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Il femminicidio, l’ultimo caso oggi a Spinea, non esiste, è un’illusione ottica, secondo il neonegazionismo gné gné. E’ un invenzione del demoplutofemminismo cattivo che – com’è che dice il guru degli ometti beta?

ha spaccato il fronte di classe” e ha messo la moglie dell’operaio contro suo marito“.

Visto che gli abbiamo mandato a puttane la rivoluzione? Sono gli ultimi fuochi fatui che emanano dal cadavere di Lotta Continua, bisogna essere indulgenti.

Se non ricordo male sono ufficialmente bandita dal loro sitarello “for men only” da quando mi sono permessa di turbare il loro sgrullatoio con qualche irruzione non gradita. Loro però mi citano e si eccitano con i miei scritti facendosi venire i goccioloni e non è giusto, voglio i diritti d’autore.

Si preoccupano perfino che possa far danni su qualche paziente, che non ho perchè per la verità lavoro in tutt’altro settore e non sono psicologa clinica ma sperimentale, quindi i cervelli li posso anche strizzare, volendo, ma solo da morti. “Presunta” psicologa, anzi. Negare la professionalità e la cultura di una donna ha un potente effetto sull’ometto: glielo allunga sempre di almeno cinque centimetri, come il naso a Pinocchio, per questo non vi rinuncia mai. Peccato che l’effetto non sia permanente ma solo momentaneo.

Ringraziandoli sentitamente per l’attenzione e tornando alle cose serie, vi riporto la risposta che Tafanus ha dedicato ad un commentatore che qui e sul suo sito aveva creduto di poter controbattere al post sul femminicidio con gli argomenti della statistica alle vongole e mal gliene incolse.

Scriveva tale Riccardo:

Femminicidio ?

Rapporto Eures-Ansa 2008:

Omicidi TOTALI in Italia: 601
Omicidi in famiglia: 171

“Dal 2000 (226 omicidi in famiglia, l’anno record del decennio) ad oggi i numeri sono tuttavia in calo.”

Ripeto: DAL 2000… AD OGGI I NUMERI SONO TUTTAVIA IN CALO. (Ma come… non stava aumentando il… femminicidio ?)

Rapporto EURES 2003 sugli omicidi in Italia:

“Profilo della vittima. Complessivamente, le vittime di omicidio sono soprattutto uomini: 444
vittime (pari al 70%) contro 190 donne (30%).”

E i dati sono ancora calati rispetto al 2003. Poi:

“Nel 91,3% dei casi il killer è un uomo; nell’8,3% una donna.”

Il 91% dei killer-uomini uccidono però per la maggior parte ALTRI UOMINI (oltre il 70% di tutte le vittime di omicidi), mentre l’8,3% di donne uccidono perlopiù UOMINI e BAMBINI/E.

Delitti in famiglia:
“A uccidere per motivi passionali sono soprattutto gli uomini (30,7%), mentre le donne killer sono
spesso compromesse da disturbi psichici (23,6%).”

Notare come le donne-killer vengano “scagionate” (“spesso compromesse da disturbi psichici”).

E ancora:
“Negli omicidi in ambito lavorativo la vittima è in tutti i casi registrati (12 nel 2002) di sesso
maschile.”

Sugli omicidi in famiglia:
“L’omicidio in famiglia – Nei 223 omicidi in famiglia del 2002 prevalgono le vittime donne (63,2%
dei casi a fronte del 36,8% dei maschi),”

Notare il linguaggio: “donne e MASCHI”… Comunque il divario non è un granchè, di sicuro è ben lontano dalla disinformazione presentata da Lameduck (notate come non ha postato alcuna fonte statistica, ma solo uno sfogo isterico): 63% contro 36%. Il 63% delle vittime donne in famiglia sono quindi 140. Ripeto: 140. In un paese di 60 milioni di persone. Una goccia nell’oceano.

