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Non c’è niente da fare, sadomaso si nasce ed io non lo nacqui.
Certe cose non riescono a farmi godere proprio per niente. Mi causa sincera e profonda sofferenza sapere che delle persone uguali a me, con le stesse secrezioni ed emozioni, vengano discriminate per una questione “morale”. Ci soffro perchè purtroppo mi immedesimo.

Se io fossi maschio e gay e rischiassi tutte le sere di venire picchiato solo perchè non sono devoto alla Dea Figa, come mi sentirei? Se fossi lesbica e sudafricana e corressi il doppio rischio di essere violentata perchè qualcuno pensa “rieduchiamo questa schifosa al culto del Dio Cazzo”, quale sarebbe la mia vita?
E’ una conquista di civiltà dover pensare: “Per fortuna sono eterosessuale?”

L’altro giorno, di fronte a dove lavoro, sono passati due uomini che si tenevano abbracciati e si sono scambiati un bacio. Ovviamente la cosa ha provocato diversi commenti e tutti negativi. Ne ricordo uno in particolare: “Meno male che non c’erano bambini. Pensate se un bambino avesse chiesto: “Mamma, perchè quei signori si baciano?”, come avremmo potuto spiegargli la cosa?” Ho provato a suggerire di rispondere alla domanda infantile con un semplice “Si baciano perchè si vogliono bene” ma mi hanno risposto educatamente che “io non ho figli quindi non posso capire.”
Ah beh, si beh.
E’ un fatterello, una bagattella, ma significativa del clima e del percorso ancora da fare per combattere il pregiudizio omofobo.
Ci vuole proprio così tanto a non farsi scandalizzare dal bacio tra due persone dello stesso sesso? Siccome due uomini o due donne si baciano qualcosa ci viene meno? Il nostro conto corrente bancario ne viene intaccato? Perdiamo due anni di vita in un botto? Ci cascano per sempre i capelli?

E’ una questione “morale”, dice la Dott. Prof. Maestra dell’Ordine del Cilicio Paola Binetti. La morale, più che di Dio o del su’ figliolo, così tollerante quest’ultimo, è quella dell’Opus Dei, ovvero di una setta religiosa.
Richiesta, in un’intervista, di dare una definizione di omosessualità, la Binettish v. 2009 risponde:

«È una variabile del comporta­mento sessuale umano. Sono una sostenitrice dei diritti individuali degli omosessuali. Però non mi pos­sono chiedere di rinunciare a pochi ma radicatissimi principi morali».

Quali siano tali principi morali non viene spiegato. Immagino siano i medesimi che le fecero dire, tempo fa, che:

“L’omosessualità è una devianza della personalità: è un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico”.

La nuova Binettish pare aver fatto un passo avanti, qualcuno deve averle detto che perfino le pagine gialle della psichiatria, il DSM-IV-TR, non annoverano più l’omosessualità tra le malattie mentali. L’omosessualità non appartiene alla patologia ma alla fisiologia.
E’ una variante, va bene. Fin lì ci arriva. Ma che c’entra allora la morale?

Sarò un’indistruttibile razionalista ma non capisco come possa conciliarsi la professione medica, psicologica, neuropsichiatrica, quindi scientifica e razionale con l’appartenza ad una setta religiosa che prescrive l’autoinfliggimento di supplizi ed un continuo esercizio di sottomissione pericolosamente simile alla nota perversione sessuale denominata sadomasochismo.
Quale tentazione mai si deve essere costretti a scacciare per arrivare a conficcarsi un cavallo di Frisia nella coscia, quindi vicino alle pudenda? Una dirompente eterosessualità che fa fremere di lussuria persino alla vista di un innocente ortaggio come il cetriolo oppure un’altrettanta dirompente ed inconfessabile tendenza verso il proprio sesso?

Quando la Binettish dice che ha simpatia per i gay ma non può concedere loro dei diritti (perchè tali essi sono) per una questione “morale” io, se madame mi permette, della sua morale me ne fotto e non gradisco che essa debba condizionare le decisioni del Parlamento italiano. Non si può parlare contemporaneamente da medici e da superstiziosi. Il giudizio freddo e razionale viene soverchiato da un problema personale, per non dire da una perversione. Il sadomasochismo è anch’esso una variante? Ok ma è strano che, per paura di favorire una variante del comportamento se ne voglia imporre un’altra, cioè la propria.
Il Cristianesimo, che rappresenterebbe in teoria il primato dell’empatia, in questo caso si incarta e non riesce ad andare avanti. Ciò che lo blocca non è la morale o la religione. E’ un semplicissimo problemino personale.

