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vignetta di Marco Careddu

Facciamo un bello stress test per mettere alla prova l’autenticità dell’amore per la vita e fine vita della Chiesa?
In cambio di questa legge idiota, assurda, fondamentalista e odiosa, oltre che per l’ennesima volta incostituzionale, che permetterebbe di staccare il nasogastrico solo ai cadaveri già sul tavolo autoptico (grazie al cazzo) reintrodurrei subito, come contropartita e senza attendere il 2014, l’ICI al 9xmille per tutti gli immobili di proprietà della Chiesa, abolendo inoltre l’esenzione per luoghi di culto, parrocchie, immobili utilizzati per servizi sociali convenzionati (mense, centri di assistenza e volontariato) ed aree extraterritoriali tutelate dai Patti Lateranensi (come il Vicariato, Castel Gandolfo, l’Università Lateranense). Tutto questo il giorno stesso dell’approvazione della legge, con decorrenza immediata e calcolo dell’importo a partire dall’ 1/1/2011.

Per difendere a tutti i costi il bene supremo della vita e, di striscio, contribuire ai sacrifici indotti dalla crisi economica, si potrebbe anche pagare un piccolo prezzo, nevvero Sedicesimo?
Altrimenti, facciamo così: do ut des, Benedictus. Tu non paghi l’ICI, ma ci lasci stare nel nostro brodaccio laico. Non pretendi di farci infilare dalle monache sondini, clisteri e flebo a tradimento e ci lasci morire in pace, ist das klar?

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Il Papa ha chiesto perdono a Dio per la pedofilia pretesca ed ha auspicato l’uso del bastone per i responsabili degli abusi.
Le carote se le prendono le vittime.

(La Saga dello Schwanstuck continua. Ovvero: “Luqa , Luqa, Luqa, cosa ti è successo?”)
In previsione della visita a Malta, L’unico problema del comitato di accoglienza al Santo Padre sembra essere la rimozione di questo enorme schwanstuck opera di un artista locale, sito nella città di Luqa e ciò nonostante Ratzi ne abbia uno quasi uguale accanto a casa in Cermania. Per coerenza, vista la forma, rimuoviamo a questo punto anche l’obelisco di Piazza San Pietro. Poi, oltretutto, “obelisco” ricorda troppo la parola “ombelico”.
E, per carità, al santo P. non venga in mente in questa stagione di andare in Giappone.)

Tralasciando la sessuofobia ossessivo-compulsiva che fa vedere pistoloni anche nelle semplici colonne (perchè tale è lo schwanstuck maltese, una colonna), giova ricordare e riassumere in breve le enormità pronunciate nei giorni scorsi da un clero che, di fronte al montare della rivolta mondiale antipedofila e spinto nell’angolo, si fa prendere dall’agitazione e spara a casaccio le più risibili frescacce pseudosociologiche. Hanno detto di tutto. Uno sciocchezzaio sintomo di una ignoranza scientifica da far paura ma che chiama in causa proprio la scienza in modo assolutamente improprio.

Card. Bertone: se vi sono preti che molestano i bambini non è colpa né del voto di castità né dell’obbligo del celibato del clero ma dell’omosessualità. Glielo hanno riferito nientepopodimeno che degli psicologi e sociologi in alcuni fantomatici studi pubblicati chissà dove. Tutti cuggini suoi.
A questo punto mi dovrebbe spiegare, Sua Eccellenza, come si interpreta il fenomeno dei preti che molestano le bambinE, ovvero coloro che compiono atti di pedofilia eterosessuale.
S.E. ha poi rettificato dicendo che intendeva l’omosessualità dei preti e non quella della lobby omosessuale… oops, della popolazione omosessuale in generale ma il risultato non cambia. Rimane il problema dei sacerdoti che molestano non i chierichetti ma le giovani fanciulle.

Andiamo avanti. Quando scatta l’allarme antipedofilo, si allentano anche i più tenaci freni inibitori e rispunta per esempio l’antisemitismo d’antiquariato.
Mons. Babini su “Pontifex”, un giornalino di personaggini più a destra del babbo di Mel Gibson sciorina un rosario di perle antisemite da far invidia a “Der Sturmer”:
Il nazismo li sterminò, è vero, ma loro se l’erano cercata. (Come le donne stuprate perchè indossavano la minigonna. NdA)
Gli ebrei avevano strozzato i tedeschi con le banche. Gli ebrei sono raffinati. E infine, come il gran finale dei botti di Capodanno: gli ebrei sono deicidi. Evvai!

Pontifex è una lettura istruttiva. Vi si può leggere, a caso, che “omosessuali e trans non entreranno nel regno dei Cieli” e cosine come queste:

“Gli ebrei di quel tempo rinnegarono Cristo e lo uccisero, furono deicidi inconsapevoli. Era un popolo di testa dura. Occorre pregare per la loro conversione al cristianesimo. Necessario il dialogo”.