Ancora dal rapporto EURES:
“Le donne uccidono principalmente i
figli (52,9%) i coniugi (23,5%) e i genitori (8,8%).”

Ancora:
“Nei delitti in famiglia si costituiscono o lasciano arrestare principalmente
le donne (70,6% contro il 42,3% degli uomini), mentre gli uomini tendono maggiormente a
suicidarsi (30,7% contro il 2,9% delle donne). Sono tuttavia soprattutto le donne a premeditare
l’omicidio (38,2 contro il 23,5% degli uomini).”

Quindi le donne premeditano l’omicidio più degli uomini, però “spesso sono affette da problemi psichici” (e quale assassino non è affetto da “problemi psichici” ?).

Tutto questo, in un paese di 60 MILIONI DI ABITANTI.

Detto in poche parole: non esiste alcun “femminicidio”, e tutti quelli che hanno plaudito a questo post di Lameduck ci fanno la figura dei boccaloni.

“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Anonimo

Quando si dice la sfiga. Tafanus che, disgraziatamente per Riccardo, è piuttosto ferrato in statistica, gli risponde così:

“@ Riccardo: ogni tanto fa piacere avere dei “maitres-à-penser” fra i nostri commentatori… Dunque, dato che sei stato generoso di particolari, lo sarò anch’io:

-a) La “Eures”, che citi come fosse la bibbia, nessuno sa cosa sia esattamente. Se ti prendi la briga di andare sul loro sito, alla pagina “chi siamo“, scopri che c’è scritto che la Eures è la Eures: non il nome del titolare e/o dei soci, o di un comitato scientifico, o di un board… NIENTE. Niente di niente. Dietro, per quanto ne so io, ci potrebbe essere anche la figlia della mia portinaia, che di professione fa la manicure. Invece (ma devo andare a cercarmi la fonte altrove) c’è tale Fabio Piacenti. Uno spesso sponsorizzato dal criminologo Bruno (quello di Bruno Vespa). Uno che scrive libri che solo la Franco Angeli pubblica. Il che, per gli addetti ai lavori, è quanto dire.

-b) TUTTE le società di ricerca che rispettano determinati standards metodologici sono associate alle ESOMAR, che raccoglie 5.000 accreditati istituti in tutto il mondo. Alla Esomar, la Eures è assolutamente sconosciuta. Vedi motore di ricerca della Esomar . Esattamente come la fantastica Euromedia della paleontologa Ghisleri, che fa sempre e solo sondaggi sulla fiducia a Berlusconi. Committente Euromedia, Acquirente Euromedia. Fiducia al premier 62%, quando tutti gli altri la danno intorno al 40% in discesa. Campione di 1000 telefonate (ma non ci dice quanti siano i “rifiuti”), neanche stratificato per livello di istruzione. Pertanto una casalinga di Voghera di 40 anni è assolutamente assimilabile ad una primaria ospedaliera di oncologia di Udine.

-c) Ma visto che ti sei fatto una cultura sull’opera di Piacenti, ti accontento aggiungendo un suo scritto, che hai accuratamente trascurato, da buon “rabdomante selettivo”:

“…in dieci anni, dal 1997 al 2007, le violenze sessuali sulle donne denunciate sono triplicate, da 1582 a 4500 casi all’anno, e anche in Lazio sono triplicate, passando da 159 a 438 casi all’anno.

Che piagnone, però, queste donne… Poi però il buon Piacenti non ci spiega quali siano i numeri e gli andamenti delle violenze sessuali subite da uomini, da parte di donne. Sarà per la prossima ricerca.

-d) poi ci informi di una cosa che conosciamo tutti, e cioè del fatto che dal 2000 gli omicidi sono in calo, ed aggiungi, radioso: ma allora dov’è il femminicidio? Non saprei, amico, visto che all’interno di un generico “omicidi in calo” non ci dici quale sia il calo di quelli maschili, e quale sia il calo di quelli femminili. Neanche Eures o Euromedia avrebbero saputo fare peggio.