Anche se francamente del PD, il partito che non è un’opposizione ma è diventato ormai l’abbreviazione di una nota bestemmia, non me ne può fregare di meno, mi permetto di suggerire: Franceschiello, tira fuori i coglioni e cacciala dal partito.

Lei, di sua iniziativa, non se ne va perchè non saprebbe dove andare, dice. “Sono di sinistra”, strilla. Strano che ciò si coniughi con l’appartenenza ad una frangia del cattolicesimo di estrema destra.
Del resto un partito l’Opus Dei non glielo fonda e quindi sarebbe costretta a vivere solo del suo misero stipendio di professore universitario.

Dia retta, cara triade Fra-Ber-Mar, possiamo fare a meno della Paola in cilicio. Perdere i voti degli amanti del bondage estremo non mi pare una tragedia.
Siamo sopravvissuti alla dipartita di Mastella. Ce la faremo anche senza la Binettish. Finiamola, una buona volta, di farci del male.

Ci sono due cose che dovrebbero far incazzare come pantere tutti coloro che sperano sempre nella presenza di un’Opposizione in questo paese e che dovrebbe spingerli a sommergere le sedi dei partiti dell’opposizione, appunto, ma soprattutto del PD, di letame fresco di giornata possibilmente di origine diarroica suina ed asinina, sparato con i cannoni che servono per innevare le piste da sci.

La matematica, da quella zozza bastarda che è, ci dice che oggi, se non fossero mancati 22 deputati dell’opposizione, il decreto contenente la norma vergognosa dello scudo fiscale non sarebbe passato.
Facciamoli i nomi dei bastardi senza gloria che hanno servito l’assist al governo e che invece di fare il loro dovere, come da mandato ricevuto da quei coglioni che li hanno votati, stavano non si cazzo sa dove:

Aurelio Misiti (IDV)
Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra (motivi di salute), Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Sergio D’Antoni (che fa sapere di essere ricoverato in ospedale), Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Marianna Madia (anche per lei motivi di salute), Margherita Mastromauro, Lapo Pistelli con Linda Lanzillotta e Giovanna Melandri**, (complimenti alle ex ministre), Massimo Pompili, Fabio Porta, Giacomo Portas (PD).
Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri UDC).

Questi prendono 13.000 euro al mese e l’unico giorno che è indispensabile la loro presenza per non far passare una sconcezza che offende gli italiani onesti, loro non si presentano.
Alcuni si sono giustificati per malattia. Beh, spero per loro che fossero tutti intubati, in coma farmacologico ed intrasportabili.
Segnatevi questi nomi e portateveli dietro la prossima volta che andate al seggio, non fosse mai che ve li ritroviate in qualche lista.

Secondo motivo per essere incazzati. Il presidente Napolitano ha già detto che firmerà il decreto.
Gli avrà dato almeno una scorsa, una leggiucchiata, si sarà fatto fare un riassuntino lesto lesto del contenuto o firma tutto ciò che gli portano?
Oggi ha dichiarato che ha nostalgia della vecchia politica dove c’erano si gli antagonismi ma c’era più rispetto.
Anch’io ho nostalgia del passato. So per esempio che una merdata come lo scudo fiscale, Sandro Pertini non l’avrebbe mai firmata.

** per la cronaca stavano a Madrid per il PD. Come dire in vacanza.

Problema. Date tre frasi A, B e C, appartenenti a tre diversi schieramenti politici, calcolare seno e coseno di A e B e determinare quale frase tra A, B e C è stata pronunciata dall’on. Binetti. Calcolare, in base alla seguente affermazione: “Il Governo del PD promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale”, quanto ci azzecca l’on Binetti con il programma del PD ed infine trovare il minimo comun denominatore tra A, B, e C, moltiplicando il risultato per il raggio di Giuliano Ferrara per 3,14.

A) “Per noi la Vita è Sacra. Senza dubbi né esitazioni. Al centro della nostra proposta politica vi è la Persona, dal concepimento alla morte, con i suoi diritti e la sua dignità. Rivedere l’applicazione della Legge 194: intendiamo rendere efficace la parte sulla “prevenzione” della L.194, con riferimento agli artt. 2 e 5 che sanciscono il ruolo di “prevenzione rispetto all’aborto” dei consultori, al fine di rendere effettiva la Difesa della vita dal “concepimento” e non, in termini equivoci, “dall’inizio” come è oggi.
Trasformare – secondo lo spirito della Legge – i Consultori in luoghi di sostegno e orientamento alla vita e non all’interruzione volontaria di gravidanza.
Tutela della famiglia tradizionale: consapevoli della necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, vogliamo ribadire la nostra ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato”.

