon Natale di cuore e un ideale abbraccio personalizzato per ciascuno di voi.

Lameduck

***
Un anno fa su questo blog: “Ho fatto un gran pasticcio”
(con ricetta per un piatto caloricamente eversivo e for Christians and Atheists only, dato che contiene maiale e mescola latte e carne di vitello, il massimo dell’anti-kosher, figuriamoci!)



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