-e) poi ti lasci scappare: “…Delitti in famiglia: a uccidere per motivi passionali sono soprattutto gli uomini (30,7%) (…ma va???…) mentre le donne killer sono spesso compromesse da disturbi psichici (23,6%).” Notare come le donne-killer vengano “scagionate” (“spesso compromesse da disturbi psichici”).

Amico, chi è che le scagiona inventandosi i disturbi psichici: Io? Tu? Lameduck? Oppure la mitica Eures, diventata improvvisamente truffaldina ed inaffidabile?

-f) Amico, mi meraviglia la tua meraviglia che siano in grande maggioranza sia gli ammazzattori che gli ammazzati maschi. Mai sentito parlare di criminalità organizzata, guerra fra bande, rapinatori? E allora? la maggior parte degli ammazzati sono uomini? e allora? chi li ammazza, donne, o altri uomini? In questo passaggio la scemenza delle osservazioni tocca vette altissime.

Amico, sei tanto fuori che non hai capito che qui la matrice del discorso è la violenza “di genere”, non la guerra fra bande di spacciatori, o fra bande per il controllo del movimento terra a Gioia Tauro. E’ tanto difficile, arrivarci? Ci fai le statistiche degli uomini stuprati da donne, e del numero relativo di uomini ammazzati per aver opposto resistenza? Ci citeresti le fonti della Eures? Oppure compri qualsiasi merda a scatola chiusa, senza preoccuparti del percorso scientifico della merda stessa, purchè questa merda abbia il tipo di puzzo che preferisci?

Vedo, ancora, che la Eures fa anche ricerche, quasi sempre per una committenza fascio-laziale. Ma il problema è che persino per la tollerante legge italiana, una ricerca non esiste se non ha i requisiri minimi per essere pubblicata (pubblicazione OBBLIGATORIA) sul sito governativo.

Ebbene, in questo sito la Eures brilla per la sua assoluta assenza. Niente. Zero. Un Istituto Fantasma.

Chiudo con una tua citazione: “Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”.

Aggiungo che ancora più disonesto è colui che non falsifica i dati (troppo scopribile!), ma “seleziona” quelli da dare e quelli da non dare, sceglie fonti di infimo livello, non cita le fonti che la sua fonte non cita, In aggiunta, è assolutamente incapace di condurre un’analisi non cretina, sia pure prendendo per buoni i dati non buoni d’origine.

Mi raccomando, aspettiamo con ansia le statistiche sulle stupratrici. Ci Mancano.”

Oh, è stata un’esperienza unica. Faticosa come una discesa di rafting ma da provare.
Se fosse stato per me mi sarei ben guardata dal commentare sul loro sito. Avevo dato una scorsa l’altra sera ai commenti di un loro post dove si era avventurata Galatea per discutere, tra l’altro, di aborto prendendosi le sue belle borsettate andropausiche e mi era bastato. Avevo capito l’aria che tirava.
Tra parentesi, sull’aborto loro non sono né pro né anti, ma tendenza “every sperm is sacred“. Di quelli che pensano che le donne abortiscano solo per fare un dispetto all’uomo e sbarazzarsi dell’effetto collaterale di quel rompicoglioni di uno spermatozoo più veloce di Usain Bolt che ha osato interromper loro il ciclo. Tanto il disturbo di un aborto è come quello di farsi fare le extensions dal parrucchiere e adesso che basta un poco di zucchero e la pillola va giù è una pacchia, vero ragazze? Abbiamo proprio bisogno di un bell’aborto rilassante, ogni tanto. Meglio di un massaggio Shiatzu.
Giusto per far fischiare ancora un po’ le orecchie a Luttazzi, una sua celebre battuta: “Se fossero gli uomini a restare incinti l’aborto si farebbe dal barbiere”.