“La povera Elisa Claps uccisa dall’eccessivo modernismo, non sarebbe mai salita lì con l’indagato. La Santissima Chiesa della Trinità non ha colpe. Chi ne chiede la sconsacrazione ha secondi fini ed interessi privati”.

“Bertone su pedofilia e omosessualità fa sante e sagge affermazioni. Si chieda l’intervento del Legislatore e si istituisca il reato di crimine contro l’umanità e di attentato alla riproduzione della razza umana.”

Mi sa che domattina vado a costituirmi. Anch’io, non essendomi riprodotta, rischio l’accusa di attentato alla riproduzione della razza umana.

Tornando alla sessuofobia che si porta bene su tutto ed in ogni stagione, un’altra citazione del simpatico Babini:

“Bisogna trattare coloro che hanno tendenze omosessuali con delicatezza e senza infierire, con misericordia. Ma accettino serenamente la loro croce e la malattia con santa rassegnazione. Altri invece praticano l’omosessualità e persino se ne vantano. A loro dico che persino gli animali rispettano l’ordine della natura e loro no, da questo punto di vista meglio la regolarità degli animali”.

Mo’ Babini te faccio male. Prego fate entrare i Bonobo. I Bonobo sono scimmie assai simili all’uomo, del quale condividono una buona fetta del DNA, con una differenza pari solo all’1,6%, secondo alcuni studi genetici.
La loro struttura sociale è ormai leggendaria:

“La specie è ben caratterizzata come egualitaria, centrata sulla femmina, e usa a sostituire il sesso all’aggressione. Mentre nella maggior parte delle altre specie il comportamento sessuale costituisce una categoria ben distinta, nel bonobo esso è parte integrante di tutte le relazioni sociali – e non solo di quelle tra maschi e femmine. I bonobo fanno sesso praticamente in tutte le possibili combinazioni (anche se tali contatti sono inibiti tra parenti molto stretti). E le interazioni sessuali avvengono tra i bonobo più spesso che tra tutti gli altri primati. Nonostante la frequenza dell’attività sessuale, il tasso di riproduzione dei bonobo in natura è circa uguale a quello degli scimpanzé. Una femmina mette al mondo un solo piccolo alla volta, a intervalli di cinque o sei anni. I bonobo, dunque, condividono con la nostra specie almeno una caratteristica molto importante: una parziale separazione tra riproduzione e sessualità.” (Frans de Waal da Scientific American, marzo 1995, pp. 82-88)

Come dice Caparezza: la scimmia è l’evoluzione dell’uomo.

Allora, se la natura (vogliamo dire Dio?) ha creato una specie animale che pratica abitualmente e senza inibizioni anche l’omosessualità, come la mettiamo con la nostra naturale regolarità?

La casa natale di Papa Ratzinger in Cermania, sconciata oggi da scritte “così offensive da non poter essere riportate”. Cosa avranno mai scritto questi tedeschi di tanto forte?

Si sa solo che ogni riferimento delle scritte all’enorme schwanztuck lì accanto è puramente causale.

Nel mondo dei vip serpeggia il panico. Diciamolo, se non hai subìto un attentato da parte di uno psicolabile nel mese di dicembre, non sei nessuno.
Prima Berlusconi in Piazza Duomo con il lancio del souvenir. Attentato pacchiano con una nota splatter e un finale sdolcinato sul quale reclamano i diritti d’autore Riccardo Schicchi, Cicciolina e Mauro Biuzzi nel nome della compianta Moana Pozzi.
Poi Michelle Obama che doveva essere uccisa da una squilibrata alle Hawaii. Attentato sventato a monte dai servizi segreti.
Ieri sera il Papa, aggredito da Ugly Betty in piena messa di Natale. Benedetto si è rialzato con una capriola all’indietro degna di Pai Mei. E’ andata peggio al cardinale Etchegaray, che ci ha rimesso un femore nel placcaggio stile All Blacks.

D’Alema, per sedersi al tavolo delle riforme, si acconterebbe anche di un buffetto sulla guancia, di un nocchino sul capo, di una spintarella. Anche su commissione e per finta, disciamo.

Da Papi a Papa, un papello: “Papa don’t preach! “
Papa al pappa:
“Oh Madonna, Papi Satan, Papi Satan, Aleppe!”
Eh, che volete. Io non sono un polso normale. Sono il polso del Santo Padre, quindi in un certo senso sono un Santo Polso. Si, sono proprio quello della foto, così rigido nel saluto nazi. Una ragazzata. Eravamo giovani entrambi, io ed il principale.
Sono un Santo Polso con tutti i vantaggi del caso, eppure mi sono rotto.
Rotto nel vero senso della parola. Il mio principale è un Sant’Uomo e per fortuna non corro certi rischi come altri VIPpolsi, è stata una banalissima scivolata.