B) “[—] si batterà per la revisione totale della legge 194 che legalizza un omicidio, l’aborto. Crediamo, infatti, che la vita sia sacra e vada difesa dal primo all’ultimo istante, dal concepimento alla morte naturale. Ci batteremo affinché la maternità e la vita non vengano considerate “incidenti di percorso”, ma doni da tutelare.
[—] si batterà contro ogni tentativo di promuovere surrogati tipo le unioni civili, i PACS, i DICO, i CUS o come vorranno chiamarli. La famiglia è una ed è quella fondata sul matrimonio fra un uomo ed una donna e sul concepimento, a Dio piacendo, di figli. La pretesa della lobby gay di equiparare le unioni omosessuali alle famiglie, non può trovare credito in un paese come l’Italia. Men che meno l’idea malasana delle adozioni per coppie omosessuali, o peggio ancora pratiche vergognose come l’affitto di uteri, di ovuli, di sperma, per dare cosi soddisfazione ad egoismi che nulla hanno a che fare con la vita, la maternità, la paternità.”

C) “I Pacs non si faranno. Non c’erano nel programma dell’Unione e non sono all’ordine del giorno di questo governo, nonostante le uscite di qualche ministro ed esponente della maggioranza”.
«Dire di no alle unioni di fatto non significa fare un atto di crudeltà mentale o ignorare il problema. Significa invece assumersi precise responsabilità di fronte alle generazioni future e al modello di società che abbiamo in mente. L’uguaglianza di diritti non crea il diritto all’uguaglianza. Una coppia omosessuale è diversa da una coppia eterosessuale: ce lo dice l’evidenza. I diritti individuali sono pari per tutti, quelli delle coppie no. E proprio il senso della ragione stessa ce lo dice”.

(A, B, C)


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Problema. Date tre frasi A, B e C, appartenenti a tre diversi schieramenti politici, calcolare seno e coseno di A e B e determinare quale frase tra A, B e C è stata pronunciata dall’on. Binetti. Calcolare, in base alla seguente affermazione: “Il Governo del PD promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale”, quanto ci azzecca l’on Binetti con il programma del PD ed infine trovare il minimo comun denominatore tra A, B, e C, moltiplicando il risultato per il raggio di Giuliano Ferrara per 3,14.

A) “Per noi la Vita è Sacra. Senza dubbi né esitazioni. Al centro della nostra proposta politica vi è la Persona, dal concepimento alla morte, con i suoi diritti e la sua dignità. Rivedere l’applicazione della Legge 194: intendiamo rendere efficace la parte sulla “prevenzione” della L.194, con riferimento agli artt. 2 e 5 che sanciscono il ruolo di “prevenzione rispetto all’aborto” dei consultori, al fine di rendere effettiva la Difesa della vita dal “concepimento” e non, in termini equivoci, “dall’inizio” come è oggi.
Trasformare – secondo lo spirito della Legge – i Consultori in luoghi di sostegno e orientamento alla vita e non all’interruzione volontaria di gravidanza.
Tutela della famiglia tradizionale: consapevoli della necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, vogliamo ribadire la nostra ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato”.

B) “[—] si batterà per la revisione totale della legge 194 che legalizza un omicidio, l’aborto. Crediamo, infatti, che la vita sia sacra e vada difesa dal primo all’ultimo istante, dal concepimento alla morte naturale. Ci batteremo affinché la maternità e la vita non vengano considerate “incidenti di percorso”, ma doni da tutelare.
[—] si batterà contro ogni tentativo di promuovere surrogati tipo le unioni civili, i PACS, i DICO, i CUS o come vorranno chiamarli. La famiglia è una ed è quella fondata sul matrimonio fra un uomo ed una donna e sul concepimento, a Dio piacendo, di figli. La pretesa della lobby gay di equiparare le unioni omosessuali alle famiglie, non può trovare credito in un paese come l’Italia. Men che meno l’idea malasana delle adozioni per coppie omosessuali, o peggio ancora pratiche vergognose come l’affitto di uteri, di ovuli, di sperma, per dare cosi soddisfazione ad egoismi che nulla hanno a che fare con la vita, la maternità, la paternità.”

C) “I Pacs non si faranno. Non c’erano nel programma dell’Unione e non sono all’ordine del giorno di questo governo, nonostante le uscite di qualche ministro ed esponente della maggioranza”.
«Dire di no alle unioni di fatto non significa fare un atto di crudeltà mentale o ignorare il problema. Significa invece assumersi precise responsabilità di fronte alle generazioni future e al modello di società che abbiamo in mente. L’uguaglianza di diritti non crea il diritto all’uguaglianza. Una coppia omosessuale è diversa da una coppia eterosessuale: ce lo dice l’evidenza. I diritti individuali sono pari per tutti, quelli delle coppie no. E proprio il senso della ragione stessa ce lo dice”.

(A, B, C)


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