Ad ogni modo, quando ho scoperto che era stato linkato il mio post di qualche giorno fa nei commenti ad un loro scritto dedicato al dramma degli uomini separati – argomento scottante e serio che andrebbe trattato con ben altra lucidità – non ho resistito. Sono andata a vedere le reazioni al mio scritto bastardo. L’esordio prometteva bene:

Che tristezza, questa qui si presenta addirittura come una psicologa. E’ proprio vero che oramai le lauree finiscono per regalarle 🙂

Ecco, nonostante nei commenti successivi mi sia sentita dire di molto peggio e solo perchè li avevo insigniti dell’appellativo di sfigati, chissà perchè gli brucia tanto, ciò che mi ha sconvolto di più è questo. Si definiscono un movimento intellettuale e di sinistra e poi ragionano come i trogloditi con il complesso della donna che ha studiato. Che, cazzo, ha una sua competenza. Che se ti dice che ti comporti da sfigato potrebbe perfino avere ragione.
Forse pensano che le Università siano come le discoteche, dove le donne entrano gratis. Scommetto che se avessero una gamba in cancrena e il chirurgo che deve loro salvare la vita fosse donna si farebbero prendere dalle smanie: “Ma non sarà che nel bel mezzo dell’amputazione posa il coltello di Liston e si rifà il trucco? “

Il resto dei commenti che ha scatenato il mio intervento nel sancta sactorum degli ometti versione beta ve lo risparmio. E’ qui per chi si sente attratto dai fenomeni bizzarri e vuole farsi un brutto viaggio da acido andato a male nella misoginia di bassa lega.
Riassumo, solo per chi vuole risparmiarsi la fatica, che mi sono presa, in ordine sparso, oltre al fatto della laurea regalata, della femminuccia, superficiale e misandrica, dell‘imbecille, velatamente della troia e della puttanella dal Gran Maestro in persona – che non è Paolo Barnard come ho erroreamente riportato, ma tale Fabrizio, un vero signore – e, dulcis in fundo, siccome sono pure ometti de sinistra, della razzista-fascista-stalinista. Evvai!

Oltre che a Galatea, esprimo tutta la mia solidarietà al malcapitato Giosby, che ha provato da uomo a controbattere alle minchiate degli ometti e si è beccato addirittura del povero idiota.

Cari ometti, non vi chiamo più sfigati se no vi offendete ( dopo questa esperienza diretta con voi ometti è più consono), sinceramente mi preoccupate perchè quando si vedono complotti femministi dappertutto, si pensa che Galatea e Lameduck siano non due personalità distinte ma un’unica entità maligna proteiforme e persecutoria e ci si inventano campagne di persecuzione inesistenti da parte di chi ha anche da lavorare e non ha l’abitudine di intasare le caselle email di insulti, perchè non ha più un’età mentale di 12 anni e, concludendo, quando si leggono minchiate del genere:

Le donne hanno più bisogno di sesso perché ci vivono: pensano soprattutto a trovare uomini, a prostituirsi. Le donne non hanno interessi come sport, cinema, e altro….l’interesse principale è attirare il maschio e farsi servire; devono sentirsi superiori perché desiderate e rispettate. Alcune hanno invece interesse per i cani, i gatti e altri animali.

io a questo punto, scusatemi tanto se è una donna che ve lo dice, ma normalmente consiglio di rivolgersi ad uno bravo. Maschio, naturalmente, per carità.

P.S. Dear little men, siccome insistete con l’insinuare che io e Galatea avremmo inviato mail di insulti a S.E. Fabrizio Marchi,** Gran Maestro degli Ometti Beta, che manda qui il suo avvocato invece di interloquire di persona, ribadisco che, essendo come da voi affermato, tali email anonime, affermare che siano state inviate da noi è una pura illazione e si configura come delirio paranoico di persecuzione. Credetemi, certe cose noi ragazze in carriera non le facciamo. Preferiamo di gran lunga, almeno parlo per me, scarabocchiarvi qualche sberleffo sulla maglietta firmandoci con un bell’autografo. Se vi danno dei rotti… beh, non datene la colpa a noi. Quella è un’accusa più da confratelli di genere. Per noi siete sempre i nostri cari sfigatelli.
E poi, vi siete tanto adombrati per la questione della fellatio reciproca. Non avete neanche capito che non era un insulto ma una dottissima citazione da Pulp Fiction, come quella del circolo del cucito. Ah, già, dimenticavo, secondo voi alle donne non interessa il cinema.