Ah, Benedetto uomo, le scarpe firmate possono fare brutti scherzi, con quelle tenere suole in vero cuoio. Ed io ci sono andato di mezzo. Glielo dicevo che erano meglio delle rudi e teutoniche Birkenstock con quella bella suola gommata e non starei qui a soffrire.
Comunque è andata bene, lo dicevo prima al mio amico femore. “Eh, se ti rompevi tu, a quell’età, sai, potevano essere guai seri”. “Già, tanto sapevo che ti saresti fatto avanti tu”, mi ha risposto quel paraculo.

Mi hanno trattato con tutte le cure, non posso lamentarmi. Mica come un polso qualsiasi di un cristiano o musulmano o cingalese qualsiasi al Pronto Soccorso.
Se capita ad un tizio qualunque, senza importanza, di rompersi uno dei fratelli, di solito il medico di guardia è uno più stronzo di Dr. House: “Le fa male? Su, non è nulla, non vorrà mica la morfina per una stupidaggine del genere? Su, su, stia fermo che tra un attimo abbiamo finito. Si è già rotto il polso, non rompa anche i nostri coglioni.”
Ti bendano in quattro e quattr’otto, dopo averti fatto aspettare quattro ore in piedi, senza nemmeno metterti a posto la frattura, anzi, chi ti fa il gesso te lo fissa proprio alla cavolo di cane, guardando dall’altra parte mentre intorta l’infermiera, così quando guarirai terrai per ricordo un bel polso storto, picassiano. ‘Na sciccheria.

Noi invece, ah, tutta un’altra cosa. Per un uomo di polso come il mio ospite ci vuole un polso perfettamente funzionante. Si, per quella cosa del piano ma non crediate che il Benedetto uomo faccia chissà che sull’avorio bicolore. Suoniamo roba tranquilla alla Bach, mica dobbiamo eseguire le ottave del finale del Rach3.
Mi hanno operato. Si, proprio perchè ero io. Dice che mi ero tutto scomposto e mi hanno riparato. Il chirurgo era tutto sudato al pensiero di lasciarmi una scheggetta fuori posto, così addio clienti in arrivo in massa dalla Curia. E il gesso che mi hanno messo dopo mica è uno così, è in vetroresina, me coj…. Si sto un pò stretto ma devo avere pazienza. Ho avuto anch’io il mio quarto d’ora di celebrità.

Ho guardato il TG1 l’altra sera mentre Benedetto stava in poltrona. Parlavano di me. Erano tutti preoccupati, sembrava una tragedia.
“Ehi, ragazzi, è solo un polso!” mi è scappato.
Parlavano di sofferenza, di anestesia. Così mi è venuto un pensiero cattivo. Tempo fa ho visto un film, c’era il principale del mio principale che veniva frustato ma proprio di brutto, a sangue, una cosa che ho dovuto farmi coprire dagli occhi per non vedere. Ecco, durante la mia lunga carriera di polso di prete ho sentito anche robe tipo che Cristo ha accolto su di sé la sofferenza del Mondo, che è morto per noi sulla croce con i chiodi e tante altre cose.
Così ho pensato: se il principale doveva farsi operare, ma dato che lui è il vicario di Cristo e deve associarsi a lui nella sofferenza, non dovevano negargli l’anestesia ma fargli vedere, come antidolorifico, “La Passione di Cristo” di Mel Gibson?


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“E mentre invitiamo i diversi interlocutori a non abbandonare mai il linguaggio di quel rispetto che è indice di civiltà, vorremmo anche dire – sommessamente ma con energia – che non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso.” (Cardinale Bagnasco, interno giorno, Vaticano)

Con tutto il rispetto, noi non si irride il Papa tanto per far sera, si fa solo notare quando dice cose pericolose per l’incolumità della gente.
E poi cosa significa “non accetteremo”? Scomunica per tutti, offre il Cardinale?
Chiederanno di chiudere Le Monde e di bruciare sul rogo il disegnatore Plantu, che ci offre, oltre alla vignetta di cui sopra, pubblicata in prima pagina sul quotidiano parigino, quest’altra vignetta del giorno, che non ha davvero bisogno di traduzione?


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Con tutto il rispetto, noi non si irride il Papa tanto per far sera, si fa solo notare quando dice cose pericolose per l’incolumità della gente.
E poi cosa significa “non accetteremo”? Scomunica per tutti, offre il Cardinale?
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Con tutto il rispetto, noi non si irride il Papa tanto per far sera, si fa solo notare quando dice cose pericolose per l’incolumità della gente.
E poi cosa significa “non accetteremo”? Scomunica per tutti, offre il Cardinale?
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