** Grazie ad una soffiata di Klara scopro che il Fabrizio ha scritto pure dei libri e che è un ex-lottacontinuista. Come Paolo Liguori, Gianfranco Micciché e Giampiero Mughini. Bella gente che si è fatta catturare dal raggio traente di Silvio, ovvero l’archetipo dell’uomo alfa. Poi dicono che il raggio traente è una cazzata.

La fonte è il settimanale francese Nouvel Observateur e, come accade sempre in questi casi, ci si chiede quanto di vero ci sia in ciò che si legge. Che la notizia sia riportata in tutti i giornali e le portinerie d’Italia non rappresenta certo garanzia di autenticità, anzi. Probabilmente si prende qualcosa di vero e ci si ricama un po’ sopra, giusto per non dare le altre notizie importanti, ecco tutto.
Che Sarkozy fosse un ometto, ne avevamo avuto il sospetto. Che fosse affetto da serialità amorosa ossessiva, nel senso che si fa solo le fotocopie della ex amata Cecilià, lo avevano notato non solo i colleghi psicoanalisti ma anche le parrucchiere.
Non bastasse la faccenda, sicuramente vera perchè ci sono le foto, dell’anello a Carlà uguale a quello di Cecilià (speriamo non ne avesse fatto la scorta a suo tempo, con il prendi-due-paghi-uno), ora ‘sto gran blagueur si sarebbe fatto beccare a mandare un SMS alla ex moglie a otto ore dal matrimonio con la famosa oui-je-suis-Carla-ce-l’ho-solo-moi. Messaggino che recitava “Se torni, annullo tutto”. Sembra il seguito di “Se mi lasci ti cancello”.

Se il fatto fosse vero, mi chiedo: chi può avere divulgato l’SMS alla stampa? Forse i servizi francesi, i colleghi inglesi dell’MI6, la CIA, Al Qaeda? Non ho dubbi, in questo caso, potrebbe essere stata solo Cecilià.
Questa storiella, vera o falsa che sia, ha una sola morale. Gli uomini sono talmente ingenui, perfino i capi di stato, da scrivere stronzate da ragazzini sugli SMS pensando che nessun altro le leggerà. Gli uomini non sopportano di non essere più idolatrati dalle donne che li hanno amati, figuriamoci piantati, per questo tanti “Ne me quitte pas, Carmen” finiscono a coltellate.
Le donne, dal canto loro, quando sono fuori da una storia d’amore non ci sono cristi che tengano e sono capacissime di smerdare gli ex con i mezzi più sadici, tra i quali il pubblico ludibrio dell’ometto di turno è il preferito in assoluto. “Je ne t’aime plus”. Lo stesso quando vengono cornificate.

Ricordate la lettera indignata di Veronica a giornali unificati, dopo la frase “ti sposerei se non fossi già sposato” di Berlusconi alla Carfagna? Il fatto di affidare la vendetta per prime alle pagine dell’odiata (dal marito) Repubblica e non per esempio al “Giornale” di famiglia, fu una mossa di rara raffinatezza sadica.
L’amor proprio femminile ferito dal confronto con una rivale e dalla meschinità di lui si lavano solo con il sangue metaforico del “che tutti sappiano”.
Possiamo benissimo immaginare quindi la crudele Cecilià leggere l’SMS di Sarko, riderne beffarda e con il pollice veloce forwardarlo all’amico giornalista affinchè il mondo venga a sapere quanto è ometto l’ometto all’Eliseo.

Più feroce di Veronica, senza dubbio, ma devo ammettere che rispetto alla cafonata galattica di Sarkozy quella di Silvio appare, al confronto, quasi commovente, un momento poetico.
Ecco perchè mi dedico oggi al gossip. L’occasione di poter spezzare una lancia in favore di Berlusconi (nonostante la quasi camicia nera di oggi) è rara come un’eclisse totale di sole e quindi non potevo farmela sfuggire.


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La fonte è il settimanale francese Nouvel Observateur e, come accade sempre in questi casi, ci si chiede quanto di vero ci sia in ciò che si legge. Che la notizia sia riportata in tutti i giornali e le portinerie d’Italia non rappresenta certo garanzia di autenticità, anzi. Probabilmente si prende qualcosa di vero e ci si ricama un po’ sopra, giusto per non dare le altre notizie importanti, ecco tutto.
Che Sarkozy fosse un ometto, ne avevamo avuto il sospetto. Che fosse affetto da serialità amorosa ossessiva, nel senso che si fa solo le fotocopie della ex amata Cecilià, lo avevano notato non solo i colleghi psicoanalisti ma anche le parrucchiere.
Non bastasse la faccenda, sicuramente vera perchè ci sono le foto, dell’anello a Carlà uguale a quello di Cecilià (speriamo non ne avesse fatto la scorta a suo tempo, con il prendi-due-paghi-uno), ora ‘sto gran blagueur si sarebbe fatto beccare a mandare un SMS alla ex moglie a otto ore dal matrimonio con la famosa oui-je-suis-Carla-ce-l’ho-solo-moi. Messaggino che recitava “Se torni, annullo tutto”. Sembra il seguito di “Se mi lasci ti cancello”.

Se il fatto fosse vero, mi chiedo: chi può avere divulgato l’SMS alla stampa? Forse i servizi francesi, i colleghi inglesi dell’MI6, la CIA, Al Qaeda? Non ho dubbi, in questo caso, potrebbe essere stata solo Cecilià.
Questa storiella, vera o falsa che sia, ha una sola morale. Gli uomini sono talmente ingenui, perfino i capi di stato, da scrivere stronzate da ragazzini sugli SMS pensando che nessun altro le leggerà. Gli uomini non sopportano di non essere più idolatrati dalle donne che li hanno amati, figuriamoci piantati, per questo tanti “Ne me quitte pas, Carmen” finiscono a coltellate.
Le donne, dal canto loro, quando sono fuori da una storia d’amore non ci sono cristi che tengano e sono capacissime di smerdare gli ex con i mezzi più sadici, tra i quali il pubblico ludibrio dell’ometto di turno è il preferito in assoluto. “Je ne t’aime plus”. Lo stesso quando vengono cornificate.

Ricordate la lettera indignata di Veronica a giornali unificati, dopo la frase “ti sposerei se non fossi già sposato” di Berlusconi alla Carfagna? Il fatto di affidare la vendetta per prime alle pagine dell’odiata (dal marito) Repubblica e non per esempio al “Giornale” di famiglia, fu una mossa di rara raffinatezza sadica.
L’amor proprio femminile ferito dal confronto con una rivale e dalla meschinità di lui si lavano solo con il sangue metaforico del “che tutti sappiano”.
Possiamo benissimo immaginare quindi la crudele Cecilià leggere l’SMS di Sarko, riderne beffarda e con il pollice veloce forwardarlo all’amico giornalista affinchè il mondo venga a sapere quanto è ometto l’ometto all’Eliseo.

Più feroce di Veronica, senza dubbio, ma devo ammettere che rispetto alla cafonata galattica di Sarkozy quella di Silvio appare, al confronto, quasi commovente, un momento poetico.
Ecco perchè mi dedico oggi al gossip. L’occasione di poter spezzare una lancia in favore di Berlusconi (nonostante la quasi camicia nera di oggi) è rara come un’eclisse totale di sole e quindi non potevo farmela sfuggire.


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